È da quando l'ho pubblicato che vorrei scrivere due righe su come ho concepito questo pezzo, solo non ci riesco, ogni volta che provo a scrivere parte lo sproloquio che rende il tutto molto noioso
Il concetto di base è semplice: voglio creare un cerchio che non si chiude, basato su chiamate e risposte molto diverse.
Le chiamate sono oscure e arcaiche, le risposte invece sono quasi una comfort zone con cui siamo familiari. Quasi però, perché il cerchio non si chiude, riparte.
Questo gioco l'ho realizzato scegliendo una scala modale ecclesiastica dal Dodecachordon di Glareanus, la scala eolia, che ha la caratteristica di essere quella che oggi chiamiamo scala minore naturale (con la sua relativa maggiore).
La fondamentale è il Fa#, scelta unicamente per come funzionano alcuni dei multisamples vocali che ho utilizzato.
Con una semplice successione di note posso muovermi a cavallo fra l'ambito modale e tonale senza fare praticamente nulla di particolare: in modale scelgo due note forti, il I e il VII grado con relative armonizzazioni, tuttavia a seconda di come mi muovo attorno al VII grado, la percezione cambia.
Nelle prime due battute del ritornello, le 4 voci disegnano una cadenza di questo tipo F#m MI7 A, che affermerebbe una fondamentale tonale tramite la cadenza perfetta V/I, tutta via il movimento successivo D E F#m C#m D F#m si allontana dalla fondamentale tonale e fa percepire di nuovo un'armonia legata al modo più che alla tonalità, ed ecco che a quel punto compare la fermata sulla triade maggiore del VII grado... O del V tonale? E poi si riparte.
Le voci delle strofe le avevo concepite originariamente come degli organa, tuttavia l'idea è durata molto poco per diversi motivi: all'inizio non avevo voci maschili, poi era molto arcaico l'effetto, pure troppo, e soprattutto non padroneggiavo così bene lo stile da fare un qualcosa di bello.
Una volta aggiunte le voci maschili ho deciso di prendere comunque qualche licenza poetica: ho messo anche voci femminili, e l'armonizzazione è stata un po' più articolata rispetto a un organum, quasi un mottetto, facendo comunque armonizzazioni semplici (intervalli di III e V, ottave quando ci si sposta da voci femminili a maschili, punto contro punto tendenzialmente in moto congiunto).
Nelle risposte invece ho cercato di ricreare un contrappunto classico sulle 4 voci, che presentano maggior libertà di movimento (particolarmente i tenori e i contralti fanno parecchio movimento a salti, e non per gradi congiunti) e aggiungendo un solista verso la fine.
L'accompagnamento organistico sostanzialmente completa quello che fanno le voci, seguendone lo stile: un lungo pedale nella chiamata (molto più arcaico), un accompagnamento quasi in stile basso figurato al ritornello.
A livello di percezione mi sembra di essere riuscito nell'intento