stesgarbi ha scritto:
Quanto alla democratizzazione.... mi pare molto un elogio del "non sforzo", del "non studio", del "non impegno"
L'ho sempre pensato: la democratizzazione delle competenze è una cagata pazzesca, come direbbe un noto personaggio cinematografico. Uno le competenze se le deve costruire attraverso lo studio, l'applicazione, la sperimentazione, l'esperienza acquisita negli anni. Le possibilità e gli strumenti per farlo nei più svariati campi ci sono e sono per tutte le tasche (in questo senso la democratizzazione è positiva e sono assolutamente a favore), non si hanno scuse per cui uno possa dire "eh ma non posso imparare a far questo e quello perché costa troppo/perché non ci sono possibilità". Non è che non si può, è che non si vuole, il più delle volte per pigrizia.
Un'AI o un qualsiasi altro strumento che consente di fare cose per cui non si hanno le competenze non è democratizzazione, è banalizzazione, svuotamento di ogni valore, è mortificazione di coloro che quelle competenze se le sono guadagnate col sudore. L'AI dev'essere uno strumento al servizio delle competenze, non in sostituzione.
Non vorrei mai farmi operare da un chirurgo "democratizzato" che non sa nemmeno tenere in mano un bisturi e che dice a una macchina "questo paziente ha una gamba rotta, sistemagliela". O farmi difendere da un avvocato che non è in grado di valutare la situazione e che ha bisogno di un'AI per stendere l'arringa difensiva. D'altra parte, nel mio settore, si stanno cominciando a vedere i danni dei cosiddetti "vibe coder", cioè quei tizi che si fanno passare per programmatori e che in realtà non sanno mettere insieme due righe di codice senza un'AI che li assista, a cui dicono cosa deve fare la procedura che devono costruire per far generare a lei il codice. Poi finisce che ci sono in giro programmi sempre più pieni di bug e buchi di sicurezza.
stesgarbi ha scritto:
l'A:I:, al contrario, per definizione è "intelligenza".
L'AI non è "intelligenza". Parlando degli LLM (Large Language Model), che sono il sistema più usato oggi per le AI commerciali, si tratta di un avanzatissimo e complicatissimo motore statistico (Ko_tatsu può entrare in dettaglio molto più di me in proposito), progettato per essere particolarmente abile nel riconoscere schemi e ricorrenze nei dati che gli vengono forniti, che è stato addestrato con quantità inimmaginabili di informazioni per un periodo di svariati anni. Le cose che sputa fuori le ricava mettendo in sequenza tutti gli elementi che statisticamente hanno più probabilità di essere correlati, che si tratti di parole, immagini o frequenze audio, non perché ci ha fatto su un ragionamento intelligente come potrebbe farlo un essere umano. E soprattutto, un essere umano è in grado di pensare in modo astratto, comprendendo a fondo il contesto di quello su cui sta ragionando usando le sue conoscenze ed esperienze di vita. l'AI no, va solo di statistica, non si rende conto del contesto se non per una mera questione numerica, non
comprende nulla. E questa è una, se non LA differenza fondamentale tra il "ragionamento" di un'AI e quello fatto da una persona in carne ed ossa.
Per chi volesse approfondire, suggerisco la visione di
questo video.
Ko_tatsu ha scritto:
È un casino senza precedenti, una catastrofe di avidità e miopia che sono davvero mortificanti per la mia speranza verso il futuro. Il tutto mascherato da video idioti e canzoncine di merda. Il mio astio verso queste compagnie mi spinge a rifiutare tutto questo teatrino, onestamente. Non è una questione di luddismo o di rifiutare il progresso ma è una questione di rifiutare questo tipo di progresso. Soprattutto se minaccia di erodere lo spazio, già esiguo, riservato all'attività creativa.