Ovidio ha scritto:
Sorveglianza e telemetria, sono pericolose per l'utente finale?
Dipende che dati vengono mandati e in quali quantità. Dati diagnostici anonmizzati inviati una volta ogni tot per verificare lo stato di software e macchine e studiare eventuali problemi non sono pericolosi. Dati relativi a siti Internet visitati, a pagine di prodotti visualizzati, ai contatti con cui si sono intrattenuti rapporti nel mondo digitale, ai programmi visti in TV e i canali ascoltati alla radio, a spezzoni audio di conversazioni registrate dagli assistenti di domotica, a riprese video effettuate da telecamere di sorveglianza, eccetera e tutti direttamente riferiti a noi, si, sono potenzialmente pericolosi, e pure molto.
Ovidio ha scritto:
Ho letto che anche l'ISP può rivendere a terzi i dati telemetrici che ci riguardano, è vero?
Che io sappia no, i provider Internet non possono rivendere i dati telemetrici della nostra connessione, che sostanzialmente sono gli IP degli host contattati e gli orari in cui ciò è avvenuto. Sarebbe un'aperta violazione della privacy e come tale sanzionata dal GDPR. Possono però fornire questi elenchi alle autorità, in caso di indagini sul nostro conto.
Ovidio ha scritto:
Riguardo ai browser, leggo da varie fonti che Firefox, tramite labs, è diventato uno spyware. Leggenda o verità?
Firefox ultimamente ha fatto un paio di mosse che hanno fatto storcere un po' il naso, ma non mi pare sia stato quel gran che di eclatante. E comunque nelle impostazioni del browser tutto ciò che riguarda telemetria, uso di servizi AI e via dicendo è disattivabile. Io per il momento continuo a usarlo tranquillamente, anche perché la protezione della privacy è sempre stato uno dei punti principali su cui la Mozilla Foundation (l'ente che sviluppa Firefox) ha basato tutto il suo marketing, andare contro i loro stessi ideali sarebbe un autogoal clamoroso.
Ovidio ha scritto:
Insomma, occorre rassegnarci al fatto che mettere piede su internet significa dare in pasto le ns info a terzi per scopi commerciali? L'alternativa è non usare internet?
Purtroppo la risposta è si ad entrambe le domande, la privacy totale su Internet non esiste. Un po' per com'è intrinsecamente fatto il sistema in quanto la rete deve sapere a chi instradare i pacchetti che l'attraversano, questo comporta che in essi compaiano gli indirizzi sorgente e destinazione e se vengono intercettati o tracciati, chi lo fa sa da dove arrivano e dove devono essere spediti. E un po' perché ormai la stragrande maggioranza dei siti fa un qualche tipo di profilazione dei propri utenti.
A meno di non raggiungere livelli paranoici di protezione della privacy, cosa che comporta il doversi disconnettere totalmente da qualsiasi mezzo di comunicazione digitale, si può trovare un buon compromesso usando browser fatti da gente un po' attenta alla privacy, plugin di blocco della pubblicità, motori di ricerca diversi da Google, iscriversi al minor numero possibile di servizi web, evitare i servizi cloud e di usare apparecchi di domotica connessi a Internet, usare la propria smart TV come semplice schermo e delegare al TV box dato dal provider la ricezione dei programmi televisivi (non risolve il problema alla radice ma le smart TV ultimamente sono diventate notoriamente molto pettegole) ed evitare come la peste tutti i social network, senza distinzione. E magari, ma qui si sconfina nella paranoia, invece di usare uno smartphone ripiegare su un telefono cellulare alla vecchia maniera, con solo possibilità di inviare SMS e far chiamate.
Tutto ciò non garantisce privacy assoluta ma è comunque una serie di passi nella giusta direzione.