Ne vale la pena?

Lollo78 07-06-26 22.01
Negli ultimi anni la musica suonata sta vivendo un periodo difficile e credo che questo sia sotto gli occhi di tutti. Mi ricordo ancora quando ho iniziato con la Roland jv 80 e poi la Korg X3 nel lontano '93... Ero musicalmente agli inizi e le occasioni per suonare erano tante...nonostante le mie acerbe capacità di allora era bello poter suonare a scuola, in feste di paese...i primi locali...c'era tanta gente...si rosicava di fronte ad altri tastieristi più bravi ,con le Korg 01w e dopo le trinity...poi paradossalmente con la mia crescita musicale è iniziato anche un lento declino...eppure ho suonato abbastanza in giro, anche in radio... Brani finiti a Milano seguiti da case discografiche di livello nazionale...però qualcosa stava cambiando, l'esplosione di internet ...chiusure di locali e sempre meno opportunità. Per me la musica è sempre stata ( e lo è tuttora)un bellissimo hobby. Mi sono sempre divertito a studiare (sebbene da autodidatta) e ho cambiato tante tastiere, synth... Negli ultimi tempi tra famiglia e figli il tempo è pochissimo. Le proposte di suonare in qualche gruppo ci sono, ma mi chiedo...ne vale la pena? Cioè a fronte di pochissime occasioni per suonare dal vivo( e questo si è anche riflettuto positivamente per il mio portafoglio rispetto alla gas) per preparare un repertorio dove devo mettermi su ipad o programmare la Nautilus con campioni, loop, studiare i brani.
Sapete benissimo quante ore di lavoro ci vogliono per preparare un repertorio; per esempio l'ultimo riguarda una band trip hop...ma non capisco se sono io che son diventato pigro e anziano ormai a 48 anni, oppure se anche voi questi pensieri vi assillano a volte. Fino a qualche anno fa' scorrevo per ore il mercatino musicale per cercare qualche synth usato a seconda del progetto che mi si presentava...ma adesso, non ha senso. Ho capito anche che con una buona workstation programmata a dovere ci si fa' tutto.Cosa ne pensate al riguardo? Anche i miei brani che scrivo su daw sinceramente li ascoltano pochissime persone se non si cerca di farsi pubblicità sui social e affini e quindi mi son fermato un po' anche li. Eppure quasi ogni giorno accendo e mi faccio la mia suonata , studio armonia jazz, imparo brani e mi diverto. Probabilmente mi è rimasto questo e me lo tengo stretto. La musica mi ha cambiato la vita, nonostante tutto.
Forse non mi ripagherà mai del tempo e dei soldi spesi, ma mi ha reso probabilmente una persona migliore...
Spero di non avervi annoiato, un abbraccio a tutti voi amici musicisti!
JoelFan 07-06-26 22.21
La risposta alla domanda "Ne vale la pena?" è senz'altro sì.

