We are the world: la notte che ha cambiato il pop

Deckard 02-02-24 02.48
Appena finito di vedere il film/documentario sulla genesi ed i "dietro le quinte" della strafamosa canzone del titolo...molto interessante, curioso, istruttivo, anche emozionante per quel che mi riguarda, mi ha catapultato in quegli anni, nei (miei) BEI tempi...cazzo sentivi cantare questa canzone perfino ai funerali emo Lo consiglio a chi non l'avesse ancora visto.
paolo_b3 02-02-24 08.02
@ Deckard
Appena finito di vedere il film/documentario sulla genesi ed i "dietro le quinte" della strafamosa canzone del titolo...molto interessante, curioso, istruttivo, anche emozionante per quel che mi riguarda, mi ha catapultato in quegli anni, nei (miei) BEI tempi...cazzo sentivi cantare questa canzone perfino ai funerali emo Lo consiglio a chi non l'avesse ancora visto.
Il film documentario non l'ho visto, ma il brano l'ho consumato digitalmente... Una performance canora secondo me ineguagliata.
ruggero 02-02-24 08.51
piccolo aneddoto OT:
nella mia famiglia nessuno è stato musicista. Mia mamma però ha sempre amato la musica e al tempo mi regalò la cassetta di USA for Africa... Ricordo anche altre canzoni molto belle. Io avrò avuto 8 anni circa. Certe volte mi chiedo come io abbia fatto ad affezionarmi alla musica... questi sono stati i piccoli germi che hanno germogliato...

Ritornando in topic... in questa registrazione emerge tutta l'inadeguatezza tecnica di Dylan...
clouseau57 02-02-24 09.15
@ ruggero
piccolo aneddoto OT:
nella mia famiglia nessuno è stato musicista. Mia mamma però ha sempre amato la musica e al tempo mi regalò la cassetta di USA for Africa... Ricordo anche altre canzoni molto belle. Io avrò avuto 8 anni circa. Certe volte mi chiedo come io abbia fatto ad affezionarmi alla musica... questi sono stati i piccoli germi che hanno germogliato...

Ritornando in topic... in questa registrazione emerge tutta l'inadeguatezza tecnica di Dylan...
Dylan ha un suo modo di cantare che mal si addice al canto corale; per quel pezzo comunque dovevano starci tutti dentro indi... emo
giosanta 02-02-24 10.04
clouseau57 ha scritto:
Dylan ha un suo modo di cantare che mal si addice al canto corale; per quel pezzo comunque dovevano starci tutti dentro indi...

Ineccepibile.
emidio 02-02-24 10.19
Dylan non passerà alla storia per le sue doti canore, questo è ovvio. Ma anche nel frangente in cui sono emerse le sue fragilità, ha mostrato la sua anima immensa. Dylan è un poeta prestato alla musica.
Detto questo, documentario fantastico... E voci meravigliose.
SimonKeyb 02-02-24 14.27
@ Deckard
Appena finito di vedere il film/documentario sulla genesi ed i "dietro le quinte" della strafamosa canzone del titolo...molto interessante, curioso, istruttivo, anche emozionante per quel che mi riguarda, mi ha catapultato in quegli anni, nei (miei) BEI tempi...cazzo sentivi cantare questa canzone perfino ai funerali emo Lo consiglio a chi non l'avesse ancora visto.
vado controcorrente: secondo me il brano è ed era abbastanza pacchiano, così come il video con tutti questi artisti in fila che eseguono il loro spezzone in quel modo teatrale per un progetto umanitario onorevole ma che ben poco che poteva fare per "cambiare il mondo", tanto che in pratica divenne un gigantesco spot dell'industria discografica statunitense; d'altronde l'America reaganiana era così, in quel momento si sentivano di essere loro stessi il mondo intero, culturalmente e politicamente, e per un certo periodo è stato così.

