GENERALMUSIC: il ritorno

Ilaria_Villa 24-01-26 16.27
emoemoemo
Dallaluna69 25-01-26 13.47
@ MarioSynth
Ed ELKA? emo

E il Synthex? emo
Non so se avevi visto questo casomai ti interessasse una versione software.
Ilaria_Villa 25-01-26 17.49
@ Dallaluna69
Non so se avevi visto questo casomai ti interessasse una versione software.
Grazie mille per la segnalazione.
orange1978 25-01-26 18.40
un marchio che è stato fuori dal mercato e fermo per parecchi anni, nei quali oltretutto la tecnologia è cambiata parecchio, dubito possa risultare competitivo e innovativo a breve termine, a meno che non si tratti di cose tipo moog e arp dove semplicemente basta re ingegnerizzare il passato e riproporre una replica 1:1 con componenti moderni di una cosa del passato per esser già competitivi, perchè strumenti come prophet, model d, hammond, rhodes, se uscissero oggi esattamente come nel 1978 sarebbero perfettamente utilizzabili, basterebbe aggiungere appunto il midi e usb laddove dove si possa, e il gioco è fatto, è come replicare una telecaster del 1954.

su un marchio che invece propone in particolare strumenti digitali le cose cambiano parecchio, a meno di non fare come korg e roland che ripropongono il loro vecchio catalogo in versione software (o hardware usando tecnologie virtual analog, vedi boutique) il problema è ben più complesso....l'altra volta ci hanno provato riproponendo uno stage piano pesantissimo a costi esorbitanti ma sopratutto già fuori produzione da oltre un decennio, così non puoi esser competitivo, sarebbe come se oggi rinascesse roland (mettiamo fosse stata ferma 30 anni) e riesumassero RD1000 a 5000 euro o una xp80 in concorrenza con montage m e kronos, magari a un prezzo pure superiore.

Gem S2 turbo ha ancor oggi delle caratteristiche interessanti, ma potresti riproporla al massimo con la tecnologia vst in una maniera simile agli emulatori dsp appunto, non certo hardware, non avrebbe alcun senso.

il resto (equinox a parte che fu un disatro anche all'epoca) si riduce ad arrangers, eh su quello magari potrebbero mettersi nel mercato ora che oltretutto da quando hanno smesso loro ci sono meno concorrenti, dato che roland non produce più arrangers e technics e farfisa pure sono usciti di scena.
...però per i pochi rimasti le cose son molto cambiate, strumenti sofisticati come genos 2, pa5x o le nuove ketron non sono certo una passeggiatina da battere, e non è applicabile la regola "eravamo i migliori nel 2000, siamo nel 2026 e saremmo ancora i migliori dato che gli altri sono ancora indietro", cè quindi da capire.

il discorso invece synthex vabbè, forse dato il trend attuale sarebbe la cosa più sensata, sicuro ci sarebbero una marea di persone nel mondo disposte a tirar fuori non dico 10 mila euro ma sicuro 3/4 mila in una fascia paragonabile a dave smith/sequential, se rifacessero un synthex vero magari leggermente più piccolo e anche in versione laptop avrebbe sicuro mercato, però bisogna stare attenti ora c'è anche berhinger nella fascia economica e quindi o punti alla perfezione mirata a chi non bada a spese, come potrebbe essere appunto prophet 5, oppure alla fascia bassa (ma lì non è facile con la concorrenza cinese).

insomma non la vedo facile, forse lo sarebbe di più per un marchio nuovo perchè da un marchio del passato ci si aspetta ovviamente qualcosa in linea con il passato, apple per esempio ci riesce sotto certi aspetti ma in un'altro modo, un tempo facevano il mac a cubo (che bello era il G4 cube con su digital performer 2.7 mi vien da piangere emoemo), oggi fa il mac mini che è lo stesso concept aggiornato e migliorato, ma non produce più il mac se con schermo a tubo catodico in bianco e nero o l'apple II plus con il testo che cambia colore in random per gli attributi colore, ed esser competitivi oggi mantenendo un collegamento a un passato glorioso di ieri non è sempre facile, pochi ci riescono (e a volte nemmeno tanto bene).
giosanta 25-01-26 19.44
orange1978 ha scritto:
un marchio che è stato fuori dal mercato...

