Metodo di studio Pianoforte

drmacchius 17-06-21 04.22
Un tempo il conservatorio si poteva fare da privatista oppure da „interno“ ossia studiando a tempo pieno musica. Adesso le cose sono cambiate: il conservatorio è diventato una università ed esiste il liceo musicale per chi vuole prepararsi all’università studiando musica e in tutte le scuole medie c‘è un indirizzo musicale e non solo nei conservatori.

Considerando però che per accedere all‘attuale conservatorio bisogna già essere in grado di suonare a un livello paragonabile (o poco inferiore) di quello del vecchio VIII anno, se non si ha un’età per frequentare il liceo musicale, bisogna scontrarsi con la necessità di combinare lo studio dello strumento con gli orari di lavoro (o di studio universitario della facoltà non musicale), con quelli dei condomini, con la necessità di ripartire le ore di studio non omogeneamente durante la settimana e la giornata.

Come organizzate lo studio e come lo ripartite considerando che se non si sta frequentando un liceo musicale difficilmente si avranno tutti i pomeriggi liberi per suonare in orari compatibili con vicinato e si avrà la possibilità di prendere lezioni e studiare durante gli orari lavorativi come fanno gli studenti che studiano musica a scuola?

Per quanto mi riguarda il pianoforte si suona in un suolo modo e cambia poco se si è jazzisti o classici (e fino ai tempi di Beethoven l‘improvvisazione era considerata una Skill di base di ogni pianista) ma volendo focalizzarsi solo sulle capacità tecniche di esecuzione e le capacità di riprodurre un brano scritto le Skill pianistiche si dividono nei seguenti capitoli (a cui se ne aggiungerebbero delle altre se si vuole „jazzare“)

-Tecnica pura (scale, arpeggi, esercizi per articolazione, rinforzo delle dita, ottave, ribattuto,ecc)

-tecnica funzionale ( gli studi): per sviluppare contemporaneamente la musicalità e
capacità tecniche

-brani baracchi e clavicembalistici

- brani polifonici

- brani classici

-brani romantici

-brani postromantici e moderni

-capacità di lettura, ampliamento del repertorio e consolidamento delle capacità acquisite

Come suddividere il tempo complessivo di studio tra questi capitoli e come frazionare la sezione di studio singola e il piano di studio settimanale?
Asterix 17-06-21 12.09
@ drmacchius
Un tempo il conservatorio si poteva fare da privatista oppure da „interno“ ossia studiando a tempo pieno musica. Adesso le cose sono cambiate: il conservatorio è diventato una università ed esiste il liceo musicale per chi vuole prepararsi all’università studiando musica e in tutte le scuole medie c‘è un indirizzo musicale e non solo nei conservatori.

Considerando però che per accedere all‘attuale conservatorio bisogna già essere in grado di suonare a un livello paragonabile (o poco inferiore) di quello del vecchio VIII anno, se non si ha un’età per frequentare il liceo musicale, bisogna scontrarsi con la necessità di combinare lo studio dello strumento con gli orari di lavoro (o di studio universitario della facoltà non musicale), con quelli dei condomini, con la necessità di ripartire le ore di studio non omogeneamente durante la settimana e la giornata.

Come organizzate lo studio e come lo ripartite considerando che se non si sta frequentando un liceo musicale difficilmente si avranno tutti i pomeriggi liberi per suonare in orari compatibili con vicinato e si avrà la possibilità di prendere lezioni e studiare durante gli orari lavorativi come fanno gli studenti che studiano musica a scuola?

Per quanto mi riguarda il pianoforte si suona in un suolo modo e cambia poco se si è jazzisti o classici (e fino ai tempi di Beethoven l‘improvvisazione era considerata una Skill di base di ogni pianista) ma volendo focalizzarsi solo sulle capacità tecniche di esecuzione e le capacità di riprodurre un brano scritto le Skill pianistiche si dividono nei seguenti capitoli (a cui se ne aggiungerebbero delle altre se si vuole „jazzare“)

-Tecnica pura (scale, arpeggi, esercizi per articolazione, rinforzo delle dita, ottave, ribattuto,ecc)

-tecnica funzionale ( gli studi): per sviluppare contemporaneamente la musicalità e
capacità tecniche

-brani baracchi e clavicembalistici

- brani polifonici

- brani classici

-brani romantici

-brani postromantici e moderni

-capacità di lettura, ampliamento del repertorio e consolidamento delle capacità acquisite

