Amazon distrugge i prodotti invenduti

mima85 03-04-19 19.17
Ecco a voi la nuova, folle frontiera del consumismo.

In breve: Amazon fa anche da magazziniere per i negozianti che si servono del suo sterminato negozio on-line e che dovessero voler usufruire di questo servizio. Se i prodotti rimangono in giacenza per più di tot tempo per Amazon non sono più redditizi, e quindi per ogni giorno/settimana/mese/quelchel'è in più di tempo di stoccaggio applicano una sovratassa ai negozianti che mantengono i loro prodotti nei centri logistici dell'azienda.

Ad un certo punto i costi diventano insostenibili per i negozianti, al che Amazon offre due alternative: riprendersi indietro i prodotti pagando una sorta di "penale" piuttosto salata (EDIT: no, non c'è nessuna penale, ho capito male io si tratta semplicemente delle spese di rispedizione che sono alte), oppure distruggerli a basso costo, e per "basso costo" s'intende proprio stracciato, la proverbiale offerta che non si può rifiutare. È facile capire quale sia l'alternativa scelta più di frequente dai negozianti stretti in questa morsa.

TV, computer, giocattoli, libri, CD/DVD, supporti di memoria in genere, elettrodomestici vari, tutti articoli nuovi ed ancora perfettamente imballati vengono buttati via e distrutti. Questo non si può nemmeno definire "usa e getta" perché manca la parte "usa". È direttamente produci e getta. Non dal produttore al consumatore, ma dal produttore direttamente alla discarica. Quindi è stata usata energia (e si è inquinato) per estrarre le materie prime col relativo impatto ambientale tra l'altro, trasformare le materie prime in prodotto, trasportare il prodotto fino al magazzino, per poi spenderne altra (e ancora inquinare) per trasportare il prodotto alla discarica ed infine per distruggerlo, producendo oltrettutto scarti spesso inquinanti e non riciclabili (indovinate per esempio che fine fanno le plastiche). Senza che nessuno quel prodotto l'abbia mai anche solo tirato fuori dal suo imballaggio. Tutto questo è di una follia di proporzioni intergalattiche emo

C'è da dire che anche i supermercati col cibo applicano la stessa strategia, dove prodotti prossimi alla data di scadenza (o scaduti da pochissimo ma ancora buoni) vengono eliminati, e già questo è uno spreco abbastanza assurdo. Ma se una bistecca scaduta da un giorno non può essere venduta per tutto sommato comprensibili ragioni di sicurezza della salute pubblica, un televisore non scade. Un computer non scade. Eppure Amazon li invia in discarica. E non perché siano ormai talmente obsoleti da essere completamente invendibili ed inutilizzabili, ma solo perché non sono stati venduti entro tot tempo. E libri, CD, giocattoli eccetera non soffrono nemmeno del problema dell'obsolescenza, ma fanno la stessa fine.

Mentre i politici scassano le palle a noi piccoli perché non dobbiamo inquinare, dobbiamo risparmiare energia, dobbiamo essere meno consumisti (giustamente, nulla contro tutto ciò), le grandi aziende fanno quel cazzo che vogliono (scusate il francesismo, ma quando ci vuole ci vuole), in barba ad ogni buon senso ecologico e sociale, portando gli sprechi all'estremo tra obsolescenza programmata, prodotti costruiti deliberatamente in modo da essere irreparabili e distruzione di prodotti manco mai tirati fuori dalla scatola.

Per quanto mi riguarda, Amazon fin'ora da me non ha mai visto un centesimo perché già mi stava sulle scatole per il modo in cui spreme i dipendenti ed ammazza le piccole economie locali. Dopo questa notizia, posso affermare con assoluta certezza che da me continueranno a non vedere un centesimo fino al giorno in cui crepo.

Parassiti di melma. Poi dicono che uno non si deve incazzare quando scopre certe cose emo
markelly2 03-04-19 21.07
Ci indignamo ma è colpa nostra, cioè della società in cui in maggioranza vogliamo vivere.

