Il polybrute12, perché se ne parla così poco

calav 27-02-26 10.32
Ciao, premesso che come sapete li ho avuti, programmati e venduti. Sul il web si esalta ovunque il Muse moog e poco il polybrute12 da quello che leggo. Da ex possessore, sono due strumenti che non puoi mettere a confronto . Tutte e due hanno pro e contro, ma il polybrute12 è uno strumento più espressivo e ci programmi suoni dal sapore analogico e può suonare simile digitale. Il moog è quello, il classico suono moogy per gli amanti del suono suono unico e particolare. Il polybrute12 è uno strumento più rivolto al sound design, ma si riesce ad ottenere suoni classici, ha un range sonoro imho superiore del moog. Anche il muse puoi fare sound design ma meno capace dellarturia. Avete anche voi avuto la stessa mia impressione sul fatto che il muse si esalti di più? Premesso che è solo una discussione non avendo più i due strumenti. Molti professionisti ormai, vedi Sanremo, si affidano a workstation e non a synth , un analogico non lo vedo , il musicista molto più impegnato è il pianista, i tastieristi fanno poco, qualche pad, synth e il prodotto è confezionato in un sequencer con macbook. Almeno questo ho avuto come impressione, ho visto tanti concerti famosi utilizzare lo stesso sound esportato dall' originale, non vi è più spazio di interpretazioni
calav 27-02-26 10.46
@ calav
Ciao, premesso che come sapete li ho avuti, programmati e venduti. Sul il web si esalta ovunque il Muse moog e poco il polybrute12 da quello che leggo. Da ex possessore, sono due strumenti che non puoi mettere a confronto . Tutte e due hanno pro e contro, ma il polybrute12 è uno strumento più espressivo e ci programmi suoni dal sapore analogico e può suonare simile digitale. Il moog è quello, il classico suono moogy per gli amanti del suono suono unico e particolare. Il polybrute12 è uno strumento più rivolto al sound design, ma si riesce ad ottenere suoni classici, ha un range sonoro imho superiore del moog. Anche il muse puoi fare sound design ma meno capace dellarturia. Avete anche voi avuto la stessa mia impressione sul fatto che il muse si esalti di più? Premesso che è solo una discussione non avendo più i due strumenti. Molti professionisti ormai, vedi Sanremo, si affidano a workstation e non a synth , un analogico non lo vedo , il musicista molto più impegnato è il pianista, i tastieristi fanno poco, qualche pad, synth e il prodotto è confezionato in un sequencer con macbook. Almeno questo ho avuto come impressione, ho visto tanti concerti famosi utilizzare lo stesso sound esportato dall' originale, non vi è più spazio di interpretazioni
Ho incasinato due thread diversi nello stesso, ma ormai i professionisti preferiscono tastiere versatili più che un synth più limitato anche se un analogico la sua figura la fa', eccome....
ziokiller 27-02-26 11.25
Se qualcuno lo vuole, vendo il mio che ho comprato a fine dicembre, qunidi è nuovo, con imballo e tutto, chiedo 3K compresa spedizione oppure ritiro con sconto e cash.