Concordo, particolarmente poi per quello che riguarda LEM. L'epoca degli "armadi" è finita da un pezzo. Oggi si dovrebbe reinventare di sana pianta. Fattibile, per carità, ma temo senza poter contare sul patrimonio del passato.
1paolo 25-01-26 20.01
@ orange1978
un marchio che è stato fuori dal mercato e fermo per parecchi anni, nei quali oltretutto la tecnologia è cambiata parecchio, dubito possa risultare competitivo e innovativo a breve termine, a meno che non si tratti di cose tipo moog e arp dove semplicemente basta re ingegnerizzare il passato e riproporre una replica 1:1 con componenti moderni di una cosa del passato per esser già competitivi, perchè strumenti come prophet, model d, hammond, rhodes, se uscissero oggi esattamente come nel 1978 sarebbero perfettamente utilizzabili, basterebbe aggiungere appunto il midi e usb laddove dove si possa, e il gioco è fatto, è come replicare una telecaster del 1954.

su un marchio che invece propone in particolare strumenti digitali le cose cambiano parecchio, a meno di non fare come korg e roland che ripropongono il loro vecchio catalogo in versione software (o hardware usando tecnologie virtual analog, vedi boutique) il problema è ben più complesso....l'altra volta ci hanno provato riproponendo uno stage piano pesantissimo a costi esorbitanti ma sopratutto già fuori produzione da oltre un decennio, così non puoi esser competitivo, sarebbe come se oggi rinascesse roland (mettiamo fosse stata ferma 30 anni) e riesumassero RD1000 a 5000 euro o una xp80 in concorrenza con montage m e kronos, magari a un prezzo pure superiore.

Gem S2 turbo ha ancor oggi delle caratteristiche interessanti, ma potresti riproporla al massimo con la tecnologia vst in una maniera simile agli emulatori dsp appunto, non certo hardware, non avrebbe alcun senso.

il resto (equinox a parte che fu un disatro anche all'epoca) si riduce ad arrangers, eh su quello magari potrebbero mettersi nel mercato ora che oltretutto da quando hanno smesso loro ci sono meno concorrenti, dato che roland non produce più arrangers e technics e farfisa pure sono usciti di scena.
...però per i pochi rimasti le cose son molto cambiate, strumenti sofisticati come genos 2, pa5x o le nuove ketron non sono certo una passeggiatina da battere, e non è applicabile la regola "eravamo i migliori nel 2000, siamo nel 2026 e saremmo ancora i migliori dato che gli altri sono ancora indietro", cè quindi da capire.

il discorso invece synthex vabbè, forse dato il trend attuale sarebbe la cosa più sensata, sicuro ci sarebbero una marea di persone nel mondo disposte a tirar fuori non dico 10 mila euro ma sicuro 3/4 mila in una fascia paragonabile a dave smith/sequential, se rifacessero un synthex vero magari leggermente più piccolo e anche in versione laptop avrebbe sicuro mercato, però bisogna stare attenti ora c'è anche berhinger nella fascia economica e quindi o punti alla perfezione mirata a chi non bada a spese, come potrebbe essere appunto prophet 5, oppure alla fascia bassa (ma lì non è facile con la concorrenza cinese).

insomma non la vedo facile, forse lo sarebbe di più per un marchio nuovo perchè da un marchio del passato ci si aspetta ovviamente qualcosa in linea con il passato, apple per esempio ci riesce sotto certi aspetti ma in un'altro modo, un tempo facevano il mac a cubo (che bello era il G4 cube con su digital performer 2.7 mi vien da piangere emoemo), oggi fa il mac mini che è lo stesso concept aggiornato e migliorato, ma non produce più il mac se con schermo a tubo catodico in bianco e nero o l'apple II plus con il testo che cambia colore in random per gli attributi colore, ed esser competitivi oggi mantenendo un collegamento a un passato glorioso di ieri non è sempre facile, pochi ci riescono (e a volte nemmeno tanto bene).
Ecco, Elka Synthex 2 più compatto e leggero sarebbe un terno al lotto emo
greg 26-01-26 00.15
giosanta ha scritto:
senza poter contare sul patrimonio del passato.