Come suddividere il tempo complessivo di studio tra questi capitoli e come frazionare la sezione di studio singola e il piano di studio settimanale?
Lo studio deve essere produttivo, quindi dividere i momenti a seconda del tempo ed energie a disposizione. É importante iniziare una sessione di studio con un obiettivo e terminarla con un risultato, anche minimo. Magari ho 10 minuti mi imparo una scala con la mano destra. Ho mezz'ora? Magari provo a risolvere un problema tecnico di uno studio. Sono stanco morto? Non studio e ascolto musica. Poi é utile avere più brani simili a livelli diversi: uno studio alla perfezione, uno sottotempo, uno che sto leggendo. Un brano romantico che mi viene bene, e uno da aggiustare, perfezionare. Se studiare non é "piacevole" e non si é concentrati non é produttivo. Poi studiare spesso a metronomo e fare passaggi a mani separate.
Quando capirai la connessione delle fasi di studio sarà il tuo istinto a portarti dove sei carente.
Non sottovalutare l'esecuzione consecutiva di brani di diverso stile, carattere, epoca. Come se fossi in concerto, lí eventuali nodi vengono al pettine. Immagina di studiare Bach per 3 giorni e poi il 4' eseguire Chopin. Lo studio é duttilità di mente e di dita.
É tutto collegato. Fai gli studi, viene meglio Beethoven, studi bene Bach e viene meglio Schumann. Studi bene Mozart e vengono meglio le scale, e viceversa...
drmacchius 17-06-21 13.35
@ Asterix
Lo studio deve essere produttivo, quindi dividere i momenti a seconda del tempo ed energie a disposizione. É importante iniziare una sessione di studio con un obiettivo e terminarla con un risultato, anche minimo. Magari ho 10 minuti mi imparo una scala con la mano destra. Ho mezz'ora? Magari provo a risolvere un problema tecnico di uno studio. Sono stanco morto? Non studio e ascolto musica. Poi é utile avere più brani simili a livelli diversi: uno studio alla perfezione, uno sottotempo, uno che sto leggendo. Un brano romantico che mi viene bene, e uno da aggiustare, perfezionare. Se studiare non é "piacevole" e non si é concentrati non é produttivo. Poi studiare spesso a metronomo e fare passaggi a mani separate.
Quando capirai la connessione delle fasi di studio sarà il tuo istinto a portarti dove sei carente.
Non sottovalutare l'esecuzione consecutiva di brani di diverso stile, carattere, epoca. Come se fossi in concerto, lí eventuali nodi vengono al pettine. Immagina di studiare Bach per 3 giorni e poi il 4' eseguire Chopin. Lo studio é duttilità di mente e di dita.
É tutto collegato. Fai gli studi, viene meglio Beethoven, studi bene Bach e viene meglio Schumann. Studi bene Mozart e vengono meglio le scale, e viceversa...
Sospettavo e a intuito fin’ ora ho sempre fatto così….il problema è che andando a intuito ci sono cose che mi vengono bene, perché trovandole piacevoli o essendo più nelle mie corde li ho suonati di più e altre, per il quali ho lacune e risultandomi più difficili ho studiato meno perché alla fine troppo faticosi.

Da un punto di vista più operativo, quanto tempo innoercentuale dedicare agli esercizi di tecnica pura? Quanti agli studi? Quanto a studiare nuovi brani nei diversi stili? Quanto a perfezionare quelli che si suonano già disinvoltamente? Quanto tempo dedicare allo studio di brani che non rappresentano un‘evoluzione tecnica, ma solo un consolidamento di Skills già acquisite e che servono più che altro per esercitare la lettura e fare repertorio?

Meglio dividere ossessione di studio a „sentimento“, in modo da rendere produttivo ciò che si studia perché si esegue volentieri o si è nello stato d‘animo giusto, o meglio fare un po‘ di tutto ogni sessione?

Per quanto riguarda tecnica e studi, meglio perfezionare un esercizio sino a farlo alla perfezione (non studiare una nuova sala sino a quando non si suona la precedente a 120 bpm quando si suonan sedicesimi senza far sentire i passaggi di dito, oppure imparare a suonare tutte a una velocità e puoi velocizzare tutte progressivema te è tutte insieme?

