khymbo ha scritto:
perché i voti dei fuori sede sarebbero ugualmente distribuiti nella schiera elettorale o convergerebbero verso voto di protesta configurabile nel mov 5stelle o in partiti ai bordi estremi dello schieramento.
Questo e' il primo motivo del disinteresse della politica al disagio che hai appena esposto.
In questo momento piu' che mai, la politica sta tifando per l'astensione.
khymbo ha scritto:
nvece chi è residente all'estero non ha problemi, ritengo che chi risiede all'estero dovrebbe essere interessato più alla politica locale che a quella del paese d'origine, o quanto meno la possibilità di garantire il voto fuori sede dovrebbe essere garntita, magari con un registro per i fuori sede nelle elezioni politichem, non dico in quelle amministrative. che ne pensate?
Il problema e' lo stesso, e contrariamente a come pensi, cioe' che chi risiede all'estero e' interessato piu' alla politica locale, nella realta' avviene l'esatto contrario, o perlomeno l'interesse tra politica del luogo di residenza e quello di origine coincidono.
Non e' un caso che qualche anno fa a salvarci da Berlusconi furono proprio gli italiani all'estero.
Ne conosco tanti, e ci tengono molto al paese di origine, perche' spesso pensano o sperano di ritornarci, per questo votano cercando reali cambiamenti, e lo fanno senza essere disinformati dai nostri scarsissimi mezzi di informazione.
Quest'anno (non a caso) si sono registrati disagi anche per il voto degli italiani all'estero : segno di un certo ostruzionismo da parte di una politica che a quanto pare li teme.