Consiglio synth per imparare simile a sledge

SimonKeyb 18-10-16 01.47
mima85 ha scritto:
Tempi bui erano allora per i VA di Roland. Meno male che adesso col System 8 si è ripresa, quello si che è un synth degno di questo nome. E le sue sole 8 voci di polifonia ma ben suonanti stracciano in mille pezzettini le 64 del Gaia che suonano di cartone.

Il S8 è anche un prodotto di alta fascia, sii clemente emo
E comunque a me quelle 8 voci mi stanno ancora lì... se quelli erano tempi bui, ho paura che siamo nei tempi stupidi emo
mima85 18-10-16 12.16
SimonKeyb ha scritto:
Il S8 è anche un prodotto di alta fascia, sii clemente emo


Certo, ma il fatto è che quando è uscito il Gaia, Roland non aveva altri VA a listino. L'unico che c'era era lui, ed uno o si prendeva quello oppure un SH-201 od un JP-8000 usati, se voleva stare in casa Roland.

SimonKeyb ha scritto:
E comunque a me quelle 8 voci mi stanno ancora lì... se quelli erano tempi bui, ho paura che siamo nei tempi stupidi emo


Le 8 voci di polifonia potrebbero essere dovute al tipo di architettura del VA. Il System 8 si basa sull'ACB, che (stando a quanto dice Roland) è una tecnica che simula matematicamente il comportamento fisico dei circuiti analogici. E questo da un punto di vista di calcolo matematico è molto più intensivo rispetto ai classici algoritmi per generare gli oscillatori, filtri eccetera.

Per generare una dente di sega per esempio, potresti avere un algoritmo che banalmente fa salire un contatore ed ogni tot lo fa reiniziare da capo, dove quel "ogni tot" è dato dalla frequenza della nota da suonare (per esempio per un LA centrale, che ha la frequenza di 440 Hz, il contatore verrà resettato 440 volte al secondo). Oppure guardare addirittura in una tabella di riferimento, che contiene un solo periodo della nostra dente di sega, e semplicemente leggerla alla velocità appropriata in base alla frequenza della nota da suonare.

L'ACB e tecniche analoghe invece, per generare quella dente di sega simulerebbero matematicamente il comportamento fisico del circuito analogico dell'oscillatore, che è un compito computazionalmente molto più intensivo.
Edited 18 Ott. 2016 10:19
anonimo 18-10-16 12.40
mima85 ha scritto:
Per generare una dente di sega per esempio, potresti avere un algoritmo che banalmente fa salire un contatore ed ogni tot lo fa reiniziare da capo, dove quel "ogni tot" è dato dalla frequenza della nota da suonare (per esempio per un LA centrale, che ha la frequenza di 440 Hz, il contatore verrà resettato 440 volte al secondo). Oppure guardare addirittura in una tabella di riferimento, che contiene un solo periodo della nostra dente di sega, e semplicemente leggerla alla velocità appropriata in base alla frequenza della nota da suonare.


Credo che in questo modo avresti una "dente di sega" qualunque, che da luogo ad un suono simile, ma non identico a quello di un real analog, che per sua natura genera forme d'onda "imperfette".

mima85 ha scritto:
simulerebbero matematicamente il comportamento fisico del circuito analogico dell'oscillatore, che è un compito computazionalmente molto più intensivo.


Con un processo simile, credo si riesca a riprodurre piu' fedelmente la catena di eventi (dettati dai componenti di un synth) che portano alla forma d'onda caratteristica di un real analog, e di conseguenza rendono il suono piu' fedele all'originale.

Ovviamente con una modellazione che a calcolo simula il comportamento dei circuiti di "mille valvole" di un RA, si impegna molto di piu' il processore, e per avere una polifonia alta occorrerebbe appesantire la parte di calcolo (ed i costi dello strumento).

Se non ho capito male.

Se devo essere sincero sulla polifonia ad 8 note di un VA ben modellato non mi scandalizzo : gli RA spesso si limitavano a 6 note, e si faceva in modo di farsele bastare.

Come sempre il nostro mima dimostra elevata competenza in materia, ed e' risorsa preziosissima del forum.

emoemo
mima85 18-10-16 13.14
valenciano ha scritto:
Credo che in questo modo avresti una "dente di sega" qualunque, che da luogo ad un suono simile, ma non identico a quello di un real analog, che per sua natura genera forme d'onda "imperfette".


