La sparata sulla latenza degli organi è fantastica, ma è terribilmente vera, soprattutto quando si parla di strumenti di inizio Novecento, che in Italia rispondono alla cosiddetta riforma ceciliana.

Spendo due parole per chi non sapesse.
L'organo a canne ha un problema legato alla trasmissione dal tasto al ventilabro, che è la valvola che apre il passaggio dell'aria alla canna.
Ogni tasto controlla tanti ventilabri quante sono le canne corrispondenti al tasto: possono essere molte, decine di ventilabri per ogni tasto, ogni registro reale in pratica aggiunge una fila di canne e quindi un ventilabro per ogni tasto.
Le trasmissioni antiche erano meccaniche, molto reattive, quasi clavicembalistiche, soprattutto sull'organo italiano, che aveva il vantaggio di avere la console nel corpo dell'organo.
Quando si inserivano più file, magari un bel ripieno a 12 file

, se lo stato di manutenzione non era preciso e perfetto, qualche ritardo di apertura, se il tocco non era deciso e uniforme, poteva essere sentito.
Si strumenti grandi, con sezioni separate, tipo i grandi organi barocchi del Nord Europa, iniziava ad esserci un certo grado di latenza ad esempio sulle torri di pedale, e sui manuali diversi dall'hauptwerk.
La vera tragedia però è stata l'adozione della trasmissione pneumatica, a cavallo fra 800 e 900, che ha fatto da ponte fra le trasmissioni meccaniche e le elettriche: questo tipo di trasmissione era molto più lenta, era necessario adattarsi, ma fortunatamente è stata soppiantata da quella elettrica, che è molto più rapida e reattiva.
In Italia questi organi sono nati con la riforma ceciliana, ad inizio Novecento.
In vita mia ho suonato una volta su un organo molto particolare, che aveva trasmissione elettrica ai manuali, e pneumatica ai pedali.
Un organo moderno ricavato dal materiale fonico di due organi barocchi di una chiesa sconsacrata, ma pienamente riallineato nella ricostruzione ai canoni ceciliani: due manuali col secondo in cassa espressiva, pedaliera estesa con registri propri, ripieno raggruppato, qualche fila di violeggianti.
Già i subbassi e i contrabbassi di pedale hanno un'emissione lenta, con la trasmissione pneumatica era praticamente impossibile suonare a tempo se non dopo un periodo di adattamento.
La tastiera era un razzo e il pedale rispondeva con performance degne di Internet Explorer

Impossible suonarci bene alla prima.
L'organo era stato concepito in puro stile ceciliano, perdendo molto del patrimonio fonico originario (se non ricordo male molti flauti erano stati trasformati in bordoni, un principale 8' era stato trasformato nel Contrabbasso 16' del pedale, erano state introdotte dulciane e violeggianti e altre robe), e aveva trasmissione pneumatica completa.
Poi la trasmissione dei due manuali era stata rifatta elettrica, lasciando il controllo pneumatico di registri, unioni e ahimè del pedale.