bello vedere quei personaggi lì eh bellissimo. Ma la scena madre, di chi aveva capito veramente quello che sarebbe uscito da quelle riprese lì quel giorno, era LUI
JoelFan 02-02-24 14.45
@ SimonKeyb
vado controcorrente: secondo me il brano è ed era abbastanza pacchiano, così come il video con tutti questi artisti in fila che eseguono il loro spezzone in quel modo teatrale per un progetto umanitario onorevole ma che ben poco che poteva fare per "cambiare il mondo", tanto che in pratica divenne un gigantesco spot dell'industria discografica statunitense; d'altronde l'America reaganiana era così, in quel momento si sentivano di essere loro stessi il mondo intero, culturalmente e politicamente, e per un certo periodo è stato così.

bello vedere quei personaggi lì eh bellissimo. Ma la scena madre, di chi aveva capito veramente quello che sarebbe uscito da quelle riprese lì quel giorno, era LUI
Assolutamente d'accordo.
EADgbe 02-02-24 18.45
@ SimonKeyb
vado controcorrente: secondo me il brano è ed era abbastanza pacchiano, così come il video con tutti questi artisti in fila che eseguono il loro spezzone in quel modo teatrale per un progetto umanitario onorevole ma che ben poco che poteva fare per "cambiare il mondo", tanto che in pratica divenne un gigantesco spot dell'industria discografica statunitense; d'altronde l'America reaganiana era così, in quel momento si sentivano di essere loro stessi il mondo intero, culturalmente e politicamente, e per un certo periodo è stato così.

bello vedere quei personaggi lì eh bellissimo. Ma la scena madre, di chi aveva capito veramente quello che sarebbe uscito da quelle riprese lì quel giorno, era LUI
Non sei assolutamente controcorrente, anzi nel documentario è spiegato chiaramente che la canzone è stata concepita per piacere a più persone possibile e per essere cantata dai cantanti in quel momento più noti.
Lo scopo dichiarato (poi raggiunto) era vendere tanto per raccogliere fondi per beneficenza e il mezzo era sfruttare la fama dei cantanti.
Certo che è stata un'americanata.
Certo che è stata una goccia nel deserto.
Certo che i partecipanti ne hanno tratto vantaggio per la loro carriera.
Certo che è stato grottesco fare una pausa pranzo durante la registrazione di una canzone fatta per combattere la fame in Etiopia.
Certo che è stato un evento così importante che 40 anni dopo tante persone vogliono vedere come è stato fatto.
Il documentario racconta il come, non va oltre, e non ci si può aspettare altro, essendo anch'esso un prodotto dello stesso "showbiz" da cui è nata l'operazione USA for Africa.
Ah, guardando il documentario si vede anche che LUI (e molti altri) in quel momento non canta perchè così ha chiesto il produttore.
paolo_b3 02-02-24 19.05
@ EADgbe
Non sei assolutamente controcorrente, anzi nel documentario è spiegato chiaramente che la canzone è stata concepita per piacere a più persone possibile e per essere cantata dai cantanti in quel momento più noti.
Lo scopo dichiarato (poi raggiunto) era vendere tanto per raccogliere fondi per beneficenza e il mezzo era sfruttare la fama dei cantanti.
Certo che è stata un'americanata.
Certo che è stata una goccia nel deserto.
Certo che i partecipanti ne hanno tratto vantaggio per la loro carriera.
Certo che è stato grottesco fare una pausa pranzo durante la registrazione di una canzone fatta per combattere la fame in Etiopia.
Certo che è stato un evento così importante che 40 anni dopo tante persone vogliono vedere come è stato fatto.
Il documentario racconta il come, non va oltre, e non ci si può aspettare altro, essendo anch'esso un prodotto dello stesso "showbiz" da cui è nata l'operazione USA for Africa.
Ah, guardando il documentario si vede anche che LUI (e molti altri) in quel momento non canta perchè così ha chiesto il produttore.
Si vabbè, forse come fate notare tu e Simon ci furono degli aspetti controversi in quella vicenda. Però credo ci siano due cose che possono andare oltre le polemiche ipotetiche, la prima è che ovviamente nessuno può risolvere il problema della fame nel mondo con una canzone, ma intanto qualcosa è stato fatto e magari avrebbe potuto fungere da elemento trainante per riportare l'attenzione su questi problemi. La seconda è che al di là del denaro raccolto sia molto importante per queste popolazioni anche sapere che almeno qualcuno pensa a loro e ai loro problemi. che non sono del tutto abbandonati (quasi, ma non del tutto...)
Deckard 02-02-24 19.29
@ SimonKeyb
vado controcorrente: secondo me il brano è ed era abbastanza pacchiano, così come il video con tutti questi artisti in fila che eseguono il loro spezzone in quel modo teatrale per un progetto umanitario onorevole ma che ben poco che poteva fare per "cambiare il mondo", tanto che in pratica divenne un gigantesco spot dell'industria discografica statunitense; d'altronde l'America reaganiana era così, in quel momento si sentivano di essere loro stessi il mondo intero, culturalmente e politicamente, e per un certo periodo è stato così.

