musica elettronica africana

orange1978 02-03-21 15.20
sono sempre stato curioso di sapere se esista musica elettronica proveniente dall'africa (a parte cose recenti come die antwoort o reggaeton/zouk), parlo di musica decisamente piu sperimentale, oppure anche pop elettronico/new wave.

Sono sicuro che qualche...(non uso termini offensivi) ora starà pensando si scrivere la solita idiozia/luogo comune "che in africa sono poveri, arretrati", etc

Non dico che non sia del tutto vero, pero l'africa é un continente enorme, fatto da molti stati eterogenei, ci sono deserti, capanne, foreste, distese.....ma anche citta moderne ed enormi, vedi il cairo, casablanca, algeri, addis abeba, lagos, nairobi, brazzaville....tanto per dirne alcune, dove si trovano grattacieli, strade, superstrade, ponti modernissimi, gia dagli anni 60.

...possibile che in questi contesti urbani molto simili alle citta europee o americane, dove sicuro c erano e ci sono club e locali dove si suona live musica (come il rai algerino, o la musica egiziana etc) non si sia sviluppato in alcun modo un interesse per la musica elettronica? in tutta l'africa non ci sia un povero scemo che si sia comprato un minimoog con un registratore otto tracce o un qualcosa di simile? eppure non riesco a trovare praticamente niente.

tra l'altro forse molti non lo sanno ma la console con cui fu registrato abbey road o dark side of the moon o star wars ossia la EMI TG123456 quel banco in uso solo agli abbey road con i potenziometri rossi e i fader tipo leve che oggi ancora è clonata dalla chandler e considerata uno dei banchi piu musicali mai creati, esiste anche in africa!
a Lagos x l'esattezza c erano gli studi EMI Africa, quindi....negli anni 70 lagos come console faceva il culo a roma o milano ahahha

non solo, in certi stati africani avevano la tv a colori (come dimostrano le loro pubblicita) gia negli anni 60, con il sistema SECAM francese, mentre in italia con quella pagliacciata burocratica che duro tantissimi anni per la scelta politica PAL/SECAM la tv a colori ufficialmente iniziò nel 1977! un bel po di tempo dopo.

quindi, se i mezzi non erano un problema, e gente che suonava ce ne sarà stata (se hanno portato una console emi a lagos vuol dire che qualcuno da registrare c'era), i motivi per cui non esista una band come i soft cell o i tangerine dream in africa quali potrebbero essere?
....forse motivi religiosi/politici? ma perche allora altri strumenti sarebbero ammessi, cioe il basso elettrico è puro mentre il sintetizzatore no?

però se pensiamo a "limiti" religiosi o politici, non dimentichiamoci che nel blocco dell'est europeo c'era molta musica elettronica durante il comunismo, sia sperimentale che pop (c'erano anche band new wave dalla yugoslavia e urss), quindi di solito le imposizioni politiche non riescono a frenare completamente le mode, tanto per dire riuscivano a fare jazz anche durante il fascismo camuffando i nomi degli autori americani, anche se era proibito.
vin_roma 02-03-21 16.03
Bel post, serve per capire.

Onestamente però penso che, a parte qualche hit dance locale, l'elettronica intesa come facciamo noi "occidentali", non abbia molto senso lì. Hanno contatti diretti con radicali immensi spazi, non gli serve immaginare o ricreare ambienti paralleli intrisi di tecnologico futuro, forse sono un passo avanti perché dalla tribalità passeranno direttamente al nuovo futuro saltando a pie' pari i compromessi tecnologici che abbiamo incontrato noi.
L'Africa la vedo così, sotto sotto serena e fiduciosa in attesa del loro futuro:
1paolo 02-03-21 16.26
@ orange1978
sono sempre stato curioso di sapere se esista musica elettronica proveniente dall'africa (a parte cose recenti come die antwoort o reggaeton/zouk), parlo di musica decisamente piu sperimentale, oppure anche pop elettronico/new wave.