Mi è servito per un progetto e ora non mi serve più. Lo terrei volentieri ma ho già molte tastiere e ho finito lo spazio, mi dispiacerebbe confinarlo in deposito.
ziokiller 27-02-26 11.31
@ calav
Ciao, premesso che come sapete li ho avuti, programmati e venduti. Sul il web si esalta ovunque il Muse moog e poco il polybrute12 da quello che leggo. Da ex possessore, sono due strumenti che non puoi mettere a confronto . Tutte e due hanno pro e contro, ma il polybrute12 è uno strumento più espressivo e ci programmi suoni dal sapore analogico e può suonare simile digitale. Il moog è quello, il classico suono moogy per gli amanti del suono suono unico e particolare. Il polybrute12 è uno strumento più rivolto al sound design, ma si riesce ad ottenere suoni classici, ha un range sonoro imho superiore del moog. Anche il muse puoi fare sound design ma meno capace dellarturia. Avete anche voi avuto la stessa mia impressione sul fatto che il muse si esalti di più? Premesso che è solo una discussione non avendo più i due strumenti. Molti professionisti ormai, vedi Sanremo, si affidano a workstation e non a synth , un analogico non lo vedo , il musicista molto più impegnato è il pianista, i tastieristi fanno poco, qualche pad, synth e il prodotto è confezionato in un sequencer con macbook. Almeno questo ho avuto come impressione, ho visto tanti concerti famosi utilizzare lo stesso sound esportato dall' originale, non vi è più spazio di interpretazioni
Comunque sono d'accordo con te sul fatto che il Muse alla fin fine è il solito reimpasto Moog, a mio parere niente di eccezionale, ma fa trend perché c'è scritto Moog. Mentre il Polybrute sta su tutt'altro livello, è una cosa nuova sia a livello sonoro ma soprattutto quanto all'interfaccia utente, considerando anche la sua eccezionale tastiera che per ora nessun altro synth ha.

In generale non ho mai preferito gli strumenti Arturia, né gli hardware né i software, ma questo qui mi ha davvero sorpreso: facile da programmare, molto versatile, molto espressivo, fatto benissimo... e costa quello che dovrebbe costare un prodotto di questo livello.


orange1978 28-02-26 05.20
calav ha scritto:
Molti professionisti ormai, vedi Sanremo, si affidano a workstation e non a synth


....ma quale film ti sei visto? emo

forse per far scena, o dal vivo, ma chi fa più dischi "pop" o peggio colonne sonore con le workstations? la parte acustica delle macchine giapponesi oramai è inutilizzabile, non vi è uno strumento hardware che superi una misera libreria di kontakt/falcon o altri sistemi del genere, e sull'emulazione analogica oramai abbiamo tonnellate di analogici veri appunto (di tutti i prezzi, pure i behringer che costano nulla e suonano se usati bene).

alle workstations resta il "live", e in studio piccoli ruoli, poi se sei kurzweil possono restare certi aspetti di sound design estremo grazie alla vast, e con montage vabbè la fm con il motion control, ma si....però è tutta roba che volendo si fa anche con Csound, Reaktor, MaxMSP, Reason etc etc...e comunque son cose più per generi tipo ambient elettronica che nel "pop" francamente non servirebbero a molto.

poi certo le grandi popstar le vedi nelle foto o video circondate in studio e live da fantom, montage, kronos etc etc....ovvio....fa figo, poi nei dischi? bisogna vedere qual'è il singolo apporto di questi strumenti, un tempo c'era gente che faceva una produzione con due Kurzweil K2000R, un XV5080, Triton e Nord lead....erano anche però gli anni 90.

poi non è che se ficchi due suoni di montage in un brano con oltre 96 tracce audio allora significa "usare le workstations", se c'è un suono che funziona tra i 3000/4000 presets che oramai hanno le tastiere in memoria lo usi ok, ma tutto il resto non proviene da quegli strumenti e anche quei due tre suoni li usi per comodità (son già pronti) ma 99.9% potresti rifarli in altro modo.
orange1978 28-02-26 05.34
ricordo che un tempo "quando iniziai io", quindi primi 90, certe cose sarebbe stato impossibile farle senza una certa tastiera, ma è ovvio....il computer gestiva solo il midi! iniziavano a vedersi timidi esperimenti di hard disc recording con 2 o 4 tracce audio, su atari, poi su mac.

ma a parte questo a quei tempi se volevi una "wavesequence" o compravi la wavestation o una macchina ensoniq, se volevi un suono soffiato che sembrasse un analogico prendevi la D50 o se eri ricco il fairlight, non vi erano molte scappatoie.

oggi non è più così, lo stesso suono si può rifare in svariati modi, e tra un po' con la AI purtroppo arriveremo al punto che spiegerai al software che suono vuoi (magari dicendogli di ascoltare un brano on line) e in pochi secondi lo avrai ri creato in realtime, da una sintesi addittiva che analizza e ricostruisce armonica per armonica in tempo reale quello che "sente", quindi ancor peggio.

