SimonKeyb ha scritto:
Se hai delle parti fisse lo split point non è un problema, perchè li fa in funzione del brano e della parte che devi suonare
io mi sono trovato (anche se poche volte) a splittare 4 suoni su 88 tasti, e mi sono confuso se magari non provavo per 2 mesi e d'improvviso spuntava un live. Mi toccava praticamente ristudiarmi quanto fatto, una sofferenza.
SimonKeyb ha scritto:
invece con 2 devi gestire due situazioni diverse oltre ad avere diversi pedali per cambio suono, sustain, expression
Per il sustain sono d'accordo, per l'expression io non lo uso, o se proprio devo lo limito alla nord lead 4.
Gli archi li apro con un knob della moxf.
SimonKeyb ha scritto:
Se hai molti suoni e arrangiamenti complessi dove sei l'unico tastierista che deve riempire bene
Per adesso non ho mai avuto il piacere di lavorare con un collega tastierista, quindi mi sono ritrovato sempre a far tutto io. Sarebbe davvero fantastico dovermi concentrare su meno cose. Il pianista di Elisa/Pausini lo vedo davvero rilassato. Il tastierista pure, considerato che utilizzano sequenze.
Personalmente,con il tempo, ho capito che (se non viene espressamente richiesto dal gruppo, che ha piani diversi dalla tribute band), è inutile provare a riprodurre TUTTO quello che si ascolta nelle versioni cd o nei concerti grossi con 2/3 tastieristi + sequenze.
Gli "originali" (inteso appunto come Elisa/Pausini, tanto per tirare in ballo 2 che usano piano+tastiere+effettistica) riarrangiano o fanno suonare i brani in maniera diversa a seconda della situazione, del gruppo di musicisti a disposizione, del posto.Io mi appoggio sempre alle versioni più ricche per le sonorità, per sperimentare, ma alla fine faccio tutto a modo mio,senza sequenze. :)
SimonKeyb ha scritto:
ogni brano era ordinato con i suoni in sequenza
Anch'io mi comporto cosi. Non devo effettivamente "saltare" da un suono
SimonKeyb ha scritto:
credimi che due tastiere sono dispersive se il discorso di avere due generatori diversi
1 a un suono 7, è tutto in sequenza. :)