@ anonimo
1) il sequencer é di una semplicità disarmante ma é abbastanza potente...unico limite, il display non enorme rende un po' difficile utilizzare le funzioni tipo microscope edit etcetera...se no c'é tutto, quantize con shuffle, copy and paste, filtri sugli eventi, etc etc
2) il sampler é "half backed"...ovvero ti permette di caricare campioni o di campionare suoni, di troncarli e loopparli, di assegnarli ai pads o alla keybed, ma niente time stretching né pitch shift...dunque, utile solo per lanciare sequenze audio o effetti...inoltre i samples non possono essere filtrati dal motore di sintesi, e l'effettistica é limitata al solo TFX
Per contro, cosa che non ho detto, la sezione effetti del FA é magnifica
E poi dicono che i genovesi sono tirchi ... sei uno dei più generosi dispensatori di consigli di S.M.
Posso chiederti un'ultima cosa? Dimmi se sbaglio: allora poniamo che io abbia 10 brani in repertorio (o 20, 30. E' indifferente) ognuno dei quali richieda differenti studio set, nel senso che,ad esempio, un brano richiede all'inizio la tastiera splittata tra pianoforte e brass, poi l'intera tastiera dedicata ad un suono di synth, e infine un altro studio set che preveda lo split in tre parti, che ne so una di piano elettrico, uno di tromba ed uno di flauto (credimi non è così infrequente nel mio repertorio). Se preparo i miei studio set e li memorizzo uno di seguito all'altro nel banco di memoria (si chiama così?) poi li richiamo, uno dopo l'altro, con il pedale switch?
Grazie.