Troppo logico, forse sei abituato ai trattati di economia o medicina...
Io la vedo in un altro modo, un po' più radicale:
la musica non può avere le soluzioni che cerchi, ognuno ha le sue, specialmente nel suonare così come stai cercando di fare.
Prima dello studio devi capire se già dentro di te ci siano la sensibiltà e le basi istintive al linguaggio, altrimenti lo studio rimarrà sempre un esercizio e i frutti saranno simili a quelli suonati da un arranger...
Poi lo studio dell' armonia sin dalle basi sarà il secondo passo che non è certo che porterà i frutti che cerchi ma ti aprirà "le orecchie" quando sarai difronte a qualcosa che ti piacerà imitare.
Il resto è ascolto, suonare le cose degli altri, quelle facilmente reperibili in vari gradi di difficoltà in tante pubblicazioni commerciali, andare su internet per guardare e comprendere le soluzioni degli altri.
Ma soprattutto è indispensabile, suonando, porti tante domande cercandone le soluzioni.
Io non sono nessuno, me la cavicchio, però ho da subito cercato di imitare quello che sentivo nei dischi, quando andavo nei locali sbavavo nel vedere gente che solo con un pianoforte ti riempivano di suono ed emozioni... poi andavo a casa e cercavo di imitare, capire...
Gli ingredienti potrebbero essere:
1) Tanta, tanta insopprimibile voglia di riuscire condita da innato istinto musicale
2) Buona conoscenza dell' armonia
3) Rubare con gli occhi e con le orecchie le performance di chi ritieni un "maestro"
Suonare liberamente un qualsiasi tema dandogli il proprio colore e gusto non è roba da poco e soprattutto nasce dall' istinto.
L' approccio che hai dato è da studente "modello" mentre per fare quello che cerchi tocca essere un po' "monelli", andare fuori le righe, sperimentare... perché di regole certe e codificate non ce ne sono a parte che il basso sta in basso, che la melodia a destra e l' armonia al centro... ma non è detto che sia sempre così.
Edited 3 Feb. 2013 2:41