@ taglia74
Non considerate una cosa basilare. Un tocco di eq, un tocco di compressore, una modifica alla dinamica dei tasti ed ai parametri che permettono al v-piano di cambiare faccia in funzione dei settaggi ed ecco che sotto le dita ho un piano digitale diverso, con una risposta diversa. Ma in 3sec e due accordi questo non si può fare. Piu di qualcuno ha asserito che i preset non sono il meglio che lo strumento può dare....
Non bastano ne tre accordi ne un quarto d'ora. Anche sui digitali serve conoscenza ed approfondimento dello strumento prima di poter dare un buon giudizio....al pari di qualsiasi altro strumento complesso.
Poi se il numa è semplice ed ottimamente settato complimenti agli inventori.
Continuiamo a non intenderci: il suono
ascoltato si può editare parecchio, ed in effetti si può rendere credibile (anche se di piani digitali coi medi poco vetrosi ho sentito solo il silver di nord, il dexibell e forse, pensa te, un celviano...oltre a qualche vsti e sopra tutti il ravenscroft)
Ma qui non parliamo di medi vetrosi, parliamo di interazione corpo-mano-tasto-motore-suono
dal punto di vista dell'esecutore
Mi piacerebbe far sedere Evgeni Kissin ad un rd2000 e chiedergli se trova la catena esecutivo-sonora di tale strumento paragonabile a quella di uno Steinway o anche solo di uno Yamaha a coda
Perchè in fondo è di questo che parliamo...a livello di ascolto, una cattiva incisione, un piano mal intonato ed accordato, un ambiente difficile possono restituire un suono peggiore di un buon rd2000 ben amplificato e registrato