Speculiamo:
1) Hanno una idea non innovativa, ma efficace
2)Fabbricheranno, assembleranno e commerceranno sotto il loro marchio conosciuto nel mondo, prodotti magari già sul mercato, ma senza la forza di investire da parte degli attuali detentori dell'esclusiva.
Mi vengono in mente marchi molto interessanti che non stanno ottenendo i giusti riconoscimenti a causa anche di una distribuzione tutt'altro che capillare.
3)Sono dei folli
orange1978 26-01-26 02.16
@ 1paolo
Ecco, Elka Synthex 2 più compatto e leggero sarebbe un terno al lotto emo
quello sicuramente avrebbe un po' di mercato perchè l'analogico fa sempre gola, sopratutto oggi.
Prophet 26-01-26 09.36
greg ha scritto:
Speculiamo:
1) Hanno una idea non innovativa, ma efficace
2)Fabbricheranno, assembleranno e commerceranno sotto il loro marchio conosciuto nel mondo, prodotti magari già sul mercato, ma senza la forza di investire da parte degli attuali detentori dell'esclusiva.
Mi vengono in mente marchi molto interessanti che non stanno ottenendo i giusti riconoscimenti a causa anche di una distribuzione tutt'altro che capillare.
3)Sono dei folli


Se vogliono "bissare" i successi ottenuti precedentemente dovranno inventarsi qualcosa di diverso di un semplice remake...

Quando Roland, Korg e Yamaha non proponevano niente di eclatante da un decennio, hanno inserito i modelli fisici nei pianoforti, le basi e il karaoke (purtroppo) negli arranger e funzioni di sintesi evolute, master-keyboard, campionamento e sequencer nella serie S; un'eredità di tutto rispetto ma anche difficile da eguagliare.

Spero tanto che non se ne escano banalmente inserendo AI negli strumenti musicali. emo
piscrais 26-01-26 11.11
@ greg
giosanta ha scritto:
senza poter contare sul patrimonio del passato.

Speculiamo:
1) Hanno una idea non innovativa, ma efficace
2)Fabbricheranno, assembleranno e commerceranno sotto il loro marchio conosciuto nel mondo, prodotti magari già sul mercato, ma senza la forza di investire da parte degli attuali detentori dell'esclusiva.
Mi vengono in mente marchi molto interessanti che non stanno ottenendo i giusti riconoscimenti a causa anche di una distribuzione tutt'altro che capillare.
3)Sono dei folli
il punto 3): è quello che forza il confine
greg 26-01-26 11.39
La follìa, alla base dei musicisti e del mondo che li circonda è il punto chiave.
Senza una MERA scommessa nessuno di noi, dal più piccolo al più grande, sarebbe in un campo ad arare o a cogliere.....ortiche😃
orange1978 27-01-26 01.41
Prophet ha scritto:
Quando Roland, Korg e Yamaha non proponevano niente di eclatante da un decennio


....cose contemporanee del periodo come wavestation, sy99, k2000, jd800, d70, s760, wavestation, 01w....sarebbero niente di eclatante? emo

Prophet ha scritto:
funzioni di sintesi evolute


....ma dove? nel 1993 la S2/S3 aveva una normalissima audio chain basata sulla lettura di samples pcm (come tutte le altre giapponesi) affiancata a filtri digitali con risonanza (che però suonavano bene) e qualche modulazione, null'altro, niente funzioni dsp particolari o shapers o ring mod o sync.

strumenti come roland jd990, kurzweil k2000 e yamaha sy99 avevano una sezione di sintesi ben più ricca, altri come korg 01w meno (è vero) ma vincevano con altri aspetti (es facilità d'uso, campioni di base superiori e un multieffetto incredibile), la wavestation poi sappiamo tutti molto bene cosa era (ed è) in grado di fare dal 1990.

Questo non significa che il progetto S2 non fosse valido, tutt'altro, ha dei bei filtri caldi e un suono particolare un po' suo, ma parlare di sintesi innovativa direi proprio di no, è sicuramente l'unica "workstation" al mondo non costruita in giappone o usa a poter essere competitiva con quei prodotti, nessun'altra nazione in europa è riuscita a fare una cosa analoga all'epoca.

Prophet ha scritto:
campionamento e sequencer nella serie S


errato, la S2 non campionava ma poteva leggere via dischetto tramite il software sample translator nella versione 2.0 di serie sulla turbo i campionamenti dell'akai S1000/1100, sample vision, sound designer, avalon, wave...era quindi un sample player non un sampler (non poteva cioè acquisire in alcun modo i samples e non era prevista alcuna opzione di conversione A/D), la memoria era abbastanza esigua ossia 2 megabytes.
La sy99 faceva una cosa simile leggendo anche via midi sample dump i campioni e poteva anche mantenerli in memoria a macchina spenta con la memoria opzionale che poteva arrivare a ben 8 mega non volatile.
La kurzweil k2000 non solo poteva acquisire i samples se munita di scheda SMP, ma poteva leggerli via dischetto e scsi anche provenienti da librerie su cd akai e roland, oltre che ensoniq, wave, aiff e nativo kurzweil, con memoria espandibile fino a 64 mega (cifra enorme per il 1991, considerando che a quel tempo i sampler professionali akai e roland non superavano solitamente i 16/18 mega, ma anche per il mondo pc/amiga/atari, un computer con 64 mega di ram in quel periodo era fantascienza per i comuni mortali, erano tantissimo già 8/16 mega).

