Restauro di vecchi nastri dat

disco33 11-04-15 16.51
Ciao a tutti i Supporter Musicali.

La questione di oggi è abbastanza complessa, e spero che quanto sotto sia chiaro e comprensibile, nella speranza che qualcuno più grande e più esperto di me possa essermi d'aiuto.
Degli amici mi hanno portato una cassettina Dat (registrata intorno a fine anni '90/inizio 2000), sulla quale è stato riversato il contenuto di vecchie bobine risalenti a metà anni '80.
Questa cassettina Dat contiene tutti i brani presenti sulle bobine originali che poi formarono il vinile della band (l'anno di uscita del vinile della band è il 1985 circa).
Adesso, questi amici vorrebbero fare una riedizione su Cd di quel vinile e, avendo il Dat sul quale sono state riversate le originali bobine, pensavo di provvedere al restauro del contenuto della cassettina Dat.
Ho quindi passato tutto il contenuto del Dat, tramite il mio Dat Recorder Fostex D-5, in due diverse maniere:
- percorso "analogico", cioè uscendo (stereo) dalle uscite analogiche del Dat e entrando in due INputs (stereo) "line in" della Motu 828 mk3 Hybrid (e quindi facendo una conversione D/A dal Fostex, e poi una conversione A/D entrando nella Motu);
- rimandendo nel dominio "digitale", cioè uscendo dall'Aes/Ebu del Fostex D-5 ed entrando nell'Aes/Ebu della Motu Traveler Mk3 (utilizzando un cavo cannon Aes/Ebu Apogee Wyde Eye a 110 ohm), senza quindi effettuare conversioni AD/DA in nessun passaggio.

Ci tengo a precisare che (a mio orecchio e gusto) la versione "analogica" del passaggio mi piace come colorazione decisamente di più rispetto alla più "fredda" versione tramite Aes/Ebu. E' possibile che i convertitori DA del Fostex abbiano potuto influenzare così tanto il segnale di uscita, tanto da renderlo udibilmente più "caldo" rispetto alla versione importata rimanendo totalmente nel dominio digitale?
disco33 11-04-15 16.51
Veniamo alle domande vere e proprie:
Innanzitutto la cosa che mi è subito balzata all'orecchio (e anche all'occhio, analizzando l'onda con Adobe Audition e con Izotope Rx 3) è che il canale L ha un volume più alto rispetto al canale R.
Analizzando la traccia in "mono", e inoltre analizzando "a orecchio" (oltre che visivamente) le parti dove c'è un solo strumento o più strumenti "non pannati", mi rendo conto che non c'è sbilanciamento udibile e che quindi lo sbilanciamento fra i canali può essere dovuto al panning originale dell'epoca, che ha privilegiato un lato del panorama stereofonico rispetto ad un altro. E' possibile che nel 1985 un importante studio di una grossa cittadina del Nord Italia abbia deciso, di concerto al gusto dei musicisti, di pannare gli strumenti principalmente da un lato, rispetto ad un altro, tanto da rendere l' onda visivamente e (udibilmente) più grossa su L rispetto a R? Oltretutto, c'è da dire che la sensazione di avere uno squilibrio nel panorama stero non si avverte assolutamente, e che ad orecchio non è palesemente udibile. Prima di "vederlo" sullo schermo, nessuno di noi si era mai accorto che L suonasse più forte di R nella maggior parte dei brani.
disco33 11-04-15 16.52
Questa è dunque la prima domanda:
1) posto che il disco sia stato concepito così, ed il vinile ha questo stesso panning "sbilanciato da un lato rispetto ad un altro", in una riedizione su cd dovremmo compensare questo squilibrio fra L e R, o mantenere l'originale panorama sterofonico?

Poi:
2) la traccia ha un altissimo rumore di fondo, che anche durante la musica è presente. E' mia intenzione mantenere un pò di questo rumore di fondo, riducendolo senza però snaturare l'esecuzione musicale ed eliminare il minor numero possibile di armoniche. Come dovrei agire per fare ciò? Quali strumenti su Izotope RX3 e/o Adobe Audition (o altri software da voi conosciuti e consigliati) possono aiutarmi a pulire la traccia dal rumore di fondo, mantenendolo in maniera minima e soprattutto mantenendo il colore vivo dell'esecuzione?

Inoltre:
3) Nel complesso le varie tracce presentano diversi click e altri rumori/disturbi che, dopo averli analizzati con lo spettro di Rx, attribuisco a problemi della cassettina Dat che magari col tempo si è rovinata o smagnetizzata, oppure a difetti nelle bobine che poi sono stati trasmessi alla cassetta Dat durante il passaggio dall'uno all'altro supporto.
Dico questo perchè sono certo che il mio Fostex D-5 non abbia problemi, in quanto lo utilizzo regolarmente in studio per registrazione su cassette Dat (Basf o Sony) nuove, poi riproduco queste e altre cassette Dat sul Fostex D-5, senza problemi di alcun tipo; le volte che ho avuto questo problema è accaduto solo su cassette difettate o vetuste.
Esiste un modo per ripristinare il contenuto dei Dat vecchi e/o smagnetizzati? Quali strumenti software possono aiutarmi a pulire in modo soddisfacente e veloce le tracce da questi disturbi (click, pop, crackle..)?
disco33 11-04-15 16.52
Peraltro:
4) Sulle tracce, in alcuni punti delle registrazioni sono presenti evidenti distorsioni, voci che iniziano a distorcere, chitarre che sulle corde basse e strumenti in generale che sulle note gravi vanno in distorsione e creano un bruttissimo, inascoltabile effetto. A mia memoria, sul vinile non sono presenti questo tipo di problematiche. E' possibile che questi "difetti" siano dovuti a una cassetta Dat rovinata o mal funzionante in alcuni punti? O possono essere state introdotte nel passaggio dalle bobine originali al Dat? Quali strumenti software permettono la sistemazione soddisfacente di questi difetti?