francamente il futuro (non solo per le workstations) lo vedo molto grigio, non so nemmeno se avrà senso ancora parlare di "arte".
calav 28-02-26 12.21
@ orange1978
ricordo che un tempo "quando iniziai io", quindi primi 90, certe cose sarebbe stato impossibile farle senza una certa tastiera, ma è ovvio....il computer gestiva solo il midi! iniziavano a vedersi timidi esperimenti di hard disc recording con 2 o 4 tracce audio, su atari, poi su mac.

ma a parte questo a quei tempi se volevi una "wavesequence" o compravi la wavestation o una macchina ensoniq, se volevi un suono soffiato che sembrasse un analogico prendevi la D50 o se eri ricco il fairlight, non vi erano molte scappatoie.

oggi non è più così, lo stesso suono si può rifare in svariati modi, e tra un po' con la AI purtroppo arriveremo al punto che spiegerai al software che suono vuoi (magari dicendogli di ascoltare un brano on line) e in pochi secondi lo avrai ri creato in realtime, da una sintesi addittiva che analizza e ricostruisce armonica per armonica in tempo reale quello che "sente", quindi ancor peggio.

francamente il futuro (non solo per le workstations) lo vedo molto grigio, non so nemmeno se avrà senso ancora parlare di "arte".
È esattamente ciò che dico io, oramai i professionisti usano la maggior parte se non tutte plug-in importati direttamente con lo stesso sound del disco.. Non c'è più spazio ad interpretazioni, seguono schemi prestabiliti. Il tastierista si limita a suonare pianoforti e qualche solista. Ma tutta l'atmosfera e arrangiamenti sono dentro un MacBook. Preferivo i vecchi tempi...
mima85 28-02-26 14.22
orange1978 ha scritto:
francamente il futuro (non solo per le workstations) lo vedo molto grigio, non so nemmeno se avrà senso ancora parlare di "arte".


Una parte di musica sarà ancora arte, ma sarà una nicchia sempre più ristretta (già adesso è una nicchia) a cui parteciperanno solo gli appassionati irriducibili, sia dalla parte di chi crea che di chi fruisce. Il resto, la parte commerciale/mainstream, sarà pressoché totalmente in mano all'AI, se non proprio del tutto.

La mia speranza è che la gente prima o poi, dopo anni se non decenni di ubriacatura da AI, si risvegli dal torpore, mandi affanculo la musica generata automaticamente dai computer e cominci a pretendere che dietro la creazione di quello di cui fruisce ci siano delle persone in carne e ossa. Ma non so se vivrò abbastanza da vedere questo scenario.

Sempre se nel frattempo non schiatteremo tutti a causa della nostra stessa stupidità.
greg 28-02-26 14.26
orange1978 ha scritto:
due Kurzweil K2000R, un XV5080, Triton e Nord lead....erano anche però gli anni 90.