Per il resto, come non condividere quanto scritto. Tutto quello che hai scritto accade in ogni parte d'Italia, aggiungo anche che l'inflazione di karaoke e dj set e compagnia bella è davvero demotivante.
1paolo 08-06-26 10.12
@ Lollo78
Negli ultimi anni la musica suonata sta vivendo un periodo difficile e credo che questo sia sotto gli occhi di tutti. Mi ricordo ancora quando ho iniziato con la Roland jv 80 e poi la Korg X3 nel lontano '93... Ero musicalmente agli inizi e le occasioni per suonare erano tante...nonostante le mie acerbe capacità di allora era bello poter suonare a scuola, in feste di paese...i primi locali...c'era tanta gente...si rosicava di fronte ad altri tastieristi più bravi ,con le Korg 01w e dopo le trinity...poi paradossalmente con la mia crescita musicale è iniziato anche un lento declino...eppure ho suonato abbastanza in giro, anche in radio... Brani finiti a Milano seguiti da case discografiche di livello nazionale...però qualcosa stava cambiando, l'esplosione di internet ...chiusure di locali e sempre meno opportunità. Per me la musica è sempre stata ( e lo è tuttora)un bellissimo hobby. Mi sono sempre divertito a studiare (sebbene da autodidatta) e ho cambiato tante tastiere, synth... Negli ultimi tempi tra famiglia e figli il tempo è pochissimo. Le proposte di suonare in qualche gruppo ci sono, ma mi chiedo...ne vale la pena? Cioè a fronte di pochissime occasioni per suonare dal vivo( e questo si è anche riflettuto positivamente per il mio portafoglio rispetto alla gas) per preparare un repertorio dove devo mettermi su ipad o programmare la Nautilus con campioni, loop, studiare i brani.
Sapete benissimo quante ore di lavoro ci vogliono per preparare un repertorio; per esempio l'ultimo riguarda una band trip hop...ma non capisco se sono io che son diventato pigro e anziano ormai a 48 anni, oppure se anche voi questi pensieri vi assillano a volte. Fino a qualche anno fa' scorrevo per ore il mercatino musicale per cercare qualche synth usato a seconda del progetto che mi si presentava...ma adesso, non ha senso. Ho capito anche che con una buona workstation programmata a dovere ci si fa' tutto.Cosa ne pensate al riguardo? Anche i miei brani che scrivo su daw sinceramente li ascoltano pochissime persone se non si cerca di farsi pubblicità sui social e affini e quindi mi son fermato un po' anche li. Eppure quasi ogni giorno accendo e mi faccio la mia suonata , studio armonia jazz, imparo brani e mi diverto. Probabilmente mi è rimasto questo e me lo tengo stretto. La musica mi ha cambiato la vita, nonostante tutto.
Forse non mi ripagherà mai del tempo e dei soldi spesi, ma mi ha reso probabilmente una persona migliore...
Spero di non avervi annoiato, un abbraccio a tutti voi amici musicisti!
Non vale la pena suonare per fare le serate, tra lo sbattone per preparare il repertorio, le prove con gente che magari si impara a conoscere bene solo in quel momento, i costi crescenti per la strumentazione e gli incassi ridicoli le poche volte che si fa un live (a cui si può aggiungere la poca soddisfazione ricevuta dagli spettatori..)
Vale la pena suonare per noi stessi, comporre cose originali (che possono piacere o meno ad altri) eventualmente anche esercitarsi e studiare per migliorarsi SE, solo se queste cose ci danno soddisfazione mentre le facciamo. Imho
Ovidio 08-06-26 11.59
Lollo78 ha scritto:
Ero musicalmente agli inizi e le occasioni per suonare erano tante...nonostante le mie acerbe capacità di allora era bello poter suonare a scuola, in feste di paese...i primi locali...c'era tanta gente...

Oggi puoi dimenticarlo. Al "suonare per stare insieme" si è sostituita la competizione sfrenata.

Lollo78 ha scritto:
si rosicava di fronte ad altri tastieristi più bravi ,con le Korg 01w e dopo le trinity...

Questo sentimento forse è strettamente pianistico/tastieristico, laddove si guarda più alla tecnica. Io, che suonavo altri strumenti (il famoso tappabuchi), ricordo che ogni band emergente ricercava uno stile proprio, plasmato sulla forma e l'urgenza comunicativa, indipendentemente dal livello tecnico. Il pubblico alle rassegne era numeroso, quasi sold-out, composto per il 90% da giovani. D'altronde i giovani parlano ai giovani. Raramente ho visto uno di mezza età apprezzare entità musicali giovanili, men che meno sostenerle o pagare per andare a un loro concerto.

Lollo78 ha scritto:
poi paradossalmente con la mia crescita musicale è iniziato anche un lento declino

E' fisiologico, l'entusiasmo delle esperienze giovanili o si concretizza in qualcosa di più serio e professionale (esempio: studio mirato a diventare un musicista jazz, un produttore, un concertista classico, etc.) oppure arrivano le delusioni, semplicemente perché non si è più giovani. La realtà è che per fare musica seriamente bisogna sgobbare e parecchio ma se si preferisce questo:
Lollo78 ha scritto:
tra famiglia e figli il tempo è pochissimo
... alla fine va bene così, la famiglia è la tua orchestra e ti assicuro che conosco diversi musicisti full-time in età matura che per tirare a campare vivono ancora con la mamma. Perché alla fine se ti intestardisci a campare di musica ma non sbocci, il rischio concreto è di ritrovarti in un limbo perenne... a meno di non vivere di rendita, va da sé.

Lollo78 ha scritto:
Sapete benissimo quante ore di lavoro ci vogliono per preparare un repertorio

Erano le stesse ore, forse di più, che spendevi al liceo per fare musica. Ma prima ingenuamente non ci pensavi, ora con il senno della ragione e con le bollette da pagare, sì. Purtroppo dopo una certa cambia anche la forma mentis, sparisce quella spensieratezza tipica dell'età in cui potevi permetterti di passare giornate intere a suonare.

Lollo78 ha scritto:
Anche i miei brani che scrivo su daw sinceramente li ascoltano pochissime persone se non si cerca di farsi pubblicità sui social e affini e quindi mi son fermato un po' anche li.

Per avere visibilità sulla rete occorre investire denaro, come è stato già ripetuto qui sul forum. Investire denaro significa mirare alla professione, calandosi in una realtà in cui scontrarsi con musicisti più giovani e spesso più esperti di comunicazione digitale; si torna al discorso iniziale della competizione sfrenata. Ma tu puoi anche bellamente fregartene e:
Lollo78 ha scritto:
mi faccio la mia suonata , studio armonia jazz, imparo brani e mi diverto. Probabilmente mi è rimasto questo e me lo tengo stretto


Lollo78 ha scritto:
mi ha reso probabilmente una persona migliore...

