Casio PX5S: com'è oggi la storia?

Lollo78 22-06-25 20.38
Sarà stato anche straordinario ma oltre al funzionamento piuttosto contorto ( per conto mio) anche le sonorità non le ho trovate così innovative. A mio avviso l'idea poteva essere buona ma andava sviluppata meglio.
zerinovic 22-06-25 21.06
@ michelet
anumj ha scritto:
Il PX5s resta uno straordinario sintetizzatore a 88 tasti, capace di combinazioni sonore in grado di stimolare la creatività.

Come mai, a tuo avviso, visto che era uno strumento così genialmente concepito, non ha avuto alcun seguito?? Nel senso che non è mai uscito un PX-6S o qualcosa di simile-
il PX-560m è sotto molti aspetti un evoluzione, anche se si è scelto di mettere gli altoparlanti e togliere i drawbars. gli attuali px-s3000 o 6000 tracciano la strada di quello che vende meglio oggi...secondo me.
tsuki 22-06-25 23.17
@ zerinovic
il PX-560m è sotto molti aspetti un evoluzione, anche se si è scelto di mettere gli altoparlanti e togliere i drawbars. gli attuali px-s3000 o 6000 tracciano la strada di quello che vende meglio oggi...secondo me.
Il px 560 ha di meglio un grande display a sfioramento che facilita la programmazione,ma come controlli fisici ha 3 pomelli e 0 slider,,,Con i ritmi incorporati e gli altoparlanti,è meno stage e piu' home oriented
orange1978 23-06-25 05.11
@ michelet
anumj ha scritto:
Il PX5s resta uno straordinario sintetizzatore a 88 tasti, capace di combinazioni sonore in grado di stimolare la creatività.

Come mai, a tuo avviso, visto che era uno strumento così genialmente concepito, non ha avuto alcun seguito?? Nel senso che non è mai uscito un PX-6S o qualcosa di simile-
non sempre gli strumenti "riusciti" sia commercialmente che tecnicamente hanno un seguito degno del loro successo e importanza, ci sarebbero decine di esempi, le politiche aziendali dietro le loro scelte sono a volte davvero incomprensibili.
orange1978 23-06-25 05.15
@ anumj
Sarebbe potuto essere tante cose, sicuramente, ma l'obiettivo era realizzare il primo strumento multitimbrico a 88 tasti con una meccanica seria e un'architettura sonora fortemente condizionata dal filtro ricavato dalla vecchia scuola rolandiana del periodo fujitsu... la migliore, imho, anche rispetto a quanto c'è sul mercato oggi.
Il tutto ad un prezzo ed un peso impensabile per quel tempo (tutto sommato ancora adesso). Allo stesso prezzo trovavi cagate, 3 suoni 1 tastiera di merda.
Ancora oggi non esiste uno strumento simile sul mercato.

Il punto che ha creato confusione, nella già disorientata quanto nutrita pletora di insoddisfatti cronici persi nell'eterna ricerca del "piano di plastica che suona come uno vero", è il fatto che uno strumento simile è stato ascritto alla categoria 'piani digitali', per ovvie semplificazioni di mercato.

Si tratta di qualcosa di molto diverso dall'ennesimo finto piano digitale. E' uno strumento di "sintesi", in senso lato, cioè sintetizza in se vari concetti, concedendo all'utente la possibilità di un editing (con editor proprietario) completo, a garanzia di grande flessibilità sonora.

Il PX5s resta uno straordinario sintetizzatore a 88 tasti, capace di combinazioni sonore in grado di stimolare la creatività.
si vero, i filtri del Px5s hanno sorpreso pure me, ho notato in loro quella risonanza liquida tipica dei bei filtri digitali roland presenti negli anni 90 sul d70 o sui campionatori serie S, anche sul jd990.
Era quasi piú interessante come synth digitale che come stage piano e una gui fatta meglio avrebbe invogliato il sound design su quel casio, peccato non si sia puntato abbastanza in quella direzione, complice sicuro anche la gente che oggi spesso giudica le cose in maniera molto superficiale e senza approfondire.

Poi io son dell'idea, e questo l'ho imparato negli anni, che l'iper realismo non sia sempre da preferirsi, dipende dal contesto peró a volte strumenti imperfetti ma con una forte personalitá possono essere come dire ricordati....un cp70 non era realistico rispetto a un pianoforte vero ma era comodo, da trasportare e amplificare, ma proprio quel suo suono diverso lo ha portato negli anni non a sostituire il piano a coda in maniera assoluta ma anche ad essere usato in studio per via del suo timbro che ha caratteristiche sonore diverse da un normale coda microfonato.
Voglio dire, se lo scopo é avere un proprio suono uno potrebbe benissimo farsi dei suoni propri originali su un casio px5s facendo si che proprio questa diversitá da altre controparti molto realistiche ma ahime inevitabilmente impersonali possa divenire un tratto distintivo, ovviamente la cosa non é applicabile in qualsiasi contesto, ovvio che se suoni in un contesto dove serve un super realismo pianistico meglio una nord o una yamaha cp88, ma in altre situazioni magari piú "indie" potrebbe essere anche un modo per avere una propria identitá.
fefepa 23-06-25 08.37
@ orange1978
si vero, i filtri del Px5s hanno sorpreso pure me, ho notato in loro quella risonanza liquida tipica dei bei filtri digitali roland presenti negli anni 90 sul d70 o sui campionatori serie S, anche sul jd990.
Era quasi piú interessante come synth digitale che come stage piano e una gui fatta meglio avrebbe invogliato il sound design su quel casio, peccato non si sia puntato abbastanza in quella direzione, complice sicuro anche la gente che oggi spesso giudica le cose in maniera molto superficiale e senza approfondire.