Spero solo che sia un fenomeno "isolato" (Francia, come si evince dagli articoli), e che venga prontamente fermato.
mima85 03-04-19 21.15
markelly2 ha scritto:
Ci indignamo ma è colpa nostra


Si, non sono il tipo dall'indignamento facile, ma per questo mi indigno. Ed io che odio l'obsolescenza programmata ed i prodotti fatti deliberatamente in modo non riparabile, che porto all'ecocentro le cose solo quando non riesco più a ripararle e che tendo a sfruttarle fino in fondo, non cambiandole giusto per il gusto di farlo, non mi sento di ritenermi corresponsabile di uno scempio del genere. Mi rifiuto.

markelly2 ha scritto:
Spero solo che sia un fenomeno "isolato" (Francia, come si evince dagli articoli), e che venga prontamente fermato.


Lo spero anch'io, ma qualcosa mi dice che non è così. Vedremo poi quanto ci metteranno a porre fine a questo scempio.
orange1978 04-04-19 04.45
che poi cd, dvd, giocattoli, televisori....ma dalli in beneficienza per ospedali, case di riposo, scuole, istituti sociali per bambini abbandonati etc.....sai come ti ringrazierebbero se regalssi a un ospedale per bambini una pila di giocattoli nuovi? o se donassi a scuole di paesi del terzo mondo dei computer, tv, lettori dvd da usare per migliorare i mezzi della struttura?

è una vergogna ma probabilmente chi comanda non la penserà come noi, evidentemente qualche consulente finanziario coglione gli avrà detto che buttare la roba invenduta all'azienda costa meno che piazzarla anche in beneficenza....puo essere benissimo!

alla fine amazon dirà l'ho comprata è mia, regalarla o svenderla mi costa piu tempo e soldi che mandarla al macero....benissimo, mandiamola in discarica, alla fine puo farlo se è acquistata regolarmente.

è diventato uno schifo di mondo, non cè nulla da dire.
mima85 04-04-19 08.06
orange1978 ha scritto:
evidentemente qualche consulente finanziario coglione gli avrà detto che buttare la roba invenduta all'azienda costa meno che piazzarla anche in beneficenza...


Non solo costa meno, ma magari addirittura la rivendono a peso alle ditte di recupero materiali. Certo da un punto di vista prettamente finanziario hanno trovato la strategia migliore per contenere le perdite, ma all'infuori di questo contesto la cosa è completamente folle.
mike71 04-04-19 12.05
Sul cibo il discorso è ovviamente diverso, gli sprechi nella filiera alimentare ci sono e vanno ridotti di sicuro, ma la parte del leone la si fa con gli sprechi a casa.
Oltretutto il cibo è un prodotto totalmente riciclabile. Con un compostore i rimasugli alimentari si trasformano in concime e se uno ha un orto chiude il cerchio. Allo stesso modo la filiera agroindustriale ha tutta la convenienza a ridurre gli sprechi ed a riciclare.
mima85 04-04-19 13.29
@ mike71
Sul cibo il discorso è ovviamente diverso, gli sprechi nella filiera alimentare ci sono e vanno ridotti di sicuro, ma la parte del leone la si fa con gli sprechi a casa.
Oltretutto il cibo è un prodotto totalmente riciclabile. Con un compostore i rimasugli alimentari si trasformano in concime e se uno ha un orto chiude il cerchio. Allo stesso modo la filiera agroindustriale ha tutta la convenienza a ridurre gli sprechi ed a riciclare.
Lo so, il discorso del cibo era per mettere le mani avanti ed evitare che qualcuno rispondesse con "eh ma anche i supermercati fanno così con i generi alimentari, di che ti meravigli?".

L'ho fatto proprio per distinguere bene i due casi.
paolo_b3 04-04-19 14.10
@ mima85
Ecco a voi la nuova, folle frontiera del consumismo.

In breve: Amazon fa anche da magazziniere per i negozianti che si servono del suo sterminato negozio on-line e che dovessero voler usufruire di questo servizio. Se i prodotti rimangono in giacenza per più di tot tempo per Amazon non sono più redditizi, e quindi per ogni giorno/settimana/mese/quelchel'è in più di tempo di stoccaggio applicano una sovratassa ai negozianti che mantengono i loro prodotti nei centri logistici dell'azienda.