bello vedere quei personaggi lì eh bellissimo. Ma la scena madre, di chi aveva capito veramente quello che sarebbe uscito da quelle riprese lì quel giorno, era LUI
Io l’aspetto “filosofico” non l’ho proprio considerato, come non lo considerai allora (ma avevo l’attenuante di essere un bambino) mi ha intrattenuto e divertito e tolto anche qualche curiosità, tutto qui…il mondo non lo salvarono allora e non lo salverà nessuno in futuro
jacus78 02-02-24 19.39
Conosco bene il brano... beh sarò cinico. Un lavoro immane, di proporzioni gigantesche, per una canzoncina di Natale (o fate voi) che nulla ha apportato alla musica suonata o studiata. Partecipazione della maggior parte dei volti noti della musica contemporanea del tempo, ma sostanza zero. Insomma, solo una gran bella pubblicità, eroica nello scopo, e troppo gracile nel concreto. Una produzione simile, con un ritorno economico simile, avrebbe potuto sfamare tutta l'Africa per un anno intero.
Un po' come tutti i politici, tanto rumore per... poco. Peccato.
1paolo 04-02-24 09.53
Un grandissimo Quincy Jones che riesce a tenere a bada col suo carisma gli enormi ego dei partecipanti .
Grande talento e generosità di Steve Wonder che si e’ calato nella parte più di tutti..
Forte il momento in cui accompagna in bagno Ray Charles e qualcuno dice loro “non sbirciare!”emo
Il pezzo e’ e doveva essere molto orecchiabile per incassare il più possibile (e mi pare abbiano raggiunto il risultato).
EADgbe 04-02-24 16.27
@ paolo_b3
Si vabbè, forse come fate notare tu e Simon ci furono degli aspetti controversi in quella vicenda. Però credo ci siano due cose che possono andare oltre le polemiche ipotetiche, la prima è che ovviamente nessuno può risolvere il problema della fame nel mondo con una canzone, ma intanto qualcosa è stato fatto e magari avrebbe potuto fungere da elemento trainante per riportare l'attenzione su questi problemi. La seconda è che al di là del denaro raccolto sia molto importante per queste popolazioni anche sapere che almeno qualcuno pensa a loro e ai loro problemi. che non sono del tutto abbandonati (quasi, ma non del tutto...)
A quanto pare mi sono espresso male, grazie per avermelo fatto notare. Volevo semplicemente riportare l'attenzione sul documentario e non farla deviare sull'operazione USA for Africa, come da post iniziale e come poi ribadito dallo stesso Deckard.
Il documentario l'ho visto ed apprezzato perchè racconta una notte storica per la musica pop con intento didascalico e non celebrativo.
Deckard 04-02-24 16.37
@ EADgbe
A quanto pare mi sono espresso male, grazie per avermelo fatto notare. Volevo semplicemente riportare l'attenzione sul documentario e non farla deviare sull'operazione USA for Africa, come da post iniziale e come poi ribadito dallo stesso Deckard.
Il documentario l'ho visto ed apprezzato perchè racconta una notte storica per la musica pop con intento didascalico e non celebrativo.
Esattamente questo, senza le solite inutili, populiste e patetiche masturbazioni mentali
paolo_b3 05-02-24 08.54
@ EADgbe
A quanto pare mi sono espresso male, grazie per avermelo fatto notare. Volevo semplicemente riportare l'attenzione sul documentario e non farla deviare sull'operazione USA for Africa, come da post iniziale e come poi ribadito dallo stesso Deckard.
Il documentario l'ho visto ed apprezzato perchè racconta una notte storica per la musica pop con intento didascalico e non celebrativo.
emo
toniz1 05-02-24 09.21
non l'ho visto emo
lo guarderò... emo per nostalgia e perche' anche io lo ritengo un evento importante .. ma...