Quegli anni lì andrebbero divisi dal 1986 al 2000......
MV30 Roland che era composta da campionatore simil S50 + MC 500 sequencer era la vera antesignana delle workstations moderne. Considerando che un ESQ1 Ensoniq possedeva un piccolo sequencer a bordo e suoni ibridi.
Yamaha produsse il V50 che era una workstation basata su FM 4 operatori più parte drum, credo, mista. Kurzweil aveva a metà anni '80 la bestia K 250. E lasciamo perdere Fairlight, Synclavier et similia....
Poi Korg che nel 1988 sparò il suo M1. Ma io scelsi la T3ex che aveva doppia ROM, sequencer a 8 tracce gestibile con floppy, campionamenti con schede che leggeva anche M1 + campionamenti che si caricavano da floppy nella memoria espansa.
Emulator che con Emax e i suoi successori aveva a bordo un piccolo sequencer. e via via tutte le altre, Gem S2 e S3...
Fino ad arrivare a fine millennio con macchine davvero belle e quasi complete, come la Trinity espansa, EMU con tastiera a 76 note, EX 7 Yamaha, le varie JV Roland, fino a JV 1080 , MR 61-76 Ensoniq (ultima workstation della casa)....Ma i campionatori già cominciarono a parlare di 1 giga e la 'musica' cambiò.
Uno dei grandi pregi di alcune workstations era il possedere a bordo doppio MIDI out con cui gestire con spit, layer e-o sequencer tanti moduli esterni. Questo era un must. Ad esempio ci fu un periodo in cui con Trinity io pilotavo anche S4 Alesis (modulo 1:1 del bel Quadrasynth), Proteus 1 e 2 Emu, un GS 64 Roland, infine un A 5000 Yamaha campionatore spettacolare. Con i Merge Midiman ( che ancora possiedo e utilizzo in studio) davvero ero in grado di avere un bel sistema 'professionale' completo, tranne i suoni analogici, non era epoca emoemo
orange1978 28-02-26 15.16
@ calav
È esattamente ciò che dico io, oramai i professionisti usano la maggior parte se non tutte plug-in importati direttamente con lo stesso sound del disco.. Non c'è più spazio ad interpretazioni, seguono schemi prestabiliti. Il tastierista si limita a suonare pianoforti e qualche solista. Ma tutta l'atmosfera e arrangiamenti sono dentro un MacBook. Preferivo i vecchi tempi...
li dipende, se il punto della questione è che per fare certe cose si va a usare un mac anziche un rack colmo di expander e campionatori akai emu etc...vabbè è il progresso che cambia, dopotutto ci sono vantaggi e svantaggi in entrambe le situazioni ma comunque che tu utilizzi digital performer colmo di plug in o performer 4.0 solo midi collegato a svariati rack hardware per me cambia poco nella sosranza, son tecnologie diverse ma la creativitá, l'arte, é sempre tua perchè anche se uno strumento non è presente fisicamente ma é un semplice codice numerico comunque da solo non farebbe nulla, e se non sai comporre e arrangiare con un pro tools e 50 vst non lo sapresti fare nemmeno con un atari st midi e 100 expander...unica cosa nel caso dimensione moderna quasi solo software si puó andare incontro come effetto collaterale a un certo appiattimento delle sonoritá perchè poi diventa più facile per tutti avere le stesse cose mentre un tempo vi era maggior diversificazione e standardizzazione.


sul discorso invece AI lì cambia tutto, perchè se l'arte la genera direttamente il computer (anche sotto tue direttive) non si puó piú parlare di arte secondo me.

un pittore che avesse deciso nel 1985 di abbandonare i pennelli e tela e utilizzare un commodore 64 o una neonata amiga 1000 o atari st per disegnare e fare immagini digitali sarebbe stata una scelta rivoluzionaria ma comunque artistica perchè creare a mano immagini grafiche con una tavoletta grafica e solo 16 colori su 320/200 pixel richiede grandi abilitá, un commodore 64 non crea le immagini da solo, devi saper disegnare, mixare i colori della tavolozza, avere idee del soggetto e saperlo realizzare etc etc....tanto quanto un pittore farebbe con una tela e colori ad olio.

....ma se il dipingere si limita a istruire il computer descrivendo il quadro che vorresti e al resto ci pensa lui a creare, tratteggiare, dipingere, colorare, sfumare etc etc....dove sarebbe l'arte? descrivere un idea mentale al computer nei minimi dettagli per far si che lui la realizzi significa averla in testa, pensarla...ma basterebbe per essere definito "artista"?

una cosa del genere puó essere interessante a livello accademico per mostrare le capacitá prodigiose dell'informatica, ma a livello artistico per me non vale assolutamente nulla e purtroppo stiamo virando pericolosamente in quella direzione e io non vedo alcun punto o volontá generale di ritorno.
mima85 01-03-26 01.38
orange1978 ha scritto:
se l'arte la genera direttamente il computer (anche sotto tue direttive) non si puó piú parlare di arte secondo me.


