Requisito imprescindibile di una tastiera

Pianolaio 15-04-26 19.23
paolo_b3 ha scritto:
Mah io ho avuto solo una volta il problema di un default, grazie al cretino che stacco la ciabatta con la mia spina, in quel caso fu un evidente errore umano. Per questo non mi sento in pericolo con questa o quella tastiera.

Infatti è quello che penso anche io. E' vero che le tengo anni, ma a maggior ragione. Ho avuto Roland, Nord e Yamaha. Ma mai in oltre 30 anni mi è capitato che la tastiera si impallasse o spegnesse o qualcos'altro.

Raptus ha scritto:
Forse perché ormai suonano tutte più o meno uguale da 15 anni

Flame in arrivo tra 3.... 2... 1...

Insomma non hai torto. Io dico che con una tastiera media oggi, se ci si prende il tempo di programmarle a dovere, si può arrivare allo stesso risultato sia con una marca che con l'altra.
O comunque si arriva molto ma molto vicini.
Se invece gli archi non piacciono e cambiamo subito marca allora certo che non ci si accorge delle potenzialità.
Flame in arrivo tra 3.... 2... 1... emoemoemo

Poi ci sono realmente casi dove lo strumento è importante.
Nel campo della musica elettronica per esempio, ovvero dei synth programmati in profondità, uno strumento può davvero dire la sua.
Nella stragrande maggioranza dei suoni che alla fine si usano e si cercano, possiamo crearne di bellissimi, con ogni marca.
Semplicemente ci si arriva percorrendo strade diverse, ovvero diverse filosofie di programmazione, ma ci si arriva.

A me sembra di vedere una buona affidabilità generale, una buona qualità generale, ma meccaniche spesso non ai livelli.
Personalmente riesco a suonare meglio un suono non perfetto su una meccanica bella, piuttosto che un suono meraviglioso su un tasto leggero o corto o molle o boh emo

Io perfino provo le tastiere da spente. Ok so che l'interazione tasto suono è importante eccetera, ma se la mano non va, o se devo fare fatica, per me e no

E anche il peso ha la sua importanza, come è stato detto.
Ma purtroppo, come è stato anche detto, il peso corre pari passo con la qualità. A volte almeno emo
paolo_b3 15-04-26 19.55
Pianolaio ha scritto:
Infatti è quello che penso anche io. E' vero che le tengo anni, ma a maggior ragione. Ho avuto Roland, Nord e Yamaha. Ma mai in oltre 30 anni mi è capitato che la tastiera si impallasse o spegnesse o qualcos'altro.

Si ma il Baffone le spacca contro il pavimento come gli Who a Woodstock.... emo
Dadopotter 15-04-26 20.56
condivido cose che sono state scritte ma ne aggiungo una a mio avviso non banale, dato che si parla di tastiere in generale, avere uscite L-R separate più una cuffie

lo dico perché come seconda tastiera per magari solo suoni di pianoforte uno potrebbe anche farsi andare bene modelli entry level ma l’assenza di questa caratteristica limita assai l’uso superiore a quello amatoriale da casa
Raptus 16-04-26 07.53
@ Pianolaio
paolo_b3 ha scritto:
Mah io ho avuto solo una volta il problema di un default, grazie al cretino che stacco la ciabatta con la mia spina, in quel caso fu un evidente errore umano. Per questo non mi sento in pericolo con questa o quella tastiera.

Infatti è quello che penso anche io. E' vero che le tengo anni, ma a maggior ragione. Ho avuto Roland, Nord e Yamaha. Ma mai in oltre 30 anni mi è capitato che la tastiera si impallasse o spegnesse o qualcos'altro.

Raptus ha scritto:
Forse perché ormai suonano tutte più o meno uguale da 15 anni

Flame in arrivo tra 3.... 2... 1...

Insomma non hai torto. Io dico che con una tastiera media oggi, se ci si prende il tempo di programmarle a dovere, si può arrivare allo stesso risultato sia con una marca che con l'altra.
O comunque si arriva molto ma molto vicini.
Se invece gli archi non piacciono e cambiamo subito marca allora certo che non ci si accorge delle potenzialità.
Flame in arrivo tra 3.... 2... 1... emoemoemo

Poi ci sono realmente casi dove lo strumento è importante.
Nel campo della musica elettronica per esempio, ovvero dei synth programmati in profondità, uno strumento può davvero dire la sua.
Nella stragrande maggioranza dei suoni che alla fine si usano e si cercano, possiamo crearne di bellissimi, con ogni marca.
Semplicemente ci si arriva percorrendo strade diverse, ovvero diverse filosofie di programmazione, ma ci si arriva.