Infine:
5) A fronte di tutto quanto scritto sopra, mi conviene affrontare un percorso di ripristino e restauro delle tracce acquisite dalla cassetta Dat, oppure la scelta migliore è acquisire le tracce dal vinile originale, con un piatto ed una testina entrambi di ottima qualità, e poi effettuare il restauro e la ristampa delle tracce acquisite dal vinile, debitamente trattate e "rimasterizzate" mantenendo il gusto del vinile?

Attendo i vostri consigli in merito e se possibile qualche chiarimento circa i processi che vanno eseguiti sulle le tracce quando si fa un restauro audio (e successivo "mastering"), posto che è mia ferma intenzione mantenere più fedele possibile al sound del vinile originale il sound della ristampa.

Ciao a tutti e Buona Musica!
giannirsc 11-04-15 18.59
è probabile che gran parte dei problemi che hai evidenziato dipendano da come è stato trasferito l audio dal vinile al Dat...hai elencato troppi problemi che appunto sono imputabili al primo passaggio A-D.
io acquisterei gli originali e ne farei una nuova conversione usando un piatto di qualità. ..
dxmat 12-04-15 01.16
Anch'io penso che a fronte dei problemi descritti l'acquisizione dei vinili originali sia la via più corretta.


Una domanda però: nell'acquisizione digitale dal Fostex via AES/EBU il clock della Motu Traveler MK3 è stato settato in modalità slave?

disco33 13-04-15 14.06
Grazie per le risposte.

Chiarisco alcuni punti:

1)BOBINE ORIGINALI:
Non ho le bobine originali; queste (datate 1985) furono riversate circa 15 anni fa (fine anni 90, primi 2000) su una cassettina Dat, e in seguito furono riutilizzate o andate comunque perdute, dallo studio che le ha trattate non sono mai uscite.
In seguito uno dei membri della band ha conservato la cassettina Dat per tutti questi anni, senza averla mai riprodotta in seguito su alcun Dat Recorder/Player.

2)VINILE:
Dispongo della mia copia personale del Vinile originale di quell'album (quello poi riversato dalle bobine e contenuto sul Dat), che è in perfette condizioni e potrebbe essere usata per il trasferimento , utilizzando un piatto Thoerens di ottima qualità e con testina perfetta.
In questo caso, come dovrebbe avvenire il trsferimento? Uscire audio analogico (tramite il Line Out dell'amplificatore a cui è collegato il giradischi) ed entrare in una coppia di Line In sulla scheda audio/convertitore (senza preamplificare il segnale in ingresso), oppure entrare in un preamplificatore valvolare e poi uscire da questo verso i convertirori?

3)DISTRIBUZIONE CLOCK:
Io ho un Apogee Big Ben, che distribuisce il word clock a tutte le macchine (Tascam DM24 (bnc), Motu 828 mk3 Hybrid (bnc), Motu Traveler Mk3 (bnc), Motu 8pre (adat in), Tascam DVRA1000 (bnc), Fostex D-5 (Aes in).
Risulta quindi che, durante il processo di trasferimento del Dat in "digitale", la Traveler Mk3 era impostata come Slave, con ricezione di word clock esterno "Wc In", e al Dat anch'esso "slave" ho inviato il clock tramite l'uscita Aes Ebu del Big Ben.
Dunque, a prescindere da questa configurazione di distribuzione del word clock, devo (momentaneamente) disattivare tutto il mio sistema di distribuzione clock e, per il tempo del trasferimento, impostare la Motu Traveler Mk3 come slave del Fostex (che sarebbe il master)? In che modo? Impostando la Traveler a ricevere il clock da Aes/Ebu In?


Grazie sempre, e Buona Musica!
barbetta57 13-04-15 21.56
il tuo big ben è costruito apposta per fare quello che hai fatto, anzi le cose dovrebbero essere migliori che non usando il clock attraverso la spdif o collegando le due apparecchiature tra loro con il WC (non il bagno, il word clock emo)
in quanto credo che il WC distribuito dal big ben sia ben più pulito di quello generato da un dat foste
io lo butterei direttamente in linea, non andrei a modificare l'originale. una volta dentro puoi elaborarlo come ti pare. se proprio vuoi sperimentare, acquisiscilo in tutti e due i modi, tanto si tratta di 500 Mb di spazio e di una mezzoretta di tempo
Edited 13 Apr. 2015 19:57
dxmat 14-04-15 09.19
Forse sbaglio, ma non sono sicuro che il fostex possa ricevere il WC dal BB tramite AES/ebu quando è in
modalità PLAY. Dovrei vedere il manuale...

Prova comunque a collegare solo il D5 (master) alla motu (impostata in slave) tramite AES/ebu e vedi se noti differenze.