L'arte è una forma di espressione umana creata per trasmettere storie, concetti, idee/ideali, emozioni e via dicendo. Senza l'umanità non è arte per definizione.

Certo un'AI può produrre un bel brano musicale o una bella immagine. Ma l'AI, in quanto pappagallo probabilistico che ragiona puramente su basi matematiche, applicate all'enorme dataset che le è stato fornito durante l'addestramento, non ha nulla da dire.
orange1978 01-03-26 01.53
@ mima85
orange1978 ha scritto:
se l'arte la genera direttamente il computer (anche sotto tue direttive) non si puó piú parlare di arte secondo me.


L'arte è una forma di espressione umana creata per trasmettere storie, concetti, idee/ideali, emozioni e via dicendo. Senza l'umanità non è arte per definizione.

Certo un'AI può produrre un bel brano musicale o una bella immagine. Ma l'AI, in quanto pappagallo probabilistico che ragiona puramente su basi matematiche, applicate all'enorme dataset che le è stato fornito durante l'addestramento, non ha nulla da dire.
il problema é che il nostro cervello non funziona tanto diversamente dalla AI...e non lo dico io, lo dicono matematici, scienziati, biologi, tu stesso quando crei musica sei per forza di cose influenzato dalle tue esperienze musicali passate a livello di ascolto, per esempio dai doors o dagli anni ottanta nel tuo caso, alle quali certo si aggiungeranno inevitabilmente i tuoi aspetti emotivi, passionali, le esperienze personali vissute etc etc...

Adesso è vero, la AI si limita a unire pappagallescamente elementi da un dataset enorme ossia il web, peró....dobbiamo considerare che la AI esiste dagli anni 50/60, io stesso possiedo e ho studiato su libri che parlavano di AI giá negli anni ottanta riguardo al commodore vic 20 e c64, ce nè uno artificial intelligence for your VIC...chiaro con quei "cavalli" ossia 1 Mhz di clock 16 bit di address bus quindi 64 k utili quello che si poteva fare era ben poco, ma oggi i cavalli continuano ad aumentare permettendo di creare algoritmi e strutture di data processing sempre piú complesse, quello che oggi è un supercomputer Bullx un domani potrebbe stare comodamente dentro uno smartphone (se pensiamo che un samsung o iphone oggi sta in tasca e rispetto a un pesante atari 800 è milioni di volte piú potente...)

come la metteremo quindi? eh non lo so, ma potremmo benissimo arrivare al punto che un computer opportunamente istruito sará in grado nella maggior parte dei casi di comporre musica in maniera analoga all"uomo, es nella musica pop, o dance, o sonorizzazioni, addirittura simulando (mi chiedo come) in maniera molto raffinata anche gli aspetti emotivi e passionali che caratterizzano gli esseri umani.
oggi tutto questo potrebbe apparire a noi come assurdo e impossibile ma....come sarebbe apparsa agli antichi greci l'idea di poter volare da un continente all'altro? o addirittura l'essere in grado di uscire dalla terra e potersi recare nello spazio?
a livello logico a me sembrano piú o meno la stessa cosa, ossia pensare impossibile qualcosa che non si sa come realizzare in modo pratico, per esempio appunto rendere il computer emotivo o simularne l'emotivitá...

in un ottica artistica tradizionale per come la intendiamo noi adesso, tutto questo mi fa apparire il futuro molto grigio e preoccupante, un tempo erano cose da fantascienza appunto, oggi invece giá le stiamo vivendo, ancora primitivamente è vero...ma non è piú science fiction!
greg 01-03-26 10.37
orange1978 ha scritto:
in un ottica artistica tradizionale per come la intendiamo noi adesso, tutto questo mi fa apparire il futuro molto grigio e preoccupante, un tempo erano cose da fantascienza appunto, oggi invece giá le stiamo vivendo, ancora primitivamente è vero...ma non è piú science fiction!

