mauroverdoliva ha scritto:
Capisco che un musicista che si è fatto il mazzo cosi' al conservatorio, alle scuole ecc possa "offendersi" ma come spiegato, anche la mia categoria, seppur con differenze "scolastiche" si è fatta la sua bella gavetta, spesa in migliaia di ore (eh si) a studiare le tecniche di missaggio, le varie tecnologie, la selezione per genere, bpm, orientamento musicale ecc...
Vi prego di non sminuire questo tempo profuso, anche perché sarebbe divertente invertire i ruoli e far cantare i dj e far "suonare" i musicisti
Mi sono perso in questa discussione ma mi è sembrato di vedere un dj contro tutti!
Forse molti hanno in mente solo dj "tunz tunz" con playlist stabilita a casa ed immobile nei secoli dei secoli.
Io suono (come appassionato) piano tastiera e basso, e la musica dal vivo mi piace un sacco, sia suonarla che ascoltarla (anche se purtroppo non è più tanto di moda). Mai fatto dj o simili.
Discoteche ne ho frequentate poche, praticamente mai musica "tunz" (perché è musica che non mi piace), molto più volentieri discoteche rock (perché mi piace), a volte club di musica elettronica.
Dopodiché dj se ne sentono a vari eventi, feste, presentazioni, anche matrimoni.
Beh, due parole a difesa della "loro" categoria di mi sento di spenderle.
La differenza tra un cane dj ed un bravo dj è abissale!
Tralasciamo la tecnica (l'altro ieri vinili, ieri cd, oggi computer...), che pure ha la sua importanza come in ogni attività.
Un bravo dj deve conoscere una marea sterminata di autori e di pezzi, e li deve conoscere in un modo diverso da un appassionato di musica. Li deve conoscere per generi e sonorità omogenee, per atmosfere, per intensità dei pezzi, per velocità, per durata, per presa sul pubblico, e deve essere molto rapido ad individuarli, altrimenti non può tenere un filo logico di un evento di più ore, una scaletta omogenea, creare le atmosfere che ha in mente, stare dietro all'evoluzione del pubblico e della serata.
Un bravo dj deve entrare in contatto col pubblico, deve condurlo dove vuole lui (un evento di più ore deve avere un suo filo logico sennò è un casino) e deve essere poi in grado di stare dietro alle evoluzioni del pubblico, che non è sempre uguale.
Banalmente, se il pubblico comincia ad essere troppo agitato un dj col fiuto smorza i toni e cambia rotta senza però ammazzare il divertimento. Un bravo dj trova anche il pezzo svuota pista giusto che ti convince che la serata è finita lasciandoti un bel ricordo.
Magari non è la stessa cosa che fare dieci anni di conservatorio ed esercitarsi ore ed ore al giorno, ma le loro qualità ed il loro lavoro ai dj bravi va riconosciuto.
Non so che dj sei tu mauroverdeoliva e se ho detto fesserie sul tuo lavoro, ma questo è come la vedo io da fruitore (anche sporadico) di serate ed eventi.
Buonanotte