Lollo78 ha scritto:
Ero musicalmente agli inizi e le occasioni per suonare erano tante...nonostante le mie acerbe capacità di allora era bello poter suonare a scuola, in feste di paese...i primi locali...c'era tanta gente...
Oggi puoi dimenticarlo. Al "suonare per stare insieme" si è sostituita la competizione sfrenata.
Lollo78 ha scritto:
si rosicava di fronte ad altri tastieristi più bravi ,con le Korg 01w e dopo le trinity...
Questo sentimento forse è strettamente pianistico/tastieristico, laddove si guarda più alla tecnica. Io, che suonavo altri strumenti (il famoso tappabuchi), ricordo che ogni band emergente ricercava uno stile proprio, plasmato sulla forma e l'urgenza comunicativa, indipendentemente dal livello tecnico. Il pubblico alle rassegne era numeroso, quasi sold-out, composto per il 90% da giovani. D'altronde i giovani parlano ai giovani. Raramente ho visto uno di mezza età apprezzare entità musicali giovanili, men che meno sostenerle o pagare per andare a un loro concerto.
Lollo78 ha scritto:
poi paradossalmente con la mia crescita musicale è iniziato anche un lento declino
E' fisiologico, l'entusiasmo delle esperienze giovanili o si concretizza in qualcosa di più serio e professionale (esempio: studio mirato a diventare un musicista jazz, un produttore, un concertista classico, etc.) oppure arrivano le delusioni, semplicemente perché non si è più giovani. La realtà è che per fare musica seriamente bisogna sgobbare e parecchio ma se si preferisce questo:
Lollo78 ha scritto:
tra famiglia e figli il tempo è pochissimo
... alla fine va bene così, la famiglia è la tua orchestra e ti assicuro che conosco diversi musicisti full-time in età matura che per tirare a campare vivono ancora con la mamma. Perché alla fine se ti intestardisci a campare di musica ma non sbocci, il rischio concreto è di ritrovarti in un limbo perenne... a meno di non vivere di rendita, va da sé.
Lollo78 ha scritto:
Sapete benissimo quante ore di lavoro ci vogliono per preparare un repertorio
Erano le stesse ore, forse di più, che spendevi al liceo per fare musica. Ma prima ingenuamente non ci pensavi, ora con il senno della ragione e con le bollette da pagare, sì. Purtroppo dopo una certa cambia anche la forma mentis, sparisce quella spensieratezza tipica dell'età in cui potevi permetterti di passare giornate intere a suonare.
Lollo78 ha scritto:
Anche i miei brani che scrivo su daw sinceramente li ascoltano pochissime persone se non si cerca di farsi pubblicità sui social e affini e quindi mi son fermato un po' anche li.
Per avere visibilità sulla rete occorre investire denaro, come è stato già ripetuto qui sul forum. Investire denaro significa mirare alla professione, calandosi in una realtà in cui scontrarsi con musicisti più giovani e spesso più esperti di comunicazione digitale; si torna al discorso iniziale della competizione sfrenata. Ma tu puoi anche bellamente fregartene e:
Lollo78 ha scritto:
mi faccio la mia suonata , studio armonia jazz, imparo brani e mi diverto. Probabilmente mi è rimasto questo e me lo tengo stretto
Lollo78 ha scritto:
mi ha reso probabilmente una persona migliore...
Ecco, questo penso sia il sunto di tutto il discorso. Alla fine la musica deve farti stare bene, in armonia con te stesso e con ciò che ti circonda, non creare ansia da prestazione.