Credo che si svilupperanno ulteriormente ascolti differenziati, come già a livello epocale accadde con i synth-sequencer e drummachines da Emerson a Jarre a Vangelis, per citarne i più in vista.
La musica da IA l'ascolteranno le nuove generazioni, purtroppo, ignari dell'epoca in cui i ragazzi sbavavano davanti alle vetrine addobbate di attrezzature HiFi per ascolto di vinili leggendari. Invece adesso ci si accontenta di attrzzature che riproducono musiche ipercompresse e non naturali.
Ho amici che stanno componendo opere letterarie di Storia virtuale, di ciò che sarebbe il mondo oggi se...... e lo fanno in poche settimane. Vendono su Amazon....Accade già con la musica? chi lo può negare?...
mima85 01-03-26 11.51
orange1978 ha scritto:
il problema é che il nostro cervello non funziona tanto diversamente dalla AI...e non lo dico io, lo dicono matematici, scienziati


Normale, dato che nello sviluppo dell'AI ci si è ispirati al funzionamento del nostro cervello.

orange1978 ha scritto:
come la metteremo quindi? eh non lo so, ma potremmo benissimo arrivare al punto che un computer opportunamente istruito sará in grado nella maggior parte dei casi di comporre musica in maniera analoga all"uomo, es nella musica pop, o dance, o sonorizzazioni, addirittura simulando (mi chiedo come) in maniera molto raffinata anche gli aspetti emotivi e passionali che caratterizzano gli esseri umani.


Ma questo è fuori da ogni dubbio, non è questione di se ma di quando. Basta guardare i progressi fatti nel campo dell'AI solo negli ultimi due anni, nel 2024 ridevamo a vedere su Youtube i video distorti e goffi di Will Smith che mangia spaghetti, oggi bisogna fare un sacco di attenzione a distinguere cos'è vero e cos'è falso.

La questione non è sul lato tecnico. La questione è che l'arte per definizione presuppone un intervento umano, senza questo non può essere definibile tale. Poi è vero che non tutto ciò che è fatto da persone è automaticamente arte, ma quest'ultima non è separabile dall'intervento umano perché è un requisito intrinseco per poterla definire tale.

L'AI può tirar fuori un brano tecnicamente spettacolare e piacevolissimo da ascoltare, ma tra questo e la persona che in mezzo alla strada racconta con una chitarra di storie, ideali, problemi sociali, emozioni e sentimenti, l'arte la sta facendo quest'ultimo. Non l'intelligenza artificiale, per quanto sorprendente possa essere il brano che ha generato.

Starà poi a noi in quanto fruitori scegliere da quale parte stare quando si vorrà ascoltare della musica, specialmente se si dovrà pagare per farlo. Io la mia scelta l'ho già fatta e da me quei quattro stronzi miliardari dell'AI non vedranno nemmeno un ghello.
Ilaria_Villa 01-03-26 15.35
@ mima85
orange1978 ha scritto:
il problema é che il nostro cervello non funziona tanto diversamente dalla AI...e non lo dico io, lo dicono matematici, scienziati


Normale, dato che nello sviluppo dell'AI ci si è ispirati al funzionamento del nostro cervello.

orange1978 ha scritto:
come la metteremo quindi? eh non lo so, ma potremmo benissimo arrivare al punto che un computer opportunamente istruito sará in grado nella maggior parte dei casi di comporre musica in maniera analoga all"uomo, es nella musica pop, o dance, o sonorizzazioni, addirittura simulando (mi chiedo come) in maniera molto raffinata anche gli aspetti emotivi e passionali che caratterizzano gli esseri umani.


Ma questo è fuori da ogni dubbio, non è questione di se ma di quando. Basta guardare i progressi fatti nel campo dell'AI solo negli ultimi due anni, nel 2024 ridevamo a vedere su Youtube i video distorti e goffi di Will Smith che mangia spaghetti, oggi bisogna fare un sacco di attenzione a distinguere cos'è vero e cos'è falso.

