Il Nuovo Ordine Mondiale

stesgarbi 04-01-26 13.29
Dunque.....
Gli USA (e Israele) bombardano l'IRAN e la Russia si limita a proteste formali, senza fare nulla.
Gli USA maltrattano Zelenbsky e si "smarcano" dalla questione Ucraina, rimanendo praticamente silenti (a parte qualche formale protesta) di fronte alla recrudescenza degli attacchi da parte dell'esercito russo.
Putin, dal canto suo, non ha mosso un dito contro il blocco navale imposto dagli USA al Venezuela e si è limitato ad una flebile "condanna di circostanza" dell'attacco militare USA e della cattura di Nicolas Maduro.
Non si capisce bene cosa stia accadendo con la Cina, che non fa nulla per nascondere le sue mire su Taiwan con azioni "dimostrative" militari sempre più aggressive.
Il dato certo è che, ora come ora, Russia e Cina sono alleate.... ma l'antipatia, tra i due Imperi, rimane ancora là sullo sfondo, intatta., mentre Putin e Trump in questo momento sono avversari... che a malapena nascondono una reciproca simpatia.
Del resto, anche sul tema dei dazi e dei rapporti commerciali, risulta abbastanza evidente che USA e Cina non hanno smesso di parlarsi, mentre Trump ha mostrato una particolare attenzione al tema delle "terre rare" (si vedano le recenti dichiarazioni di intenti con l'Ucraina) con la Cina che detiene un quasi monopolio su queste materie prime, indispensabili per la produzione dei chips informatici, senza i quali nessun esercito moderno potrebbe funzionare, come pure la tecnologia civile.
In questo contesto, non pare che gli USA stiano "abbaiando" più di tanto per le continue e pressanti provocazioni cinesi nei confronti di Taiwan e che, anzi, si stiano guardando intorno per trovare fonti autonome di approvvigionamento delle terre rare e dei chips tecnologici (preferibilmente con produzione negli stessi USA) andando così a "sostituire" progressivamente le forniture - attualmente indispensabili - provenienti da Taipei.
La stessa Cina, dal canto suo, ha preferito giungere ad un accordo con gli USA sulla fornitura di terre rare e si è limitata a formali proteste di rito nei riguardi degli interventi militari USA in Iran e Venezuela.

La mia personalissima sensazione è che, sottotraccia, i "tre grandi" stiano cercando di trovare una quadra sui reciproci interessi, ridefinendo le rispettive "zone di influenza" commerciale e geopolitica, costruendo un nuovo "equilibrio" (ma potremmo chiamarlo "ordine") a livello mondiale.

Un po' come avvenne circa ottant'anni fa a Yalta.

E l'Europa?..... Ehm.... cos'è... una roba che si mangia? emo
zerinovic 07-01-26 08.15
@ stesgarbi
Dunque.....
Gli USA (e Israele) bombardano l'IRAN e la Russia si limita a proteste formali, senza fare nulla.
Gli USA maltrattano Zelenbsky e si "smarcano" dalla questione Ucraina, rimanendo praticamente silenti (a parte qualche formale protesta) di fronte alla recrudescenza degli attacchi da parte dell'esercito russo.
Putin, dal canto suo, non ha mosso un dito contro il blocco navale imposto dagli USA al Venezuela e si è limitato ad una flebile "condanna di circostanza" dell'attacco militare USA e della cattura di Nicolas Maduro.
Non si capisce bene cosa stia accadendo con la Cina, che non fa nulla per nascondere le sue mire su Taiwan con azioni "dimostrative" militari sempre più aggressive.
Il dato certo è che, ora come ora, Russia e Cina sono alleate.... ma l'antipatia, tra i due Imperi, rimane ancora là sullo sfondo, intatta., mentre Putin e Trump in questo momento sono avversari... che a malapena nascondono una reciproca simpatia.
Del resto, anche sul tema dei dazi e dei rapporti commerciali, risulta abbastanza evidente che USA e Cina non hanno smesso di parlarsi, mentre Trump ha mostrato una particolare attenzione al tema delle "terre rare" (si vedano le recenti dichiarazioni di intenti con l'Ucraina) con la Cina che detiene un quasi monopolio su queste materie prime, indispensabili per la produzione dei chips informatici, senza i quali nessun esercito moderno potrebbe funzionare, come pure la tecnologia civile.
In questo contesto, non pare che gli USA stiano "abbaiando" più di tanto per le continue e pressanti provocazioni cinesi nei confronti di Taiwan e che, anzi, si stiano guardando intorno per trovare fonti autonome di approvvigionamento delle terre rare e dei chips tecnologici (preferibilmente con produzione negli stessi USA) andando così a "sostituire" progressivamente le forniture - attualmente indispensabili - provenienti da Taipei.
La stessa Cina, dal canto suo, ha preferito giungere ad un accordo con gli USA sulla fornitura di terre rare e si è limitata a formali proteste di rito nei riguardi degli interventi militari USA in Iran e Venezuela.

