Una Speranza

wildcat80 19-10-25 17.29
La situazione è piuttosto strana, nel senso che c'è un dettaglio che molti non hanno notato: le posizioni della Lega Araba, l'Egitto che asseconda la politica di Israele... Israele che bombarda Doha e Doha che si accontenta di un bigliettino di scuse.
Ho l'impressione che oggi in Medio Oriente non si giochi la partita per la Palestina, ma si giochi piuttosto la partita contro l'Iran, la cui lunga mano è mandataria di Hamas.
l'Iran è l'unico motivo che può fare stare dalla stessa parte Occidente e Oriente, certo con posizioni meno nette e più defilate.
D'altra parte il 7 ottobre è una data non casuale, gli Accordi di Abramo avevano iniziato un processo di normalizzazione con buona parte dei paesi della Lega Araba, nel 2023 erano in fase avanzata anche con l'Arabia Saudita, erano in fase diciamo conclusiva, se non ricordo male si stava lavorando per arrivare alla conclusione dei negoziati entri dicembre.
l'Arabia Saudita era il tassello mancante, il tassello che avrebbe isolato definitivamente l'Iran: gli Accordi di Abramo originari (firmati con Bahrein ed Emirati) e gli accordi con altre potenze dell'area araba che avrebbero dovuto nascere sulla falsariga, sono tutti accordi siglati con intermediazione americana, avere tutti i paesi del Golfo con rapporti normalizzati con Israele sotto l'egida statunitense sarebbe stato un grande colpo per l'Iran, che avrebbe perso completamente controllo del Golfo.
Per cui, con buona pace delle varie flottiglie, a cui va comunque dato il merito di aver sensibilizzato l'opinione pubblica, la Questione Mediorientale oggi non è una partita fra Israele e Palestinesi, ma qualcosa di molto più ampio, il cui prezzo, in vite umane, sembra non interessare a nessuno.
Se pensiamo che oggi Israele ha accordi diplomatici con Turchia dall'origine, Egitto (1979), Giordania (1994), Algeria (1999), Marocco (2006), Bahrein ed Emirati Arabi (2020), Sudan, quasi tutti gli stati mussulmani dell'Africa Subsahariana, tutti gli stati mussulmani dell'Asia Centrale... Insomma è evidente che si fa prima a contare quali siano i paesi arabi a non aver rapporti diplomatici con Israele, e questo la dice lunga: Siria, Libano, Iraq, Qatar, Kuwait, Iran... Poca roba.
paolo_b3 19-10-25 18.49
Per rispondere ad entrambi sulla logica di Hamas, sono strategie che faccio fatica a comprendere.
stesgarbi 19-10-25 19.08
wildcat80 ha scritto:
Ho l'impressione che oggi in Medio Oriente non si giochi la partita per la Palestina, ma si giochi piuttosto la partita contro l'Iran, la cui lunga mano è mandataria di Hamas.

Condivido in pieno la tua impressione.
In effetti, nella mia "analisi" non ho menzionato l'eterno conflitto tra Sunniti e Sciiti, incluso il lungo conflitto tra Arabia Saudita e Yemen.
Vanno anche considerate le ambizioni di "potenza regionale" mai nascoste dall'Iran, la cui popolazione prossima ai 100 milioni di abitanti è ancora oggi in maggioranza Persiana, che si considera "superiore" dal punto di vista storico-culturale rispetto alle popolazioni arabe e non dimentica del glorioso passato imperiale dell'antica Persia.
Un fattore, questo, che rende la Repubblica Islamica piuttosto "sgradita" alle monarchie arabe, così come ad una Turchia (di etnia turca, non araba) nella quale da tempo stanno riaffiorando certe pulsioni "neo-ottomane". Analogo discorso vale per l'Egitto il quale aspira anch'esso ad un ruolo importante nell'area mediterranea mediorientale.

In effetti, la complessa "galassia" dei paesi mediorientali appare meno preoccupata del già esistente (ben noto, ancorchè mai ufficialmente ammesso) arsenale nucleare israeliano, rispetto alla temuta possibilità che l'Iran si doti anch'esso della bomba atomica.
Ed in tale ottica, ho notato anche una certa "freddezza" della Russia (e pure della Cina) riguardo agli attacchi israeliani in Iran, così come sul bombardamento americano ai siti nucleari.

wildcat80 ha scritto:
il 7 ottobre è una data non casuale, gli Accordi di Abramo avevano iniziato un processo di normalizzazione con buona parte dei paesi della Lega Araba, nel 2023 erano in fase avanzata anche con l'Arabia Saudita, erano in fase diciamo conclusiva, se non ricordo male si stava lavorando per arrivare alla conclusione dei negoziati entri dicembre.

