@ vin_roma
Di Guccini apprezzo il lato testuale condito con un po' di semplice melodia. E Guccini non è solo l' avvelenata o la locomotiva ma anche e soprsttutto eskimo, vedi csra, il vecchio e il bambino, Aushwitz. In lui non vedo tutta questa politicizzazione che gli hanno appioppato adosso, lo vedo più come un poeta.
Sui testi nulla da dire.
Si dice che a volte con pochi accordi si fanno cose stupende.
Nel suo caso, con pochi accordi, mi pare di un ripetitivo, di una semplicità armonica esasperante.
Chiedo scusa per l'off topic (siamo in polis, dai, un po' è concesso).
Tornando a Little Tony, devo dire che ha rappresentato un'epoca (bellissima), e c'era nell'aria una voglia
di ritmi nuovi, americani, Elvis in testa, c'era un pubblico che aveva fame di nuova musica, e chi come Little tony sapeva riproporre, anche un po' all'italiana, quei sound.
Fossi un sessantenne, sentirei di avere perso un pezzo della mia gioventù.
Invece ne ho solo quaranta, quando iniziavo ad andare alle festicciole erano gli anni ottanta.
Meglio gli anni sessanta, meglio Little Tony, decisamente.