WAVE e Deepmind 12 D BEHRINGER

stesgarbi 29-05-26 09.12
Il Deepmind 12 è proprio una bella bestiolina e il fatto che si ispiri, senza "clonare", secondo me è addirittura un pregio, perchè permette di ricreare quelle sonorità Roland, addirittura "sconfinando" in territorio JX e Jupiter, ma non solo (ad esempio, mi piace molto il filtro 12db, che apre un altro mondo).
E sui monofonici per lead e bassi fa paura.
greg ha scritto:
Avrai sicuramente capito che i miei tre acquisti di synth Behringer sono alternativi l'uno all'altro, UBXA-DEEPMIND-WAVE

Io direi che questi tre synth sono "complementari", nel senso che ti offrono sonorità analogiche diverse, tutte ben utilizzabili in situazioni diverse, da sole o anche insieme.
Praticamente, con questi tre synth hai tutto ciò che ti serve in ambito analogico con qualità molto, ma molto buona, ad un prezzo complessivo sul nuovo di circa 2.100 euro (anche meno, se ti orienti sul rack)..... pensa solo a com'era la situazione 10/15 anni fa.... quanto sarebbe costato l'acquisto di ben tre synth polifonici analogici bensuonanti ?
E, se proprio vuoi la "perfezione", includendo sonorità Prophet, puoi aggiungere un take 5 (1.535 euro) oppure "accontentarti" di un Pro-800 che comunque suona già bene di suo per appena 255 euro.
greg ha scritto:
Ma i problemi tecnici che mi hanno dato hanno nettamente superato il piacere di godermeli.

Il Juno 106 si trova a 1700 euro e il 60 a 2500 euro sul mercatino..... cifre che non spenderei mai, proprio per questo motivo.... acquisti certamente validi per un collezionista, ma non per chi come noi la musica la vuole mettere in pista.
greg ha scritto:
quando provai a sostituire un Juno 106 con Juno 2 l'impatto fu devastante, troppa differenza intercorreva nonostante i mille pregi di Juno 2

Ho posseduto un Juno 1, che ho amato, imparando a programmarlo per benino.... suonava davvero bene ed offriva cose che i Juno 60/106 non potevano darti.... ma in effetti non ne possedeva l' "impatto sonoro" e il filtro non rispondeva come sui predecessori.
greg ha scritto:
rimpiango di non aver mantenuto un principino di tutto rispetto, il Matrix 1000 che comprai usato nella versione bianca

Errore comune, purtroppo..... ancora rimpiango la vendita sconsiderata del mio Waldorf Microwave 1 emo
greg ha scritto:
Mi do un vanto poichè la maturità fa sì che anzichè lanciarmi in acquisti sconsiderati e soprattutto affrettati, ritengo di aver fatto un'ottima programmazione negli ultimi 4 anni di acquistare synth integrabili