Si. Gli analisti sono concordi su questo "movente".
L'Iran ha voluto "sabotare" gli Accordi di Abramo (soprattutto l'adesione dell'Arabia Saudita), che lo avrebbero isolato, e per questo ha incoraggiato Hamas ad agire, probabilmente convincendo i vertici dell'organizzazione terroristica che i tempi erano maturi, grazie anche all' "amicizia speciale" tra il regime degli Ayatollah e la Russia di Putin (con il benevolo sguardo della Cina), che però stavolta non ha "funzionato".
Penso che l'Iran contasse anche sul fatto che le opinioni pubbliche dei Paesi Arabi avrebbero sposato la causa palestinese, destabilizzando i rispettivi governi, ma anche questo effetto non sembra essersi realizzata, anzi, alla luce di quanto sta avvenendo oggi, i patti di Abramo tornano in pista addirittura rafforzati.

wildcat80 ha scritto:
la Questione Mediorientale oggi non è una partita fra Israele e Palestinesi, ma qualcosa di molto più ampio, il cui prezzo, in vite umane, sembra non interessare a nessuno.

Ormai, è risaputo che ai Paesi Arabi dei Palestinesi non gli è ne mai fregato un'emerita "cippa".....

Diciamo che, dopo le note guerre arabo-israeliane, i governi dei Paesi mediorientali si sono via via in qualche modo "abituati" alla presenza di Israele nella regione, trovando alla fine più conveniente intavolare relazioni diplomatiche e, soprattutto, commerciali con un paese molto difficile da battere militarmente, che possiede l'atomica, "antipatico" quanto si vuole ma dotato di tecnologia avanzata, di un'economia fiorente e di "appoggi" importanti in occidente, con il quale è più redditizio fare affari, piuttosto che andargli contro.
Al contrario dell'Iran, fomentatore di radicalismi islamici ed afflati "rivoluzionari" pericolosi per gli altri governi della regione, con aspirazioni egemoniche nell'area ed oltretutto portatore dell' "eresia sciita".

E' la solita logica di un mondo in cui guerre e paci si fanno soprattutto in funzione di interessi economici.


.
wildcat80 19-10-25 19.45
@ paolo_b3
Per rispondere ad entrambi sulla logica di Hamas, sono strategie che faccio fatica a comprendere.
La logica di Hamas è la logica del soldo. Paga Tehran, fa quel che dice Tehran.
Netanyahu? Sono sicuro al 100% che il Mossad sapesse e lui abbia deciso di fare saltare il banco, dando una dimensione globale al conflitto.
stesgarbi 19-10-25 20.15
paolo_b3 ha scritto:
Per rispondere ad entrambi sulla logica di Hamas, sono strategie che faccio fatica a comprendere.

L'occidentale in grado di comprendere fino in fondo le "logiche" mediorientali, secondo me, deve ancora nascere.
Possiamo solo supporre, ipotizzare.

Comunque, tendo ad essere d'accordo con il pensiero di WildCat, con una precisazione: Non è stata solo una logica del "ip pago e tu esegui".
Credo che l'Iran avesse necessità di agire in fretta, per stroncare sul nascere gli accordi di Abramo, ma che fosse anche convinto che la situazione internazionale fosse particolarmente favorevole, se non per addirittura "cancellare" Israele, quantomeno per indebolirlo notevolmente, rendendolo isolato nei consessi internazionali (basti pensare che l'Iran è stato nominto membro della commissione ONU per i diritti umani).

In sostanza, l'Iran ha detto ai vertici di Hamas "Noi paghiamo, voi colpite... ma stavolta vedrete che è diverso e quei cani di ebrei li mettiamo al tappeto. Li sputtaniamo a livello mondiale.... altro che accordi di Abramo".

Il risultato, allo stato (e per ora), sembra andare nella direzione contraria ai desiata iraniani, con un Presidente Americano che dell'etica sembra infischiarsene bellamente, ragionando brutalmente in termini di "affari".... un po' come si usa in Medioriente.

E mi pare che lo "sconfitto", ora come ora, sia proprio Hamas.

Ma.... il Medioriente è mutevole come un caleidoscopio..... e del doman non v'è certezza.
paolo_b3 19-10-25 20.21
Quindi Hamas non sono terroristi palestinesi ma un esercito Iraniano. Pensare di cancellare Israele sinceramente è follia pura, questi hanno dietro l'occidente.