A me sembra di vedere una buona affidabilità generale, una buona qualità generale, ma meccaniche spesso non ai livelli.
Personalmente riesco a suonare meglio un suono non perfetto su una meccanica bella, piuttosto che un suono meraviglioso su un tasto leggero o corto o molle o boh emo

Io perfino provo le tastiere da spente. Ok so che l'interazione tasto suono è importante eccetera, ma se la mano non va, o se devo fare fatica, per me e no

E anche il peso ha la sua importanza, come è stato detto.
Ma purtroppo, come è stato anche detto, il peso corre pari passo con la qualità. A volte almeno emo
Ma sì perché ormai, soprattutto tra le generaliste, i suoni che si sono imposti sul mercato sono quelli e quasi tutti sappiamo le loro caratteristiche, il perché si sceglie Yamaha o Korg o Nord... nulla stupisce

I synth sono un discorso a parte, più simile all'analogico, lì il discorso è più simile al mondo chitarristico (o comunque degli strumenti classici in generale) dove ogni strumento suona in un modo perché è stato fatto per suonare in un certo modo...
giosanta 16-04-26 19.17
Raptus ha scritto:
Ma sì perché ormai, soprattutto tra le generaliste, i suoni che si sono imposti sul mercato sono quelli e quasi tutti sappiamo le loro caratteristiche, il perché si sceglie Yamaha o Korg o Nord...

Vero.
simondrake 16-04-26 19.22
@ Sbaffone
Il primo requisito è l’affidabilità, da li per me si parte perché una tastiera che mi abbandona o zoppica in live non è accettabile
Che abbia i tasti, possibilmente tutti, almeno i bianchi, gli altri non li so usare
Raptus 17-04-26 10.05
@ simondrake
Che abbia i tasti, possibilmente tutti, almeno i bianchi, gli altri non li so usare
Tra un po' ce li avranno tutti bianchi ma saranno 176 dato che faremo musica microtonale emo
eclipse 17-04-26 10.14
@ simondrake
Che abbia i tasti, possibilmente tutti, almeno i bianchi, gli altri non li so usare
L'importante è che si riesca a fare la "musica della pasta barilla".
calav 17-04-26 14.47
@ eclipse
L'importante è che si riesca a fare la "musica della pasta barilla".
E' un fattore soggettivo, tanto lo strumento perfetto non lo inventeranno mai. A parte l'affidabilità che non si discute poichè le tastiere dell'ultimo decennio sono affidabili, aggionati a sistemi operativi che eliminano i pochi bug dall'uscita in mercato . Io adotto un setup misto, tasiere hardware più software e non ho mai riscontrato problemi . Importante tenere le tastiere in luoghi non umidi ( freddi anche sottto lo zero tengono bene ) , fare revisione ogni tot anni e , aspetto molto sottovalutato, non lasciarli prendere polvere. Discorso meccanica: a chi non piacerebbe avere una 88 per pianoforti simile a un piano acustico vero? Li ho provati tutti i digitali e master, forse quella che ci và più vicino è il kawai VCP1 , ma solo per uso da studio, impensabile trasportarlo in live, lo stesso valga per altri modelli kawai che pesano un botto, ma, sostenere che un cp88 ( che ho avuto ) ha una meccanica uguale o simile per come la vedo io non è così . Per me il fattore decisivo che mi spinge ad acquistare un synth piuttosto che un altro è IL SUONO, la pasta sonora a scapito di una meccanica quasi indecente ( tanto ci si abitua ). Esempio lampante è il nord wave 1 dal quale non mi separerò mai. Poi ognuno ha le sue esigenze e i suoi gusti. C'è chi fà uso di arpeggiatori , io puntualmente li rado al suolo, c'è di sequencer ( anche in questo caso preferisco tutto software ). Quali potrebbero essere i meno affidabili? synth e tastiere usate di decenni scorsi anche se revisionati, almeno per me
1paolo 19-04-26 07.44
@ eclipse
L'importante è che si riesca a fare la "musica della pasta barilla".
..e che sia presente la pellicola sul display e lo scatolo originale emo