La mia personalissima sensazione è che, sottotraccia, i "tre grandi" stiano cercando di trovare una quadra sui reciproci interessi, ridefinendo le rispettive "zone di influenza" commerciale e geopolitica, costruendo un nuovo "equilibrio" (ma potremmo chiamarlo "ordine") a livello mondiale.

Un po' come avvenne circa ottant'anni fa a Yalta.

E l'Europa?..... Ehm.... cos'è... una roba che si mangia? emo
sarebbe logico..ognuno si gestisce i fatti suoi, intorno casa, con la clausola: te non rompi a me, io non rompo a te...
Sbaffone 11-01-26 14.18
@ stesgarbi
Dunque.....
Gli USA (e Israele) bombardano l'IRAN e la Russia si limita a proteste formali, senza fare nulla.
Gli USA maltrattano Zelenbsky e si "smarcano" dalla questione Ucraina, rimanendo praticamente silenti (a parte qualche formale protesta) di fronte alla recrudescenza degli attacchi da parte dell'esercito russo.
Putin, dal canto suo, non ha mosso un dito contro il blocco navale imposto dagli USA al Venezuela e si è limitato ad una flebile "condanna di circostanza" dell'attacco militare USA e della cattura di Nicolas Maduro.
Non si capisce bene cosa stia accadendo con la Cina, che non fa nulla per nascondere le sue mire su Taiwan con azioni "dimostrative" militari sempre più aggressive.
Il dato certo è che, ora come ora, Russia e Cina sono alleate.... ma l'antipatia, tra i due Imperi, rimane ancora là sullo sfondo, intatta., mentre Putin e Trump in questo momento sono avversari... che a malapena nascondono una reciproca simpatia.
Del resto, anche sul tema dei dazi e dei rapporti commerciali, risulta abbastanza evidente che USA e Cina non hanno smesso di parlarsi, mentre Trump ha mostrato una particolare attenzione al tema delle "terre rare" (si vedano le recenti dichiarazioni di intenti con l'Ucraina) con la Cina che detiene un quasi monopolio su queste materie prime, indispensabili per la produzione dei chips informatici, senza i quali nessun esercito moderno potrebbe funzionare, come pure la tecnologia civile.
In questo contesto, non pare che gli USA stiano "abbaiando" più di tanto per le continue e pressanti provocazioni cinesi nei confronti di Taiwan e che, anzi, si stiano guardando intorno per trovare fonti autonome di approvvigionamento delle terre rare e dei chips tecnologici (preferibilmente con produzione negli stessi USA) andando così a "sostituire" progressivamente le forniture - attualmente indispensabili - provenienti da Taipei.
La stessa Cina, dal canto suo, ha preferito giungere ad un accordo con gli USA sulla fornitura di terre rare e si è limitata a formali proteste di rito nei riguardi degli interventi militari USA in Iran e Venezuela.

La mia personalissima sensazione è che, sottotraccia, i "tre grandi" stiano cercando di trovare una quadra sui reciproci interessi, ridefinendo le rispettive "zone di influenza" commerciale e geopolitica, costruendo un nuovo "equilibrio" (ma potremmo chiamarlo "ordine") a livello mondiale.

Un po' come avvenne circa ottant'anni fa a Yalta.

