@ wildcat80
C'è un discorso di base che si tende a sottovalutare sempre per le librerie di multisamples: il costo di produzione.
Un conto è campionare dei sintetizzatori, che ha un costo irrisorio e necessità tecnologiche limitate (non serve il robot nella maggior parte dei casi), un conto è campionare un pianoforte (dove comunque serve il robot per avere un risultato omogeneo), ma un pianeta a parte è rappresentato dalle librerie orchestrali più accurate.
Il costo di registrazione, quindi il materiale grezzo, può arrivare a costare fino a 200 mila euro complessivamente: tempo fa avevamo già affrontato questo discorso, e facendo un po' di ricerca, avevo trovato che il costo complessivo (studio con fonici per allestimento delle microfonazioni + musicisti con direttore e stop, quindi senza il conto della manodopera dei tecnici che si occupano del campionamento) per una sezione archi di 25 elementi si aggirava attorno ai 2500 - 3000 euro orari.
In un'ora temo che non si riesca a registrare l'estensione completa di ogni singola sezione su 3 livelli dinamici e su diverse articolazioni espressive (sono circa una dozzina, più o meno, anche non considerando le articolazioni ottenibili in post produzione), figuriamoci un'orchestra sinfonica con 80/100 elementi.
Quindi anche quando parliamo di plugin con apparente poco contenuto tecnologico, teniamo presente che non significa automaticamente costi minori, anzi...
E non si è ancora affrontato il discorso del guadagno.
E di tutti quei costi nascosti che la gente distratta puntualmente non vede.
Sto discorso del “fanno bene a spennarvi” è da chiacchiera del bar di paese…
Vai in un ristorante in pieno centro storico e si pretende di mangiare bene e tanto per poi spendere due soldi, come in una trattoria a conduzione famigliare, fuori periferia.
Tutti a fare i fenomeni sul costo della materia prima e nessuno che calcola il costo degli affitti, della manodopera, delle bollette…
La verità è che la gente parametra il costo corretto di una cosa, in base a quanto ha nel portafoglio, ma pretende di fare i conti in tasca senza avere un briciolo di dati su quanto si paga per tenere in piedi la baracca.
Se oggi c’è chi può fare reverse engineering è perché c’è stato qualcuno che porta a casa uno stipendio, che si è messo lì con un microfono a campionare qualcosa, un musicista che ha suonato lo strumento, un direttore d’orchestra che ha fatto il suo, un altro che ha fatto un bel lavoretto di editing, un supporto clienti, un programmatore…
C’è un mercato saturo di software, dal free al più costoso…
Se uno non può o non vuole spendere certe cifre, guarda altrove…
La farina, le uova, il gas e l’elettricità, i mezzi di trasporto e la benzina invece sono indispensabili a tutti…Lì per fortuna nessuno ci spenna