Ecco, questo penso sia il sunto di tutto il discorso. Alla fine la musica deve farti stare bene, in armonia con te stesso e con ciò che ti circonda, non creare ansia da prestazione.
WhiteMoon 08-06-26 13.03
Lollo78 ha scritto:
Mi ricordo ancora quando ho iniziato con la Roland jv 80 e poi la Korg X3 nel lontano '93... Ero musicalmente agli inizi e le occasioni per suonare erano tante...nonostante le mie acerbe capacità di allora era bello poter suonare a scuola, in feste di paese...i primi locali...c'era tanta gente...si rosicava di fronte ad altri tastieristi più bravi ,con le Korg 01w e dopo le trinity...poi paradossalmente con la mia crescita musicale è iniziato anche un lento declino...eppure ho suonato abbastanza in giro, anche in radio... ...però qualcosa stava cambiando, l'esplosione di internet ...chiusure di locali e sempre meno opportunità. Per me la musica è sempre stata ( e lo è tuttora)un bellissimo hobby. Mi sono sempre divertito a studiare (sebbene da autodidatta) e ho cambiato tante tastiere, synth... Negli ultimi tempi tra famiglia e figli il tempo è pochissimo.


Ciao! Concordo su tutto! È anche un po' la mia esperienza.

Ho iniziato a suonare nei primi gruppi (prima suonavo il Pianoforte a casa, da solo) nel 1983, con una Yamaha PS-55 (poco più di una Tastiera giocattolo: in realtà avrei voluto avere una Yamaha DX7, ma non potevo permettermela, avevo solo 17 anni e andavo ancora a scuola), per poi passare, nel 1987, alla Elka EK-44 e, nel 1989, alla Roland U-20.

Sebbene anch'io fossi musicalmente agli inizi, le occasioni per suonare erano tante: Feste di Quartiere, Concerti di fine anno scolastico nelle scuole (nelle palestre...), manifestazioni varie (ricordo di aver suonato in un Concerto organizzato ad Aosta dal Rotary Club di Torino in occasione delle Giornate di Amicizia Italo-Franco-Svizzera nel 1990) e anch'io ho suonato in qualche radio locale.

Sì: le occasioni per suonare erano tante. Ora sono molto meno.

Poi, sì, ora non c'è molto tempo per studiare. All'epoca, nei primi Anni '90, mi ricordo che passavo le notti a programmare la mia Roland U-20 creando layer e split che mi sarebbero poi serviti dal vivo.

Adesso, alla mia età, non riuscirei più a passare tutta la notte in bianco a programmare le tastiere e, poi, al mattino, andare a lavorare...

Tra lavoro e impegni familiari, il tempo è veramente poco: riesco a ritagliarmi qualche sabato e domenica mattina per provare le nuove canzoni che suoneremo nei miei 2 gruppi musicali.

Anche per me la musica è sempre stata un bellissimo hobby. Faccio, sì e no, 4 o 5 live l'anno, ma va bene così!

Anche a me la musica ha cambiato la vita, anzi, mi ha "salvato", diverse volte: quando ero giù di morale per qualche vicenda personale, è sempre comparso qualcuno che mi chiedeva di suonare da qualche parte, così, suonando, dimenticavo un minimo i miei problemi.
zerinovic 08-06-26 14.48
si ne vale la pena..SE trovi un progetto stimolante..e persone stimolate da quel progetto. una visione comune..la cosa difficile é questa.
Ilaria_Villa 08-06-26 15.24
@ zerinovic
si ne vale la pena..SE trovi un progetto stimolante..e persone stimolate da quel progetto. una visione comune..la cosa difficile é questa.
emo
Tastiero74 08-06-26 20.29
Lollo78 ha scritto:
Per me la musica è sempre stata ( e lo è tuttora)un bellissimo hobby. Mi sono sempre divertito a studiare (sebbene da autodidatta) e ho cambiato tante tastiere, synth

Idem emo

Lollo78 ha scritto:
La musica mi ha cambiato la vita, nonostante tutto.
Forse non mi ripagherà mai del tempo e dei soldi spesi, ma mi ha reso probabilmente una persona migliore...