E l'Europa?..... Ehm.... cos'è... una roba che si mangia? emo
La vera partita è Usa vs Cina, la vicinanza della Cina alla Russia è solo di convenienza, se i Russi crollano i Cinesi non ci pensano due volte a prendersela,
Ovidio 11-01-26 14.29
Niente di nuovo. Gli USA fanno e sfanno. È il loro mestiere da oltre 80 anni.
Sbaffone 11-01-26 14.41
@ Ovidio
Niente di nuovo. Gli USA fanno e sfanno. È il loro mestiere da oltre 80 anni.
Si hanno sempre fatto cosi a partire da kennedy
Ovidio 11-01-26 16.57
@ Sbaffone
Si hanno sempre fatto cosi a partire da kennedy
Anche prima. Un esempio fra tanti: Operazione Ajax, Eisenhower, 1953.
Sbaffone 11-01-26 18.21
@ Ovidio
Anche prima. Un esempio fra tanti: Operazione Ajax, Eisenhower, 1953.
Certo, volevo sottolineare che democratici o repubblicani poco cambia
paolo_b3 11-01-26 20.21
@ Ovidio
Anche prima. Un esempio fra tanti: Operazione Ajax, Eisenhower, 1953.
Eh si, alla fine sembra quasi una sfiga avere giacimenti di petrolio...
wildcat80 11-01-26 20.33
@ Sbaffone
Certo, volevo sottolineare che democratici o repubblicani poco cambia
C'è una differenza fondamentale. Quando gli USA avevano le loro politiche espansionistiche erano la prima potenza mondiale, per cui potevano permettersi di infilarsi in operazioni logoranti a che con il solo scopo di fare crescere le loro zone di influenza.
Adesso non sono una potenza, è uno stato fondamentalmente in default: la cancellazione dell'Obama Care è stato un modo per risparmiare, così come le folli politiche sui dazi che si sono ritorte contro loro stessi. Per cui oggi le ostilità verso Cina e Russia sono specchietti per allodole, quello che interessa è allargare la loro zona d'influenza solo dove, combinazione, ci sono anche interessi economici in ballo: Venezuela, Groenlandia, Iran, non sono 3 stati/regioni a caso.
Solo che non sono convinto che l'Iran sua come il Venezuela, e con la Groenlandia non so come finirà, ha anche provato col Canada ma è finita lì.
C'è da augurarsi che con le elezioni midterm le cose cambino, anche se non è che i democratici, quanto a espansionismo siano da meno.
Il primo mandato di Trump è stato quasi anomalo per il totale disinteresse verso il resto del mondo, tanto che in molti, io incluso, avevamo pensato che alla fine sarebbe stato un problema interno agli USA.
Quello che ha cambiato i piani è stato l'evolversi in negativo dell'economia americana.
Sbaffone 11-01-26 21.35
@ wildcat80
C'è una differenza fondamentale. Quando gli USA avevano le loro politiche espansionistiche erano la prima potenza mondiale, per cui potevano permettersi di infilarsi in operazioni logoranti a che con il solo scopo di fare crescere le loro zone di influenza.
Adesso non sono una potenza, è uno stato fondamentalmente in default: la cancellazione dell'Obama Care è stato un modo per risparmiare, così come le folli politiche sui dazi che si sono ritorte contro loro stessi. Per cui oggi le ostilità verso Cina e Russia sono specchietti per allodole, quello che interessa è allargare la loro zona d'influenza solo dove, combinazione, ci sono anche interessi economici in ballo: Venezuela, Groenlandia, Iran, non sono 3 stati/regioni a caso.
Solo che non sono convinto che l'Iran sua come il Venezuela, e con la Groenlandia non so come finirà, ha anche provato col Canada ma è finita lì.
C'è da augurarsi che con le elezioni midterm le cose cambino, anche se non è che i democratici, quanto a espansionismo siano da meno.
Il primo mandato di Trump è stato quasi anomalo per il totale disinteresse verso il resto del mondo, tanto che in molti, io incluso, avevamo pensato che alla fine sarebbe stato un problema interno agli USA.
Quello che ha cambiato i piani è stato l'evolversi in negativo dell'economia americana.
Gli americani sono ancora una potenza economica e militare, se guardiamo il deficit dalla cina al giappone non se ne salva uno, sottovalutare gli americani per me è un errore
paolo_b3 11-01-26 21.46
Attenzione a pensare che Trump rappresenti veramente gli Stati Uniti, ci sono strati di funzionari statali che "non passano". Alla fine la politica si ricompatterà sulla tradizione, quindi proseguiranno il loro cammino e falceranno ogni "erba dannosa".
Sbaffone 11-01-26 22.19
Classific 15 Borse Mondiali per Capitalizzazione (ottobre 2025 circa)