Concordo in pieno.
Diciamo che la "vecchiaia" (scherzo, eh! emo) ammorbidisce non poco la GAS.
Personalmente mi sono orientato su un mix digitale/analogico con Hydrasynth Deluxe (che oltretutto mi fa da "tastiera pilota") e Iridium, con Deepmind 12 e Take 5, più il Minimoog Voyager che acquistai nel 2004.
Ultimamente ho aggiunto il rack del Leviasynth.... che è pazzesco!
E il bello è che, con il suo carattere ibrido (filtro e distorsore analogico) e la struttura FM, si integra benissimo con le altre macchine..
Tutta questa "ridondanza", però, mi sta provocando un senso di "sovrasazietà" sicuramente benefico per le mie tasche.
E mi sta pure obbligando a darmi una chiara "disciplina filosofica" sull'utilizzo dei miei synth, ciascuno dei quali deve essere impiegato non per ciò che riesce ad "imitare" (sia pure bene) ma per ciò in cui davvero eccelle.
Ad esempio:
Vuoi un bel basso (o un pad o un lead) analogico... di "quelli di una volta"? Non cercare di riprodurlo sui synth digitali, ma usa Voyager, Deepmind o Take 5... e finita lì.
Cerchi un suono FM classico? Utilizza l'Iridium, che ti legge persino i sysex del DX 7.... e finita lì.
Cerchi un basso più "moderno", dal sapore digitale, oppure un pad "etereo" basato su wavetables: è quello il momento perfetto per Iridium o Hydrasynth
Leviasynth sta un po' "nel mezzo" e questo va benissimo per molte situazioni, dove gli altri synth non arrivano.
greg 29-05-26 09.41
Spero leggerai Stesgarbi, ma non riesco a reagire direttamente al tuo bell'intervento. Equilibrato, sapiente, intelligente.
Ma volevo manifestare il mio apprezzamento per le tue scelte di synth.
Ormai il mercato è diventato un micidiale nemico delle nostre finanze, e naturalmente si riesce a realizzare una minima parte dei sets possibili per noi tastieristi.
Io ho risparmiato su tante scelte, B3 X Hammond a 30 €, come pianoforti ed electric Keys mi rivolgo a Meldaway pianos e Keyscape, oltre a tutta una serie di Fabric Air inclusi in Akai.
Coi synth Behringer non si risparmia, si sceglie determinate sonorità che non raggiungeranno un OBX 8 per pasta sonora finale, un Juno 106 per chorus e particolare calore del filtro, limpidezza, spinta e calore di PPG, ma è anche vero che la modernità rende i vari Deepmind, UBX A, Wave fruibili economicamente e con una palette sonora ampia ed adattabile dal vivo.
Complimenti comunque.
stesgarbi 29-05-26 12.17
greg ha scritto:
non raggiungeranno un OBX 8 per pasta sonora finale, un Juno 106 per chorus e particolare calore del filtro, limpidezza, spinta e calore di PPG

Questo, a mio personalissimo parere, non rende i Behringer necessariamente "peggiori", ma direi più "attuali".
E ben mixati (e programmati) anche in registrazione sono in grado di restituire molte delle sensazioni sonore del passato.
In fondo, se ci pensiamo, il sound che sentiamo nei grandi dischi dei '70/80 non era quasi mai frutto di synth registrati "nudi e crudi", ma ben "calibrati" da equalizzazioni, compressioni ed effetti (oltretutto parliamo di SSL, Neve, Trident ecc...... !!!).
L'UB-XA (che ho avuto per circa un mese) con i giusti interventi di Eq e comp acquista "corpo" esaltando il sound OB.
E poi è bitimbrico a 16 voci di polifonia, cosa che ad esempio di permette di creare suoni realmente stereofonici (volendo con doppio filtro separato 12- 24 db o con "ritardi" nella stereofonia degli inviluppi).... tutta roba che il pur bellissimo OB della Oberheim non ti offre.
IL Wave, peraltro, sembra essere davvero vicinissimo al "grip" del predecessore (al riguardo c'è il bel video di Starsky)..
Analogo discorso vale per il Behringer Model D, che sembra avere letteralmente lasciato di stucco il buon Starsky per la sua "identicità" (salvo pochissimi dettagli, peraltro minimali e solo ad impostazioni estreme) con l'originale..
In effetti, il Model D ho avuto modo di provarlo side by side con il Voyager e sono rimasto davvero impressionato da come suonasse come un Moog.
L'unica "mancanza", forse.... quel meraviglioso chorus analogico del Juno che, secondo me, è stato clonato bene,,,, ma ancora non ne è stata davvero catturata la "magia".
Chissà, magari in futuro uscirà un "pedalino" (il V2 della TC Electronics non mi ha convinto) che realizzerà il desiderio.
greg 29-05-26 12.24
@ stesgarbi
greg ha scritto:
non raggiungeranno un OBX 8 per pasta sonora finale, un Juno 106 per chorus e particolare calore del filtro, limpidezza, spinta e calore di PPG