Sono sicuro che qualche...(non uso termini offensivi) ora starà pensando si scrivere la solita idiozia/luogo comune "che in africa sono poveri, arretrati", etc

Non dico che non sia del tutto vero, pero l'africa é un continente enorme, fatto da molti stati eterogenei, ci sono deserti, capanne, foreste, distese.....ma anche citta moderne ed enormi, vedi il cairo, casablanca, algeri, addis abeba, lagos, nairobi, brazzaville....tanto per dirne alcune, dove si trovano grattacieli, strade, superstrade, ponti modernissimi, gia dagli anni 60.

...possibile che in questi contesti urbani molto simili alle citta europee o americane, dove sicuro c erano e ci sono club e locali dove si suona live musica (come il rai algerino, o la musica egiziana etc) non si sia sviluppato in alcun modo un interesse per la musica elettronica? in tutta l'africa non ci sia un povero scemo che si sia comprato un minimoog con un registratore otto tracce o un qualcosa di simile? eppure non riesco a trovare praticamente niente.

tra l'altro forse molti non lo sanno ma la console con cui fu registrato abbey road o dark side of the moon o star wars ossia la EMI TG123456 quel banco in uso solo agli abbey road con i potenziometri rossi e i fader tipo leve che oggi ancora è clonata dalla chandler e considerata uno dei banchi piu musicali mai creati, esiste anche in africa!
a Lagos x l'esattezza c erano gli studi EMI Africa, quindi....negli anni 70 lagos come console faceva il culo a roma o milano ahahha

non solo, in certi stati africani avevano la tv a colori (come dimostrano le loro pubblicita) gia negli anni 60, con il sistema SECAM francese, mentre in italia con quella pagliacciata burocratica che duro tantissimi anni per la scelta politica PAL/SECAM la tv a colori ufficialmente iniziò nel 1977! un bel po di tempo dopo.

quindi, se i mezzi non erano un problema, e gente che suonava ce ne sarà stata (se hanno portato una console emi a lagos vuol dire che qualcuno da registrare c'era), i motivi per cui non esista una band come i soft cell o i tangerine dream in africa quali potrebbero essere?
....forse motivi religiosi/politici? ma perche allora altri strumenti sarebbero ammessi, cioe il basso elettrico è puro mentre il sintetizzatore no?

però se pensiamo a "limiti" religiosi o politici, non dimentichiamoci che nel blocco dell'est europeo c'era molta musica elettronica durante il comunismo, sia sperimentale che pop (c'erano anche band new wave dalla yugoslavia e urss), quindi di solito le imposizioni politiche non riescono a frenare completamente le mode, tanto per dire riuscivano a fare jazz anche durante il fascismo camuffando i nomi degli autori americani, anche se era proibito.
Secondo me è essenzialmente un fatto culturale; le radici musicali africane (come anche quelle latine, Italia compresa) sono diverse da quelle anglosassoni.. e la cultura musicale si sviluppa in forme diverse a seconda del contesto..
orange1978 02-03-21 16.52
@ 1paolo
Secondo me è essenzialmente un fatto culturale; le radici musicali africane (come anche quelle latine, Italia compresa) sono diverse da quelle anglosassoni.. e la cultura musicale si sviluppa in forme diverse a seconda del contesto..
in italia non ci sono radici anglosassoni, eppure la musica elettronica si è sempre fatta!
inoltre in africa c'erano stati con forte influenza di nazioni come olanda e inghilterra, quindi in teoria sarebbe arrivato piu a loro l'influenza che a noi, oltretutto cè un altra questione...

...in italia ci sono molti appassionati di musica africana o etnica, anche gente che suona quella musica, però non ho mai visto un africano fare metal per esempio, o appunto IDM, questa cosa anche mi stupisce un po' nel senso che se fosse vero questo discorso non ci dovrebbe essere interesse per la musica africana da noi.

