Come si sceglie una tonalità?

yurirob 28-07-11 00.13
Si capisce che non ho studiato a fondo l'armonia...!!! emo

Però la domanda mi prende parecchio: che cosa spinge un compositore a scegliere una tonalità piuttosto che un'altra?

Per i brani cantati possono esserci delle ragioni tecniche di estensione. Lo stesso dicasi per parti polistrumentali in cui ci siano strumenti accordati in un certo modo, con estensioni limitate.

Ma per il pianoforte? Che cosa induceva es. Chopin a comporre un valzer es. in sol# piuttosto che in la#?

So che ciascuna tonalità ha un particolare timbro e sfumatura armonica. Ma che caratteristiche "timbriche" ha una tonalità rispetto ad un'altra?

grazie, ciao
Parsifal 28-07-11 00.43
bella domanda e bell'argomento!!!emo

secondo me qui si entra in un campo soggettivo. E' vero che un brano suonato in Sol, risuonato in SOL# può creare sensazioni diverse, nonostante sia lo stesso brano., Ora non mi ricordo alcuni grandi compositori classici cosa dicevano a proposito, ma parlavano delle varie tonalità rispetto agli stati d'animo che volevano trasmettere. Secondo me è una cosa soggettiva, a me per esempio la tonalità di REB ( e SIB-) piace moltissimo, mi fa venire la malinconia. Se io dovessi comporre un brano al pianoforte, malinconico, non avrei dubbi! il REb sarebbe d'obbligo!! emo

parlando di SIB- ...il notturno di chopin in sib- perderebbe moltissimo in un'altra tonalità secondo me,,,va bhe sono un fanatico di quella tonalità ma è perfetto così!! emo
Edited 27 Lug. 2011 22:50
Smoothlight 28-07-11 11.55
@ yurirob
Si capisce che non ho studiato a fondo l'armonia...!!! emo

Però la domanda mi prende parecchio: che cosa spinge un compositore a scegliere una tonalità piuttosto che un'altra?

Per i brani cantati possono esserci delle ragioni tecniche di estensione. Lo stesso dicasi per parti polistrumentali in cui ci siano strumenti accordati in un certo modo, con estensioni limitate.

Ma per il pianoforte? Che cosa induceva es. Chopin a comporre un valzer es. in sol# piuttosto che in la#?

So che ciascuna tonalità ha un particolare timbro e sfumatura armonica. Ma che caratteristiche "timbriche" ha una tonalità rispetto ad un'altra?

grazie, ciao
Una bella domanda ed anche una bella tematica:

attendo di leggere i vostri commenti

Ti do un Thanks per l'argomento scelto.

anonimo 28-07-11 12.09
Anche a me viene spesso questo dubbioemo...
Secondo me, quando viene l'ispirazione, viene in una specifica tonalità, quella giusta.
Altrimenti, penso che quando ti siedi al piano e la butti giù, te ne accorgi subito, e quando trovi la tonalità originale la riconosci emo
Penso che funzioni così (io come composizione sono praticamente a zeroemo)
TheDruyd 28-07-11 12.46
Ago ha scritto:
Penso che funzioni così (io come composizione sono praticamente a zeroemo)

anche io sono d'accordo con voi la tonalità si sceglie in base al tema che si vuole affrontare.
comunque anche io parto da zero come compositore forse anche a meno uno!!!
ciao il druyd
Dantes 28-07-11 13.14
qui si apre un mondo perchè la valenza dell'una o dell'altra tonalità oggi non siamo più in grado di apprezzarle a pieno dal momento che i nostri strumenti sono temperati (da bach in poi)
Michele76 28-07-11 18.20
Sicuramente nel caso di musica classica tipo Chopin, Liszt, grandi esecutori e ottimi compositori, la scelta è personale come dice anche Parsifal, è soggettiva. Di certo ci sarà legato non un fattore solo. Anche una "semplice" questione tattile sulla tastiera legata a come si suona un passaggio utilizzando dei tasti anziché altri... insomma ci possono essere molte sfumature... dipende se scrivevano uno studio, quindi legato alla parte tecnica; se scrivevano un notturno, quindi legato alla parte espressiva, cioè a quei suoni che più di altri in quel momento della loro vita, evocavano una certa sensazione... ovviamente non si parla di certo di compositori/strumentisti che in quel momento facevano dei calcoli freddi... probabilmente si lasciavano andare alle sensazioni, di conseguenza alla grandissima sensibilità, alla vastissima esperienza, a una vita dedicata (per forza di cose) solo a quella materia. Insomma molti di questi compositori famosi, sicuramente non erano persone comuni. Nemmeno extraterrestri ma sicuramente dodati di un istinto e di una sensibilità particolari che non sono certo secondari in queste scelte.

