Auto-Tune su pianoforte

Bob_Braces 26-04-23 18.10
Ok, ammetto che l'oggetto è un po' clickbait emo perché vi aspettavate delle foto di Cher sdraiata ad aspettarvi su un gran coda, ma in realtà è attinente con questa "invenzione", che, per quanto evidentemente un po' acerba (almeno nella forma), mi sembra di sicuro interessante.
Si tratta in breve di un sistema per accordare in automatico un pianoforte acustico che tiene conto di molti parametri, compresa la possibilità, se ho capito bene, di replicare "registrandolo" il lavoro fatto una tantum da un accordatore professionista.
Sistemi simili molto più semplici proposti sulle chitarre elettriche non mi pare abbiano avuto un grande successo, ma c'è anche da dire che accordare una chitarra è questione di 2 minuti alla portata di chiunque. Su un pianoforte, se la cosa funziona davvero, potrebbe essere tutt'altra cosa.
McFly 26-04-23 20.02
@ Bob_Braces
Ok, ammetto che l'oggetto è un po' clickbait emo perché vi aspettavate delle foto di Cher sdraiata ad aspettarvi su un gran coda, ma in realtà è attinente con questa "invenzione", che, per quanto evidentemente un po' acerba (almeno nella forma), mi sembra di sicuro interessante.
Si tratta in breve di un sistema per accordare in automatico un pianoforte acustico che tiene conto di molti parametri, compresa la possibilità, se ho capito bene, di replicare "registrandolo" il lavoro fatto una tantum da un accordatore professionista.
Sistemi simili molto più semplici proposti sulle chitarre elettriche non mi pare abbiano avuto un grande successo, ma c'è anche da dire che accordare una chitarra è questione di 2 minuti alla portata di chiunque. Su un pianoforte, se la cosa funziona davvero, potrebbe essere tutt'altra cosa.
Anzitutto un grazie per aver condiviso questo video.
Non farò commenti in merito alla cosa “in se”, mi piace solo ricordare il mio accordatore di fiducia che mi chiamava una volta ogni 1,5/2 anni e passava un pomeriggio a lavorare ad orecchio sul mio Yamaha verticale. Era un vecchietto che già all’epoca poteva avere più di 80 anni: arrivava con una borsa in pelle da medico piena di attrezzi e anche della sua lampada personale. Mi ricordo che era piccolo e curvo e gli tremavano le mani per via dell’età, ma passavo ore piacevolissime sentendolo lavorare e parlare di pianoforti e musica. È anni che non ho un pianoforte e immagino che lui non ci sia più… ma se mi chiedete di immaginarmi un accordatore è Lui…
Bob_Braces 27-04-23 11.46
@ McFly
Anzitutto un grazie per aver condiviso questo video.
Non farò commenti in merito alla cosa “in se”, mi piace solo ricordare il mio accordatore di fiducia che mi chiamava una volta ogni 1,5/2 anni e passava un pomeriggio a lavorare ad orecchio sul mio Yamaha verticale. Era un vecchietto che già all’epoca poteva avere più di 80 anni: arrivava con una borsa in pelle da medico piena di attrezzi e anche della sua lampada personale. Mi ricordo che era piccolo e curvo e gli tremavano le mani per via dell’età, ma passavo ore piacevolissime sentendolo lavorare e parlare di pianoforti e musica. È anni che non ho un pianoforte e immagino che lui non ci sia più… ma se mi chiedete di immaginarmi un accordatore è Lui…
Eh, aspetti come quello che descrivi non mi sembrano (purtroppo o per fortuna) sostituibili
Per venire al sistema in questione, e per quello che si può capire da un video così breve, ci sono cose che sembrano convincenti e altre che come primo impatto lasciano un po' perplessi.
Personalmente, mi piacciono:
- il prezzo a cui si prospetta di commercializzare il prodotto: 800 / 900 dollari. SE funziona, sono ammortizzabili in pochissimo tempo rispetto ad un accordatore umano
- il sistema per controllare l'intonazione delle corde, che sembra replicare il meccanismo usato dall'E-Bow usato sulle chitarre [*]. Pare rapido ed efficace e soprattutto riduce al minimo l'uso di complicazioni meccaniche per sollecitare le corde
Mi lascia con qualche interrogativo:
- l'idea di base, cioè intervenire sulla temperatura delle corde per accordarle
- il fatto che una volta spento il sistema, il piano torna scordato
Il tutto è comunque ingegnoso e, anche solo per questo, su di me esercita un certo fascino emo
Che dire, chi vivrà vedrà, potenzialmente è un bel cambio di paradigma.

