@ Ilaria_Villa
Sono molto interessata, grazie mille.
Cercherò di riassumere senza risultare criptico spero
La musica elettronica è prevedibilità sicura: tipicamente non ci sono cambi tempo, il beat è regolare (a prescindere dal tempo in chiave, non stiamo parlando della cassa dritta 4 on the floor), i pezzi molto spesso sono una concatenazione di unità ripetitive, l'unità di base è un pattern di 4/8/16 misure, frequentemente il giro armonico dove presente è uno, o al massimo sono presenti poche variazioni, che comunque hanno una certa ciclicità: pezzi house/EDM frequentemente si basano su un loop ritmico armonico, nella synthwave, che riprende a livello struttura la forma canzone, la strofa può basarsi sul pedale del I grado, può seguire un bridge con una progressione che porta al ritornello vero e proprio, dove magari viene solo variata in chiave ritmica.
Comunque pochi elementi, chiari e ripetuti.
Ciò comporta stabilità con riduzione del rumore cognitivo: la mente si ferma lì, l'attenzione si attiva, non sfarfalla
La musica elettronica è un sistema perfetto perché offre un ingresso in un ascolto meno emotivo e più analitico: uno dei più grossi problemi delle menti neurodivergenti è appunto l'emotività, che può essere estrema, fuori scala e di difficile gestione.
Io soltanto adesso ho capito il perché quando ascolto certa musica ho i brividi, la pelle d'oca, a volte mi viene proprio da piangere.
L'ascolto dell'elettronica da parte di una mente neuridivergente è un ascolto analitico facile, che presenta meno distrazioni (ad esempio i cantati sono più rari e meno complessi): i mix sono estremamente curati, la stratificazioni sono semplici (ritmica, basso, eventuali pad, elementi ritmici arpeggiati, melodia) ed è praticamente automatico andare per piani.
Prima c'è l'aggancio del beat, scandito dalla cassa.
Poi il basso. Poi i vari layer ritmici, armonici e melodici.
Una mente ADHD, anche completamente analfabeta dal punto di vista musicale, ascolta così in maniera automatica, e l'arrangiamento medio di un pezzo elettronico è perfetto: è una strada che favorisce l'iperfocus, perché una volta agganciata la mente, l'analisi spegne il rumore di fondo e attiva.
Io tipicamente quando devo scrivere articolo, preparare slides, fare corsi, fare burocrazia di reparto inserisco le cuffie, apro YouTube Music, e parto con il canale synthwave del momento.
Se ascolto altro non funziona così bene in ottica produttiva.
Sul discorso ASD sono molto meno preparato, la mia conoscenza è relativamente approfondita solo per il livello I/ex Asperger, pertanto posso parlarvi solo di quello che riguarda questo spettro, che peraltro può essere associato all'ADHD con forte incidenza (siamo nell'ordine del 40%, e generalmente assieme all'alto potenziale, sei una macchina da guerra finché non scoppi, perché ADHD dà il genio, l'ASD la struttura, l'alto potenziale colma le alcune).
L'esperienza di ascolto ASD è molto diversa, perché come dicevo mentre per l'ADHD può essere un mezzo per il focus, nell'ASD entrano in gioco altri fattori.
Innanzitutto l'aggancio è attraverso il meccanismo dell'attenzione dettagliata: in un pezzo elettronico è facilissimo seguire il dettaglio senza perdersi, la struttura coerente del beat offre una sicurezza che può fungere da ancora per calmarsi e regolarsi, tanto che è praticamente scontato che il pezzo giusto finisca per essere ascoltato a ripetizione per settimane o mesi, perché innesca una spirale regolatoria positiva, se con quel pezzo mi regolo e mi aiuta ad evitare episodi di meltdown o shutdown lo ascolto fino alla ripetizione, finché non trovo qualcosa di più efficace.