Ad un certo punto i costi diventano insostenibili per i negozianti, al che Amazon offre due alternative: riprendersi indietro i prodotti pagando una sorta di "penale" piuttosto salata (EDIT: no, non c'è nessuna penale, ho capito male io si tratta semplicemente delle spese di rispedizione che sono alte), oppure distruggerli a basso costo, e per "basso costo" s'intende proprio stracciato, la proverbiale offerta che non si può rifiutare. È facile capire quale sia l'alternativa scelta più di frequente dai negozianti stretti in questa morsa.

TV, computer, giocattoli, libri, CD/DVD, supporti di memoria in genere, elettrodomestici vari, tutti articoli nuovi ed ancora perfettamente imballati vengono buttati via e distrutti. Questo non si può nemmeno definire "usa e getta" perché manca la parte "usa". È direttamente produci e getta. Non dal produttore al consumatore, ma dal produttore direttamente alla discarica. Quindi è stata usata energia (e si è inquinato) per estrarre le materie prime col relativo impatto ambientale tra l'altro, trasformare le materie prime in prodotto, trasportare il prodotto fino al magazzino, per poi spenderne altra (e ancora inquinare) per trasportare il prodotto alla discarica ed infine per distruggerlo, producendo oltrettutto scarti spesso inquinanti e non riciclabili (indovinate per esempio che fine fanno le plastiche). Senza che nessuno quel prodotto l'abbia mai anche solo tirato fuori dal suo imballaggio. Tutto questo è di una follia di proporzioni intergalattiche emo

C'è da dire che anche i supermercati col cibo applicano la stessa strategia, dove prodotti prossimi alla data di scadenza (o scaduti da pochissimo ma ancora buoni) vengono eliminati, e già questo è uno spreco abbastanza assurdo. Ma se una bistecca scaduta da un giorno non può essere venduta per tutto sommato comprensibili ragioni di sicurezza della salute pubblica, un televisore non scade. Un computer non scade. Eppure Amazon li invia in discarica. E non perché siano ormai talmente obsoleti da essere completamente invendibili ed inutilizzabili, ma solo perché non sono stati venduti entro tot tempo. E libri, CD, giocattoli eccetera non soffrono nemmeno del problema dell'obsolescenza, ma fanno la stessa fine.

Mentre i politici scassano le palle a noi piccoli perché non dobbiamo inquinare, dobbiamo risparmiare energia, dobbiamo essere meno consumisti (giustamente, nulla contro tutto ciò), le grandi aziende fanno quel cazzo che vogliono (scusate il francesismo, ma quando ci vuole ci vuole), in barba ad ogni buon senso ecologico e sociale, portando gli sprechi all'estremo tra obsolescenza programmata, prodotti costruiti deliberatamente in modo da essere irreparabili e distruzione di prodotti manco mai tirati fuori dalla scatola.

Per quanto mi riguarda, Amazon fin'ora da me non ha mai visto un centesimo perché già mi stava sulle scatole per il modo in cui spreme i dipendenti ed ammazza le piccole economie locali. Dopo questa notizia, posso affermare con assoluta certezza che da me continueranno a non vedere un centesimo fino al giorno in cui crepo.

Parassiti di melma. Poi dicono che uno non si deve incazzare quando scopre certe cose emo
Se pensate alle automobili, le dobbiamo distruggere a nostre spese. E le abbiamo pagate decine di migliaia di euro...
mima85 04-04-19 14.19
@ paolo_b3
Se pensate alle automobili, le dobbiamo distruggere a nostre spese. E le abbiamo pagate decine di migliaia di euro...
Si ma le abbiamo usate, prima di distruggerle. Qui invece quei prodotti non fanno nemmeno in tempo ad essere estratti dalla loro confezione, che vengono distrutti.
paolo_b3 04-04-19 14.44
@ mima85
Si ma le abbiamo usate, prima di distruggerle. Qui invece quei prodotti non fanno nemmeno in tempo ad essere estratti dalla loro confezione, che vengono distrutti.
Si si, ma ti posso garantire che rottamare un'auto che funziona comporta uno "spreco specifico" enormemente maggiore della mercanzia che si vende di solito su Amazon.
Ora, se ne rottamiamo una... vabbè... ma qui ne rottamiamo migliaia tutti gli anni solo in Italia.
mike71 04-04-19 14.49
@ mima85
Si ma le abbiamo usate, prima di distruggerle. Qui invece quei prodotti non fanno nemmeno in tempo ad essere estratti dalla loro confezione, che vengono distrutti.
Ma, a meno che fossero state alluvionate io non ho mai sentito che delle automobili nuove venissero rottameate. Sono riusciti in ITalia a farlo con dei locomotori e con dei tram https://it.wikipedia.org/wiki/Locomotiva_FS_E.491 http://www.tramditorino.it/tram_serie_7000.htm

