La matematica della musica

anonimo 12-12-19 09.24
@ giosanta
Scusate se mi aggancio, esulando probabilmente dal contesto esatto, ma vorrei approfittare delle vostre competenze.
Perché un compositore decide una tonalità piuttosto che un'altra?
Ad esempio la maggioranza degli spartiti che ho sottomano, perdipiù scritti da pianisti come Bill Evans, Errol Garner ecc., sono in Eb, che per il piano non è propio il massimo della comodità (ma tuttavia io rispetto per un fatto didattico).
Motivi tecnici? Non sono veramente tutte uguali? Altro?
Grazie
1) Innanzitutto quando si scrive per orchestra vanno tenute presenti le estensioni ed i registri timbrici degli strumenti. Scrivere in una data tonalità, specie per alcni strumenti che hanno estensioni relativamente ristrette e registri timbrici ben differenziati (pensate allo chalumeau del clarinetto) fa la differenza.

2) Per quel che riguarda il jazz, non dimentichiamo che gli standards nascevano come canzoni, quindi l'estensione vocale della voce "obbligava" molto nella scelta della tonalità; inoltre, essendo tali canzoni spessissimo parte di musicals, l'interprete di ogni singolo brano aveva un registro ben definito (tenore, soprano, contralto etc).

3) In ultima istanza, c'è chi fa delle riflessioni di psicoacustica, che riassunte in soldoni affermano che le tonalità più diesate vengano percepite come più brillanti e quelle bemollizzate come più morbide e cupe.
anonimo 12-12-19 09.52
vin_roma ha scritto:
Comincio a credere sempre più che l'esposizione di una scala debba partire dalla 4^ inferiore, usare la dominante come perno e tornare indietro sulla fondamentale.


Sono perfettamente d'accordo! emo

Nessuno me l'ha mai insegnato, ma ho notato anch'io che, se devo andare a suonare un'ottava più in alto di quella in cui sto suonando (a volte capita, ad esempio, di rifare il ritornello un'ottava sopra) e, quindi, arrivarci con una scala, è molto più efficace partire non dalla Tonica (nelle Scale si chiama Tonica, negli Accordi si chiama Fondamentale), ma da una Quarta sotto, per esempio, se devo fare una scala di La Maggiore, è molto più efficace partire dal Mi sottostante (quindi suonare una Scala di Mi Misolidio, cioè una Scala di La Maggiore partendo dal Mi), arrivare al La e continuare fino al La dell'ottava successiva...
anonimo 12-12-19 10.04
@ vin_roma
vin_roma ha scritto:
Qui c'è una GIF che dimostra il rapporto matematico tra una fondamentale e i suoi primi armonici nel tempo e nell'ampiezza e l'onda risultante.


mmmhhh, proprio adesso sto notando una cosa: la quantità di percorso di ogni raggio è uguale per tutti i cerchi, indipendentemente dalla circonferenza. Praticamente un'oscillazione fondamentale si muove sempre alla stessa frequenza tra due nodi ma ne genera altri (di nodi) sempre alla stessa frequenza ma con percorsi proporzionalmente più brevi e meno ampi dando vita ad una successione stabile e matematica di suoni "accessori" (gli armonici) imparentati con la fondamentale: in pratica una scala maggiore con la 7b che diventerebbe "scala di dominante" di una data tonalità.
Comincio a credere sempre più che l'esposizione di una scala debba partire dalla 4^ inferiore, usare la dominante come perno e tornare indietro sulla fondamentale.