io dico, in tutta l'africa ci sarà stato dagli anni 50 qualcuno che è rimasto incuriosito dai synth e dalla musica elettronica, come da noi ci sono amanti della musica africana nati qui con radici europee, perche non puo essere vero il contrario?
1paolo 02-03-21 17.32
@ 1paolo
Secondo me è essenzialmente un fatto culturale; le radici musicali africane (come anche quelle latine, Italia compresa) sono diverse da quelle anglosassoni.. e la cultura musicale si sviluppa in forme diverse a seconda del contesto..
..poi penso che sia anche una questione di mercato musicale: in occidente bene o male la musica si vendeva e si vende, in Africa c'erano e ci sono molte più limitazioni in quel senso..
markelly2 02-03-21 17.37
Qui una breve storia della musica pop africana.
Non so se fuga i dubbi, non l'ho ancora letta.
Dallaluna69 02-03-21 18.04
Bel thread.
In Africa si fa hip hop ed esiste anche una variante della musica house: il kwaito.
Teoricamente, la musica fatta prevalentemente al computer ha costi minori per essere realizzata e questo potrebbe portarne una diffusione nei Paesi in via di sviluppo.
Però in Italia o in Francia qualunque ragazzino con un portatile può tirar giù FL Studio e Omnisphere (sorvoliamo sul fatto che li paghi o meno...) e mettersi a produrre, appoggiandosi anche allo sterminato mondo di tutorial di YouTube.
Se vivi in un Paese senza ADSL e senza tariffe flat, il gioco si fa parecchio più costoso e complesso. Qualche anno fa partecipavo ad un progetto di cooperazione sanitaria col Senegal, uno degli stati africani più avanzati da ogni punto di vista. I computer ce li avevano, magari roba che da noi era considerata obsoleta, ma senza esagerare, ma se gli mandavi un jpg il problema diventava scaricarlo.
Ma tornando alla domanda principale, ovvero "perché non ne sentiamo parlare?" La risposta, secondo me, sta molto in un thread che hai aperto tu stesso pochi giorni fa, quello in cui incitavi a buttar via i CD di Ligabue e a buttarsi sugli hamburger (grosso modo).
Se una cosa arriva dagli States o dall'Inghilterra gira. Altri Paesi europei, tipo Germania, Francia, ok. Da un Paese in via di sviluppo non gira o non si fa girare o non si vuol sentire. C'è un dominio culturale statunitense che troviamo in tutto: la musica, il linguaggio, l'abbigliamento. Vabbè, non voglio scrivere altre banalità. Ci siamo capiti.
Guarda come funziona anche in Italia per la lingua: se un meridionale dice "salgo le borse" ci ammaziamo dalle risate. Ma se a Roma usano il termine "palazzinaro", allora entra nel linguaggio comune, come il "figa" di Milano, altrettanto scorretto. E oggi "palazzinaro" lo trovi scritto anche sul Sole 24 ore. È un dominio culturale che vede un trattamento diverso per ciò che arriva dalla capitale da quel che arriva da Canicattì. Tutto questo imho, ovviamente.
Comunque a me un paio di mesi fa ha scritto un tipo da Dakar per chiedermi il wav di un mio beat hip hop. "I'll give you credit" mi ha detto. Non ne ho saputo più niente. Spero qualcuno ci stia rappando sopra emo
Bob_Braces 02-03-21 18.11
orange1978 ha scritto:
sono sempre stato curioso di sapere se esista musica elettronica proveniente dall'africa (a parte cose recenti come die antwoort o reggaeton/zouk), parlo di musica decisamente piu sperimentale, oppure anche pop elettronico/new wave.


Non so se la conoscete già, ma con un'alzata del genere non si può non citare questa storia
- Quella volta che una nave piena di synth è naufragata sulle coste di Capo Verde
orange1978 02-03-21 18.43
analog africa

si questa label già la conoscevo, qualcosa appunto propone ma si tratta per lo piu di musica funky/acid jazz/reggae....non è male per niente ascoltare certe cose però io intendevo cose piu sperimentali, tipo elettronica pura (klaus schultze, tangerine dream, walter carlos, etc)
MarioSynth 02-03-21 19.59
Qui qualche informazione interessante.

Senz’altro vale la pena iniziare da Francis Bebey, chiaramente non cercando confronti con quanto già conosciamo.
turbopage 02-03-21 21.24