1. **New York Stock Exchange (NYSE)** – Stati Uniti ? **44.7 trilioni $**
2. **Nasdaq** – Stati Uniti ? **42.2 trilioni $**
3. **Shanghai Stock Exchange (SSE)** – Cina ? **8.92 trilioni $**
4. **Japan Exchange Group (Tokyo Stock Exchange)** – Giappone ? **7.59 trilioni $**
5. **Hong Kong Stock Exchange** – Hong Kong ? **6.17 trilioni $**
6. **Euronext** (include Parigi, Amsterdam, Milano, ecc.) – Europa ? **5.61 trilioni $**
7. **National Stock Exchange of India (NSE)** – India ? **5.32 trilioni $**
8. **Bombay Stock Exchange (BSE)** – India ? **5.25 trilioni $**
9. **Shenzhen Stock Exchange** – Cina ? **5.11 trilioni $**
10. **Toronto Stock Exchange (TSX)** – Canada ? **4.00 trilioni $**
11. **London Stock Exchange (LSE)** – Regno Unito ? **3.14 trilioni $**
12. **Taiwan Stock Exchange** – Taiwan ? **2.87 trilioni $**
13. **Saudi Exchange (Tadawul)** – Arabia Saudita ? **2.73 trilioni $**
14. **Deutsche Börse (Francoforte)** – Germania ? **2.04 trilioni $**
15. **Tehran Stock Exchange** – Iran ? **2.00 trilioni $**

**Nota**:
- La capitalizzazione complessiva globale delle borse supera abbondantemente i **120-130 trilioni di dollari** nel 2025, con gli USA che rappresentano circa il 60-65% del totale mondiale.
Ovidio 12-01-26 17.29
@ Sbaffone
Classific 15 Borse Mondiali per Capitalizzazione (ottobre 2025 circa)

1. **New York Stock Exchange (NYSE)** – Stati Uniti ? **44.7 trilioni $**
2. **Nasdaq** – Stati Uniti ? **42.2 trilioni $**
3. **Shanghai Stock Exchange (SSE)** – Cina ? **8.92 trilioni $**
4. **Japan Exchange Group (Tokyo Stock Exchange)** – Giappone ? **7.59 trilioni $**
5. **Hong Kong Stock Exchange** – Hong Kong ? **6.17 trilioni $**
6. **Euronext** (include Parigi, Amsterdam, Milano, ecc.) – Europa ? **5.61 trilioni $**
7. **National Stock Exchange of India (NSE)** – India ? **5.32 trilioni $**
8. **Bombay Stock Exchange (BSE)** – India ? **5.25 trilioni $**
9. **Shenzhen Stock Exchange** – Cina ? **5.11 trilioni $**
10. **Toronto Stock Exchange (TSX)** – Canada ? **4.00 trilioni $**
11. **London Stock Exchange (LSE)** – Regno Unito ? **3.14 trilioni $**
12. **Taiwan Stock Exchange** – Taiwan ? **2.87 trilioni $**
13. **Saudi Exchange (Tadawul)** – Arabia Saudita ? **2.73 trilioni $**
14. **Deutsche Börse (Francoforte)** – Germania ? **2.04 trilioni $**
15. **Tehran Stock Exchange** – Iran ? **2.00 trilioni $**

**Nota**:
- La capitalizzazione complessiva globale delle borse supera abbondantemente i **120-130 trilioni di dollari** nel 2025, con gli USA che rappresentano circa il 60-65% del totale mondiale.
La domanda è: chi detiene i titoli di stato americani?
Cito: giugno 2025, il debito federale americano detenuto da non residenti (“debito estero” nel seguito) ammontava a 9.128 mld di dollari, il 25% del totale (36,2 mila miliardi alla stessa data).
Sbaffone 12-01-26 18.00
@ Ovidio
La domanda è: chi detiene i titoli di stato americani?
Cito: giugno 2025, il debito federale americano detenuto da non residenti (“debito estero” nel seguito) ammontava a 9.128 mld di dollari, il 25% del totale (36,2 mila miliardi alla stessa data).
I giapponesi sono il maggior detentore di debito pubblico americano
1paolo 12-01-26 19.54
@ Ovidio
La domanda è: chi detiene i titoli di stato americani?
Cito: giugno 2025, il debito federale americano detenuto da non residenti (“debito estero” nel seguito) ammontava a 9.128 mld di dollari, il 25% del totale (36,2 mila miliardi alla stessa data).
La Cina ha grandi quantità di Treasury..
Ovidio 12-01-26 23.32
@ Sbaffone
I giapponesi sono il maggior detentore di debito pubblico americano
Ma a breve si prenderanno Maracas e tutta la Vuvuzela e pure la Glockenlandia, sai che musica