Studiare uno studio di (per esempio czerny) sino a quando non lo si riesce a suonare alla perfezione tecnica alla velocità stratosferica di metronomo che suggerisce l‘autore prima di passare al successivo oppure suonarlo fino quando lo si riesce a fare senza errori facendo attenzione alla tecnica sottotenpo per passare a iniziare a leggere il successivo , continuando a perfezionare col tempo gli studi che già si fanno sottotempo?
igiardinidimarzo 17-06-21 14.13
1. lo studio non deve diventare mai ossessivo
2. non aspettare di portare un brano 'alla perfezione' per passare ad altro: questa è già una forma di 'ossessione'
3. dedica alla tecnica 'pura' solo una piccola percentuale del tempo totale che hai a disposizione (ad esempio non più di 10 minuti se puoi studiare solo un'ora)
4. scegli brani che ti diano soddisfazione, se non hai un programma ben definito da seguire: meglio eseguire con gratificazione un brano 'facile' che 'soffrire' per uno troppo impegnativo
5. non trascurare mai i brani che già hai acquisito (e cui hai dedicato del tempo prezioso per impararli)
6. fissa con precisione la diteggiatura di ogni singolo passaggio senza 'improvvisare' di volta in volta: la diteggiatura è l'ossatura dell'esecuzione
....
....
Raptus 17-06-21 14.27
@ drmacchius
Un tempo il conservatorio si poteva fare da privatista oppure da „interno“ ossia studiando a tempo pieno musica. Adesso le cose sono cambiate: il conservatorio è diventato una università ed esiste il liceo musicale per chi vuole prepararsi all’università studiando musica e in tutte le scuole medie c‘è un indirizzo musicale e non solo nei conservatori.

Considerando però che per accedere all‘attuale conservatorio bisogna già essere in grado di suonare a un livello paragonabile (o poco inferiore) di quello del vecchio VIII anno, se non si ha un’età per frequentare il liceo musicale, bisogna scontrarsi con la necessità di combinare lo studio dello strumento con gli orari di lavoro (o di studio universitario della facoltà non musicale), con quelli dei condomini, con la necessità di ripartire le ore di studio non omogeneamente durante la settimana e la giornata.

Come organizzate lo studio e come lo ripartite considerando che se non si sta frequentando un liceo musicale difficilmente si avranno tutti i pomeriggi liberi per suonare in orari compatibili con vicinato e si avrà la possibilità di prendere lezioni e studiare durante gli orari lavorativi come fanno gli studenti che studiano musica a scuola?

Per quanto mi riguarda il pianoforte si suona in un suolo modo e cambia poco se si è jazzisti o classici (e fino ai tempi di Beethoven l‘improvvisazione era considerata una Skill di base di ogni pianista) ma volendo focalizzarsi solo sulle capacità tecniche di esecuzione e le capacità di riprodurre un brano scritto le Skill pianistiche si dividono nei seguenti capitoli (a cui se ne aggiungerebbero delle altre se si vuole „jazzare“)

-Tecnica pura (scale, arpeggi, esercizi per articolazione, rinforzo delle dita, ottave, ribattuto,ecc)

-tecnica funzionale ( gli studi): per sviluppare contemporaneamente la musicalità e
capacità tecniche

-brani baracchi e clavicembalistici

- brani polifonici

- brani classici

-brani romantici

-brani postromantici e moderni

-capacità di lettura, ampliamento del repertorio e consolidamento delle capacità acquisite

Come suddividere il tempo complessivo di studio tra questi capitoli e come frazionare la sezione di studio singola e il piano di studio settimanale?
Io frequento il triennio pianoforte jazz e sono un lavoratore, ti posso dire quello che direi al "me stesso" prima di iscriversi: fare un preaccademico come si deve.

Mancandomi molte basi, soprattutto teoriche, non sono riuscito a stare in pari con gli esami ed ho ancora quasi metà del primo anno da completare (sarei al secondo).
Un mio "collega" molto più preparato di me invece è perfettamente alla pari, quindi non è tanto la condizione lavoratore il problema, quanto la preparazione di fondo.