Certo, poi chiaramente un progettista può decidere di far oscillare lievissimamente la frequenza degli scatti del contatore in modo da simulare la deriva naturale degli oscillatori analogici, poi magari far fare al segnale un giro di EQ digitale per non avere la dente di sega dritta dritta, eccetera. Ci sono diverse metodologie che possono essere usate in combinazione per "sporcare" un po' il segnale dell'oscillatore, io per brevità dell'esempio mi sono mantenuto sul semplice. Ad ogni modo, anche con le "sporcherie" che uno può aggiungere alla generazione del suo oscillatore, il carico computazionale rimane comunque più leggero che la simulazione fisica del circuito.

valenciano ha scritto:
Come sempre il nostro mima dimostra elevata competenza in materia, ed e' risorsa preziosissima del forum.

emoemo


Sono lusingato emo
Chopin80 18-10-16 15.54
Ho provveduto così, ho comprato Cassini e korg ims-20, così ho un VA e un "analogico" su cui smanettare con le "manopole" a schermo. Mi scocciava prendere qualcosa di plasticoso o comunque poco performante e spenderci almeno 400€, senza contare il fatto che magari mi romperò ad imparare la sintesi...
I soldi per il modulo li ho investiti in un bel paio di casse, visto che non ne avevo di performanti (avrei potuto usare delle vecchie Empire 1000) ed ho ordinato una coppia di Genelec 8020C che dovrebbero darmi soddisfazione per tanto tempo (spero). Alla fine anche se avessi speso 1000€ per un Nord Lead A1, poi lo avrei dovuto ascoltare sulle Empire o sull'amplificatore Marshall della mia chitarra... nonsense.
Ora avrò un setup così organizzato:
iPad + Nektar Panorama p4 + Genelec 8020C.
In futuro acquisterò un modulo dove "spippolare" realmente se mi appassionerò alla sintesi, magari qualcosa di analogico, perchè no. Alla fine spendere tanti soldi per qualcosa di digitale quando per iPad ci sono app tanto performanti mi lascia un po perplesso!
mima85 18-10-16 16.15
Chopin80 ha scritto:
Mi scocciava prendere qualcosa di plasticoso o comunque poco performante e spenderci almeno 400€, senza contare il fatto che magari mi romperò ad imparare la sintesi...


Hai fatto la cosa giusta. Ricordati però che uno strumento fisico restituisce un altro tipo di sensazione rispetto ad uno virtuale (che sia un'app su iPad od un software su PC), e talvolta questo può far da discriminante tra il voler continuare ad approfondire la sintesi ed il voler lasciar perdere.

Se quindi più in la senti che la sintesi non ti appaga più di quel tanto, prima di arrenderti definitivamente prova a smanettare su uno strumento fisico (anche solo in un negozio, non devi per forza comprarlo). Così almeno non potrai rimpiangerti di aver lasciato perdere l'argomento solo perché l'interfaccia dello strumento su iPad ti ha "lavorato contro".

Così su due piedi sembrano cavolate, ma il lavorare con manopole e slider veri e non su delle loro simulazioni virtuali su uno schermo (che sia touchscreen o no) può incidere parecchio sul livello di gradimento dell'esperienza.
Edited 18 Ott. 2016 14:16
anonimo 18-10-16 18.05
mima85 ha scritto:
Così su due piedi sembrano cavolate, ma il lavorare con manopole e slider veri e non su delle loro simulazioni virtuali su uno schermo (che sia touchscreen o no) può incidere parecchio sul livello di gradimento dell'esperienza


ed anche sulle prestazioni in tempo reale (morphing ecc).
Non a caso spesso si finisce per usare controller hardware anche su sintetizzatori software.

Chopin 80 ha fatto una scelta razionale : un soft synth ed un hardware, cosi' potra' rendersi conto delle differenze, dei pro e contro di entrambi i sistemi ecc..

Chopin80 18-10-16 21.51
Grazie per i preziosi consigli ragazzi!
anonimo 19-10-16 10.38
@ Chopin80
Grazie per i preziosi consigli ragazzi!
Leggendo le varie storie ed i consigli di tanti, impariamo tutti qualcosa in piu'. emo