E ...arifateve le orecchie! :
Lieto che tu condivida la mia "eretica" intuizione...
wildcat80 12-12-19 10.14
Piccola riflessione. Con il temperamento equabile il suono degli intervalli si è appiattito ai nostri orecchi.
Praticamente la scelta delle tonalità oggi si rifà principalmente a motivi di natura pratica e di gusto, leggi tessiture vocali, registri ed estensioni.
Ma prima dell'introduzione del temperamento equabile ogni sistema di accordatura aveva le sue tonalità preferibili, o se preferamo, gli intervalli, le consonanze e le dissonanze, portavano a fare scelte quasi obbligate.
Quando ero un giovane studente che si dilettava nello studio di organo e pianoforte, mi è capitato di suonare su pezzi di autori tipo Sweelinck o Frescobaldi su accordature filologicamente corrette.
Un colpo al cuore e la scoperta di sonorità inusuali alle mie orecchie.
Ecco, la matematica di oggi, è solo una semplificazione e razionalizzazione di un patrimonio antico.
giosanta 12-12-19 10.14
Siete impagabili, grazie.
ahivela 12-12-19 12.55
giosanta ha scritto:
Perché un compositore decide una tonalità piuttosto che un'altra?
Ad esempio la maggioranza degli spartiti che ho sottomano, perdipiù scritti da pianisti come Bill Evans, Errol Garner ecc., sono in Eb, che per il piano non è propio il massimo della comodità


Molto banalmente, credo che sia dovuto al fatto che nel jazz la fanno da padrone strumenti traspositori come il sax alto in Eb (ma anche tenore in Bb e trombe varie). Quindi esiste una specie di "sonorita'" preferenziale.

giosanta ha scritto:
Motivi tecnici? Non sono veramente tutte uguali? Altro?


Non sono tutte uguali, anche con il temperamento equabile.
Per esempio trovo Ebmaj una tonalita' favolosa, elegante, equilibrata e pure tecnicamente comoda... :-)
Poi c'e' un altro aspetto: sul pianoforte i voicing per mano sinistra suonano bene in un range piuttosto ristretto. Lo stesso voicing non puo' essere trasportato parallelamente piu' di due o tre toni in su o in giu', altrimenti rischia di diventare troppo esile o troppo impastato. Occore quindi rivoltare e trovare soluzioni che facciano ricadere le voci giuste, nella stessa spaziatura, che ricreino una sonorita' simile, ma sempre nello stesso range ideale di altezza di cui sopra. E non sempre la cosa funziona benissimo. Probabilmente il Eb e' una di quelle tonalita' che sul piano rendono bene sempre, almeno usando un certo tipo di voicing
paolo_b3 12-12-19 13.20
@ ahivela
giosanta ha scritto:
Perché un compositore decide una tonalità piuttosto che un'altra?
Ad esempio la maggioranza degli spartiti che ho sottomano, perdipiù scritti da pianisti come Bill Evans, Errol Garner ecc., sono in Eb, che per il piano non è propio il massimo della comodità


Molto banalmente, credo che sia dovuto al fatto che nel jazz la fanno da padrone strumenti traspositori come il sax alto in Eb (ma anche tenore in Bb e trombe varie). Quindi esiste una specie di "sonorita'" preferenziale.

giosanta ha scritto:
Motivi tecnici? Non sono veramente tutte uguali? Altro?


Non sono tutte uguali, anche con il temperamento equabile.
Per esempio trovo Ebmaj una tonalita' favolosa, elegante, equilibrata e pure tecnicamente comoda... :-)
Poi c'e' un altro aspetto: sul pianoforte i voicing per mano sinistra suonano bene in un range piuttosto ristretto. Lo stesso voicing non puo' essere trasportato parallelamente piu' di due o tre toni in su o in giu', altrimenti rischia di diventare troppo esile o troppo impastato. Occore quindi rivoltare e trovare soluzioni che facciano ricadere le voci giuste, nella stessa spaziatura, che ricreino una sonorita' simile, ma sempre nello stesso range ideale di altezza di cui sopra. E non sempre la cosa funziona benissimo. Probabilmente il Eb e' una di quelle tonalita' che sul piano rendono bene sempre, almeno usando un certo tipo di voicing
Si credo anche io che le tonalità Sib e Mib siano state scelte per favorire gli strumenti accordati in quelle tonalità.

In merito alla scelta della tonalità, dato che si parla di matematica emo, io vedo una specie di piano cartesiano dove mettiamo in ordinata le note della melodia ed in ascissa gli accordi dell'armonia, in questo modo andiamo ad intercettare le note più adatte per gli strumenti all'interno della loro estensione.

