Il Deepmind 12 è proprio una bella bestiolina e il fatto che si ispiri, senza "clonare", secondo me è addirittura un pregio, perchè permette di ricreare quelle sonorità Roland, addirittura "sconfinando" in territorio JX e Jupiter, ma non solo (ad esempio, mi piace molto il filtro 12db, che apre un altro mondo).
E sui monofonici per lead e bassi fa paura.
greg ha scritto:
Avrai sicuramente capito che i miei tre acquisti di synth Behringer sono alternativi l'uno all'altro, UBXA-DEEPMIND-WAVE
Io direi che questi tre synth sono "complementari", nel senso che ti offrono sonorità analogiche diverse, tutte ben utilizzabili in situazioni diverse, da sole o anche insieme.
Praticamente, con questi tre synth hai tutto ciò che ti serve in ambito analogico con qualità molto, ma molto buona, ad un prezzo complessivo sul nuovo di circa 2.100 euro (anche meno, se ti orienti sul rack)..... pensa solo a com'era la situazione 10/15 anni fa.... quanto sarebbe costato l'acquisto di ben tre synth polifonici analogici bensuonanti ?
E, se proprio vuoi la "perfezione", includendo sonorità Prophet, puoi aggiungere un take 5 (1.535 euro) oppure "accontentarti" di un Pro-800 che comunque suona già bene di suo per appena 255 euro.
greg ha scritto:
Ma i problemi tecnici che mi hanno dato hanno nettamente superato il piacere di godermeli.
Il Juno 106 si trova a 1700 euro e il 60 a 2500 euro sul mercatino..... cifre che non spenderei mai, proprio per questo motivo.... acquisti certamente validi per un collezionista, ma non per chi come noi la musica la vuole mettere in pista.
greg ha scritto:
quando provai a sostituire un Juno 106 con Juno 2 l'impatto fu devastante, troppa differenza intercorreva nonostante i mille pregi di Juno 2
Ho posseduto un Juno 1, che ho amato, imparando a programmarlo per benino.... suonava davvero bene ed offriva cose che i Juno 60/106 non potevano darti.... ma in effetti non ne possedeva l' "impatto sonoro" e il filtro non rispondeva come sui predecessori.
greg ha scritto:
rimpiango di non aver mantenuto un principino di tutto rispetto, il Matrix 1000 che comprai usato nella versione bianca
Errore comune, purtroppo..... ancora rimpiango la vendita sconsiderata del mio Waldorf Microwave 1
greg ha scritto:
Mi do un vanto poichè la maturità fa sì che anzichè lanciarmi in acquisti sconsiderati e soprattutto affrettati, ritengo di aver fatto un'ottima programmazione negli ultimi 4 anni di acquistare synth integrabili
Concordo in pieno.
Diciamo che la "vecchiaia" (scherzo, eh!

) ammorbidisce non poco la GAS.
Personalmente mi sono orientato su un mix digitale/analogico con Hydrasynth Deluxe (che oltretutto mi fa da "tastiera pilota") e Iridium, con Deepmind 12 e Take 5, più il Minimoog Voyager che acquistai nel 2004.
Ultimamente ho aggiunto il rack del Leviasynth.... che è pazzesco!
E il bello è che, con il suo carattere ibrido (filtro e distorsore analogico) e la struttura FM, si integra benissimo con le altre macchine..
Tutta questa "ridondanza", però, mi sta provocando un senso di "sovrasazietà" sicuramente benefico per le mie tasche.
E mi sta pure obbligando a darmi una chiara "disciplina filosofica" sull'utilizzo dei miei synth, ciascuno dei quali deve essere impiegato non per ciò che riesce ad "imitare" (sia pure bene) ma per ciò in cui davvero eccelle.
Ad esempio:
Vuoi un bel basso (o un pad o un lead) analogico... di "quelli di una volta"? Non cercare di riprodurlo sui synth digitali, ma usa Voyager, Deepmind o Take 5... e finita lì.
Cerchi un suono FM classico? Utilizza l'Iridium, che ti legge persino i sysex del DX 7.... e finita lì.
Cerchi un basso più "moderno", dal sapore digitale, oppure un pad "etereo" basato su wavetables: è quello il momento perfetto per Iridium o Hydrasynth
Leviasynth sta un po' "nel mezzo" e questo va benissimo per molte situazioni, dove gli altri synth non arrivano.