@ wildcat80
Ho trovato questo commento sulle questioni politiche scaturite dalla morte di Guccini e non solo.
Lo trovo molto intelligente, anche se immagino che sulla figura di Dalla non tutti saranno d'accordo, perché semplifica molto.
Le liti su Guccini sono pazzesche. Chi è di destra sfegatato si vanta di non averlo mai ascoltato, a sinistra sono delusi.
E arriva la solita querelle: a destra avete solo Povia e Pino Insegno. Ora, è vero che l'attuale cultura di destra, tra cinepanettoni e Pio e Amedeo, è imbarazzante, perché la destra populista attuale non vuole cercare di "istruire il popolo" ma di assecondarlo nelle espressioni più becere.
Ma non è vero che a destra ci siano solo Povia e Pino Insegno. C'è, ad esempio, Enrico Ruggeri. Uomo di indubbia intelligenza e ottimo cantautore, autore anche lui di pezzi memorabili ("Il portiere di notte" sta nell'Olimpo dei più grandi brani della musica italiana assieme a "Caruso" "La Cura" o "Creuza de Mä).
Ma Ruggeri non è "uomo di partito". È un po' come Clint Eastwood in America, appartiene ad una destra libertaria e anche un poco romantica "alla Corto Maltese" che poco ha a che spartire con Vannacci: più D'Annunzio che Mussolini.
Poi ci sarebbe Lucio Dalla, vicino al mondo cattolico più tradizionalista, devoto a Padre Pio. Con Dalla si va nell'Olimpo dei grandissimi.
Un caso a parte Lucio Battisti, da molti accusato di criptofascismo, in realtà disinteressato alla politica e, come ogni persona intelligente, allergico ai partiti.
Ma qual è il minimo comun denominatore di questi? Non sono cantori di partito, rivendicano una loro libertà artistica scevra da condizionamenti ideologici.
A sinistra?
Ma anche qui, Guccini stesso cantò la Primavera di Praga. Non esattamente una cosa graditissima al PCI del tempo. "E voi materialisti/col vostro chiodo fisso/che Dio è morto e l'uomo/è solo in questo abisso/le verità cercate/per terra da maiali...". In questi versi di Cirano Guccini definisce roba da maiali il materialismo marxista.
De André si definiva anarchico e anche lui non ha mai chiuso definitivamente la porta in faccia al trascendente. Oggi De André sarebbe catalogato come "radical chic". Beh, avercene di simili radical chic.
De Gregori ogni tanto fa incazzare la sinistra, e l'ha fatta incazzare ancora quando ha dichiarato che esistono situazioni complesse: ha rifiutato la semplificazione dell'ideologia.
In realtà spesso è solo una questione estetica: l'uomo intelligente "di destra" è più un romantico dannunziano, quello di sinistra è più "proletario". Ma l'uomo intelligente non seguirà mai ciecamente un partito, avrà sempre indipendenza di pensiero.
Spesso questi vengono definiti "servi del potere" da gente che ha in tasca i santini del Duce o di Stalin o di Putin, personaggi che un uomo libero detesta con tutta l'anima (anche se credo che un uomo intelligente detesti il culto della persona tout court). E ha in tasca tessere di partito, che annullano la capacità critica.
Non si poteva dirlo meglio: applausi! Grazie per questo post, che rispecchia anche il mio pensiero.