@ stefanocps
ok, ma la differenza per esempio del moog con la replica del moog attuale dovrebbe stare proprio nel modo in cui circuiti producono il suono, il modo in cui correnti e tensioni vengono gestite, quindi se con valori continui o con l 'on/off. Che poi sarebbe proprio il motivo per cui le cose analogiche fate prima dei circuit integrati, hanno un suono diverso?
La differenza sta tutta nelle tolleranze e nell'invecchiamento dei componenti. Il Model D degli anni '70 usa per la maggior parte gli stessi componenti della replica attuale, anch'essa totalmente analogica (niente bit, niente "on/off" o 0 ed 1, solo correnti e tensioni). Ciò che li differenzia è che il nonno di 40/50 anni fa ha componenti che hanno delle tolleranze maggiori per via delle tecniche costruttive di allora, meno raffinate e precise di quelle odierne.
Figurati che già allora, due Minimoog usciti dalla stessa catena di produzione nello stesso periodo, potevano suonare leggermente diversi uno dall'altro proprio per via delle tolleranze della componentistica. Infatti una cosa che si dice spesso degli analogici, in particolare di quelli vintage, è che non suonano mai identici l'uno all'altro pur essendo lo stesso modello di strumento.
Poi appunto, i Minimoog prodotti negli anni '70 ora hanno diversi decenni sulle spalle, l'elettronica è invecchiata, le tolleranze sono aumentate (è fisiologico, i componenti elettronici invecchiando sfasano i loro valori e la loro precisione diminuisce), la componentistica è diventata più sensibile alle variazioni di temperatura e l'intera macchina è scalibrata rispetto alle specifiche di fabbrica. Tutto ciò introduce inevitabili differenze sonore tra le due generazioni di Minimoog, anche se a livello circuitale sono quasi del tutto identici.
Le "cose analogiche fatte prima dei circuiti integrati" suonano diverse da quelle fatte con i circuiti integrati proprio perché usano componenti più vecchi. Se tu prendi lo stesso identico circuito di oscillatore e filtro fatto tutto a componentistica discreta (= niente chip) e ne fai due varianti, una con i componenti di 40 anni fa e l'altra con i componenti odierni, suoneranno lievemente diverse per i motivi detti sopra.
C'è da aggiungere un'altra cosa, i circuiti fatti tutti a componentistica discreta risentono maggiormente delle derive in temperatura proprio perché ogni componente (resistenze, condensatori, transistor, eccetera) è un'entità fisica a se stante, li vedi sulla scheda, li puoi toccare, sono esposti all'aria. Ed ogni componente reagisce diversamente alle variazioni di temperatura rispetto agli altri. Se questi componenti vengono integrati in un chip, oltre che a venire drasticamente miniaturizzati si ritrovano tutti ad essere stampati a pochi nanometri di distanza l'uno dall'altro su un'unica piastrina di silicio di pochi millimetri quadrati, incapsulata all'interno di un contenitore di plastica o ceramica. In questo caso le variazioni di temperatura hanno un effetto molto più omogeneo sul circuito, ed è per questo che tendenzialmente oscillatori, filtri ed inviluppi fatti su chip sono più precisi e meno instabili delle loro controparti discrete.
Però, che siano discreti od integrati su chip, sempre di circuiti analogici si tratta. Lavorano in modo diretto, fisico con correnti o tensioni, non c'è un processore che ne calcola una simulazione matematica, che è quello che invece fanno gli strumenti digitali. D'altra parte, per assurdo uno potrebbe costruire un computer interamente a componentistica discreta (
c'è chi l'ha fatto), ma anche se fatti con transistor, diodi e resistenze discreti, senza che ci sia in giro un chip che sia uno, sempre di circuiti digitali si tratta.