la storia della latenza funziona così: il computer, dopo che il materiale è stato acquisito dai convertitori della scheda audio, crea un flusso di dati che viene gestito a pacchetti. l'analogia è un lavandino l'accua entra da sopra ed esce da sotto, finchè c'è acqua nel lavandino il flusso non si interrompe. la quantità di acqua presente nel lavandino costantemente è il pacchetto di dati, ovvero il buffer di memoria. il computer legge un pacchetto e nel frattempo se ne prepara un altro e via dicendo. il buffer è proprio quello che si legge nei pannelli delle schede audio e si misura in campioni: un buffer di 256 samples vuol dire che il pc legge pacchetti di 256 samples. siccome la frequenza di campionamento è, poniamo, di 44.100 Khz, cioè di 44.100 campioni al secondo, in un millisecondo passano 44 campioni circa. un pacchetto di 256 samples viene quindi caricato in circa 6 ms. questo riguarda la latenza in ingresso, poi c'è da sommare con analogo procedimento la latenza in uscita. una nota di chitarra suonata e riascoltata ha una latenza (teorica) di circa 12ms con il buffer a 256 samples. se invece si usa uno strumento virtuale, la latenza di ingresso ovviamente non esiste e quindi il valore reale (teorico) è 6.
questo naturalmente in un computer ideale, dove il processore dovesse esclusivamente occuparsi di far passare i pacchetti. siccome è impegnato in millemila altre operazioni, questo influirà sulla latenza. ecco dove entrano in scena i drivers della scheda che, se scritti bene, ottimizzano e danno priorità al flusso audio. se abbassi la latenza, il ciclo riempi/leggi/svuota diventa più breve, ma ci vogliono più cicli al secondo per leggere la stessa quantità di dati, e quindi il processore è costretto a fare più operazioni e va sotto stress. la velocità del bus serve a far arrivare un flusso costante di dati al computer in modo che questo ciclo non vada mai interrotto, ma la velocità della connessione usb è più che sufficiente a supportare 4 canali audio
Edited 5 Mar. 2010 19:15