Poi io son dell'idea, e questo l'ho imparato negli anni, che l'iper realismo non sia sempre da preferirsi, dipende dal contesto peró a volte strumenti imperfetti ma con una forte personalitá possono essere come dire ricordati....un cp70 non era realistico rispetto a un pianoforte vero ma era comodo, da trasportare e amplificare, ma proprio quel suo suono diverso lo ha portato negli anni non a sostituire il piano a coda in maniera assoluta ma anche ad essere usato in studio per via del suo timbro che ha caratteristiche sonore diverse da un normale coda microfonato.
Voglio dire, se lo scopo é avere un proprio suono uno potrebbe benissimo farsi dei suoni propri originali su un casio px5s facendo si che proprio questa diversitá da altre controparti molto realistiche ma ahime inevitabilmente impersonali possa divenire un tratto distintivo, ovviamente la cosa non é applicabile in qualsiasi contesto, ovvio che se suoni in un contesto dove serve un super realismo pianistico meglio una nord o una yamaha cp88, ma in altre situazioni magari piú "indie" potrebbe essere anche un modo per avere una propria identitá.
Sarà l'orario mattutino, ma questo post è una delle cose più sagge che abbia mai letto, sulla scelta degli strumenti. Da appendere a un muro del luogo dove ti viene più GAS abitualmente!
tsuki 23-06-25 15.02
Come mia chiosa personale,posso dire che io ho un PX5s come nuovo,è me lo tengo proprio per quelle caratteristiche peculiari che bene ha descritto Orange;il suono di piano poi ha caratteristiche differenti dalla massa dei concorrenti.Ai denigratori pongo la solita domanda: ma a 400-500 euri,cosa si trova sul mercato che ti dia quello che ti da' un PX5s? Poi si sa,de gustibus non disputandum est...
Sbaffone 24-06-25 07.22
@ Ovidio
La penso allo stesso modo. Forse volevano prendere due piccioni con una fava. Vedasi anche la scelta di inserire un'emulazione di organo con tanto di virtual drawbars e leslie sim sugli arranger "top di gamma" e sui synth della serie XW, a fronte di un keybed scadente.
Che ti devo dire uno va a comprare uno stage piano e si ritrova un synth 88 tasti pesati, come si dice? Ogni sarrafone è….

Del resto se non hanno fatto un successore ci sarà il suo motivo emo
orange1978 24-06-25 17.42
vabbè sul fatto che non ne sia stata fatta una nuova versione non dipende per forza dalla validità del progetto in se, ci sono strumenti che furono innovativi e di successo eppure non videro un loro degno successore, lì entrano in gioco fattori appunto di interessi, marketing, strategie industriali etc che non ci è dato di sapere.
Ko_tatsu 28-06-25 11.11
Invece, già che ci siamo: opinioni sul kawai es120? Ho avuto occasione di provarlo e l'action non mi è parsa affatto male...
maxpiano69 28-06-25 11.21
@ Ko_tatsu
Invece, già che ci siamo: opinioni sul kawai es120? Ho avuto occasione di provarlo e l'action non mi è parsa affatto male...
L’ES120 ha un suo thread apposito https://www.supportimusicali.it/forum/view/8/2/94102/1/tastiere_pianoforti_kawai_es_120
Ko_tatsu 28-06-25 12.52
Grazie! Vado a spulciare emo
Ko_tatsu 12-08-25 11.51
Update: alla fine ho ingoiato il rospo e sono andato di CK88 emo
maxpiano69 12-08-25 11.57
@ Ko_tatsu
Update: alla fine ho ingoiato il rospo e sono andato di CK88 emo
Buona scelta emo ma il tuo DGX che fine ha fatto? Permutato o venduto?
Ko_tatsu 12-08-25 16.39
@ maxpiano69
Buona scelta emo ma il tuo DGX che fine ha fatto? Permutato o venduto?
Per ora è parcheggiato nella scuola dove lavoro, in attesa di un nuovo proprietario emo Temo sia uno strumento di disinteresse generale dato che ormai è stato superato dai modelli successivi (seppure perfettamente funzionante). Tra l'altro è interessante sentire come, al netto del fatto che il DGX ha avuto molto più utilizzo della CK, l'action GHS tra i due modelli sia piuttosto diversa non tanto per l'usura ma quanto per la risposta al tasto, stranamente "organereccia" nella CK (non saprei come altro descriverla). Io non sono uno di quelli che dissotterrano l'ascia di guerra appena leggono quella sigla di tre consonanti, ma ero un po' prevenuto pensando che la CK avesse lo stesso feel del DGX. Invece sono rimasto piacevolmente sorpreso, sarebbe interessante magari un giorno esaminare due GHS a 15 anni di distanza e notare le migliorie/modifiche apportate da Yamaha dato che in giro non ho trovato nulla di rilevante sull'argomento.