Revolución

alanwilder91 12-02-12 00.51
@ igiardinidimarzo
ho detto 'altri', non 'tutti gli altri'...

Marx ha ucciso le coscienze di milioni di uomini deviandoli dalla Verita'...
Edited 11 Feb. 2012 23:42
Invece le frottole che tu e i tuoi compari andate raccontando da 2000 anni non solo hanno ucciso milioni di coscienze hanno ucciso anche milioni e milioni di persone.
MadDog 12-02-12 15.22
@ JPJ
manuel_carloni ha scritto:
perchè non si sono ingnocchiati davanti a chi, con guerre, embarghi, leggi antidemocratiche, e colonialismo, ha cercato di annichilirli, saccheggiarli e ridurli schiavi.
No, infatti è bastato un mare di promesse e l'ideale della revoluciòn per acchiapparli e renderli schiavi.

manuel_carloni ha scritto:
chi da anni era oppresso, ha trovato la forza ed il modo di ribellarsi, di sentirsi rappresentato e sostenuto.

Non cominciamo una disputa storica per favore... ma allo stesso tempo non divertiamoci a creare qualunquismo e dietrologie.

Fidel, al pari di tanti altri, è sempre e solo stato un conquistatore. Uccidine uno e sei un assassino, uccidine molti e sei un re. Quell'isola non è SUA, se l'è presa e ci si è fatto cuscini d'oro... vallo a chiedere a migliaia di Cubani che soffrono da una vita un esilio forzato per non dover vivere in quel "paradiso" per turisti.
Per certe cose hai ragione, ma per altre no.

Se pensi a com'era Cuba prima della Rivoluzione (governo fantoccio, dittatore imposto dalla CIA), se addirittura provi a indagare sulle nefandezze fatte, nell'ordine, da

- Francesi
- Giapponesi
- Cinesi
- Francesi (ancora)
- Americani

in Laos e Vietnam, forse ti passa la voglia di guardare i film di protesta contro la guerra in Vietnam!

Ma protesta per chi? Per migliaia di giovani americani mandati a combattere una guerra di invasione, con metodi sporchi e brutali tipici della CIA.
Prova a cercare cosa facevano non solo loro, ma anche i Francesi prima, magari arruolando tribù indigene e lasciandogli carta bianca (perché non volevano sporcarsi le mani direttamente)...

Nessuno però parla delle centiaia di migliaia di morti Vietnamiti e Laotiani, morti per difendere IL PROPRIO paese, torturati, uccisi, bruciati vivi nella giungla, donne e bambine stuprate e poi macellate nei loro villaggi, perché secondo un paese a 10.000km di distanza, quello era il loro parco giochi e dovevano rimanere "liberi".


Il comunismo non è stato certo la liberazione di quei popoli e anzi in alcuni casi ne è stata una seconda condanna, ma lo possiamo dire col senno di poi.

Ma in quel momento storico, non v'era alternativa alla lotta (armata o pacifica) per essere sé stessi, per essere un popolo davvero libero e non soggiogato a potenze straniere.
manuel_carloni 12-02-12 16.07
MadDog ha scritto:
Se pensi a com'era Cuba prima della Rivoluzione (governo fantoccio, dittatore imposto dalla CIA),

Non solo, in aggiunta, io prenserei anche come è Cuba adesso, rsipetto agli altri paesi caraibici.

Per quanto siano tutt'altro che benestanti, a Cuba la gente è scolarizzata ed istruita, mediamente più che in Italia, la criminalità, specilamente quella minorile è praticamente assente, ci sono ospedali, un controllo efficace della diffusione di malattie infettive ed un governo che con i poveri mezzi a disposizione, fornisce anche un Welfare. Questo con un embargo che dra da decenni.

Tutte cose che gli altri stati caraibici, si sognano solo lontanamente.
Certo se confronti Cuba con Miami, è logico che la gente stia peggio.
Ma se la confronti con Santo Domingo, Haiti e la Giamaica, a Cuba nonstante ci sia l'embargo, sono signori.

CIAO.
Markelly 13-02-12 00.30
JPJ ha scritto:
No, infatti è bastato un mare di promesse e l'ideale della revoluciòn per acchiapparli e renderli schiavi.


Manuel parlava anche di Mao, se non ho capito male.
Comunque bisogna aver letto la storia di Cuba per rendersi conto che Fidel non era affatto il conquistatore che pensi tu.
Quell'isola non "se l'è presa" come asserisci, se la sono presa i cubani insieme a lui, che lo hanno sostenuto sempre.
Forse non sai che lui era ricco e figlio di possidenti protetti da Batista, bastava lo volesse e sarebbe vissuto da signore nel vecchio regime. Evidentemente aveva qualche ideale più nobile.
Inoltre durante la guerriglia ha rischiato la vita in maniera diretta almeno due volte (documentate), e in entrambe le situazioni ha affrontato il nemico a testa alta. Ha avuto forza, coraggio e determinazione. Ha ottenuto ciò che ha ottenuto combattendo in prima persona, non giocando alla politica sulle spalle dei poveracci.

Gli si possono muovere varie critiche, ma quella di essere un "assassino" è affermazione fuori luogo, in questo contesto.
JPJ 13-02-12 02.05
Nel contesto che dici tu, forse, lo si può definire un guerrigliero... poi però è diventato il barbuto del cazzo che conosciamo tutti oggi, torturatore di dissidenti...