La questione non è sul lato tecnico. La questione è che l'arte per definizione presuppone un intervento umano, senza questo non può essere definibile tale. Poi è vero che non tutto ciò che è fatto da persone è automaticamente arte, ma quest'ultima non è separabile dall'intervento umano perché è un requisito intrinseco per poterla definire tale.

L'AI può tirar fuori un brano tecnicamente spettacolare e piacevolissimo da ascoltare, ma tra questo e la persona che in mezzo alla strada racconta con una chitarra di storie, ideali, problemi sociali, emozioni e sentimenti, l'arte la sta facendo quest'ultimo. Non l'intelligenza artificiale, per quanto sorprendente possa essere il brano che ha generato.

Starà poi a noi in quanto fruitori scegliere da quale parte stare quando si vorrà ascoltare della musica, specialmente se si dovrà pagare per farlo. Io la mia scelta l'ho già fatta e da me quei quattro stronzi miliardari dell'AI non vedranno nemmeno un ghello.
emo
orange1978 01-03-26 17.09
mima85 ha scritto:
Starà poi a noi in quanto fruitori scegliere da quale parte stare quando si vorrà ascoltare della musica, specialmente se si dovrà pagare per farlo. Io la mia scelta l'ho già fatta e da me quei quattro stronzi miliardari dell'AI non vedranno nemmeno un ghello.


si ma...forse non ci capiamo.

il discorso chiave di tutto ciò, la vera minaccia, non è tanto che la gente farà musica EDM con la AI e lo sapremo tutti, ma tanto quando balli che cazzo te ne frega se la musica l'ha composta e creata interamente un software o se è frutto di un umano? la funzionalità di certa musica è palese, nel caso della EDM è farti venir voglia di ballare.
se parliamo di musica per immagini es film, immaginiamo una la scena dove due limonano (e non dovrebbero, magari sono entrambi fidanzati con altri) e la musica aiuta a sottolineare la drammaticità della scena, anche qui che te frega alla fine se questi archi li ha scritti elfmann o morricone o logic? stai guardando il film, conta l'insieme delle cose.

il mio ragionamento (che già feci se non sbaglio) è che il concetto di "arte" e sopratutto "paternità d'arte" è fortemente minacciato, per esempio arriverà ilaria villa e dicendomi "senti questa mie composizioni per liuto, le ho composte l'anno scorso e le ho registrate poche settimane fa", le ascolto e penso si, sono belle...ma le avrà ha fatte davvero lei o semplicemente ha istruito un software descrivendo cosa voleva es "scrivimi una giga, in tonalità di sol minore con una modulazione poi in do maggiore sulla seconda parte, un finale in cadenza piccarda, il ritmo vorrei sia simile alla giga per clavicembalo della suite inglese numero 3 di js bach..."

ora come ora non è forse possibile farlo in maniera così indistinguibilmente da quello che farebbe un umano, ma un domani? ecco se sarà davvero possibile chi potrà poi esser "credibile" come compositore?

nel caso che ho appena descritto per esempio io potrei benissimo replicare "non ti credo, quei brani tu gli hai fatti con la AI" e lei potrebbe rispondere "non è vero, guarda se vuoi te li suono qui al momento!" e io potrei replicare ancora "vabbè ok ti sarai fatta generare la partitiura dalla AI e te la sei imparata a memoria...ma non li hai composti tu!"

ecco, questo intendo dire, questa è la vera minaccia, al momento che un computer fosse in grado di comporre in maniera indistinguibile da un umano nessuno poi potrebbe più aver credibilità sulla paternità di una composizione, potrebbero infatti "barare" tutti quanti.
la sola cosa che sopravviverebbe potrebbe essere l'esecuzione di brani, l'interpretazione live dove non ci potrebbe essere inganno, e anche se il computer fosse in grado di fare la stessa cosa in maniera migliore comunque vederla fare a un umano è sempre qualcosa che piace a tutti.

del resto, nessuno fa le olimpiadi con i robot, per quanto volendo sarebbe possibile, o una gara con macchine che guidano da sole, magari le faranno anche un domani e per un po' potrebbe essere una novità, ma non credo soppianterebbero mai le olimpiadi vere o il moto gp.