Bella questa cosa che hai scritto emo

Per quanto mi riguarda, la musica fa parte di quelle attività rigeneranti che mi aiutano a ritrovare un po' di equilibrio quando finisco di lavorare, proprio come il cicloturismo.
Provo a spiegarmi meglio: ogni tanto quando esco dal lavoro prendo la bici e salgo sulle colline biellesi. Non vado su a razzo, non ne sarei capace, salgo sbuffando come una pentola a pressione e nessuno mi pagherà mai un euro per la fatica fatta, però ci vado lo stesso perché quando arrivo sopra mi sento affrancato dalle difficoltà quotidiane. Ovviamente i miei giri in bici sono ridicoli agli occhi dei ciclisti professionisti, però pubblico lo stesso le foto dei miei giri in bici sui social perché, ogni tanto, qualcuno vedendo quelle foto mi contatta e mi chiede di fare un giro in compagnia.

Ecco, per me la musica è come il cicloturismo: un'attività che rende la mia vita più bella. Sono perfettamente consapevole di essere solo un dilettante che strimpella nel poco tempo libero, e sono anche consapevole che agli occhi dei musicisti professionisti probabilmente i video dei brani che sto studiando e che ogni tanto pubblico sui social sembreranno risibili, però li pubblico lo stesso perché sono una specie di "diario di viaggio" che mi permette di tenere traccia del percorso che ho fatto e di condividerlo con chi ne ha voglia.
Ne vale la pena? Si, musica e sport per me fanno parte di un percorso, sono due pezzi del puzzle della mia vita.
Ah, dimenticavo, anche scrivere qui sul forum fa parte di quelle attività rigeneranti. Condividere un interesse con altre persone che nutrono quello stesso interesse, credo sia l'uso più sano che si può fare dei social... in bocca al lupo per i tuoi progetti musicali! emo
Lollo78 09-06-26 11.37
Bello leggervi...sono d'accordo con tutto ciò che avete detto...gli anni passano ma la musica resta, nonostante tutto. Chi vive di questo ha tutta la mia stima...veramente. Conosco anche io musicisti bravissimi..la maggior parte insegna a scuola. Altri tentano di arrivare alla fine del mese, ma è dura di questi tempi, a meno che non si entri nei giri giusti.
Ilaria_Villa 09-06-26 15.11
@ Lollo78
Bello leggervi...sono d'accordo con tutto ciò che avete detto...gli anni passano ma la musica resta, nonostante tutto. Chi vive di questo ha tutta la mia stima...veramente. Conosco anche io musicisti bravissimi..la maggior parte insegna a scuola. Altri tentano di arrivare alla fine del mese, ma è dura di questi tempi, a meno che non si entri nei giri giusti.
Nel giro della musica antica insegnano tutti, ma proprio tutti, compresi i grandi nomi di fama mondiale: conservatori, università, centri d'eccellenza. Io tengo masterclass di canto barocco, ovviamente all'estero.
michelet 09-06-26 15.14
Premesso che ho 12 anni più di te (e questo è decsamente un'aggravante) posso dire di aver sempre combattuto una guerra intestina tra il voler suonare e comporre per i fatti miei musica cinematica e suonare con gruppi. Da un lato, aver prediletto ia prima attività mi ha sempre tenuto distante dalla vita in comunità, dall'altra proprio il voler perseguire l'obiettivo della musica cinematica mi ha fatto disinteressare dal voler imparare un repertorio "standard" di canzoni pop più o meno compòlesse.
Inoltre, quello che ho imparato nel corso degli anni è che per suonare assieme bisogna essere anche amici, essersi frequentati per un buon periodo, condividere obiettivi comuni. Invece, per l'esperienza che ho avuto, mi è sempre capitato di entrare in gruppi di "sconosciuti", come ultimo elemento a fare da "tappabuchi" per un tastierista che, 9/10, era andato via sbattendo la porta. Per completare l'opera, trovarsi di fronte a dover imparare un repertorio, in tutta fretta, per far fronte all'esigenza di un gruppo che ha già le date fissate ed è rimasto con il culo per terra, non è cosa né facile né simpatica, perché senti sulle tue spalle tutto il peso di una responsabilità che non vorresti avere.
Nel corso del tempo, poi, il lavoro, l'attività fisica irrinunciabile per il mio stato di salute e gli impegni famigliari hanno preso molto spazio, tanto che ormai riuscire a suonare qualche ora la settimana è già tanto grasso che cola. Mi piacerebbe ritornare a studiare pianoforte, avere un obiettivo da raggiungere, magari con tempistiche adeguate, però per ora il tempo non c'è.
michelet 09-06-26 15.15
@ Lollo78
Bello leggervi...sono d'accordo con tutto ciò che avete detto...gli anni passano ma la musica resta, nonostante tutto. Chi vive di questo ha tutta la mia stima...veramente. Conosco anche io musicisti bravissimi..la maggior parte insegna a scuola. Altri tentano di arrivare alla fine del mese, ma è dura di questi tempi, a meno che non si entri nei giri giusti.
Per entrare nei giti giusti bisogna farsi timbrare il culo.... non dico da chi, ma è evidente.