wildcat80 ha scritto:
Ho l'impressione che oggi in Medio Oriente non si giochi la partita per la Palestina, ma si giochi piuttosto la partita contro l'Iran, la cui lunga mano è mandataria di Hamas.
Condivido in pieno la tua impressione.
In effetti, nella mia "analisi" non ho menzionato l'eterno conflitto tra Sunniti e Sciiti, incluso il lungo conflitto tra Arabia Saudita e Yemen.
Vanno anche considerate le ambizioni di "potenza regionale" mai nascoste dall'Iran, la cui popolazione prossima ai 100 milioni di abitanti è ancora oggi in maggioranza Persiana, che si considera "superiore" dal punto di vista storico-culturale rispetto alle popolazioni arabe e non dimentica del glorioso passato imperiale dell'antica Persia.
Un fattore, questo, che rende la Repubblica Islamica piuttosto "sgradita" alle monarchie arabe, così come ad una Turchia (di etnia turca, non araba) nella quale da tempo stanno riaffiorando certe pulsioni "neo-ottomane". Analogo discorso vale per l'Egitto il quale aspira anch'esso ad un ruolo importante nell'area mediterranea mediorientale.
In effetti, la complessa "galassia" dei paesi mediorientali appare meno preoccupata del già esistente (ben noto, ancorchè mai ufficialmente ammesso) arsenale nucleare israeliano, rispetto alla temuta possibilità che l'Iran si doti anch'esso della bomba atomica.
Ed in tale ottica, ho notato anche una certa "freddezza" della Russia (e pure della Cina) riguardo agli attacchi israeliani in Iran, così come sul bombardamento americano ai siti nucleari.
wildcat80 ha scritto:
il 7 ottobre è una data non casuale, gli Accordi di Abramo avevano iniziato un processo di normalizzazione con buona parte dei paesi della Lega Araba, nel 2023 erano in fase avanzata anche con l'Arabia Saudita, erano in fase diciamo conclusiva, se non ricordo male si stava lavorando per arrivare alla conclusione dei negoziati entri dicembre.
Si. Gli analisti sono concordi su questo "movente".
L'Iran ha voluto "sabotare" gli Accordi di Abramo (soprattutto l'adesione dell'Arabia Saudita), che lo avrebbero isolato, e per questo ha incoraggiato Hamas ad agire, probabilmente convincendo i vertici dell'organizzazione terroristica che i tempi erano maturi, grazie anche all' "amicizia speciale" tra il regime degli Ayatollah e la Russia di Putin (con il benevolo sguardo della Cina), che però stavolta non ha "funzionato".
Penso che l'Iran contasse anche sul fatto che le opinioni pubbliche dei Paesi Arabi avrebbero sposato la causa palestinese, destabilizzando i rispettivi governi, ma anche questo effetto non sembra essersi realizzata, anzi, alla luce di quanto sta avvenendo oggi, i patti di Abramo tornano in pista addirittura rafforzati.
wildcat80 ha scritto:
la Questione Mediorientale oggi non è una partita fra Israele e Palestinesi, ma qualcosa di molto più ampio, il cui prezzo, in vite umane, sembra non interessare a nessuno.
Ormai, è risaputo che ai Paesi Arabi dei Palestinesi non gli è ne mai fregato un'emerita "cippa".....
Diciamo che, dopo le note guerre arabo-israeliane, i governi dei Paesi mediorientali si sono via via in qualche modo "abituati" alla presenza di Israele nella regione, trovando alla fine più conveniente intavolare relazioni diplomatiche e, soprattutto, commerciali con un paese molto difficile da battere militarmente, che possiede l'atomica, "antipatico" quanto si vuole ma dotato di tecnologia avanzata, di un'economia fiorente e di "appoggi" importanti in occidente, con il quale è più redditizio fare affari, piuttosto che andargli contro.
Al contrario dell'Iran, fomentatore di radicalismi islamici ed afflati "rivoluzionari" pericolosi per gli altri governi della regione, con aspirazioni egemoniche nell'area ed oltretutto portatore dell' "eresia sciita".
E' la solita logica di un mondo in cui guerre e paci si fanno soprattutto in funzione di interessi economici.
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