L'ho già detto che sulla questione mediorientale non ci capisco nulla...
wildcat80 19-10-25 23.11
@ paolo_b3
Quindi Hamas non sono terroristi palestinesi ma un esercito Iraniano. Pensare di cancellare Israele sinceramente è follia pura, questi hanno dietro l'occidente.

L'ho già detto che sulla questione mediorientale non ci capisco nulla...
Non è proprio così, Hamas nasce dopo la prima intifada dai fratelli mussulmani in Palestina, un po' in risposta ai cambiamenti politici dell'OLP.
Teheran, dopo la rivoluzione, il primo appoggio in assoluto alle forze in gioco in Medio Oriente lo ha dato a Hezbollah, in Libano, forza che ha antagonizzato Israele fin dalla sua nascita e con cui ci sono state ostilità continue per anni.
Fra i gruppi sostenuti da Teheran, fra quelli in gioco oggi, ci sono la Jihad islamica della Cisgiordania e del Libano, e gli Houti.
Tutte organizzazioni che prendono il nome di Asse della Resistenza, e sono in rapporti più o meno stretti con la Guardia Repubblicana.
Resistenza verso Israele per questi movimenti che sono perlopiù riconducibili all'Islam sunnita (mentre gli Houti sono sciiti), che significa anche Resistenza verso l'area di influenza americana nella regione del Golfo.
Questo è l'oggi, se vogliamo andare indietro la colpa è primariamente nostra: abbiamo cacciato gli Ebrei dalla Palestina nel 79 dC, li abbiamo perseguitati per tutti i secoli a seguire fino all'Olocausto, e ci siamo lavati la coscienza giocando a Risiko con il Protettorato di Palestina.
Questo è il risultato, perché anche la rivoluzione iraniana è causata dall'influenza occidentale in Persia, ennesima conferma del fatto che la democrazia e il progresso sono esportabili fino ad un certo punto.
Quindi è sempre colpa dell'Occidente: è semplicistico in apparenza, ma è così.
stesgarbi 20-10-25 00.59
wildcat80 ha scritto:
Questo è il risultato, perché anche la rivoluzione iraniana è causata dall'influenza occidentale in Persia, ennesima conferma del fatto che la democrazia e il progresso sono esportabili fino ad un certo punto.
Quindi è sempre colpa dell'Occidente: è semplicistico in apparenza, ma è così.

Sono d'accordo.

L'occidente è stato per secoli il "padrone" militare ed economico del mondo, trattando da "inferiori" gli altri popoli (che giustamente non hanno dimenticato) ed in taluni casi sterminandoli, come fece la democraticissima America con il genocidio dei nativi.
Un tempo l'occidente colonizzava dicendo di "esportare la civiltà".... in tempi più recenti, l'occidente ha avuto la pretesa di "esportare la democrazia" a suon di bombe.

Il movimento Sionista è nato alla fine dell'800 sull'onda di una recrudescenza dell'antisemitismo, soprattutto in Europa occidentale (Caso Dreyfuss docet).
E nell'Europa medievale cristiana l'antisemitismo era più brutale che nel mondo Arabo.
Si pensi alle feroci persecuzioni dell'Inquisizione spagnola, soprattutto nei territori arabi recuperati dalla Corona (culminati con la presa di Granada nel 1492) dove vivevano forti comunità ebraiche sefardite fino a quel momento tollerate dai musulmani..