Nella canzone si rimane legati alla voce quindi ok
Nella musica per orchestra si è legati agli strumenti, soprattutto a quelli con parti solistiche, perché se si parla di sezioni d'orchestra, l'abile compositore e arrangiatore, sa come utilizzare l'orchestra per far rendere una famiglia strumentale anche in estensioni dove il singolo strumento avrebbe problemi ad arrivare... insomma è un argomento sul quale si potrebbe elaborare una tesi ma anche questa sarebbe un lavoro di una vita e si verrebbe a poco mi sa...
yurirob 28-07-11 22.44
grazie a tutti.

In realtà basterebbe chiedere a qualche professore di armonia e composizione o cercare in qualche libro però la cosa continua ad affascinarmi proprio perchè è una questione di gusto molto soggettivo.
Pensandoci, credo che ogni compositore abbia attribuito a ciascuna tonalità un particolare carattere, uno specifico colore che evidentemente sentiva come connotativo del sentimento-emozione che attraverso le note voleva trasmettere.
Poi molti grandi compositori avevano l'orecchio assoluto e questo gli permetteva di definire subito a quale tonalità appartenessero le linee melodiche che ascoltavano o che gli balenavano nella mente e che poi annotavano sul pentagramma.

Mamma mia, quanto mi piacerebbe aver studiato un pò di più armonia e composizione. Ma non è mai troppo tardi. Chissà...emo
Edited 28 Lug. 2011 20:45
Smoothlight 29-07-11 11.32
posso ipotizzare?

secondo me quando uno compone e sta suonando, non sa esattamente in che tonalità sta eseguendo il pezzo se non im modo relativo.

Si suona di getto un motivetto che si ha in testa e poi si tenta di sviluppare il brano senza seguire in modo apparente un'armonia precisa, ma solo assecondando l'istinto.

Nella fase successiva si procede ad una migliore strutturazione della melodia e chiaramente gli accordi, inserendo di volta in volta degli abbellimenti armonici atti a dare il carattere del brano, e di conseguenza la tonalità si autodefinisce.

in ultima analisi la tonalità è ancora sucettibile di variazione, dato che suonare in una tonalità piuttosto che un'altra crea delle visibili difficoltà. basti pensare alla tonalità di /MiMaggior e FaMaggiore oppure SiMaggiore / DoMaggiore
febo50 29-07-11 23.10
@ yurirob
Si capisce che non ho studiato a fondo l'armonia...!!! emo

Però la domanda mi prende parecchio: che cosa spinge un compositore a scegliere una tonalità piuttosto che un'altra?

Per i brani cantati possono esserci delle ragioni tecniche di estensione. Lo stesso dicasi per parti polistrumentali in cui ci siano strumenti accordati in un certo modo, con estensioni limitate.

Ma per il pianoforte? Che cosa induceva es. Chopin a comporre un valzer es. in sol# piuttosto che in la#?