riguardo al sequencer multitraccia lo avevano sia yamaha che korg che kurzweil (tra l'altro molto bello a 16/32 tracce), ma da quel punto di vista GEM vinceva almeno come memoria essendo in grado di stoccare ben 250.000 eventi midi, ben di più addirittura di quelli memorizzabili anche anni dopo da workstations come trinity o triton, sulle funzioni poi di gestione ed editing non so dirlo perche non ho mai usato sequencers a bordo.

una cosa nella quale la S2 era molto ben fatta era l'interfaccia utente con quel bel display azzurro 240x64 pixel e gli otto fader/pulsanti simili alle kurzweil serie k2500 (che però arrivarono dopo...), e anche la disposizione delle wheels e del resto dava l'idea di uno strumento molto ben fatto, senza contare l'aftertouch polifonico, a me piace molto come design ed estetica e son contento di averne ancora una (anche se messa non troppo bene).
turbopage 27-01-26 07.58
orange1978 ha scritto:
La sy99 faceva una cosa simile leggendo anche via midi sample dump i campioni


Anche la S (turbo) permetteva l'importazione di campioni via midi sample dump, operazione non semplicissima ma si riusciva.

Tornando in topic, il ritorno dei marchi fa molto nostalgia ma anch'io non vedo un vero obiettivo strategico se volessero riproporre vecchi prodotti. Forse mettendo mano alla sintesi del real piano (a modelli fisici se non sbaglio, basata sul chip proprietario Drake) e creando ex novo un expander dedicato a piano acustico ed elettrico.
orange1978 27-01-26 08.27
turbopage ha scritto:
Anche la S (turbo) permetteva l'importazione di campioni via midi sample dump, operazione non semplicissima ma si riusciva.


certo ovvio, va come una lumaca quella tecnologia, andava bene quando appunto i samples erano di pochi kappa (e due mega di conseguenza non erano pochissimi, alcuni samplers avevano 1 mega o meno, anche 128 kb alcuni).

turbopage ha scritto:
Forse mettendo mano alla sintesi del real piano (a modelli fisici se non sbaglio, basata sul chip proprietario Drake) e creando ex novo un expander dedicato a piano acustico ed elettrico.


lo hanno fatto anche gli altri oramai, non è più una cosa rivoluzionaria, ciò che poi conta è la qualità finale, anche technics wsa1 (che possedevo) e la mia korg z1 hanno modelli fisici, però nonostante questo temo nessuno al mondo direbbe che è più realistico un wurlitzer di una z1 rispetto a una libreria campionata a 96 kHz grande 18 giga solo per il wurli...ciò che conta è il risultato, physical modeling vs sampling a bassa frequenza e poca rom (leggi tutte le workstations anni 80 e 90) il modello fisico può vincere, risultando vivido ed espressivo, a differenza di un misero sample congelato in pochi kappa (o mega se eri fortunato).
Oggi con il playback via ssd di decine di giga non ha più senso, lo avrebbe ancora ovviamente purchè si sviluppino algoritmi molto molto raffinati, tali da rendere il sampling obsoleto, ma questo richiede enormi potenze di calcolo e per ora non è conveniente a parte per cose tipo hammond o virtual analog.
Sbaffone 27-01-26 08.37
Bentornato Orange
greg 27-01-26 09.41
orange1978 ha scritto:
Oggi con il playback via ssd di decine di giga non ha più senso, lo avrebbe ancora ovviamente purchè si sviluppino algoritmi molto molto raffinati, tali da rendere il sampling obsoleto, ma questo richiede enormi potenze di calcolo e per ora non è conveniente a parte per cose tipo hammond o virtual analog.