Questo, a mio personalissimo parere, non rende i Behringer necessariamente "peggiori", ma direi più "attuali".
E ben mixati (e programmati) anche in registrazione sono in grado di restituire molte delle sensazioni sonore del passato.
In fondo, se ci pensiamo, il sound che sentiamo nei grandi dischi dei '70/80 non era quasi mai frutto di synth registrati "nudi e crudi", ma ben "calibrati" da equalizzazioni, compressioni ed effetti (oltretutto parliamo di SSL, Neve, Trident ecc...... !!!).
L'UB-XA (che ho avuto per circa un mese) con i giusti interventi di Eq e comp acquista "corpo" esaltando il sound OB.
E poi è bitimbrico a 16 voci di polifonia, cosa che ad esempio di permette di creare suoni realmente stereofonici (volendo con doppio filtro separato 12- 24 db o con "ritardi" nella stereofonia degli inviluppi).... tutta roba che il pur bellissimo OB della Oberheim non ti offre.
IL Wave, peraltro, sembra essere davvero vicinissimo al "grip" del predecessore (al riguardo c'è il bel video di Starsky)..
Analogo discorso vale per il Behringer Model D, che sembra avere letteralmente lasciato di stucco il buon Starsky per la sua "identicità" (salvo pochissimi dettagli, peraltro minimali e solo ad impostazioni estreme) con l'originale..
In effetti, il Model D ho avuto modo di provarlo side by side con il Voyager e sono rimasto davvero impressionato da come suonasse come un Moog.
L'unica "mancanza", forse.... quel meraviglioso chorus analogico del Juno che, secondo me, è stato clonato bene,,,, ma ancora non ne è stata davvero catturata la "magia".
Chissà, magari in futuro uscirà un "pedalino" (il V2 della TC Electronics non mi ha convinto) che realizzerà il desiderio.
Un pò come la incredibile compressione sul piano di Lennon in Imagine.
Personalmente non ricordo qualcuno sia riuscito a raggiungerlo
stesgarbi 29-05-26 12.54
@ greg
Un pò come la incredibile compressione sul piano di Lennon in Imagine.
Personalmente non ricordo qualcuno sia riuscito a raggiungerlo
Urca! Stiamo parlando degli Ascott Studios di New York che, stando alla "letteratura", nel 1971 avevano una console mixer progettata su misura da Eddie Veale e Dave Dearden (quest'ultimo fondatore di Audient) e basata su moduli CADAC, oltre a vari registratori a nastro 3M, microfoni AKG e Neumann e compressori / limiter UREI .

Per non parlare della bravura del fonico di allora, che creò quella sonorità inimitabile.
E questo ci riporta un po' al fattore umano, quando negli studi di registrazione esistevano pochi "attrezzi", ma di quelli "giusti" ed il bravo fonico sapeva come usarli a dovere, ad occhi chiusi, "spremendone" il succo" fino all'ultima goccia della loro potenzialità..
Mica come sento fare tanti oggi, che si dilettano con miliardi di plugins senza davvero conoscerli.
greg 29-05-26 12.57
@ stesgarbi
Urca! Stiamo parlando degli Ascott Studios di New York che, stando alla "letteratura", nel 1971 avevano una console mixer progettata su misura da Eddie Veale e Dave Dearden (quest'ultimo fondatore di Audient) e basata su moduli CADAC, oltre a vari registratori a nastro 3M, microfoni AKG e Neumann e compressori / limiter UREI .

Per non parlare della bravura del fonico di allora, che creò quella sonorità inimitabile.
E questo ci riporta un po' al fattore umano, quando negli studi di registrazione esistevano pochi "attrezzi", ma di quelli "giusti" ed il bravo fonico sapeva come usarli a dovere, ad occhi chiusi, "spremendone" il succo" fino all'ultima goccia della loro potenzialità..
Mica come sento fare tanti oggi, che si dilettano con miliardi di plugins senza davvero conoscerli.
Infatti, la canzone più semplice ed inimitabile.
Ottima culturaemo