Quanto si sente l' AI?

axtralman 06-06-26 10.09
Ciao a tutti!
Vorrei sottoporre al vostro orecchio fine questo mio nuovo brano "sperimentale", per capire quanto sia evidente l'intervento dell'intelligenza artificiale sulla mia voce.IL BRANO
In pratica, ho cantato di persona le strofe e il pre-chorus, applicando vari riverberi e compressore per scaldare il timbro. Il chorus, però, era decisamente troppo alto per la mia estensione e, nonostante i vari tentativi, i risultati erano piuttosto imbarazzanti....direi TANTO imbarazzanti...
Per risolvere, ho fatto cantare il ritornello alla cantante e poi, grazie all'IA, ho fatto la "magia": ho clonato il mio timbro sulla sua linea vocale. Infine, ho lavorato il tutto con un vocal doubler e vari riverberi per amalgamare il mix.
Avendoci passato sopra troppe ore, ho perso l'oggettività e non riesco più a valutare la qualità del risultato. Vi chiedo quindi: quanto si percepisce il "tocco" dell'IA nel brano? :)
Deckard 06-06-26 11.52
Ripropongo una sezione dedicata esclusivamente alla AI emo
markelly2 06-06-26 18.22
Visto che ormai è evidente che l'IA non ha limiti, è necessario che i limiti se li ponga l'uomo.
Ko_tatsu 07-06-26 18.20
@ axtralman
Ciao a tutti!
Vorrei sottoporre al vostro orecchio fine questo mio nuovo brano "sperimentale", per capire quanto sia evidente l'intervento dell'intelligenza artificiale sulla mia voce.IL BRANO
In pratica, ho cantato di persona le strofe e il pre-chorus, applicando vari riverberi e compressore per scaldare il timbro. Il chorus, però, era decisamente troppo alto per la mia estensione e, nonostante i vari tentativi, i risultati erano piuttosto imbarazzanti....direi TANTO imbarazzanti...
Per risolvere, ho fatto cantare il ritornello alla cantante e poi, grazie all'IA, ho fatto la "magia": ho clonato il mio timbro sulla sua linea vocale. Infine, ho lavorato il tutto con un vocal doubler e vari riverberi per amalgamare il mix.
Avendoci passato sopra troppe ore, ho perso l'oggettività e non riesco più a valutare la qualità del risultato. Vi chiedo quindi: quanto si percepisce il "tocco" dell'IA nel brano? :)
Io la sento, ha quel "chorus" e quegli artefatti spettrali tipici. Magari nel futuro migliorerà. emo
PandaR1 08-06-26 10.59
@ markelly2
Visto che ormai è evidente che l'IA non ha limiti, è necessario che i limiti se li ponga l'uomo.
Lo dicevano pure i telefonisti, bisogna mettere dei limiti a questi combinatori automatici!
d_phatt 08-06-26 11.34
@ PandaR1
Lo dicevano pure i telefonisti, bisogna mettere dei limiti a questi combinatori automatici!
Da una parte hai ragione, dall'altra però il tuo intervento fornisce uno spunto di riflessione. Da che esiste la rivoluzione scientifico-tecnologica in atto da Newton in poi, e soprattutto negli ultimi 150 anni, i compiti vengono ripensati, riorganizzati e infine automatizzati. Ma fino a ieri ad essere automatizzati erano lavori ripetitivi, manuali e non, oppure semplicemente lavori d'ufficio passavano dall'era cartaceo/analogica a quella digitale.

Oggi per la prima volta ad essere messi in discussione sono i lavori intellettuali e creativi, le macchine sono in grado di assolvere mansioni creative, prima il designer passava da carta e penna a tavoletta grafica e software, ora il designer viene sostituito da un prompt in cui io chiedo "realizzami un logo con queste specifiche" e lui me lo genera... Poi vabbè si sa che almeno per il momento è un po' un'esagerazione, la maggior parte dei professionisti semplicemente integra eventuali tecnologie IA nel proprio workflow e via, quindi niente di nuovo.

Però è un passo epocale, magari alla fine verrà consegnato alla storia semplicemente come un passaggio come gli altri, ma viverlo nel presente non è così scontato.
markelly2 08-06-26 11.37
@ PandaR1
Lo dicevano pure i telefonisti, bisogna mettere dei limiti a questi combinatori automatici!
Infatti io non ho detto che bisogna imporre dei limiti alla IA, ma a chi la utilizza, o meglio bisogna capire se chi crea musica utilizzando la IA in toto, si può definire ancora musicista, o va chiamato in altro modo.
PandaR1 08-06-26 12.10
@ markelly2
Infatti io non ho detto che bisogna imporre dei limiti alla IA, ma a chi la utilizza, o meglio bisogna capire se chi crea musica utilizzando la IA in toto, si può definire ancora musicista, o va chiamato in altro modo.
Ma in effetti a chi frega? L'unica cosa che conta e' se la gente la vuole sentire.

