Hanon, ha senso al giorno d‘oggi?

  • drmacchius
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27-12-18 20.33

Scusate la mia noiosa domanda e probabilmente la sua banalità, ma l‘ultima lezione di pianoforte la presi 25 anni fa e credo sia normale che oltre a essere arrugginito, sia anche poco aggiornato.

Leggendo vari forum e rimembrando alcune discussioni con un cugino che vive a 2000 km da me, che di mestiere fa il pianista, sento dire peste e corna dell‘hanon, considerato un manuale anacronistico, poco efficiente dal punto di vista della progressione tecnica del pianista in quanto poco musicale e monotono, ma soprattutto deleterio per la fisiologia della mano.

Come molti ai tempi lo studiai per ore, pure dopo aver smesso di prendere lezioni, con l‘intento di migliorare l‘articolazione e riuscire a suonare in modo brillante, veloce e pulito (e non impastatissimo) Bach, scarlatti, Mozart e poi tutti i romantici e moderni.

Nonostante i dolori alle mani e gli esercizi le mani sono rimaste impastati, la sinistra è buona solo sugli accordi e mi sono venute spesso tendiniti.

Leggo che gli insegnanti moderni sconsigliano di adattare la mano la mano a postazioni prestabilite che potevano funzionare su dei Marfan come Liszt, ma di ottenere l‘effetto voluto modulando la tecnica alla propria mano. Inoltre leggo che studi „più musicali“ come czerny e autori moderni motivano di più e sono più efficienti nella progressione tecnica.

Io dopo il Beyer , ai tempi passai ai vari Cesi-Marciano e continuai a „progredire“ tecnicamente studiando minuziosamente brani vari progressivamente più difficili ( invenzioni a due voci, vari valzer e notturni di Chopin, la polacca in do diesis e il più difficile, tutta la sonata a chiaro di luna di Beethoven). Studiando per mesi gli stessi pezzi alla fine li suonavo pure piuttosto bene e facevo una bella scena, ma la tecnica lasciava molto a desiderare e dopo il presto agitato del Chiaro di Luna non riuscii più a progredire, specie su Bach e Mozart, proprio per i deficit della mano sinistra e della pulizia del tocco. Inoltre leggevo malissimo a prima vista, forse perché di fatto avevo studiato troppo pochi esercizi e prezzi troppo complessi in lungo tempo.

Adesso vorrei rimettermi a studiare senza fare gli errori del passato. Vorrei consolidare la tecnica, riuscire a suonare decentemente le invenzioni e le suite di Bach, clavicembalisti italiani e sonatine e sonate facili di clementi e Mozart.

Visto che dall‘hanon e la scuola primaria di douvernoy al Gradus ad Parnassus di Clementi e gli studi di Liszt e Chopin c‘è di mezzo il mare, c‘è qualcuno che potrebbe consigliarmi un ordine progressivo di manuali di czerny, Pozzoli, Cramer, heller, Lebertran-Stark o altri più moderni?
  • violino999
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27-12-18 20.39

@ drmacchius
Scusate la mia noiosa domanda e probabilmente la sua banalità, ma l‘ultima lezione di pianoforte la presi 25 anni fa e credo sia normale che oltre a essere arrugginito, sia anche poco aggiornato.

Leggendo vari forum e rimembrando alcune discussioni con un cugino che vive a 2000 km da me, che di mestiere fa il pianista, sento dire peste e corna dell‘hanon, considerato un manuale anacronistico, poco efficiente dal punto di vista della progressione tecnica del pianista in quanto poco musicale e monotono, ma soprattutto deleterio per la fisiologia della mano.

Come molti ai tempi lo studiai per ore, pure dopo aver smesso di prendere lezioni, con l‘intento di migliorare l‘articolazione e riuscire a suonare in modo brillante, veloce e pulito (e non impastatissimo) Bach, scarlatti, Mozart e poi tutti i romantici e moderni.

Nonostante i dolori alle mani e gli esercizi le mani sono rimaste impastati, la sinistra è buona solo sugli accordi e mi sono venute spesso tendiniti.

Leggo che gli insegnanti moderni sconsigliano di adattare la mano la mano a postazioni prestabilite che potevano funzionare su dei Marfan come Liszt, ma di ottenere l‘effetto voluto modulando la tecnica alla propria mano. Inoltre leggo che studi „più musicali“ come czerny e autori moderni motivano di più e sono più efficienti nella progressione tecnica.

Io dopo il Beyer , ai tempi passai ai vari Cesi-Marciano e continuai a „progredire“ tecnicamente studiando minuziosamente brani vari progressivamente più difficili ( invenzioni a due voci, vari valzer e notturni di Chopin, la polacca in do diesis e il più difficile, tutta la sonata a chiaro di luna di Beethoven). Studiando per mesi gli stessi pezzi alla fine li suonavo pure piuttosto bene e facevo una bella scena, ma la tecnica lasciava molto a desiderare e dopo il presto agitato del Chiaro di Luna non riuscii più a progredire, specie su Bach e Mozart, proprio per i deficit della mano sinistra e della pulizia del tocco. Inoltre leggevo malissimo a prima vista, forse perché di fatto avevo studiato troppo pochi esercizi e prezzi troppo complessi in lungo tempo.