Esempio: parlando con Maxpiano abbiamo scoperto che entrambi avevamo dovuto trasporre "La donna cannone" in Fa per tacer della cantante. Entrambi abbiamo concordato che in quella tonalità "non suona".
anonimo 12-12-19 13.54
paolo_b3 ha scritto:
Si credo anche io che le tonalità Sib e Mib siano state scelte per favorire gli strumenti accordati in quelle tonalità.


ma va? io pensavo avessero scritto le tonalità su un bersaglio e poi scelto con le freccette
anonimo 12-12-19 14.07
ahivela ha scritto:
Non sono tutte uguali, anche con il temperamento equabile.
Per esempio trovo Ebmaj una tonalita' favolosa, elegante, equilibrata e pure tecnicamente comoda... :-)
Poi c'e' un altro aspetto: sul pianoforte i voicing per mano sinistra suonano bene in un range piuttosto ristretto. Lo stesso voicing non puo' essere trasportato parallelamente piu' di due o tre toni in su o in giu', altrimenti rischia di diventare troppo esile o troppo impastato. Occore quindi rivoltare e trovare soluzioni che facciano ricadere le voci giuste, nella stessa spaziatura, che ricreino una sonorita' simile, ma sempre nello stesso range ideale di altezza di cui sopra. E non sempre la cosa funziona benissimo.


Ecco perché è bene non trasporre mai la tonalità di una Canzone, né con il "famigerato" tasto Transpose, né in modo Classico (ad esempio suonare in Do Maggiore anziché in Mib Maggiore): potrebbe sembrare che i rapporti fra le note rimangano gli stessi, ma, in realtà, il suono che ne viene fuori è diverso, nel senso che gli accordi trasposti suonano meno bene, meno "rotondi" rispetto all'originale, l'ho notato diverse volte...
paolo_b3 12-12-19 14.08
@ anonimo
paolo_b3 ha scritto:
Si credo anche io che le tonalità Sib e Mib siano state scelte per favorire gli strumenti accordati in quelle tonalità.


ma va? io pensavo avessero scritto le tonalità su un bersaglio e poi scelto con le freccette
Quel metodo è usato nella musica popolare irlandese. emo
anonimo 12-12-19 14.10
paolo_b3 ha scritto:
Esempio: parlando con Maxpiano abbiamo scoperto che entrambi avevamo dovuto trasporre "La donna cannone" in Fa per tacer della cantante. Entrambi abbiamo concordato che in quella tonalità "non suona".


Ecco perché sarebbe meglio non trasporre mai le canzoni in base alla voce del/la cantante, ma scegliere il repertorio in base al/la cantante, cioè è il/la cantante che decide il repertorio in base alle possibilità della propria voce, senza dover obbligare i musicisti a trasporre le canzoni (tipica frase da Cantante: "Questa canzone la facciamo 2 toni sotto perché è troppo alta: non ci arrivo con la voce..." emo).
paolo_b3 12-12-19 14.15
@ anonimo
ahivela ha scritto:
Non sono tutte uguali, anche con il temperamento equabile.
Per esempio trovo Ebmaj una tonalita' favolosa, elegante, equilibrata e pure tecnicamente comoda... :-)
Poi c'e' un altro aspetto: sul pianoforte i voicing per mano sinistra suonano bene in un range piuttosto ristretto. Lo stesso voicing non puo' essere trasportato parallelamente piu' di due o tre toni in su o in giu', altrimenti rischia di diventare troppo esile o troppo impastato. Occore quindi rivoltare e trovare soluzioni che facciano ricadere le voci giuste, nella stessa spaziatura, che ricreino una sonorita' simile, ma sempre nello stesso range ideale di altezza di cui sopra. E non sempre la cosa funziona benissimo.


Ecco perché è bene non trasporre mai la tonalità di una Canzone, né con il "famigerato" tasto Transpose, né in modo Classico (ad esempio suonare in Do Maggiore anziché in Mib Maggiore): potrebbe sembrare che i rapporti fra le note rimangano gli stessi, ma, in realtà, il suono che ne viene fuori è diverso, nel senso che gli accordi trasposti suonano meno bene, meno "rotondi" rispetto all'originale, l'ho notato diverse volte...
Cioè tu stai dicendo che se suoni un brano ad esempio in Mib senza "transpose" o lo stesso brano lo suoni, sempre ad esempio, in Do con il "transpose" a Mib i suoni che escono dalla tastiera sono diversi?