Ma il problema di Amazon è che è diventato un conglomerato che fa diverse cose interconnesse.
Vende direttamente prodotti che compra e rivende, vende prodotti conto terzi ed infine fa logistica di prodotti suoi e conto terzi, oltre al cloud. Questo conflitto di interessi causa molti problemi, anche perché Amazon non fa nulla per fare notare le differenze tra i vari casi. Diventa difficile capire chi ti ha venduto un oggetto.

Per i libri capitava che venissero mandati al macero, oppure è nota la storia delle cartucce del gioco per l'Atari 2600 E.T. che sono state buttate in discarica, ma in questo caso è chi fa la logistica che ha creato un sistema per cui gli oggetti vengono buttati.
Di nuovo i libri sono facilmente riciclabili, del resto i giornali invenduti vengono usati per fare carta riciclata, mentre altri oggetti lo sono molto di meno e sono spesso fatti per non esserlo, specie l'elettronica di consumo.
mima85 04-04-19 15.05
paolo_b3 ha scritto:
Si si, ma ti posso garantire che rottamare un'auto che funziona comporta uno "spreco specifico" enormemente maggiore della mercanzia che si vende di solito su Amazon.
Ora, se ne rottamiamo una... vabbè... ma qui ne rottamiamo migliaia tutti gli anni solo in Italia


Si, lo so che rottamare un'auto costa un sacco di energia, infatti io sono del partito di quelli che l'auto la comprano una volta sola e la usano finché dura. Ma nel caso di Amazon, a parte le cifre (e si parla comunque di più di 3 milioni di articoli all'anno distrutti inutilmente per la sola Francia, che non sono proprio briciole), è il concetto di base del "produci -> smaltisci", senza il "usa il prodotto" di mezzo, ad essere tremendamente sbagliato. Almeno quando si rottama un'auto è perché comunque prima è stata usata o è incidentata oltre il recuperabile.

Già col normale ciclo del "produci -> usa -> getta" si crea un sacco di immondizia, specie se i prodotti sono fatti apposta per essere appunto "usa e getta". Ma "produci -> getta" è un'aberrazione unica che a parte le speculazioni finanziarie non trova nessun'altra giustificazione.
mima85 04-04-19 15.07
mike71 ha scritto:
Ma, a meno che fossero state alluvionate io non ho mai sentito che delle automobili nuove venissero rottameate


Neanch'io, infatti rispondevo a paolo_b3 spiegando perché questo non è comparabile con il caso di Amazon.
paolo_b3 04-04-19 15.21
mima85 ha scritto:
infatti io sono del partito di quelli che l'auto la comprano una volta sola e la usano finché dura

anch'io emo

Questo problema non affligge solo Amazon. E' un problema che è la normalità per le aziende che producono beni materiali.
Si produce sulla base di previsioni di vendita, l'invenduto se ne resta bello bello sullo scaffale (come le tastiere che non ci convincono) e dopo un po' sono oggetti obsoleti. Sai bene cosa significa, funzionano, ma non li compera nessuno.
E siccome o bene o male queste scorte vanno ad aumentare la tassazione (probabilmente meno di quanto ci fanno credere i consulenti in organizzazione aziendale), chi se lo può permettere li rottama. Una bella fila di cassoni in cortile, la guardia di finanza controlla e bolla e poi via allo smaltitore (l'unico che si fa pagare dai fornitori e dai clienti).
Quindi per me dietro al clamore mediatico su Amazon (non ho detto che mi stiano simpatici), c'è il solito furbetto detrattore per motivi di lucro.