Per il resto, cerco di fare molta pratica concentrando lo studio su quanto suggeritomi dal professore che, confesso, all'inizio mi sembrava molto nebuloso.
Perché in realtà c'è tantissima roba da studiare, tra tecnica, repertorio, comping, improvvisazione, potresti stare su un unico standard per 10 anni e ancora non aver coperto tutti gli aspetti che dovresti sapere.
Piano piano, visto che comunque non è l'unica cosa su cui punto nella vita, l'unico modo per portarlo avanti è questo, step by step.
Asterix 17-06-21 14.28
@ igiardinidimarzo
1. lo studio non deve diventare mai ossessivo
2. non aspettare di portare un brano 'alla perfezione' per passare ad altro: questa è già una forma di 'ossessione'
3. dedica alla tecnica 'pura' solo una piccola percentuale del tempo totale che hai a disposizione (ad esempio non più di 10 minuti se puoi studiare solo un'ora)
4. scegli brani che ti diano soddisfazione, se non hai un programma ben definito da seguire: meglio eseguire con gratificazione un brano 'facile' che 'soffrire' per uno troppo impegnativo
5. non trascurare mai i brani che già hai acquisito (e cui hai dedicato del tempo prezioso per impararli)
6. fissa con precisione la diteggiatura di ogni singolo passaggio senza 'improvvisare' di volta in volta: la diteggiatura è l'ossatura dell'esecuzione
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Sono tutti ottimi consigli!!!
drmacchius 17-06-21 14.32
@ igiardinidimarzo
1. lo studio non deve diventare mai ossessivo
2. non aspettare di portare un brano 'alla perfezione' per passare ad altro: questa è già una forma di 'ossessione'
3. dedica alla tecnica 'pura' solo una piccola percentuale del tempo totale che hai a disposizione (ad esempio non più di 10 minuti se puoi studiare solo un'ora)
4. scegli brani che ti diano soddisfazione, se non hai un programma ben definito da seguire: meglio eseguire con gratificazione un brano 'facile' che 'soffrire' per uno troppo impegnativo
5. non trascurare mai i brani che già hai acquisito (e cui hai dedicato del tempo prezioso per impararli)
6. fissa con precisione la diteggiatura di ogni singolo passaggio senza 'improvvisare' di volta in volta: la diteggiatura è l'ossatura dell'esecuzione
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Intanto grazie!!

Il dubbio sullo studio alla perfezione sorgeva dal fatto che nel forum mi era stato sconsigliato di studiare troppo pezzo pasticciati e meglio concentrarsi su pochi da studiare a mo‘ di esame.

Dato quindi per „assodato che non conviene dedicare alla tecnica pura più di un sesto del tempo e che ripassare e perfezionare col tempo ciò che si è studiato e progredire bello studio per gradi é utile“,
Quanto tempo dedicare percentualmente al ripasso/perfezionamento?

Quanto tempo dedicare allo studio ex novo di brani che costituiscono una progressione nel processo di apprendimento?

Quanto tempo dedicare agli studi funzionali alla musicalità e la tecnica tipo czerny, Pozzoli, duvernoy, Cramer, Chopin, List?

Ha senso studiare parallelamente nuovi pezzi più semplici rispetto al proprio livello tecnico per esercitare la lettura, fare repertorio, consolidare il bagaglio tecnico -nel senso che se si é in grado di suonare e si sta studiando gli scherzi di chopin, le rapsodie di Liszt, le sonate difficili di Beethoven, ha senso inframezzare lo studio con sonatine di kuhlau/clementi/dussek, sonate di hydin e Mozart, invenzioni di Bach che teoricamente si suonano a metronomo in poche ore e si studiano in pochi giorni e se ha senso farlo, quanto tempo dedicate a tale pratica?
Asterix 18-06-21 09.25
@ drmacchius
Intanto grazie!!

Il dubbio sullo studio alla perfezione sorgeva dal fatto che nel forum mi era stato sconsigliato di studiare troppo pezzo pasticciati e meglio concentrarsi su pochi da studiare a mo‘ di esame.

Dato quindi per „assodato che non conviene dedicare alla tecnica pura più di un sesto del tempo e che ripassare e perfezionare col tempo ciò che si è studiato e progredire bello studio per gradi é utile“,
Quanto tempo dedicare percentualmente al ripasso/perfezionamento?

Quanto tempo dedicare allo studio ex novo di brani che costituiscono una progressione nel processo di apprendimento?

Quanto tempo dedicare agli studi funzionali alla musicalità e la tecnica tipo czerny, Pozzoli, duvernoy, Cramer, Chopin, List?