Edit: intendi due tonalità diverse, si si certo.
anonimo 12-12-19 14.22
paolo_b3 ha scritto:
Cioè tu stai dicendo che se suoni un brano ad esempio in Mib senza "transpose" o lo stesso brano lo suoni, sempre ad esempio, in Do con il "transpose" a Mib i suoni che escono dalla tastiera sono diversi?

Potrebbe sembrare strano, ma io trovo che una differenza c'è: ovviamente il rapporto fra le note è il medesimo, ma, a volte il "voicing" degli accordi trasposti è troppo alto o è troppo basso, bisognerebbe trovare dei rivolti, dei voicing diversi. Se, ad esempio l'Accordo di Mib Maggiore lo suonavo in posizione fondamentale, può darsi che, suonandolo un tono e mezzo sotto, se suono un Do Maggiore in posizione fondamentale, risulti troppo basso o troppo alto...

Se certi brani sono stati composti proprio in quella tonalità e non in un'altra, ci sarà un motivo: forse perché quel brano, in quella tonalità, "suona" meglio...
paolo_b3 12-12-19 14.30
@ anonimo
paolo_b3 ha scritto:
Cioè tu stai dicendo che se suoni un brano ad esempio in Mib senza "transpose" o lo stesso brano lo suoni, sempre ad esempio, in Do con il "transpose" a Mib i suoni che escono dalla tastiera sono diversi?

Potrebbe sembrare strano, ma io trovo che una differenza c'è: ovviamente il rapporto fra le note è il medesimo, ma, a volte il "voicing" degli accordi trasposti è troppo alto o è troppo basso, bisognerebbe trovare dei rivolti, dei voicing diversi. Se, ad esempio l'Accordo di Mib Maggiore lo suonavo in posizione fondamentale, può darsi che, suonandolo un tono e mezzo sotto, se suono un Do Maggiore in posizione fondamentale, risulti troppo basso o troppo alto...

Se certi brani sono stati composti proprio in quella tonalità e non in un'altra, ci sarà un motivo: forse perché quel brano, in quella tonalità, "suona" meglio...
Si sono d'accordo, non avevo capito bene la tua risposta.
anonimo 12-12-19 14.37
paolo_b3 ha scritto:
Si sono d'accordo, non avevo capito bene la tua risposta.


Poi, per carità, come si dice: "À la guerre comme à la guerre", cioè, in casi estremi, in caso di emergenza, vale tutto. Se, all'ultimo secondo, per motivi di calo di voce della cantante, mi trovo sul palco a dover suonare una canzone in una tonalità piena di alterazioni (FA#, SOL#, MIb), senza aver avuto la possibilità di studiarmela prima (magari essendomi preparato, invece, il mio assolo in FA, in SOL o in MI), per evitare figuracce, uso il tasto del Transpose (se sono su una Tastiera o su un Pianoforte Digitale), ma è un caso limite... In caso di emergenza è meglio usare il Transpose che fare figuracce e sbagliare a suonare perché non si ha avuto il tempo di preparare la canzone nella nuova tonalità, ma è l'eccezione che conferma la regola...
ahivela 12-12-19 14.45
lucablu ha scritto:
Ecco perché sarebbe meglio non trasporre mai le canzoni in base alla voce del/la cantante, ma scegliere il repertorio in base al/la cantante, cioè è il/la cantante che decide il repertorio in base alle possibilità della propria voce, senza dover obbligare i musicisti a trasporre le canzoni


Non sono molto d'accordo, con questa teoria.
Secondo me chi canta ha tutto il diritto di chiedere la tonalita' che vuole, sul brano che vuole. E i musicisti, se vogliono essere degni di tale appellativo, sono tenuti a rispettarlo/a.
Ovviamente non e' una cosa semplice, per i motivi che dicevamo. Cambiare una tonalita' (di piu' di un tono) non significa trasporre, ma significa riarrangiare praticamente da capo, per ottenere sonorita' e tessiture strumentali ottimali.
paolo_b3 12-12-19 14.45
@ anonimo
paolo_b3 ha scritto:
Si sono d'accordo, non avevo capito bene la tua risposta.