Per la verità, va detto che i Romani non conoscevano l'antisemitismo come lo intendiamo noi.
Loro si consideravano "superiori" alle genti sottomesse, ma non in senso "genetico".
E i popoli conquistati si romanizzavano anch'essi, tanto da ottenere la cittadinanza romana che alla fine venne estesa a tutto l'Impero.
Già ai tempi di Giulio Cesare nella stessa Roma era presente una comunità ebraica, fatta di gente che si adattava alle leggi romane e non creava problemi.
I Romani erano oltretutto politeisti, per ciò poco inclini alla "rigidità dottrinale" tipica delle religioni monoteiste e piuttosto "elastici" nell'accettare anche nuove divinità importate dalle varie regioni del crescente impero.
Nel periodo repubblicano e del primo principato, poi, non esisteva neppure il concetto di Imperatore-divinità terrena (i primi imperatori si credeva che si trasformassero in "dei" alla loro morte).che in seguito avrebbe creato molti problemi ai Cristiani che si rifiutavano di adorarlo nelle cerimonie pubbliche.
Diverso è il discorso della conquista della Giudea (iniziata già da Pompeo Magno), che per i Romani rappresentò una strana "gatta da pelare"..
Pensate ai Romani una volta giunti da conquistatori in quei luoghi, con il loro senso di superiorità e abituati all'ossequio dei popoli sottomessi (che finivano per romanizzarsi anch'essi) e a come dovettero sentirsi nello scoprire che gli Ebrei in realtà li disprezzavano, li consideravano inferiori, "gentili" che era sconveniente persino ospitare nelle loro case.
Gli ebrei letteralmente "schifavano" gli occupanti, li tenevano a distanza (salvo il minimo sindacale) si consideravano il "popolo eletto" rifiutando i costumi della società romana, giudicata blasfema e perversa.
E non facevano neppure troppo mistero di essere in attesa di un "Messia" che li avrebbe liberati dal giogo romano.
Ma non solo: sembravano tanto "pacifici", sti Ebrei, ma quando si incazzavano (e lo facevano spesso) erano guerrieri davvero tosti, indomiti, feroci, forse addirittura peggio dei Galli (loro almeno, alla fine si erano arresi) al punto da suicidarsi collettivamente, piuttosto che cadere nelle mani del nemico.
E fu così che, con la grande guerra giudaica, nel '70 D.C. l'Imperatore Tito rase al suolo Gerusalemme distruggendo il Tempio e massacrando gran parte della popolazione.
Vi fu una deportazione di Massa di ebrei ridotti in schiavitù ed altri fuggirono spargendosi nelle altre zone mediorientali, in Europa e nel nord Africa.
wildcat80 20-10-25 07.12
Domanda! perché Israele non può farsi i cazzi propri e lasciare Cisgiordania e Gaza ai palestinesi?
Risposta: perché ci sono i terroristi frammisti alla popolazione.

Domanda: perché ci sono i terroristi?
Risposta: perché occorre andare molto indietro nella storia, dalle origini dello stato di Israele, a partire dalla guerra arabo - israeliana che è conseguita alla proclamazione e riconoscimento dello stato di Israele... La Cisgiordania è stato il primo territorio formalmente palestinese ma oggetto di pressione israeliana, e diciamo che si sono dovuti organizzare.

Domanda: ma se si riuscissimo a eliminare completamente ogni ombra del terrorismo islamico da Gaza e Cisgiordania, le ostilità finirebbero?
Risposta: siamo così sicuri che Israele non sia più interessato alla terra piuttosto che ai terroristi?

Non finirà mai...
stesgarbi 20-10-25 10.14
@ wildcat80
Domanda! perché Israele non può farsi i cazzi propri e lasciare Cisgiordania e Gaza ai palestinesi?
Risposta: perché ci sono i terroristi frammisti alla popolazione.

Domanda: perché ci sono i terroristi?
Risposta: perché occorre andare molto indietro nella storia, dalle origini dello stato di Israele, a partire dalla guerra arabo - israeliana che è conseguita alla proclamazione e riconoscimento dello stato di Israele... La Cisgiordania è stato il primo territorio formalmente palestinese ma oggetto di pressione israeliana, e diciamo che si sono dovuti organizzare.

Domanda: ma se si riuscissimo a eliminare completamente ogni ombra del terrorismo islamico da Gaza e Cisgiordania, le ostilità finirebbero?
Risposta: siamo così sicuri che Israele non sia più interessato alla terra piuttosto che ai terroristi?

Non finirà mai...
Uno dei problemi è che "dal fiume al mare" lo proclamano anche le frange estremiste ultraortodosse israeliane.

Va considerato che gli Ebrei sono l'unico Popolo che è rimasto sostanzialmente immutato dall'antichità.
Oggi non esistono più Galli, Goti, Cimbri, Teutoni, Longobardi ecc. .
Ed anche i moderni Greci, pur avendo orgogliosamente conservato molto delle antiche vestigia culturali e linguistiche, hanno ben poco a che spartire con quelli dell'età di Solone, Pericle, Temistocle o Leonida.

Gli Ebrei, invece, hanno mantenuto un'identità nazionale e di popolo pressochè "pura", intimamente e indissolubilmente compenetrata dalla religione (statica e immutata fin dai tempi di Gesù).
Non può esistere Ebreo, o Israele, senza religione ebraica. I casi di conversione ad altre religioni sono rarissimi e chi si converte praticamente si autoesclude dalla "comunità", cioè dal "Popolo" (lo sapevano bene gli inquisitori spagnoli, che appunto diffidavano dei "conversos" e non perdevano occasione per accusarli di eresia):

