hammond L122/222 vs RT3/B3

orange1978 17-07-18 08.43
la serie degli organi hammond elettromeccanici di tipo spinet diffusa sopratutto in europa presso i gruppi progressive, probabilmente per il minor costo di acquisto e anche per le dimensioni e peso piu contenute (che poi comunque pesano), cosa avrebbero di preciso da essere preferiti ai modelli console?

io trovo insuonabili quelle due tastiere offset per non parlare dei pedali con i quali non ci si suona nemmeno la marcia di topolino, eppure nei primi due dischi degli yes cé quello, lo usavano anche i genesis, keith emerson agli inizi, curved air, il balletto di bronzo....insomma pare siano stati usati parecchio, ma non é che li usavano live e poi in studio quando registravano c'era il c3?

io sapevo che la serie L/T aveva intanto meno ruote foniche, e poi un assenza del circuito di foldback....ma in termini sonori che significa, voglio dire, cosa avrebbe un modello spinet da essere preferito rispetto a un rt3 a parte le dimensioni e i costi minori a livello puramente sonoro?

e qualcuno puo dirmi esattamente a livello sonoro su cosa dovrei concentrarmi per capirne le differenze ascoltandoli sui dischi? cioe cosa notare perche giuro non riesco a percepire le caratteristiche sonore di questi modelli.

per studiare organo presumo comunque non vadano bene giusto? a me piace solo ethel smith come orgsnista e se qualora decidessi di provarci vorrei suonare solo quella musica, mi pare peró di capire che li tra incroci di mani su cinque ottave, basslines su due ottave e passa sia impossibile pensare lontamente di poterla suonare su un modello spinet.

ma per studiare organo seriamente serve per forza un rt3 con pedaliera radiale? io vorrei quello....come qll che hanno all'abbey road studios.
giosanta 17-07-18 10.40
Tutti i musicisti che hai citato più moltissimi altri evidentemente si contentavano e/o non li consideravano insuonabili; in ogni caso venendo spesso da Farfisa o Vox se li facevano comunque bastare con grande soddisfazione; anche perché un B/C3 nel 1975 costava 3.800.000 Lire equivalenti, tanto per dare un'idea, a 3,5 FIAT 128 (1.050.000 Lire). Con la fama e i soldi poi arrivava pure il C3...
La pedaliera non era un problema, spesso veniva smontata, per il semplice motivo che non era adoperata indipendentemente dalla sua estensione. La pedaliera sull'Hammond riguarda però solo il jazz. Tutt'ora in quest'ambito in Italia l'argomento è tabu, visto che quando viene posto suscita l'interesse al più di tre persone. La maggioranza dei jazzorganisti italiani sono monchi di piede, forse per la formazione strettamente pianistica e questi sono i risultati, del resto vengono considerati "organi" degli strumenti manomanuale figuriamoci che peso possa avere la pedaliera...
Ethel Smith è stata sez'altro la prima endorser dell'Hammond, come la si può ammirare in Bathing Beauty, ma oltre il riconoscimento storico non suscita altro mio interesse. Ciò detto se l'ambito è il jazz, da Smith (Jimmy), Young ecc. sino alla Dennerlein o Rhoda Scott ti serve una console. Non solo per la presenza della pedalierà ma anche per la struttura ed estensione delle tastiere.
Se poi per "studiare ogano" ti riferisci all'organo liturgico, allora penso che comunque un Hammond sia molto limitato. Lo RT3 sopperisce per estensione e forma della pedaliera ma, nonostate i nobili propositi dell'immenso Laurens Hammond, timbricamente siamo lontani.
vin_roma 17-07-18 13.39
Il mitico tema introduttivo di A Whiter Shade of Pale Fisher l'ha registrato con un M100. Winwood lo usava, Sympathy dei Rare Bird era fatta con l'M100. Diciamo che sui suoni dolci, con perc. II arm. non ci sono grosse differenze ma un solo come quello di Oye Como Va su una spinetta te lo sogni, sulle acute non "fischia", ha meno armoniche. Poi il vibrato: sull'L è un circuito molto più semplice mentre sull'M c'è lo scanner, come sui B/C etc., solo più essenziale ma con la stessa profondità e carattere.
ruggero 17-07-18 18.22
orange1978 ha scritto:
cosa avrebbero di preciso da essere preferiti ai modelli console?


praticamente nulla secondo me se non il costo e la dimensione un po' più contenuta. Preferirli ai consolle a livello sonoro è un po' arduo...

orange1978 ha scritto:
io trovo insuonabili quelle due tastiere offset per non parlare dei pedali con i quali non ci si suona nemmeno la marcia di topolino,


Io ho studiato anni sui Yamaha Electone: tastiere offset e pedaliere non radiali. Ci si può suonare di tutto. Poi sono passato agli organi liturgici sia radiali che non... Diciamo che una volta acquisita una impostazione a "non guardare per terra" mentre suoni non ti ferma più nessuno. La pedaliera radiale serve per avere accesso a più di una ottava e mezza. Io ho iniziato con un Yamaha che aveva 1 ottava esatta. Negli anni 70 era semplicemente una questione di costi di produzione! Tony Banks penso non si sia mai messo a scegliere tra un C3 e una spinetta serie T...questa costava meno ed era più leggera di un B3! Non aveva con se nemmeno il leslie!
La serie T di grossa differenza rispetto alla serie M,L ... era l'ampli a transistor... la serie L aveva il vibrato non a scanner e questo voleva dire costi molto bassi ma uno suono che non era quello dei consolle!

Per studiare organo vanno bene tutti... anche se "studiare organo" vuole dire tante cose...certo è che il walking bass con la sx non la fai con la spinetta perché la tastiera è corta. Ti mancherebbero anche i tasti waterfall tranne che sulla spinetta M3 che è considerato infatti il piccolo B3 perché non avendo foldback ha vibrato scanner e tastiera ridotta e amplificazione valvolare.
Tutte le spinette nascevano come strumento da intrattenimento familiare quindi la pedaliera doveva essere piccola e poco ingombrante.