JPJ ha scritto:
noi toscani scherziamo anche coi morti, quindi o ti prepari o stai alla larga.
Forse non ti sei reso conto che qui non sei in Toscana, ma in un luogo dove ci sono abitudini e linguaggi diversi, tant'e' vero che la bestemmia in questo forum comporta il ban immediato.
Pero' sei furbetto, con la storia della Toscana usi il linguaggio che ti fa comodo, ben evitando quello vero della Toscana, senno' non avresti superato il primo messaggio in polis.
JPJ ha scritto:
Visto che l'argomewnto sono i costi: nel mio settore
La crisi economica italiana, che troppo spesso viene confusa con quella finanziaria internazionale, e' iniziata dal lontano 1993.
Molti non se ne sono accorti, perche' toccava categorie separate, e ognuno diceva "nel mio settore"... arrivando a negare la crisi.
Qui in Piemonte sai quanta gente conosco che solo un anno fa si incavolava quando sentiva parlare di crisi (negandola) e che oggi piange disperata?.
Pian piano, settore dopo settore, soprattutto nell'ambito dell'industria, e localmente anche nel commercio nel turismo e nella piccola e media impresa, stanno scomparendo diverse realta'.
Poi e' chiaro che ci siano anche le isole felici, ma questo non autorizza a chi sta bene di negare la crisi di fronte ad una situazione di continua chiusura di imprese, padri di famiglia che si danno fuoco nel parco (una settimana fa a Torino) o imprenditori che si impiccano per il "disonore" di non poter pagare i debiti.
Fino a poco fa, imprese fiorenti facevano fatturati insospettabili : molte di queste stanno fallendo perche' creditrici dei confronti degli enti pubblici.
Non riescono a recuperare i crediti per via dei tagli, e sebbene questi ultimi siano maggiori del debito finiscono in malora.
Fino a poco fa non lo avrebbero mai immaginato, ed anche loro dicevano "qui il lavoro c'e', ho decine di commesse ecc ecc...
L'economia e' un po' come un orologio, e quando si fermano alcuni ingranaggi, inevitabilmente ne fanno fermare altri.
Lo so anche io che nell'entroterra toscano ci sono fiorenti aziende che vivono sul turismo, sulla vendita di prodotti alimentari ai turisti ecc, e che lavorano a pieno ritmo.
Ma la realta' di un paese non la si misura sulle isole felici, bensi' sull'andamento nel tempo dei settori strategici del paese stesso.
Se l'industria chiude chiude l'indotto, e son gia' migliaia e migliaia di persone che non lavorano, non comprano, non vanno in vacanza ecc.. e condizionano di conseguenza anche il commercio, il settore del turismo e quant'altro.
Se poi mi si viene a dire (come fan tanti) che gli Hotel a 4 stelle in agosto son tutti pieni, allora si fa una valutazione errata della situazione, visto che a fronte di gente che si impoverisce, ce n'e' anche tanta che invece si arricchisce.
Comunque sia, io penso che chi vive in isole felici, guardando strettamente al suo orticello dovrebbe comunque pensare che l'andamento in declino del paese e' sempre un fattore preoccupante, e che se son stati colpiti molti settori fino a poco fa insospettabili (vedi edilizia ad esempio), c'e' sempre un buon motivo per far suonare i campanellini di allarme affinche' si faccia qualcosa per arrestare la crisi.
Se non si fa cosi', saranno ancora tante le persone che pensavano di esser tranquille, e poi si son viste seccare l'orticello.
Personalmente non son toccato dalla crisi, ma mi preoccupo ugualmente.