E proprio a causa delle diaspore, l'identità nazionale ebraica è sopravvissuta adattandosi alla vita di comunità sparse in tutto il mondo..
L'Ebreo ben si "integra" nel contesto sociale del Paese ospitante, rispettando le leggi, partecipando alla vita politica e contribuendo operosamente al benessere di quel paese, accettando perfino di servire nell'esercito in guerra (consapevole che anche il nemico ha soldati ebrei che dovrà uccidere).
L'Ebreo è e si sente pienamente cittadino del Paese in cui vive, e tuttavia non viene mai completamente "assimilato", mantenendo vivo il senso della sua appartenenza ad una comunità "sovranazionale", legata da quel "patto di Alleanza" tra Dio e il Popolo Ebraico sancito nell' Antico Testamento..
Questa comunità è ISRAELE, una nazione intimamente connessa alla religione, che esiste in ogni luogo della terra, ovunque vi sia una comunità ebraica (esattamente come in Egitto Israele esisteva nella comunità degli schiavi).

Se per il Musulmano la religione può creare talvolta un senso di fratellanza tra etnie diverse, in nome dell'Unico Dio, per l'Ebreo la religione è essa stessa parte integrante e sostanziale dell' unitaria appartenenza al Popolo di Israele.
A differenza del cristianesimo e dello stesso Islam (oggi diviso tra Sunniti e Sciiti), la religione ebraica non ha mai conosciuto veri movimenti "eretici", scismi o guerre di religione.
Nella prima guerra mondiale il sodato ebreo tedesco sparava al soldato ebreo francese e viceversa, ma nella Storia non si hanno notizie di conflitti cruenti tra comunità ebraiche.

Ed è proprio questo radicato senso di appartenenza nazional-religiosa che spiega (E SIA CHIARO, NON GIUSTIFICA IN ALCUN MODO) - se non del tutto almeno in buona parte - la diffidenza e l'odio riversato sugli Ebrei in tutti i luoghi dove essi stabilivano le proprie comunità (financo negli Stati Uniti).

- SEGUE -
wildcat80 20-10-25 10.48
Dal fiume al mare è un motto che vale tanto per gli ebrei ortodossi quanto per i palestinesi, è questo il grosso problema.
stesgarbi 20-10-25 11.20
- SEGUE DAL PRECEDENTE -

Nella Storia, l'odio antisemita è stato "giustificato" in molti modi: "uccisori di cristo", "eretici", "infidi", "dediti ad attività disdicevoli" (ad esempio, l'usura) "non fedeli alla Patria" ecc. ecc. .
Tuttavia, ritengo che alla radice dell'antisemitismo vi sia proprio questo senso di "identità di popolo", per cui gli Ebrei vengono ancora oggi percepiti come "diversi", come una sorta di "corpo estraneo" al resto della comunità.
E questo corpo estraneo veniva (e viene) spesso accusato di volersi impossessare del potere in modo subdolo, ad esempio attraverso le banche ed il controllo delle attività finanziarie e commerciali (tra i tipici argomenti antisemiti: "sono pieni di soldi che fanno girare solo tra di loro", oppure "il complotto dell'internazionale giudaica" ecc. ecc.)

Tornando all'oggi.... la questione è complessa...
Proprio questa "continuità" del Popolo di Israele con il suo passato ha fatto si che la Storia si sia in qualche modo "ripetuta".
Nell' "Esodo" Mosè ricondusse alla terra promessa gli Ebrei, che nel reclamare quanto promesso da Dio non andavano troppo per le spicce con i popoli che nel frattempo si erano stabiliti in quegli stessi territori.
Nel '900 successe praticamente la stessa cosa: il ritorno degli Ebrei in Palestina, con i conflitti che ne sono seguiti.
La stessa Religione Ebraica, ancora in attesa del Messia, ha ancora in sè la promessa fatta da Dio ad Abramo.

Le popolazioni Arabe, dal canto loro, hanno vissuto in quei luoghi per duemila anni, dunque come si può disconoscere anche il loro diritto?

Da qui il concetto dei "due popoli e due Stati".
Ma non è semplice.

Se guardiamo, ad esempio, all'attuale situazione della Cisgiordania, vediamo che è un territorio controllato in gran parte da Israele (soprattutto la fascia di confine con la Giordania) con molti insediamenti di "coloni", mentre le zone abitate in prevalenza da arabi Palestinesi si sono ridotte nel tempo e sono sparse un po' a macchia di leopardo.
L'attenzione dei media occidentali è oggi concentrata su Gaza, ma ritengo che il vero problema sarà appunto la Cisgiordania.

Senza considerare il problema della mancanza di contiguità fisica tra Gaza e Cisgiordania, che darebbe luogo ad uno stato letteralmente spezzato in due.