@ tsuki
Il fatto è che negli strumenti di prima c'erano poche risorse in generale,e quindi per far rendere il po' di campioni caricati i sound disegner facevano un lavoro incredibile...Basta sentire anche un Trinity ed appare chiaro che per farlo suonare cosi' alla prima accensione dovevano averci lavorato davvero tanto,ma tanto...Oggi gli strumenti sono pieni di risorse tecniche,per cui ci caricano un po' di robbetta alla moda,ma si sente che non c'è assolutamente una grande ricerca sul sound disegn,infatti gli strumenti hanno suoni di fabbrica che non gli rendono spesso giustizia sulle vere potenzialita'.Poi uno che è capace di programmarli li fa' suonare sul serio...Ovvio ci sono le eccezioni.
dipende, alcuni preset del fantom (motore zencore) o rd88 sono davvero ben fatti, anche altri di montage o kronos, che non rendono giustizia alle vere potenzialità punti di vista, dipende anche dalla conoscenza, anche i primi giochi per commodore 64 nel 1982 o 1983 sembravano alla fine uscire da un vic 20 di lusso, negli anni successivi in particolare fine 80 si arrivò a una qualità incredibile simile addirittura a un amiga e oggi ci son persone che con lo stesso computer senza alcun upgrade riescono a convertire quasi 1:1 arcade dell'epoca, che giravano su schede molto più performanti, questo per dire che poi la conoscenza di uno strumento, qualsiasi sia computer, synth, programma etc etc è ciò che conta maggiormente.
poi ovviamente arrivano limiti invalicabili, perchè per quanto ci si possa impegnare non si sentirà mai uscire da un d50 un pianoforte realistico come quello di un kronos ma nemmeno di una triton, però con le capacità giuste e l'impegno si possono tirare fuori suoni mai sentiti prima.
sul fatto della solita minchiata del prog rock etc etc....non è assolutamente vero, all'epoca i suoni erano molto poco trattati anche perchè non c'era molto a disposizione, in uno studio del 1972 che cavolo volevi mettere su un synth? se ti andava bene avevi 16 tracce totali, se andava male (come molte di quelle produzioni) ne avevi otto, e al massimo un riverbero spring e una chamber, forse un eco a nastro o un echorec binson.
la questione degli effetti sui synth è arrivata molto dopo, verso la fine dei 70 e sopratutto negli 80 quando le cose hanno cominciato a cambiare, e lo studio si è riempito di effetti digitali come la stufa per esempio, ascoltando registrazioni fatte fine anni 60 e primi 70 si sente molto spesso il vero suono degli strumenti, naturalmente passati su nastro magnetico, poi dentro la console che però nella maggior parte dei casi era molto limitata, niente a che vedere con i sofisticati equalizzatori parametrici e filtri delle console amek, neve e ssl dei primi anni ottanta, munite addirittura di un sofisticato processore dinamico su ogni canale (e infatti le produzioni a livello di bilanciamento del mix, non di qualità musicale ma di mixaggio, hanno fatto un salto quantico dal 1975 al 1985).