Poi, per carità, come si dice: "À la guerre comme à la guerre", cioè, in casi estremi, in caso di emergenza, vale tutto. Se, all'ultimo secondo, per motivi di calo di voce della cantante, mi trovo sul palco a dover suonare una canzone in una tonalità piena di alterazioni (FA#, SOL#, MIb), senza aver avuto la possibilità di studiarmela prima (magari essendomi preparato, invece, il mio assolo in FA, in SOL o in MI), per evitare figuracce, uso il tasto del Transpose (se sono su una Tastiera o su un Pianoforte Digitale), ma è un caso limite... In caso di emergenza è meglio usare il Transpose che fare figuracce e sbagliare a suonare perché non si ha avuto il tempo di preparare la canzone nella nuova tonalità, ma è l'eccezione che conferma la regola...
Chi è senza peccato scagli la prima pietra emo
anonimo 12-12-19 14.57
@ anonimo
paolo_b3 ha scritto:
Esempio: parlando con Maxpiano abbiamo scoperto che entrambi avevamo dovuto trasporre "La donna cannone" in Fa per tacer della cantante. Entrambi abbiamo concordato che in quella tonalità "non suona".


Ecco perché sarebbe meglio non trasporre mai le canzoni in base alla voce del/la cantante, ma scegliere il repertorio in base al/la cantante, cioè è il/la cantante che decide il repertorio in base alle possibilità della propria voce, senza dover obbligare i musicisti a trasporre le canzoni (tipica frase da Cantante: "Questa canzone la facciamo 2 toni sotto perché è troppo alta: non ci arrivo con la voce..." emo).
Di solito davanti a tali richieste, faccio solo finta di trasporre.

Nel caso la cantante abbia qualche rudimento di musica e sappia riconoscere quindi gli accordi, sono costretto a trasporre manualmente ma uso il traspose per "controtrasporre" alla tonalità originale.

Di solito, le cantanti gongolano e starnazzano: "ecco, così sì che va bene!"
anonimo 12-12-19 14.58
ahivela ha scritto:
Secondo me chi canta ha tutto il diritto di chiedere la tonalita' che vuole, sul brano che vuole. E i musicisti, se vogliono essere degni di tale appellativo, sono tenuti a rispettarlo/a.


Secondo me, invece, chi canta ha il diritto di scegliere le canzoni da eseguire. Magari, certe canzoni sono eseguite molto bene dai musicisti, ma sono troppo alte o troppo basse per chi canta. E' meglio "sacrificare" qualche canzone (oppure trovare il modo di eseguirle solo strumentali, con la parte del canto suonata da uno strumento, o con improvvisazioni, ecc.) e impostare, costruire un repertorio che sia "tagliato" sulla voce di chi canta.

Troppe volte mi sono trovato, in passato, ad aver a che fare con Cantanti (donne), che, alle prove, su 30 canzoni di repertorio, una canzone sì e una no chiedevano di cambiare tonalità di un tono, un tono e mezzo, due toni: allora vuol dire che quel repertorio non è adatto a quella cantante: bisogna trovare delle canzoni che siano adatte a quella voce... E' inutile voler fare gli acuti di Antonella Ruggiero se non ci arrivi con la voce e chiedere di abbassare di due toni e mezzo le canzoni. E' meglio escludere certe canzoni e suonare delle canzoni più adatte...
anonimo 12-12-19 15.02
@ anonimo
Di solito davanti a tali richieste, faccio solo finta di trasporre.

Nel caso la cantante abbia qualche rudimento di musica e sappia riconoscere quindi gli accordi, sono costretto a trasporre manualmente ma uso il traspose per "controtrasporre" alla tonalità originale.

Di solito, le cantanti gongolano e starnazzano: "ecco, così sì che va bene!"
sei un vero duro, gli operai come me assecondano ogni tonalità