Ha senso studiare parallelamente nuovi pezzi più semplici rispetto al proprio livello tecnico per esercitare la lettura, fare repertorio, consolidare il bagaglio tecnico -nel senso che se si é in grado di suonare e si sta studiando gli scherzi di chopin, le rapsodie di Liszt, le sonate difficili di Beethoven, ha senso inframezzare lo studio con sonatine di kuhlau/clementi/dussek, sonate di hydin e Mozart, invenzioni di Bach che teoricamente si suonano a metronomo in poche ore e si studiano in pochi giorni e se ha senso farlo, quanto tempo dedicate a tale pratica?
Tornare indietro ha senso se ti accorgi che suoni/studi i pezzi che già conosci con una consapevolezza nuova. Ma io non andrei troppo indietro su certi repertori. Se sei diplomato é difficile che "studi" le sonatine. Magari le invenzioni a 2 voci di Bach é più naturale. Idem per gli studi non é abituale tornare indietro. A meno di cose particolari. Comunque é vero che in conto é studiare gli studi di Cramer al 5' e un conto quando sei già diplomato.
La tecnica pur si fa anche coi brani.
Immagina di passare un'ora a studiarti tutte le scalette di un concerto per piano e orchestra di Mozart. Gli studi "semplici" possono servire anche per affrontare un aspetto tecnico con più naruralezza. Posso studiare uno studio di Czerny sugli arpeggi a posizione lata e intanto l'opera 25 n1 di Chopin.
Ma dare consigli generici non é semplice.
drmacchius 18-06-21 12.10
@ Asterix
Tornare indietro ha senso se ti accorgi che suoni/studi i pezzi che già conosci con una consapevolezza nuova. Ma io non andrei troppo indietro su certi repertori. Se sei diplomato é difficile che "studi" le sonatine. Magari le invenzioni a 2 voci di Bach é più naturale. Idem per gli studi non é abituale tornare indietro. A meno di cose particolari. Comunque é vero che in conto é studiare gli studi di Cramer al 5' e un conto quando sei già diplomato.
La tecnica pur si fa anche coi brani.
Immagina di passare un'ora a studiarti tutte le scalette di un concerto per piano e orchestra di Mozart. Gli studi "semplici" possono servire anche per affrontare un aspetto tecnico con più naruralezza. Posso studiare uno studio di Czerny sugli arpeggi a posizione lata e intanto l'opera 25 n1 di Chopin.
Ma dare consigli generici non é semplice.
Probabilmente avrei bisogno di un maestro per capire come colmare al meglio lacune a cui sto cercando di porre rimedio.

Paradossalmente sto facendo più fatica a suonare decentemente le sonatine di clementi e kuhlau o i pezzi facili di Mozart che il presto agitato di chiaro di luna, i notturni e le polacche di Chopin. E se devo strimpellare la marcia turca mi viene ancora discretamente, anche se il tocco mi sembra molto dilettantistico.

Mi sono rifatto l‘opera 176 di Duvernoy facendo attenzione alle alzate, alla pulizia, alle legature e le articolazioni: inizialmente la suonavo tutta a prima vista senza problemi, poi ho cominciato a suonarla facendo attenzione a quelle cose (che credo fossero lo scopo didattico dell‘opera) e sto facendo molto più fatica che ha studiare ed novo un valzer di Chopin, un pezzo di clavicembalistico italiano o le stesse invenzioni a due voci. Lo stesso dicasi per le sonatine. Sarà che ho rivalutato questo repertorio dopo aver sentito Horowitz suonare clementi e Gulda suonare Mozart, o forse è dovuto al fatto che sono brani per me meno facili da suonare „a orecchio e sentimento“, ma di fatto è così.

Sto rifacendo il primo studio dell‘opera 845 di czerny, provando a modulare l’articolazione delle dita a seconda della dinamica, tenendo il movimento molto regegolare quando non vi è crescendo e articolando minimamente nel piano, tutto suonando in modo legato. Ho dovuto portare il metronomo a 70 bpm perché a 80 non riuscivo più a starci dietro, quando poi a prima vista lo suonavo alla velocità indicata di 164 (ovviamente senza legati, spesso impastato e con la dinamica a muzzo)
igiardinidimarzo 18-06-21 14.06
drmacchius ha scritto:
il primo studio dell‘opera 845 di czerny


volevi dire op 849?...
drmacchius 18-06-21 14.44
@ igiardinidimarzo
drmacchius ha scritto:
il primo studio dell‘opera 845 di czerny