Invece rottamare un'auto che funziona nulla ha a che vedere con quanto detto sopra: è una pratica caldeggiata al fine di rilanciare l'economia, naturalmente a spese del consumatore. A mio parere molto più immorale, per non parlare delle falsità che circolano, ad esempio oggi sul motore a ciclo Diesel.
E delle batterie esauste dei motori elettrici cosa ne faremo? Le metteremo assieme ai pannelli solari esausti?
E per produrre l'energia elettrica come facciamo? Bruciamo carbone? La centrale elettrica di Ravenna (1500 MW di potenza assorbita, taglia classica italiana) sputa nell'atmosfera 2,5 kg di zolfo al secondo
mima85 04-04-19 15.46
paolo_b3 ha scritto:
Questo problema non affligge solo Amazon. E' un problema che è la normalità per le aziende che producono beni materiali.
Si produce sulla base di previsioni di vendita, l'invenduto se ne resta bello bello sullo scaffale (come le tastiere che non ci convincono) e dopo un po' sono oggetti obsoleti. Sai bene cosa significa, funzionano, ma non li compera nessuno.
E siccome o bene o male queste scorte vanno ad aumentare la tassazione (probabilmente meno di quanto ci fanno credere i consulenti in organizzazione aziendale), chi se lo può permettere li rottama. Una bella fila di cassoni in cortile, la guardia di finanza controlla e bolla e poi via allo smaltitore (l'unico che si fa pagare dai fornitori e dai clienti).


Prima di finire dallo smaltitore quell'invenduto però passa tutta una serie di cicli di sconti e saldi, e questo riduce già in buona parte il materiale che verrà inviato alla distruzione. Amazon dalle informazioni che ho letto fin'ora invece non fa nulla di tutto ciò, quando quel materiale esce dai loro criteri di redditività applicano quella metodologia "ghigliottina", per cui o paghi salato per riavere indietro la merce (non applicano penali come ho detto inizialmente per sbaglio, è semplicemente che le spese di spedizione sono alte) oppure viene mandata al macero. E siccome Amazon stocca grandi quantità di articoli per garantire spedizioni rapide, questo alimenta un ciclo di "produzione -> smaltimento" che è di gran lunga superiore a quello dei supermercati.

Ai vari Mediaworld & co. è abbastanza comune trovare saldi riguardanti computer, smartphone ed elettrodomestici che si stanno avviando all'obsolescenza, i famosi "residui di magazzino" iperscontati. Ed in genere gran parte di quella merce viene acquistata.

paolo_b3 ha scritto:
Quindi per me dietro al clamore mediatico su Amazon (non ho detto che mi stiano simpatici), c'è il solito furbetto detrattore per motivi di lucro


Motivi di lucro o no, furbetto detrattore o meno, è giusto che queste cose saltino fuori.

paolo_b3 ha scritto:
Invece rottamare un'auto che funziona nulla ha a che vedere con quanto detto sopra: è una pratica caldeggiata al fine di rilanciare l'economia, naturalmente a spese del consumatore. A mio parere molto più immorale


Non ho detto che la giustifico, ma per me è molto più immorale distruggere deliberatamente roba ancora nuova ed imballata. Anche perché quello di cui parli tu riguarda degli incentivi di rottamazione che uno non è detto che sia obbligato ad accettare. Mentre invece in Amazon (perlomeno per la sede francese, ma probabilmente non è l'unica) le cose funzionano così e basta.

paolo_b3 ha scritto:
per non parlare delle falsità che circolano, ad esempio oggi sul motore a ciclo Diesel.
E delle batterie esauste dei motori elettrici cosa ne faremo? Le metteremo assieme ai pannelli solari esausti?
E per produrre l'energia elettrica come facciamo? Bruciamo carbone? La centrale elettrica di Ravenna (1500 MW di potenza assorbita, taglia classica italiana) sputa nell'atmosfera 2,5 kg di zolfo al secondo


Questo è argomento per un altro thread. O per una serie di altri, visto che sono argomenti che per sviscerarli probabilmente non basterebbe un romanzo.
paolo_b3 04-04-19 16.06
@ mima85
paolo_b3 ha scritto:
Questo problema non affligge solo Amazon. E' un problema che è la normalità per le aziende che producono beni materiali.
Si produce sulla base di previsioni di vendita, l'invenduto se ne resta bello bello sullo scaffale (come le tastiere che non ci convincono) e dopo un po' sono oggetti obsoleti. Sai bene cosa significa, funzionano, ma non li compera nessuno.
E siccome o bene o male queste scorte vanno ad aumentare la tassazione (probabilmente meno di quanto ci fanno credere i consulenti in organizzazione aziendale), chi se lo può permettere li rottama. Una bella fila di cassoni in cortile, la guardia di finanza controlla e bolla e poi via allo smaltitore (l'unico che si fa pagare dai fornitori e dai clienti).


