Andryprayer ha scritto:
Avete carta bianca

Lo smile che ride mi sa che sai già che ti metti nei guai a darci via libera
Scherzi a parte...una considerazione che forse è più dettata da un gusto personale che didattico in se e che è più una mia imperssione...qualcuno se vorrà mi appoggerà o smentirà. Ho l'impressione che ricerchi troppo la perfezione nella pronuncia e che di conseguenza tutto il cantato si appesantisca un po'. Lo noto soprattutto in quella dei The Calling. Secondo me dovresti andare un po' più sciolto, fregartene un po' di più se mi passi il termine. Secondo me ci guadagneresti in naturalezza.
Nel secondo brano invece devi rilassare un po' di più nelle parti alte...il suono non arriva dalla gola, parte da molto più sotto. E' la respirazione il punto di partenza di tutto e che fa si che il suono che esce sia più o meno buono. La gola e le corde vocali sono solo un veicolo che trasformano l'aria in transito in qualcosa di udibile all'esterno. Ciò che percepiamo noi quando cantiamo e ciò che percepiscono gli altri all'esterno è diverso. Sembra un controsenso ma più vai in alto e più per avere un suono potente e non strozzato ciò che devi sentire dentro di te, nella tua testa è il vuoto. Un suono che dentro di te senti forte e potente non implica che all'esterno sia percepito nello stesso modo, anzi...è il contrario. E' il suono che ti deve invadere, deve riempirti e non sei tu che lo devi spingere fuori.
Questi sono solo suggerimenti appresi in qualche anno di lezione e che ho provato sulla mia pelle.