La tua analisi è un corroborativo mattutino.
Io ero già grandicello all'epoca di quei digitali.
Il punto è che non mi soffermavo più di tanto alla ricerca delle tecniche di sintesi e tecnologia utilizzata, se non per grandi linee.
Korg, nel 1988, con M 1 fu rivoluzionaria, ad esempio, non certo per ciò che proponeva, ma per come presentò un menù di 4 mega di Rom e la possibilità su molteplici schede doppie (una da 2 mega di nuovi samples e una scheda dedicata prettamente ai programs e performances), con possibilità di effetti a bordo e un sequencer, che poi con la serie T potenziò potendo archiviare su lettore floppy a bordo da 1,66 mb. Sequencer a 8 tracce, per giunta.
Voglio dire a livello digitale molte cose furono immesse sul mercato allora, le 'invenzioni' geniali per la musica anni '90 e anche quella attuale presero forma negli anni '80 e sviluppate con la tecnologia digitale che avanzava in tutti i rami.
Purtroppo c'è da dire che sotto questo aspetto la musica paga dazio rispetto agli altri campi, arriva sempre in ritardo a fregiarsi di nuove potenzialità e le case di produzione se ne approfittano alquanto, per tenere piuttosto alti i prezzi anche di prodotti standard, come memorie di massa, piccoli displays eccetera.
Gem in tutto questo ( e forse Prophet a ciò faceva riferimento) eccelleva nel trovare l'idea commerciale geniale che gli consentiva (da sempre) di essere molto reattiva nel proporre il prodotto giusto un momento prima della concorrenza.
WS 2 non era solo un arranger, ma il primo strumento musicale che consentiva direttamente di registrare su 5 tracce una base musicale su floppy), tra l'altro con qualità acustica discutibile. Elka aveva fatto una operazione pazzesca, questo nel 1986: aveva immesso sul mercato tre strumenti musicali (più 2 moduli sonori) davvero intelligenti: EK 44 synth a 4 operatori FM, ma con la possibilità di split ad 8 parti. OMB 5 arranger basato su 3 ottave con tastiera standard che, una volta collegata in MIDI con il synth, riusciva a mappare i suoni in modo da sfruttarne le proprietà sonore per i suoi styles. Con la sorta di sequencer interno, poi, si potevano registrare fino a tre sequenze e scaricare su una cartuccia esterna tre gruppi da tre basi ciascuno.
In Italia in quell'epoca si cercava di ovviare alla mancanza di fondi per la ricerca e di una tecnologia, non diffusa, con l'inventiva. Ma purtroppo il tutto non durò molto.
Ora ci vuole altro. I softwares hanno dichiarato guerra ai synth hardware da 30 anni. Le maggiori case produttrici non fanno altro che barcamenarsi dal proporre riedizioni dei medesimi strumenti con nuove piccole potenzialità e dal riproporre i vecchi prodotti in versioni software.
La nuova Gem cosa dovrà inventarsi? Io credo che tutti noi ormai possediamo TERA di biblioteche sonore pagate davvero 4 soldi nei vari blackfridays e plugins e VST di ogni forma e grado. Naturalmente parlo esclusivamente del lato synth, ma Gem aveva una vasta linea di prodotti, e qualcuno di qualità.
Prophet 27-01-26 10.00
Ho scritto erroneamente "funzioni di sintesi evolute" ma intendevo "funzioni di editing evolute" dato che a parte il JD-800 in quel periodo nessun'altro metteva a disposizione 8 Sliders + 8 buttons per editare in i suoni e le performances comodamente senza doversi addentrare in menu e sottomenu.

orange1978 ha scritto:
errato, la S2 non campionava ma poteva leggere via dischetto tramite il software sample translator nella versione 2.0 di serie sulla turbo i campionamenti dell'akai S1000/1100, sample vision, sound designer, avalon, wave...era quindi un sample player non un sampler (non poteva cioè acquisire in alcun modo i samples e non era prevista alcuna opzione di conversione A/D), la memoria era abbastanza esigua ossia 2 megabytes.


Anche se non aveva ingressi A/D importava samples in diversi formati sia da floppy disk che via SMD, non è comunque campionare?

orange1978 ha scritto:
La kurzweil k2000 non solo poteva acquisire i samples se munita di scheda SMP, ma poteva leggerli via dischetto e scsi anche provenienti da librerie su cd akai e roland, oltre che ensoniq, wave, aiff e nativo kurzweil

Certo ma parliamo di budget alti; Generalmusic offriva le stesse possibilità ad un prezzo accessibile.

orange1978 ha scritto:
la wavestation poi sappiamo tutti molto bene cosa era (ed è) in grado di fare dal 1990.