secondo me quindi la vera minaccia della AI a livello artistico, sopratutto nel campo musicale, è proprio questa: il poter poi stabilire con certezza la paternità di un opera (canzone, concerto, sonata, colonna sonora etc etc) che viene proposta da un ipotetico "artista" che ne rivendica appunto la paternità stessa!
mima85 01-03-26 17.48
@ orange1978
mima85 ha scritto:
Starà poi a noi in quanto fruitori scegliere da quale parte stare quando si vorrà ascoltare della musica, specialmente se si dovrà pagare per farlo. Io la mia scelta l'ho già fatta e da me quei quattro stronzi miliardari dell'AI non vedranno nemmeno un ghello.


si ma...forse non ci capiamo.

il discorso chiave di tutto ciò, la vera minaccia, non è tanto che la gente farà musica EDM con la AI e lo sapremo tutti, ma tanto quando balli che cazzo te ne frega se la musica l'ha composta e creata interamente un software o se è frutto di un umano? la funzionalità di certa musica è palese, nel caso della EDM è farti venir voglia di ballare.
se parliamo di musica per immagini es film, immaginiamo una la scena dove due limonano (e non dovrebbero, magari sono entrambi fidanzati con altri) e la musica aiuta a sottolineare la drammaticità della scena, anche qui che te frega alla fine se questi archi li ha scritti elfmann o morricone o logic? stai guardando il film, conta l'insieme delle cose.

il mio ragionamento (che già feci se non sbaglio) è che il concetto di "arte" e sopratutto "paternità d'arte" è fortemente minacciato, per esempio arriverà ilaria villa e dicendomi "senti questa mie composizioni per liuto, le ho composte l'anno scorso e le ho registrate poche settimane fa", le ascolto e penso si, sono belle...ma le avrà ha fatte davvero lei o semplicemente ha istruito un software descrivendo cosa voleva es "scrivimi una giga, in tonalità di sol minore con una modulazione poi in do maggiore sulla seconda parte, un finale in cadenza piccarda, il ritmo vorrei sia simile alla giga per clavicembalo della suite inglese numero 3 di js bach..."

ora come ora non è forse possibile farlo in maniera così indistinguibilmente da quello che farebbe un umano, ma un domani? ecco se sarà davvero possibile chi potrà poi esser "credibile" come compositore?

nel caso che ho appena descritto per esempio io potrei benissimo replicare "non ti credo, quei brani tu gli hai fatti con la AI" e lei potrebbe rispondere "non è vero, guarda se vuoi te li suono qui al momento!" e io potrei replicare ancora "vabbè ok ti sarai fatta generare la partitiura dalla AI e te la sei imparata a memoria...ma non li hai composti tu!"

ecco, questo intendo dire, questa è la vera minaccia, al momento che un computer fosse in grado di comporre in maniera indistinguibile da un umano nessuno poi potrebbe più aver credibilità sulla paternità di una composizione, potrebbero infatti "barare" tutti quanti.
la sola cosa che sopravviverebbe potrebbe essere l'esecuzione di brani, l'interpretazione live dove non ci potrebbe essere inganno, e anche se il computer fosse in grado di fare la stessa cosa in maniera migliore comunque vederla fare a un umano è sempre qualcosa che piace a tutti.

del resto, nessuno fa le olimpiadi con i robot, per quanto volendo sarebbe possibile, o una gara con macchine che guidano da sole, magari le faranno anche un domani e per un po' potrebbe essere una novità, ma non credo soppianterebbero mai le olimpiadi vere o il moto gp.

secondo me quindi la vera minaccia della AI a livello artistico, sopratutto nel campo musicale, è proprio questa: il poter poi stabilire con certezza la paternità di un opera (canzone, concerto, sonata, colonna sonora etc etc) che viene proposta da un ipotetico "artista" che ne rivendica appunto la paternità stessa!
Rispondo qui per evitare di andare OT in questo thread.