drmacchius ha scritto:
gemini mi dice
ogni tanto ritorna il tuo dubbio emblematico, sembri un'anima in pena che vaga alla ricerca di se stessa...
il problema principale è la propriocezione e la gestione del fiato.
se qualcuno non ti spiega (con esempi) e ti corregge (ascoltandoti) e mettendoti le mani addosso per farti sentire quali muscoli e come utilizzarli nella corretta emissione non capirai mai come emettere i suoni in maniera fisiologicamente corretta (cantare poi è un'altra cosa...) continuerai ad arrovellarti nei tuoi dubbi rischiando di farti male. Se non conosci i meccanismi corretti di emissione non potrai correggerti e migliorarti.
oltre alla frequenza in sè è fondamentale capire COME riesci ad emetterla ed a che livello.
io riesco ad emettere (senza ruttare) un RE1 ma essendo un tenore (drammatico) salgo (con moltissima fatica) al DO4, è la mia estensione ma non è il range che posso utilizzare senza microfono. la mia tessitura credibile ed utilizzabile su di un palco senza sforzarmi e senza necessità di amplificare la voce per farla arrivare "oltre la terza fila" è DO2-SOL#3. Sotto il DO2 e sino al Fa1 il suono c'è, l'emissione è corretta ma non c'è un volume sufficiente a far correre la voce in sala. microfonandomi posso cantare Barry White, (anzi le mie basi sono un semitono sotto proprio per cercare di riempire in qualche modo il suono e sfruttando l'effetto prossimità del microfono enfatizzare le basse frequenze) ma il timbro naturale non sarà mai come quello suo e sopratutto a causa della trasmissione endossea "quello che esce" (e percepiscono gli altri) non è "quello che sento dentro".
Quindi: LA FREQUENZA NON TI ASSICURA NULLA"
fatti un regalo, investi qualche centinaio di euro in un po' di lezioni e levati definitivamente il dubbio salvaguardando nel contempo il tuo "strumento".