Prima di finire dallo smaltitore quell'invenduto però passa tutta una serie di cicli di sconti e saldi, e questo riduce già in buona parte il materiale che verrà inviato alla distruzione. Amazon dalle informazioni che ho letto fin'ora invece non fa nulla di tutto ciò, quando quel materiale esce dai loro criteri di redditività applicano quella metodologia "ghigliottina", per cui o paghi salato per riavere indietro la merce (non applicano penali come ho detto inizialmente per sbaglio, è semplicemente che le spese di spedizione sono alte) oppure viene mandata al macero. E siccome Amazon stocca grandi quantità di articoli per garantire spedizioni rapide, questo alimenta un ciclo di "produzione -> smaltimento" che è di gran lunga superiore a quello dei supermercati.

Ai vari Mediaworld & co. è abbastanza comune trovare saldi riguardanti computer, smartphone ed elettrodomestici che si stanno avviando all'obsolescenza, i famosi "residui di magazzino" iperscontati. Ed in genere gran parte di quella merce viene acquistata.

paolo_b3 ha scritto:
Quindi per me dietro al clamore mediatico su Amazon (non ho detto che mi stiano simpatici), c'è il solito furbetto detrattore per motivi di lucro


Motivi di lucro o no, furbetto detrattore o meno, è giusto che queste cose saltino fuori.

paolo_b3 ha scritto:
Invece rottamare un'auto che funziona nulla ha a che vedere con quanto detto sopra: è una pratica caldeggiata al fine di rilanciare l'economia, naturalmente a spese del consumatore. A mio parere molto più immorale


Non ho detto che la giustifico, ma per me è molto più immorale distruggere deliberatamente roba ancora nuova ed imballata. Anche perché quello di cui parli tu riguarda degli incentivi di rottamazione che uno non è detto che sia obbligato ad accettare. Mentre invece in Amazon (perlomeno per la sede francese, ma probabilmente non è l'unica) le cose funzionano così e basta.

paolo_b3 ha scritto:
per non parlare delle falsità che circolano, ad esempio oggi sul motore a ciclo Diesel.
E delle batterie esauste dei motori elettrici cosa ne faremo? Le metteremo assieme ai pannelli solari esausti?
E per produrre l'energia elettrica come facciamo? Bruciamo carbone? La centrale elettrica di Ravenna (1500 MW di potenza assorbita, taglia classica italiana) sputa nell'atmosfera 2,5 kg di zolfo al secondo


Questo è argomento per un altro thread. O per una serie di altri, visto che sono argomenti che per sviscerarli probabilmente non basterebbe un romanzo.
Amazon è una società di capitali, non giustifico ma non demonizzo nemmeno il fatto che persegua il suo interesse. Probabilmente se gli convenisse farebbe anche lei la politica dei "saldi".
Per quanto riguarda le auto non mi riferivo agli incentivi, ma alle limitazioni alla circolazione, che è un atto concreto che ti spinge a rottamare il vecchio veicolo per acquistarne uno nuovo.
E' molto più significativo l'apporto del riscaldamento domestico all'emissione di inquinamento in città, ma questo nei servizi al telegiornale lo dicono gli ultimi due secondi con voce roca: "divieto di alzare il termostato oltre i 18 gradi".

Ma termino con gli OT, non senza scusarmi. emo
mima85 04-04-19 16.22
paolo_b3 ha scritto:
Amazon è una società di capitali, non giustifico ma non demonizzo nemmeno il fatto che persegua il suo interesse. Probabilmente se gli convenisse farebbe anche lei la politica dei "saldi".