Adesso vorrei rimettermi a studiare senza fare gli errori del passato. Vorrei consolidare la tecnica, riuscire a suonare decentemente le invenzioni e le suite di Bach, clavicembalisti italiani e sonatine e sonate facili di clementi e Mozart.

Visto che dall‘hanon e la scuola primaria di douvernoy al Gradus ad Parnassus di Clementi e gli studi di Liszt e Chopin c‘è di mezzo il mare, c‘è qualcuno che potrebbe consigliarmi un ordine progressivo di manuali di czerny, Pozzoli, Cramer, heller, Lebertran-Stark o altri più moderni?
sicuramente riprenderlo in mano non fa male. eventualmente andarci piano all'inizio per prendere le misure con la situazione attuale delle articolazioni. nella mia situazione ogni tanto lo riprendo un mani per fare un ripasso alle scale a due mani a4 ottave e agli arpeggi che fanno la vera differenza per sviluppare agilità sul piano.
  • paolo_b3
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27-12-18 21.14

drmacchius ha scritto:
sento dire peste e corna dell‘hanon, considerato un manuale anacronistico, poco efficiente dal punto di vista della progressione tecnica del pianista in quanto poco musicale e monotono, ma soprattutto deleterio per la fisiologia della mano


Lo sai che questa tua testimonianza mi fa venire in mente la polemica odierna sulla perniciosità del motore Diesel?

Dopo 200 anni e fior di pianisti che diplomandosi hanno studiato su quel testo ci accorgiamo che è il male assoluto?

Forse se ne poteva scrivere uno diverso, ma tra 200 anni qualcuno ci spiegherà che quel testo è un "manuale anacronistico, poco efficiente dal punto di vista della progressione tecnica del pianista in quanto poco musicale e monotono, ma soprattutto deleterio per la fisiologia della mano"

Un po' come i poteri curativi delle piante...

Non volermene emo
  • FranzBraile
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27-12-18 21.19

Sicuramente non sono il soggetto giusto per dare consigli in quanto non sono un pianista "laureato" ma un semplice autodidatta che ha preso anni fa un po' di lezioni di jazz, suonando poi appunto jazz, cover e per ultimo con un gruppo blues dove non è che serva chissà quale tecnica o velocità per un gruppo amatoriale.
Da Settembre sono entrato a far parte di una tribute-band e mi sono reso conto di avere lacune "tecniche" tanto per dirne una, una mano sinistra abituata ormai a qualche accordo di ottava o piccoli fraseggi di basso e soprattutto una velocità ormai addormentata.
Dubbio! Smetto o mi rimetto in gioco?
Ho scelto la seconda variante, ho ripreso Hanon si.. proprio lui.. Sono al numero 11 del primo libro, ogni settimana avanzo di uno e fra 9 settimane sarò al 20. Oltre a questo faccio altri esercizio per la velocità e articolazione per un totale di circa 2-3 ore al giorno, oltre a circa 1 ora per lo studio dei pezzi.
Posso sicuramente dire che la mia velocità è aumentata in 2 mesi non di poco, oltre ad essersi risvegliata la sinistra.
Certamente il mio contesto Rock col tuo Classico sono agli antipodi, ma ricominciare quasi da zero mi sta dando veramente soddisfazioni.
Finito Hanon (solo i primi 20) vedrò con cosa continuare se con gli altri 20 o altro. Sicuramente ritornerò sulle scale e sugli arpeggi..
Inoltre il programma di studio che mi sono prefisso, sono ormai alla 12 settimana, lo sto osservando quasi in modo ossessivo (in senso positivo). Se per vari motivi non sono riuscito a farmi la lezione giornaliera e sono le 23.00... mi fermo fino all'1 del mattino.....
Insomma... costanza e sacrificio...
Ahhhhh dimenticavo!!
Dopo 2 giorni ho cominciato a sentire articolazioni e tendini "sovraccarichi", dopo una settimana cominciavano a fare male...
Una sera.. prima di coricarmi... ho fatto 10min. di stretching... il giorno dopo andava già meglio e faccio stretching mirato ogni giorno 15min.
Non ho dolori e nonostante il carico giornaliero finora procede tutto bene...... nessun sintomo "tendinitico".
  • vin_roma
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27-12-18 21.30

Paragonare Hanon a Beyer, Czerny etc... non centra niente.
Hanon è deliberatamente un'ora di tecnica che, suggerito dall'autore, suonato per intero una volta al giorno mantiene forza ed elasticità.
Hanon è volutamente ripetitivo per non far perdere tempo, è sola pura tecnica di mantenimento.