[*]
Alcuni compositori usano l'E-Bow anche dentro il piano. Lo so per certo perché ho prestato il mio per una rassegna di musica contemporanea emo

mima85 28-04-23 15.01
Un po' come l'autotune dei VCO nei sintetizzatori analogici, ma fatto su un piano. Forte emo
Bob_Braces 28-04-23 19.34
@ mima85
Un po' come l'autotune dei VCO nei sintetizzatori analogici, ma fatto su un piano. Forte emo
Non ci avevo proprio pensato, ma è vero che qualche analogia ce la si può trovare emo
mima85 28-04-23 20.21
Bob_Braces ha scritto:
qualche analogia ce la si può trovare


Anche più di qualche. Quel sistema di accordatura misura in maniera ottica il numero di oscillazioni di ogni corda, delle quali ne modula la temperatura in modo da fargli raggiungere, continuando a misurarne la frequenza della vibrazione mano a mano che la temperatura cambia, la nota desiderata. Analogamente, la routine di accordatura dei VCO di un synth analogico misura la frequenza di ogni oscillatore per mezzo di un timer, e calcola un fattore da aggiungere alla tensione di controllo (CV) di ogni VCO per correggerne l'intonazione lungo tutta l'estensione del synth.

Inoltre entrambi gli strumenti, piano e sintetizzatore analogico, sono influenzati dalla temperatura, tant'è vero che alcuni synth analogici prodotti negli ultimi 20 anni tengono addirittura costantemente sotto controllo i VCO per correggerne l'intonazione in tempo reale (l'Alesis Andromeda è stato il primo ad introdurre un sistema del genere). Esattamente come quel sistema di accordatura per pianoforte. Negli anni '80 i processori usati nei synth non avevano la capacità di calcolo per gestire in tempo reale questo aspetto, visto che già avevano il loro bel daffare a scansionare di continuo il pannello e la tastiera del synth e pilotarne le voci, quindi l'esecuzione dell'auto-accordatura era demandata all'utente, premendo il relativo pulsante qualora fosse necessario (cioè spesso).

Al di la dei mezzi impiegati e della fisica del processo, propri di ogni strumento, i concetti che ci stanno dietro bene o male sono i medesimi. Misurare frequenze e modulare gli aspetti che ne influenzano l'emissione da parte di corde od oscillatori elettronici.
Bob_Braces 29-04-23 08.55
mima85 ha scritto:
Anche più di qualche. Quel sistema di accordatura misura in maniera ottica il numero di oscillazioni di ogni corda, delle quali ne modula la temperatura in modo da fargli raggiungere, continuando a misurarne la frequenza della vibrazione mano a mano che la temperatura cambia, la nota desiderata. Analogamente, la routine di accordatura dei VCO di un synth analogico misura la frequenza di ogni oscillatore per mezzo di un timer, e calcola un fattore da aggiungere alla tensione di controllo (CV) di ogni VCO per correggerne l'intonazione lungo tutta l'estensione del synth.

Intanto grazie per la chiarissima spiegazione.
Quello che non mi era chiaro del sistema per il piano è il meccanismo con cui una corda calante viene riportata in tono. Questo perché scaldare una corda mi sembra relativamente facile, ma scaldandola la tensione scende rendendo possibile solo la correzione di stonature crescenti. Insomma, come si fa a raffreddare una corda?
In realtà, la soluzione è molto più semplice e ho trovato su un altro forum una spiegazione dell'autore del sistema:
"The piano is originally tuned by hand while the strings are warm. So, when it is switched off, all the strings consequently go sharp. The degree that they go sharp all has to do with how much you heat them during the manual tuning"
In sostanza, l'accordatura manuale si fa con le corde calde e questo dà margine a sufficienza perché le successive accordature automatiche avvengano sempre e solo allentando le corde.
paolo_b3 29-04-23 11.41
Bob_Braces ha scritto:
Cher sdraiata ad aspettarvi su un gran coda

Volevi dire Cher sdraiata ad aspettare una gran coda? Terribile humour sessista, mi metto in castigo da solo.
Tornando in tema, la corda di un pianoforte è un elemento strutturale del pianoforte stesso, se anzichè mantenerle alla tensione prevista le lasciamo allentare progressivamente mi domando cosa succederà alla struttura nel lungo periodo? Considera che un buon pianoforte può vivere decenni.
Non mi convince troppo...
Bob_Braces 29-04-23 12.50
@ paolo_b3
Bob_Braces ha scritto:
Cher sdraiata ad aspettarvi su un gran coda

Volevi dire Cher sdraiata ad aspettare una gran coda? Terribile humour sessista, mi metto in castigo da solo.
Tornando in tema, la corda di un pianoforte è un elemento strutturale del pianoforte stesso, se anzichè mantenerle alla tensione prevista le lasciamo allentare progressivamente mi domando cosa succederà alla struttura nel lungo periodo? Considera che un buon pianoforte può vivere decenni.
Non mi convince troppo...
Come dicevo, qualche perplessità l'ho anche io, ma sempre l'autore parla di 35 gradi come temperatura di esercizio, che non è una roba esagerata, anzi in certi posti potrebbe non essere lontana dalla temperatura ambiente. Questo per dire che lo stress su un buon telaio del pianoforte mi sembra piccolo/ininfluente. Magari qualche problema in più potrebbero averlo le corde, non tanto per i 35 gradi, ma per la rapidità (3 minuti) del riscaldamento (es: da 20° a 35°) ripetuto più volte nel tempo, ma chi lo sa. Però mi piacerebbe vedere qualcosa del genere in commercio e funzionante
maxpiano69 30-04-23 11.21
Interessante e thanks meritato per la condivisione, anch'io non riesco ad essere troppo convinto da questo sistema, per quanto indubbiamente ingegnoso.