Hai mai provato a creare o editare una wavesequence (che è ciò che la rende unica rispetto agli altri) sul display della wavestation?

Passato l'effetto "WOW" finalmente "61 tasti diversi dal solito" dopo neanche un anno l'ho accantonata; ho riscoperto il piacere e la voglia di usarla soltanto adesso con la versione VST, potendola editare comodamente in un ampio display sul computer.

orange1978 ha scritto:
è sicuramente l'unica "workstation" al mondo non costruita in giappone o usa a poter essere competitiva con quei prodotti, nessun'altra nazione in europa è riuscita a fare una cosa analoga all'epoca.

Concordo con te, anche sul fatto che ha un "suo suono".



anonimo 27-01-26 10.23
scusate, posso dire che state parlando del nulla cosmico ? Questi, per stare dietro al mercato partiranno con dei prodotti per amatori dilettanti, non pensate alla professionalità che cmq aveva gem negli anni d'oro, i tempi sono cambiati di brutto e l'aria sta proprio da un'altra parte.
turbopage 27-01-26 10.39
Mi permetto di fare un po' di pubblicità a Marcello Colò e Riccardo Gerbi che hanno pubblicato da poco un libro proprio dedicato alla serie S della Gem. Molto interessante, svela parecchi retroscena sullo sviluppo e la nascita della serie S
GEM S2 "Quello che non sai raccontato dai protagonisti"
orange1978 27-01-26 19.22
Prophet ha scritto:
ma intendevo "funzioni di editing evolute"


si come editing realtime era davvero ben pensata, anche il fatto delle wheels grosse, dell'aftertouch polifonico...in realtà non era la sola a farlo, a parte che a quel tempo si credeva che il futuro fosse un display grafico, quattro cursori e due tasti che attivano centinaia di funzioni nascoste, era un trend....però ad esempio anche la roland con PG1000 (opzionale) fece una cosa simile già nel 1987.

Prophet ha scritto:
Anche se non aveva ingressi A/D importava samples in diversi formati sia da floppy disk che via SMD, non è comunque campionare?


mmmm no, campionare significa digitalizzare un suono tramite un convertitore a/d per poterlo gestire nel computer, importare un sample significa importarlo appunto, la differenza all'epoca era enorme! oggi no perchè ci sono decine di modi per "acquisire" un sample es la tua voce o il tuo gatto che miagola, addirittura dal mic di certi smartphone e vien pure bene! ma all'epoca il poter collegare un microfono ad esempio, o un lettore cd o cassetta alla tastiera e poter "rubare" dei suoni ovunque era una cosa impareggiabile, molto più rispetto a oggi dove alla fine già su librerie o sul tubo troveresti pronti miliardi di suoni...un tempo c'era gente che aspettava il primo temporale per campionarsi dei tuoni, ecco perchè il poter campionare sul serio (come ad esempio kurzweil) faceva una bella differenza.

Prophet ha scritto:
Certo ma parliamo di budget alti; Generalmusic offriva le stesse possibilità ad un prezzo accessibile.


si questo è vero, costavano meno della concorrenza ed erano ben fatte, anche se però incomplete! esempio, la S2 che possiedo io non ha nemmeno la scheda turbo, non gestisce quindi i sistemi esclusivi e non può quindi effettuare un dump midi per scaricare i suoni su un computer ad esempio (fondamentale per me).

....e non si trattava di aggiornamenti software come oggi del tipo "scarica os 2.0 di montage e installalo, e hai questa nuova funzione", li si trattava di comprare una scheda, pagarla e farla installare sempre a pagamento! e da quel punto di vista un K2000 usciva più completo, a parte forse la ventola e la P/RAM già avevi tutto, poi anche lì se montavi i blocchi rom, la scheda smp, hard disc etc...spendevi quasi 9 milioni contro 2 milioni e mezzo nemmeno della S2 base, che comunque ripeto aveva delle mancanze, anche sulla memorizzazione delle patches liscia dalla fabbrica non aveva una ram non volatile come tutte le altre avevano dove salvare una patch, andava comprata a parte.

Prophet ha scritto:
Hai mai provato a creare o editare una wavesequence (che è ciò che la rende unica rispetto agli altri) sul display della wavestation?


eh vabbè, era sicuro scomodo ma nel 1990 non è che altre fossero messe tanto meglio, era più o meno così per tutte, poi volendo c'erano gli editor su atari mac.