@ benjomy
Raptus ha scritto:
per tutti gli altri casi occorre un approccio diverso.
per tutti gli altri c'è il punto 1).. imprescindibile
si parte da lì.. e ci vuiole tempo
Non so se basti però.
Come ha detto giustamente Sbaffone, occorre avere un maestro che ti insegni le basi del linguaggio. Tutti dicono che il jazz è un linguaggio ma nessuno che lo insegni come tale, tutti hanno solo o l'approccio accademico oppure l'approccio finto-cazzone (perdonatemi il francesismo), cioè intendo l'approccio di chi ha enorme esperienza e tecnica e l'ha capito a forza di suonare, un po' come facevano una volta - sì ma al giorno d'oggi chi può permettersi di farlo?
Uno studente di livello medio come mi ritengo di essere, avendo ormai quasi assimilato del tutto il punto 1, con quale approccio potrebbe imparare meglio una lingua?
Io mi trovo molto bene con il pensiero dell'assimilazione intuitiva, cioè quello dell'imparare suonando, assimilando e fermando bene in testa quello che apprendo divertendomi e soprattutto per step.
L'approccio proposto per liste, che per voi è l'unico esistente, mi ha fatto quasi abbandonare lo studio.
Troppo stressante, alla lunga avvilente. Anche perché tutti quei punti sarebbero da studiare in parallelo, se uno davvero stesse facendo il percorso accademico.
Risultati che non arrivano, pochissimo tempo a disposizione, esaurimento nervoso... insomma tutto il contrario di quello che dovrebbe essere la musica.
I colori saranno anche delle semplificazioni superficiali ma a me
fanno dare un senso a quello che voglio imparare... sennò se devo continuare a ragionare per concetti torno alla mia bella ingegneria informatica, che di concetti e liste ne ha più di tutta la teoria musicale esistente.