D'altra parte ci sono fior fior di musicisti diplomati al conservatorio che fanno gli usceri e trapper con la seconda elementare che riempiono gli stadi.
Ovidio 08-06-26 12.30
markelly2 ha scritto:
si può definire ancora musicista, o va chiamato in altro modo

Ricordo i primi tempi in cui uscì Cubase, era più facile smanettare con griglie, quantizzazioni e risistemare i cubetti fuori tempo per far finta di essere musicisti invece che smanettoni. E che dire dei dopolavoristi con le Gem tuttofare? Non parliamo poi di quando arrivò Garageband con i loops drag'n'drop.
Da allora a oggi la sostanza non è cambiata molto. Il problema reale è distinguere tra un vero musicista (che si avvale solo ed esclusivamente delle proprie facoltà intellettuali e fisiche senza ulteriori ausili) e un operaio della musica (cioè uno che si avvale di strumenti tecnologici, in parte o in toto, per ottenere un'opera musicale). Qui sul forum lo abbiamo ripetuto allo sfinimento, ma repetita iuvant.
Altrimenti da domani potremmo definire centometrista anche un motobiker.
markelly2 08-06-26 13.06
@ PandaR1
Ma in effetti a chi frega? L'unica cosa che conta e' se la gente la vuole sentire.

D'altra parte ci sono fior fior di musicisti diplomati al conservatorio che fanno gli usceri e trapper con la seconda elementare che riempiono gli stadi.
Insomma siamo spacciati.
axtralman 08-06-26 13.38
@ markelly2
Insomma siamo spacciati.
Personalmente, sono sempre stato affascinato dalle novità tecnologiche: dai primi sequencer fino alle attuali applicazioni dell'intelligenza artificiale.
La tecnologia non deve necessariamente penalizzare la creatività. Anche il sequencer, in fondo, è una sorta di automazione; credo di non essere l'unico ad averlo usato, ad esempio, per eseguire arpeggi sulla tastiera che non sarei riuscito a suonare solo con le mie mani.
Nel mio caso, sto studiando a fondo l'uso dell'AI nelle applicazioni vocali: dalla gestione di filtri specifici fino alla clonazione e manipolazione dei timbri. Questo mi permette di lavorare in tempi ragionevoli, nonostante il mio setup sia modesto, soprattutto a livello di microfoni.

Diverso è il discorso di chi digita un prompt, genera musica dal nulla e magari si sente un musicista senza saper suonare alcuno strumento. Non dimentichiamo, però, che oggi esiste una stragrande maggioranza di DJ che si definiscono musicisti solo perché modificano il pitch su brani creati da altri. Per non parlare degli pseudo-musicisti che da anni, tra talent e social, sfornano oscenità musicali. Ecco, forse se iniziassero a usare l'AI, potrebbero soltanto migliorareemo
Ilaria_Villa 08-06-26 15.26
@ axtralman
Personalmente, sono sempre stato affascinato dalle novità tecnologiche: dai primi sequencer fino alle attuali applicazioni dell'intelligenza artificiale.
La tecnologia non deve necessariamente penalizzare la creatività. Anche il sequencer, in fondo, è una sorta di automazione; credo di non essere l'unico ad averlo usato, ad esempio, per eseguire arpeggi sulla tastiera che non sarei riuscito a suonare solo con le mie mani.
Nel mio caso, sto studiando a fondo l'uso dell'AI nelle applicazioni vocali: dalla gestione di filtri specifici fino alla clonazione e manipolazione dei timbri. Questo mi permette di lavorare in tempi ragionevoli, nonostante il mio setup sia modesto, soprattutto a livello di microfoni.

Diverso è il discorso di chi digita un prompt, genera musica dal nulla e magari si sente un musicista senza saper suonare alcuno strumento. Non dimentichiamo, però, che oggi esiste una stragrande maggioranza di DJ che si definiscono musicisti solo perché modificano il pitch su brani creati da altri. Per non parlare degli pseudo-musicisti che da anni, tra talent e social, sfornano oscenità musicali. Ecco, forse se iniziassero a usare l'AI, potrebbero soltanto migliorareemo
emo
Ilaria_Villa 10-06-26 15.03
@ PandaR1
Ma in effetti a chi frega? L'unica cosa che conta e' se la gente la vuole sentire.

D'altra parte ci sono fior fior di musicisti diplomati al conservatorio che fanno gli usceri e trapper con la seconda elementare che riempiono gli stadi.
Tristezza infinita.
Raptus 10-06-26 15.36
@ PandaR1
Ma in effetti a chi frega? L'unica cosa che conta e' se la gente la vuole sentire.

D'altra parte ci sono fior fior di musicisti diplomati al conservatorio che fanno gli usceri e trapper con la seconda elementare che riempiono gli stadi.
Che visione triste

Credo che sia proprio il nichilismo la fonte di tutti i problemi, non la IA