Invece per me cose del genere sono il male e dovrebbero essere tassativamente vietate per legge. Ci vorrebbero dei limiti fuori dai quali nessun'azienda dovrebbe poter andare nel perseguire i suoi interessi. Per citare la frase con cui hai concluso il tuo post, rompono le balle a noi con divieti di riscaldare la casa oltre i 18 gradi e di circolare con certe categorie di auto per contenere l'inquinamento, ma poi permettono alle grandi aziende sprechi folli del genere in nome del loro profitto, aziende che se ne sbattono altamente delle conseguenze delle loro azioni. Non c'è coerenza.

La cosa ironica da un certo punto di vista è che questo è stato scoperto proprio in Francia, dove da poco sono state varate delle leggi per combattere l'obsolescenza programmata.

paolo_b3 ha scritto:
Ma termino con gli OT, non senza scusarmi.


emo
mike71 04-04-19 17.41
paolo_b3 ha scritto:
Amazon è una società di capitali, non giustifico ma non demonizzo nemmeno il fatto che persegua il suo interesse. Probabilmente se gli convenisse farebbe anche lei la politica dei "saldi".

Il fatto è che il suo interesse dipende anche dalle decisioni di politica economica e di come certi comportamenti vengano tassati o meno, dalle normative e da tutta una serie di vincoli.
Per fare un altro esempio italico, se vengono dati gli incentivi sbagliati il risultato è di trovarsi invece di nuove fabbriche che danno lavoro e facilità di trovare case in affitto, terreni agricoli riempiti di capannoni lasciati a metà ed abbandonati e case nuove che rimangono però disabitate.
Se poi si chiudono entrambi gli occhi sull'evasione fiscale è ovvio che chi fa le truffe carosello con le fatture riesce a mandare fuori mercato gli onesti oppure se negli anni si è lasciato che nascessero paradisi fiscali le multinazionali riescono a fae sparire i ricavi. E fino all'arrivo di Reagan e Tatcher ed il loro neoliberismo il quadro normativo era diverso e certi giochi finanziari non erano possibili in USA ed UK, poi questo pensiero si è diffuso fino ad arrivare in stati formalmente comunisti.


Per il discorso delle auto, di nuovo si tratta di scelte politiche sbagliate.

Uno dei miei argomenti è ad esempio che l'aver permesso di costruire enormi zone industriali in un posto, enormi centri commerciali in un altro ed infine delle case senza negozi e servizi attorno ha significato di fatto costringere le persone dover usare l'automobile. Se a questo si aggiunge l'eliminazione dei trasporti pubblici è ovvio che le persone iniziano a spostarsi in automobile, con tutto quanto consegue.
mima85 04-04-19 19.21
mike71 ha scritto:
Uno dei miei argomenti è ad esempio che l'aver permesso di costruire enormi zone industriali in un posto, enormi centri commerciali in un altro ed infine delle case senza negozi e servizi attorno ha significato di fatto costringere le persone dover usare l'automobile. Se a questo si aggiunge l'eliminazione dei trasporti pubblici è ovvio che le persone iniziano a spostarsi in automobile, con tutto quanto consegue.


Appunto, vallo a spiegare a certi politicanti da strapazzo che sbraitano tanto contro l'automobile privata. Per carità è giusto usare i mezzi pubblici per cercare di limitare l'inquinamento, ma se i mezzi pubblici non sono efficienti e per di più costano un occhio (come accade da me in Ticino per esempio), non è che possono incolpare la gente se usa l'auto. Ma questo è quello che regolarmente accade, perlopiù incolpare i cittadini e raramente sollevare dei dubbi sull'effettiva efficienza della rete di trasporti pubblica.

Anzi a volte questi dubbi li sollevano, quando sono in campagna elettorale. Poi una volta eletti eccoli li di nuovo a puntare il dito contro gli automobilisti ed inventare nuove tasse e restrizioni, invece di pensare per esempio a ridurre i costi dei biglietti per rendere più attrattivo il trasporto pubblico. Poi magari loro sono i primi ad andare in giro con auto di grossa cilindrata.

E tra un divieto di termostato oltre i 18 gradi ed una sovrattassa per "disincentivare l'uso del mezzo privato" come dicono loro, Amazon butta prodotti mai tolti dalla confezione, Apple ed altri grossi applicano politiche di obsolescenza programmata a gogò, e via dicendo.
paolo_b3 04-04-19 20.29
Accidenti, sono stato io a creare tutto questo scompiglio emo