volevi dire op 849?...
Si. Il cell fa brutti scherzi
jacus78 18-06-21 15.59
Purtroppo mi tocca essere d'accordo con quel qualcuno che diceva che c'è un'età per tutto...
il fatto di essere lavoratore è già un problema, in quanto per forza di cose, il lavoro toglie tempo, energie e spensieratezza che dovrebbero invece essere riversate interamente sullo studio costante e approfondito che ogni strumento richiede..
punto 2, il vicinato non aiuta, nel senso che sottostare ad orari prestabiliti, non è cosa buona e giusta.
partendo da questi "difetti" di metodi e compromessi, oserei dire che non è per nulla facile perseguire l'obiettivo conservatorio, non era facile prima quando si studiava solo strumento, non è facile adesso che si studiano anche altre materie...
sarebbe da fare (l'utilizzo del condizionale è d'obbligo) affittarsi una stanza, lontana da vicini e spaccamaroni simili, che non possano lamentarsi ad ogni rumore molesto, affittarsi una stanza dicevo, un monolocale, un garage, un qualcosa che ti consenta di studiare quando vuoi, senza alcuna pressione e senza alcun compromesso orario, se non quello appunto di rendere merito al lavoro che fai, e lasciare il resto del tempo per quanto possibile al pianoforte...
non dirò mai "metti le cuffie e studia", perché sono da sempre contrario allo studio della tecnica su un digitale, così come sono contrario allo studio di brani classici impegnativi che vanno studiati proprio per tecnica in primis...
l'unica soluzione quindi che vedo, è affittarsi qualcosa lontano, quasi in campagna, e metterci dentro un acustico anche sgangherato, ma che sia un acustico per la tecnica.
Al massimo, puoi sempre spendere qualcosa insonorizzando benissimo una stanza di casa tua, dove non ti sentano nemmeno dalla cucina, né sotto, né sopra se abiti in appartamento.

l'altra soluzione è quella di continuare come hai fatto finora, accettando i compromessi che hai accettato, e lasciare allo strumento qualche briciola di tempo (causa esterna), che non puoi controllare e che non dipende interamente da te.
e così facendo, accetti anche il fatto che impiegherai più tempo ovviamente per raggiungere il tuo obiettivo.
Per quanto riguarda ciò che ha scritto Giardinidimarzo, seppur nobile d'animo, e tanta generosità nelle sue parole, razionalmente parlando però mi sembra abbastanza utopistico riuscire nell'intento di poter andare avanti in fretta o comunque stando al passo, studiando "solo" 10minuti, anche se I brani piacciono, non c'è verso, vanno studiati comunque, che siano tecnica o non tecnica...
Per quanto riguarda te invece, ringrazia di avercelo un lavoro, non lo mollare e vai avanti come meglio puoi per arrivare al tuo obiettivo che a questo punto mi pare di capire sia secondario seppur importante... in bocca al lupo.
igiardinidimarzo 18-06-21 16.26
jacus78 ha scritto:
perché sono da sempre contrario allo studio della tecnica su un digitale


penso che ormai abbiate compreso che parlo solo per esperienza (collaudata): ho conoscenza (certissima) di ragazzi che hanno studiato dal primo giorno all'ultimo (del vecchio ordinamento) su un piano digitale con risultati eccellenti: direi che è ora di mettere una pietra tombale su questi (inutili e controproducenti) pregiudizi...
Asterix 18-06-21 16.44
@ igiardinidimarzo
jacus78 ha scritto:
perché sono da sempre contrario allo studio della tecnica su un digitale


penso che ormai abbiate compreso che parlo solo per esperienza (collaudata): ho conoscenza (certissima) di ragazzi che hanno studiato dal primo giorno all'ultimo (del vecchio ordinamento) su un piano digitale con risultati eccellenti: direi che è ora di mettere una pietra tombale su questi (inutili e controproducenti) pregiudizi...
Penso però sia necessario fare lezione con un insegnante una volta la settimana su un acustico.
Magari iscriversi a una scuola che abbia a disposizione dei verticali su cui studiare saltuariamente.
Raptus 18-06-21 16.52
@ jacus78
Purtroppo mi tocca essere d'accordo con quel qualcuno che diceva che c'è un'età per tutto...
il fatto di essere lavoratore è già un problema, in quanto per forza di cose, il lavoro toglie tempo, energie e spensieratezza che dovrebbero invece essere riversate interamente sullo studio costante e approfondito che ogni strumento richiede..
punto 2, il vicinato non aiuta, nel senso che sottostare ad orari prestabiliti, non è cosa buona e giusta.
partendo da questi "difetti" di metodi e compromessi, oserei dire che non è per nulla facile perseguire l'obiettivo conservatorio, non era facile prima quando si studiava solo strumento, non è facile adesso che si studiano anche altre materie...
sarebbe da fare (l'utilizzo del condizionale è d'obbligo) affittarsi una stanza, lontana da vicini e spaccamaroni simili, che non possano lamentarsi ad ogni rumore molesto, affittarsi una stanza dicevo, un monolocale, un garage, un qualcosa che ti consenta di studiare quando vuoi, senza alcuna pressione e senza alcun compromesso orario, se non quello appunto di rendere merito al lavoro che fai, e lasciare il resto del tempo per quanto possibile al pianoforte...
non dirò mai "metti le cuffie e studia", perché sono da sempre contrario allo studio della tecnica su un digitale, così come sono contrario allo studio di brani classici impegnativi che vanno studiati proprio per tecnica in primis...
l'unica soluzione quindi che vedo, è affittarsi qualcosa lontano, quasi in campagna, e metterci dentro un acustico anche sgangherato, ma che sia un acustico per la tecnica.
Al massimo, puoi sempre spendere qualcosa insonorizzando benissimo una stanza di casa tua, dove non ti sentano nemmeno dalla cucina, né sotto, né sopra se abiti in appartamento.

