Io ho il JX-8P, il JX-10 (o Super JX) praticamente sono 2 JX-8P messi insieme. L'architettura di sintesi è la medesima, e mentre il JX-8P ha 6 voci di polifonia il JX-10 ne ha 12, con possibilità di fare split e layer.
Ti parlo quindi del JX-8P, e la quasi totalità di quello che dico si applica anche al JX-10.
È un synth con gli oscillatori dal suono piuttosto metallico ed un filtro da 24 dB/ottava di pendenza abbastanza blando e pulito, va forte soprattutto su suoni di pad e brass.
Gli inviluppi hanno un attacco abbastanza morbido quindi non è molto indicato se si vogliono fare suoni molto percussivi, tuttavia qualche basso decente lo si può tirar fuori.
L'architettura di sintesi è composta da 2 oscillatori DCO (oscillatori controllati digitalmente, quindi più precisi rispetto ai VCO di altri synth analogici e di conseguenza privi di una parte di quella "naturalezza" tipica degli analogici) con possibilità di cross modulation (2 modalità di cross mod a disposizione se non ricordo male) e sync. Purtroppo gli oscillatori non possono fare la PWM, e questa trovo sia una discreta carenza.
Agli oscillatori seguono un filtro passa-alto non risonante, non modulabile ed a posizioni fisse (4 per la precisione, dove la posizione più bassa fa da bass boost mentre le altre 3 assottigliano il suono, esattamente come nel Juno 106) ed un classico passa-basso risonante, modulabile con inviluppo ed LFO. La risonanza sul passa-basso non entra in auto-oscillazione come invece accade in diversi altri analogici. I 2 filtri sono messi in serie, prima il passa-alto e poi il passa-basso.
Le sorgenti di modulazione sono 2 inviluppi ADSR ed un LFO con onda triangolare, quadra o casuale. Queste sorgenti di modulazione possono essere assegnate in modo più o meno flessibile a oscillatori, filtro passabasso ed amplificatore. Questa flessibilità fa si che il JX-8P possa produrre, oltre ai suoni di pad e brass in cui eccelle, anche tanti altri suoni strani ed abbastanza psichedelici, come si può vedere in
questo video.
Il tutto esce su un chorus a 2 varianti (slow e fast) e se necessario disattivabile. Il chorus da un contributo molto importante al JX-8P in quanto scalda ed ingrassa non poco il suono. Senza chorus il JX-8P suona abbastanza sottile.
La tastiera è semipesata, sensibile alla dinamica e risponde all'aftertouch, anche se spesso dopo quasi 30 anni l'aftertouch perde di sensibilità ed il suo sensore, che corre lungo tutta la tastiera, va ripulito dall'ossido che nel frattempo si è creato. La dinamica può essere assegnata e dosata contemporaneamente su inviluppi e filtri, a seconda delle necessità.
Considera che il JX-10, potendo fare i layer (ovviamente dimezzando la polifonia e quindi riportandola alle 6 voci del JX-8P), permette di avere 2 suoni sovrapposti, il che è un ampliamento delle possibilità sonore non da poco.
Sia il JX-8P che il JX-10 sono completamente controllabili e programmabili via MIDI, infatti esistono versioni software del programmer PG-800. Possono essere programmati anche da pannello, ma, pur non essendo particolarmente difficile, è abbastanza tedioso.
In quanto ad affidabilità io col mio JX-8P non ho avuto particolari problemi. È comunque una macchina analogica di quasi 30 anni fa, quindi va trattata con le debite cure. Idem per il JX-10, il quale però forse ha qualche problemino (bug) col MIDI.
Spero che il tutto ti sia utile.
Edited 16 Gen. 2013 10:15