@ maxpiano69
Parlando di arranger, potrebbe aggiungere funzioni di "humanizer" avanzate leggendo ed interpretando in real time l'esecuzione del musicista (sotto tutti gli aspetti, scelta delle note, dinamica, tempo...) , come farebbe una band vera/umana, una sorta di "AI-powered Interplay"
La prima workstation/arranger (ante litteram) dotata di embrionali funzioni di AI credo sia stata la PSR 6700.
Correva l'anno 1991 quando il mio insegnante di musica delle medie invitò me e mio padre nel suo negozio di strumenti musicali per mostrarci l'ultima meraviglia della Yamaha: un tastierone che costava svariate milionate di lire capace di adattarsi in tempo reale all'esecuzione del musicista (tenendo conto di cose come numero di note suonate, dinamica ecc...).
A un certo punto dell'esibizione, il mio prof sollevò le mani dalla tastiera e si allontanò dallo strumento di un paio di metri: il tastierone continuò a suonare per i fatti suoi, esibendosi in una progressione di accordi e in un assolo (!) perfettamente coerente con lo stile del brano suonato fino a pochi istanti prima dal mio prof.
Mio padre inorridì, e mi disse: "No! Questa non te la compro!"
Morale della storia: uscimmo dal negozio con un verticale Yamaha fatto di legno e metallo. Niente diavolerie elettroniche.
Per chi volesse approfondire quelle rudimentali funzioni che Yamaha con una singolare preveggenza chiamava
Interactive
Accompaniment, trovate qualche informazione a
pagina 20 del manuale. Credo che se Yamaha decidesse di riprendere il discorso lasciato interrotto 35 anni fa, non avrebbe nessuna difficoltà a farlo.