l'altra soluzione è quella di continuare come hai fatto finora, accettando i compromessi che hai accettato, e lasciare allo strumento qualche briciola di tempo (causa esterna), che non puoi controllare e che non dipende interamente da te.
e così facendo, accetti anche il fatto che impiegherai più tempo ovviamente per raggiungere il tuo obiettivo.
Per quanto riguarda ciò che ha scritto Giardinidimarzo, seppur nobile d'animo, e tanta generosità nelle sue parole, razionalmente parlando però mi sembra abbastanza utopistico riuscire nell'intento di poter andare avanti in fretta o comunque stando al passo, studiando "solo" 10minuti, anche se I brani piacciono, non c'è verso, vanno studiati comunque, che siano tecnica o non tecnica...
Per quanto riguarda te invece, ringrazia di avercelo un lavoro, non lo mollare e vai avanti come meglio puoi per arrivare al tuo obiettivo che a questo punto mi pare di capire sia secondario seppur importante... in bocca al lupo.
Il fatto di essere lavoratore però da anche dei vantaggi.

Il fatto che puoi permetterti di pagare le rate senza problemi da solo, non è male eh. Poi il fatto di non aver problemi nel pagare per lezioni extra o corsi propedeutici.
Tutte cose che un giovane non sempre ha, a meno di avere genitori ricchi (motivo per cui un tempo era cosa da borghesi).

Ho esperienze dirette di persone sui 30-40 che ce la fanno benissimo. Molto meglio di me. Come fanno?

Semplicemente sono riuscite a prepararsi molto bene negli anni e hanno la fortuna pure di avere un lavoro che non li tiene attaccati 100%.

Io con sto lavoro "smart" sto decisamente morendo di lavoro...
jacus78 18-06-21 16.59
@ Raptus
Il fatto di essere lavoratore però da anche dei vantaggi.

Il fatto che puoi permetterti di pagare le rate senza problemi da solo, non è male eh. Poi il fatto di non aver problemi nel pagare per lezioni extra o corsi propedeutici.
Tutte cose che un giovane non sempre ha, a meno di avere genitori ricchi (motivo per cui un tempo era cosa da borghesi).

Ho esperienze dirette di persone sui 30-40 che ce la fanno benissimo. Molto meglio di me. Come fanno?

Semplicemente sono riuscite a prepararsi molto bene negli anni e hanno la fortuna pure di avere un lavoro che non li tiene attaccati 100%.

Io con sto lavoro "smart" sto decisamente morendo di lavoro...
io non avevo genitori ricchi, e lavorava solo mio padre prima, mia madre iniziò a lavorare dopo... non erano per nulla ricchi, ma non ki fecero mancare nemmeno 1 ora di corso extra o altro...
drmacchius 18-06-21 19.19
jacus78 ha scritto:
non dirò mai "metti le cuffie e studia"

Se devo essere sincero di prove ne ho fatte tante e se si parla esclusivamente di tecnica (hanon, scale, studi, lettura iniziale di un brano) i moderni digitali di qualità o gli ibridi sono meglio dei verticali scadenti. Il discorso cambia se si deve fare tocco e interpretazione ma a quel punto o si prende un verticale dai 20 Mila euro in su o si fa di coda….e nemmeno quelli serie conservatory.