So che ciascuna tonalità ha un particolare timbro e sfumatura armonica. Ma che caratteristiche "timbriche" ha una tonalità rispetto ad un'altra?

grazie, ciao
Sono esperto dell'argomento per averlo studiato a fondo, molti anni fa, insieme a fisica acustica ed altre materie correlate.
Devo precisare che un chiarimento esaustivo richiederebbe ben altro di quanto vado ad accennarti in estrema sintesi.
Bene, dato per scontato che l'accordatura di un pianoforte o altro strumento a tastiera sia quella oggi in uso nell'area eurocolta e comunque occidentale, cioè quella temperata che prevede la progressione di semitoni tutti uguali, la tonalità è solo un punto di partenza più alto o più basso e nient'altro. Il discorso però si complica quando a suonare è un violino (senza tasti) o un ottone (progressione armonica). In questo caso una tonalità ad esempio con molti diesis o bemolli, può avere un carattere proprio. Ancora più rilevante è la differenza se si usano strumenti d'epoca, in particolare gli organi a canne del 700 accordati con un'accordatura sottilmente inequabile, di dui Werkmeister fu il teorizzatore e J.S. Bach il compositore e l'esecutore (vedi il Clavicembalo ben temperato in 24 tonalità maggiori e minori, ognuna con la sua peculiarità): Momentaneamente finisco qui. Se vuoi altri chiarimenti sono disponibile.
giannirsc 30-07-11 01.49
io penso che dipenda sia dallo stato d'animo che dalla natura dello strumento..faccio un esempio..in tonalità di labemolle fai dei passaggi tecnici che in tonalità di do ti verrebbero meno naturali per una questione di diteggiatura..se penso ad esempio di dover mettere un arpeggio di chitarra, eviterei il mibminore perchè non avrebbe corde a vuoto o perchè avrebbe un suono diverso...insomma a mio avviso è importante sia lo stato d'animo che la natura dello strumento per definire una certa tonalità..esempio stupidissimo..albachiara di vasco suonata in sol maggiore suona diversa..c'è poco da fare..
febo50 30-07-11 08.32
@ giannirsc
io penso che dipenda sia dallo stato d'animo che dalla natura dello strumento..faccio un esempio..in tonalità di labemolle fai dei passaggi tecnici che in tonalità di do ti verrebbero meno naturali per una questione di diteggiatura..se penso ad esempio di dover mettere un arpeggio di chitarra, eviterei il mibminore perchè non avrebbe corde a vuoto o perchè avrebbe un suono diverso...insomma a mio avviso è importante sia lo stato d'animo che la natura dello strumento per definire una certa tonalità..esempio stupidissimo..albachiara di vasco suonata in sol maggiore suona diversa..c'è poco da fare..
Quello che dici è vero parzialmente vero, cioè quando dici che la tecnica esecutiva può influenzare l'esecuzione, quindi l'interpretazione ed ovviamente la percezione. Lo"stato d'animo" non c'entra nulla essendo una caratteristica esclusivamente umana, che non può essere ascrivibile ad un oggetto (strumento). Vorrei anche farti notare, per l'esempio che fai sul brano di Vasco Rossi, che la chitarra, come ad esempio il mandolino, presenta un paradosso di fondo per cui la tastatura è rigorosamente disposta con il sistema temperato (tutti i semitoni uguali), mentre l'accordatura delle corde a vuoto avviene secondo l'intonazione pitagorica (per quinte ferme), per cui effettivamente vi sono piccole differenze tra una tonalità e l'altra, tanto è vero che i concertisti, specie in fase di registrazione, non accordano lo strumento nel modo tradizionale, ma sull'accordo della tonalità in cui andranno a lavorare. Ti saluto.
am0 30-07-11 16.31
pop = do, la-
blues = fa, al limite re
rock = mi (solo perchè ci sono i chitarrai)
jazz = a caso
anonimo 31-07-11 15.39
am0 ha scritto:
jazz = a caso

emo
am0 ha scritto:
rock = mi (solo perchè ci sono i chitarrai)