a me ha sempre dato l'idea di essere un tentativo degli ammericcani... di recuperare la figuraccia fatta per essersi fatti fregare sul tempo e l'idea dagli inglesi.
la VERA canzone umanitaria pre me è e rimarrà sempre questa BAND AID emo

e il Live Aid
il resto... è venuto semplicemente, dopo.

mio pensiero. emo

(e comunque ce ne fossero...)
edit... Do They Know It's Christmas? mi fa sempre venire la pelle d'oca... We are the World... no
1paolo 05-02-24 09.32
@ toniz1
non l'ho visto emo
lo guarderò... emo per nostalgia e perche' anche io lo ritengo un evento importante .. ma...

a me ha sempre dato l'idea di essere un tentativo degli ammericcani... di recuperare la figuraccia fatta per essersi fatti fregare sul tempo e l'idea dagli inglesi.
la VERA canzone umanitaria pre me è e rimarrà sempre questa BAND AID emo

e il Live Aid
il resto... è venuto semplicemente, dopo.

mio pensiero. emo

(e comunque ce ne fossero...)
edit... Do They Know It's Christmas? mi fa sempre venire la pelle d'oca... We are the World... no
Infatti e’ stato Bob Geldof a “sollecitare” gli yankies, che però hanno accettato volentieri e il pezzo ha raccolto tantissimi dollari.
Ma qui si evidenzia la notte (una sola!) in cui e’ stato registrato il pezzo. I vari aneddoti e i retroscena ..
ps a me non piace nessuno dei due pezzi ma entrambi sono molto orecchiabili e sono serviti a raccogliere soldi allora.
Dopo 40 anni sarebbe il caso di sollecitare nuovamente la causa, magari con altre iniziative, visto che i problemi non sono certo diminuiti, nel frattempo .
SimonKeyb 05-02-24 11.10
@ Deckard
Esattamente questo, senza le solite inutili, populiste e patetiche masturbazioni mentali
Agente Deckard, una volta era un investigatore di tutto rispetto, non avrebbe chiamato populista e patetica masturbazione mentale una contestualizzazione senza nessuna volontà di retorica, sulla politica USA degli anni 80 che ha avuto una serie di ripercussioni tutt'altro che populiste sull'arte e nella società e che spiega anche come mai tante cacate furono prodotte in quelli anni.
Spero che in questi termini risulti più comprensibile
WhiteMoon 05-02-24 11.30
jacus78 ha scritto:
una canzoncina di Natale


Sembra una "Canzoncina di Natale" perché, in quel periodo (Anni '80), andavano di moda i suoni "campanellosi": Yamaha DX7 prima (con il famoso Preset "E.Piano1") e Roland D50 dopo (con il famoso Preset "Fantasia"). Per l’epoca, quindi, era una canzone al passo con i tempi. Certo: ad ascoltarla oggi (abituati ai vari VST, "Cloni" Hammond, Pianoforti e Piani elettrici a Modelli Fisici, ecc.) fa un po' tenerezza. Bisogna capire il contesto, la tecnologia in uso in quel momento ed i gusti dell'epoca.

Se venisse composta oggi, con i "gusti" musicali e gli "Artisti" attuali, probabilmente, verrebbe fatta Rap/Trap/Reggaeton.

Comunque, qui un articolo interessante:

https://tg24.sky.it/spettacolo/cinema/2024/02/02/we-are-the-world-netflix