Il mio Kawai ca98 secondo me non è assolutamente peggio dello yamaha da 127 cm che avevo da ragazzo per quanto riguarda il tocco e per quanto riguarda lo studio preliminare o notturno è anche meglio perché ha molta più escursione dinamica del verticale entry Level e si riesce a esercitare meglio il pianissimo, il mezzo forte e il forte.
drmacchius 18-06-21 19.31
@ Asterix
Penso però sia necessario fare lezione con un insegnante una volta la settimana su un acustico.
Magari iscriversi a una scuola che abbia a disposizione dei verticali su cui studiare saltuariamente.
Per quanto mi riguarda penso di farlo appena possibile. Il problema è la mia situazione lavorativa che da tre anni mi impedisce di prendere impegni con regolarità e le scuole di musica locali non hanno per ragioni di marketing e di orario lavorativo la flessibile necessaria che necessita chi ha i miei orari lavorativi (per esempio non fanno lezioni il weekend o pretendono appuntamenti regolari settimanali tutte le settimane e alla stessa ora durante il calendario scolastico). Spero che la situazione cambi entro un paio di anni. Per il resto delle scuole non mi posso lamentare, a prezzi italiani gli insegnanti sono tutti laureati in conservatorio, lezione su pianoforte a cosa, mettono a disposizione per l‘affitto aule musica col piano a coda e l‘acustica per suonare musica da camera.

Ma fino a quando non smetterò di fare il pendolare a 200 km di distanza e potrò permettermi di lavorare a 60-70 ore a settimana l’impegno della scuola non posso affrontarlo. Vorrei cercarmi di prepararmi a un vecchio livello V anno da solo sino ad allora. Riesco a suonare nonostante gli impegni dalle 4 alle 15 ore a settimana e anche grazie ai vostri consigli sto facendo dei lenti progressi….comunque non partivo da zero: un livello III-IV anno lo avevo prima di mettermi a suonare blues e pop per 10 anni e poi affrontare altri 19 anni di pausa di fatto. Direi che il mio livello di un tempo l‘ho riraggiunto (forse sono anche meglio: anche se non mi sono rimesso a suonare il presto agitato di chiaro di luna, il quarto notturno di Chopin o la polacca in do diesis minore, quelle cose semplici che sto studiando o quelle che sto ripassando le suono molto meglio (da un punto di vista tecnico) di un tempo. Inoltre leggo i brani in molto meno tempo che in passato
jacus78 19-06-21 00.19
@ igiardinidimarzo
jacus78 ha scritto:
perché sono da sempre contrario allo studio della tecnica su un digitale


penso che ormai abbiate compreso che parlo solo per esperienza (collaudata): ho conoscenza (certissima) di ragazzi che hanno studiato dal primo giorno all'ultimo (del vecchio ordinamento) su un piano digitale con risultati eccellenti: direi che è ora di mettere una pietra tombale su questi (inutili e controproducenti) pregiudizi...
Ma guarda giardini, tu parlerai anche per esperienza (visiva forse, o uditiva), e non so che tipo di preparazione tu abbia… ma per la mia di esperienza, ho studiato sui digitali e anche sugli acustici e credimi, non ho nessun pregiudizio, ma il mio personale dato di fatto che riesco a studiare benissimo su un acustico, e molto meno su un digitale, e io il conservatorio l’ho fatto dal primo al decimo anno… sarà abitudine, saranno le dita, sarà il modo di sentire il pianoforte (sentire lo intendo come feeling proprio), non riuscivo a fare czerny su 3 mesi di digitale, (altri 6 mesi successivamente, e 1 anno e mezzo ancora dopo, tornando e lasciando L acustico per vari motivi), così come non riuscivo col gradus ad parnassum, così come Mocheles e roba varia…cose che appena le mettevo sull acustico uscivano alla grande…sarà proprio feeling a questo punto, non so. Ai miei ragazzi all inizio faccio fare poca spesa, su qualche Casio da 400euro, poi se gli piace davvero e continuano a studiare spingo sempre sull acustico…molti mi seguono, altri ovviamente no…fanno da soli autoselezione. Non tutti diventano bravi strumentisti d’altronde…non che io non creda alle tue parole giardini, ma per la mia di esperienza e le mie dita, ripeto, L acustico per me rimane acustico.
jacus78 19-06-21 00.26
drmacchius ha scritto:
Il discorso cambia se si deve fare tocco e interpretazione ma a quel punto o si prende un verticale dai 20 Mila euro in su o si fa di coda

Io il tocco l’ho affinato per 10 anni su un Petrof verticale da 6milioni di lire allora, e a lezione, lo affinavo su un mezzacoda Schimmel duro come l’acciaio, e sono sicuro che non costava 20mila euro…molto ma molto meno te l’assicuro…
non mettete paletti, non mettete problemi che non esistono, studiate come meglio potete se ne avete voglia e tempo, il “non ce la faccio ( per qualsiasi motivo)” non deve esistere…0 paranoie, testa libera e studiate come meglio potete, e soprattutto non guardate mai agli altri, se sono avanti se sono indietro…guardate le vostre sole potenzialità…il vostro talento. E Tiratelo fuori in qualsiasi modo.