mima85 ha scritto:
Per generare una dente di sega per esempio, potresti avere un algoritmo che banalmente fa salire un contatore ed ogni tot lo fa reiniziare da capo, dove quel "ogni tot" è dato dalla frequenza della nota da suonare (per esempio per un LA centrale, che ha la frequenza di 440 Hz, il contatore verrà resettato 440 volte al secondo). Oppure guardare addirittura in una tabella di riferimento, che contiene un solo periodo della nostra dente di sega, e semplicemente leggerla alla velocità appropriata in base alla frequenza della nota da suonare.
Credo che in questo modo avresti una "dente di sega" qualunque, che da luogo ad un suono simile, ma non identico a quello di un real analog, che per sua natura genera forme d'onda "imperfette".
mima85 ha scritto:
simulerebbero matematicamente il comportamento fisico del circuito analogico dell'oscillatore, che è un compito computazionalmente molto più intensivo.
Con un processo simile, credo si riesca a riprodurre piu' fedelmente la catena di eventi (dettati dai componenti di un synth) che portano alla forma d'onda caratteristica di un real analog, e di conseguenza rendono il suono piu' fedele all'originale.
Ovviamente con una modellazione che a calcolo simula il comportamento dei circuiti di "mille valvole" di un RA, si impegna molto di piu' il processore, e per avere una polifonia alta occorrerebbe appesantire la parte di calcolo (ed i costi dello strumento).
Se non ho capito male.
Se devo essere sincero sulla polifonia ad 8 note di un VA ben modellato non mi scandalizzo : gli RA spesso si limitavano a 6 note, e si faceva in modo di farsele bastare.
Come sempre il nostro mima dimostra elevata competenza in materia, ed e' risorsa preziosissima del forum.