A dire il vero i chitarristi non hanno la mente così chiusa da comporre solo nella tonalità di una sola corda:
70% Mi, 10% La, 3% Re, 10% Sol, 7% Si.
(a meno che non si tratti di chitarristi dalle dita pigre che si scordano di uno o due semitoni per fare i bending, allora basta aggiungere un bemolle a ogni tonalità... per il piacere del tastieristaemo)
pj84 31-07-11 17.01
@ am0
pop = do, la-
blues = fa, al limite re
rock = mi (solo perchè ci sono i chitarrai)
jazz = a caso
emo emo emo
pj84 31-07-11 17.02
Io personalmente quando compongo ho una linea melodica in testa... prima di sedermi al piano la canto e poi mi accorgo a che tonalità corrisponde.
giannirsc 31-07-11 21.28
febo50 ha scritto:
Quello che dici è vero parzialmente vero, cioè quando dici che la tecnica esecutiva può influenzare l'esecuzione, quindi l'interpretazione ed ovviamente la percezione. Lo"stato d'animo" non c'entra nulla essendo una caratteristica esclusivamente umana, che non può essere ascrivibile ad un oggetto (strumento). Vorrei anche farti notare, per l'esempio che fai sul brano di Vasco Rossi, che la chitarra, come ad esempio il mandolino, presenta un paradosso di fondo per cui la tastatura è rigorosamente disposta con il sistema temperato (tutti i semitoni uguali), mentre l'accordatura delle corde a vuoto avviene secondo l'intonazione pitagorica (per quinte ferme), per cui effettivamente vi sono piccole differenze tra una tonalità e l'altra, tanto è vero che i concertisti, specie in fase di registrazione, non accordano lo strumento nel modo tradizionale, ma sull'accordo della tonalità in cui andranno a lavorare. Ti saluto.



..non capisco che c'entra la chitarra con albachiara..parlo dell'introduzione di piano..se la suoni in un'altra tonalità ti da sensazioni diverse..se hai orecchio te ne accorgi..come ad esempio wish you were are dei Pink Floyd..sfrutta sull'intro le corde a vuoto..ok lo puoi risuonare in altre tonalità, ma suona diversa..mi rendo anche conto che non tutti riescono a distinguere queste cose, ma quando la suoni in altre tonalità, cambiano le frequenze..ripeto..non tutti se ne accorgono..
Riguardo lo stato d'animo, io posso sentirmi in una certa maniera e fare una esecuzione in una precisa tonalità perchè è in quella tonalità , di quel momento, che riesco ad esprimere meglio quello che voglio trasmettere..però ripeto..molti non ci fanno caso, specialmente chi è alle prime armi non riesce a percepire alcune cose.
Edited 31 Lug. 2011 20:33
febo50 01-08-11 08.57
Credo che stiamo parlando di cose diverse. Intanto lo stato d'animo, nel tuo precedente post, l'avevo inteso (come la forma scritta suggeriva) riferito allo strumento e non alla tua persona (e me ne scuso). Le tue considerazioni sono corrette, ma io stavo valutando solo alcuni aspetti tecnici del problema. Rimanendo sul tecnico, un temperamento che prevede tutti i semitoni rigorosamente uguali (oggi si usano i cent, 100 cents= 1 semitono), suonare in Do e in Reb non cambia nulla se non il punto di intonazione appena più acuto. Ma suonare in Reb (con 5 bemolli) comporta una tecnica e una difficoltà diverse, per cui il risultato finale è sicuramente diverso, ma per motivi correlati agli strumenti e non alla tonalità. Le vere differenze legate alla tonalità si possono apprezzare solo usando un accordatura non temperata (o sottilmente inequabile come si usava nel '700). Ad esempio io, che possiedo un clavicembalo, sono solito accordarlo privilegiando la consonanza delle tonalità in cui di norma eseguiamo la musica barocca. Si noterà che quelle tonalità (massimo tre maggiori e tre minori) suoneranno con una particolare pulizia e purezza, mentre allontanandosi, si percepiranno durezze fino alla dissonanza.
Edited 1 Ago. 2011 7:07
jacus78 01-08-11 21.12
sono 2 essenzialmente le tonalità che mi piacciono:
mi bemolle maggiore ( ha un nonsochè di maestoso)
la bemolle minore ( mi ispira pacatezza d'animo)

le tonalità che mi fanno cagare invece sono do maggiore e la minore......le reputo asciutte e "senza sale"!emo

inteso che si parli di armonia e armonici del pianoforte......

invece se mi mettete davanti una bella chitarra acustica adoro il si bemolle maggiore preso come il sol, ma con il capotasto nel 3° tasto!