Molti non conoscono il Rossomandi, io lo consiglio sempre, è sempre a cellule ripetitute ma spesso offre più spunti musicali usando molto staccati, legati, articolati, cadute di polso sempre con piccole sequenze che assomigliano spesso a passaggi impegnati di brani famosi.
  • drmacchius
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27-12-18 21.35

@ paolo_b3
drmacchius ha scritto:
sento dire peste e corna dell‘hanon, considerato un manuale anacronistico, poco efficiente dal punto di vista della progressione tecnica del pianista in quanto poco musicale e monotono, ma soprattutto deleterio per la fisiologia della mano


Lo sai che questa tua testimonianza mi fa venire in mente la polemica odierna sulla perniciosità del motore Diesel?

Dopo 200 anni e fior di pianisti che diplomandosi hanno studiato su quel testo ci accorgiamo che è il male assoluto?

Forse se ne poteva scrivere uno diverso, ma tra 200 anni qualcuno ci spiegherà che quel testo è un "manuale anacronistico, poco efficiente dal punto di vista della progressione tecnica del pianista in quanto poco musicale e monotono, ma soprattutto deleterio per la fisiologia della mano"

Un po' come i poteri curativi delle piante...

Non volermene emo
Non dico che l‘hanon sia da buttare, ma mi chiedo se convenga studiarlo tutto maniacalmente fino a suonarlo tutto a 120/quarto con tutte le variazioni e incluso il tremolo sia più proficuo e rapido che passare in modo progressivo su manuali più musicali. Non ho le competenze per confermare o smentire gli insegnanti di nuova generazione che ne dicono peste e corna, ma anche sui programmi di conservatorio sia quelli vecchi ( https://www.pianosolo.it/programma-di-studio-di-pianoforte-tipico/ ) che quelli preaccademici attuali (https://www.conservatoriotorino.gov.it/wp-content/uploads/2015/11/05_07_2017_Corsi_Pre_Accademici_Programmi_per_gli_esami_di_ammissione.pdf ) non lo consigliano da nessuna parte, contrariamente ai vari Cramer, Heller, Pozzoli, Czerny . Ovviamente, come tutti quelli che lo hanno studiato, è la prima cosa che suono quando penso di riscaldarmi le mani o sgranchirmi le dita, quindi non lo rinnego come testo, ma parlo per progredire, magari limitando dolori e accelerando l‘apprendimento
  • anonimo

27-12-18 21.37

ma tutto non dipende dal tipo di pianista che uno vuole diventare?
Cyrano consiglierebbe il Chuan Chang
  • paolo_b3
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27-12-18 21.49

@ drmacchius
Non dico che l‘hanon sia da buttare, ma mi chiedo se convenga studiarlo tutto maniacalmente fino a suonarlo tutto a 120/quarto con tutte le variazioni e incluso il tremolo sia più proficuo e rapido che passare in modo progressivo su manuali più musicali. Non ho le competenze per confermare o smentire gli insegnanti di nuova generazione che ne dicono peste e corna, ma anche sui programmi di conservatorio sia quelli vecchi ( https://www.pianosolo.it/programma-di-studio-di-pianoforte-tipico/ ) che quelli preaccademici attuali (https://www.conservatoriotorino.gov.it/wp-content/uploads/2015/11/05_07_2017_Corsi_Pre_Accademici_Programmi_per_gli_esami_di_ammissione.pdf ) non lo consigliano da nessuna parte, contrariamente ai vari Cramer, Heller, Pozzoli, Czerny . Ovviamente, come tutti quelli che lo hanno studiato, è la prima cosa che suono quando penso di riscaldarmi le mani o sgranchirmi le dita, quindi non lo rinnego come testo, ma parlo per progredire, magari limitando dolori e accelerando l‘apprendimento
Maniacalmente è ovviamente un eccesso.
Credo sia giusto che tu sappia che non sono diplomato, ma "in gioventù" ho studiato Hanon.
Onestamente penso che il testo possa essere di guida a chi ancora non ha una "coscienza pianistica" tanto è vero che lo si affronta ai primi anni, poi credo sia molto più stimolante esercitarsi su brani concreti. Ma da qui a dire che ti rovina le mani ne passa.
  • Raptus
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27-12-18 22.07

@ paolo_b3
Maniacalmente è ovviamente un eccesso.
Credo sia giusto che tu sappia che non sono diplomato, ma "in gioventù" ho studiato Hanon.
Onestamente penso che il testo possa essere di guida a chi ancora non ha una "coscienza pianistica" tanto è vero che lo si affronta ai primi anni, poi credo sia molto più stimolante esercitarsi su brani concreti. Ma da qui a dire che ti rovina le mani ne passa.
Essendo un manuale "tecnico" non è che l'Hanon lo sconsigliano proprio perchè sarebbe da "usare" con un maestro?
Anche io ho provato dolori forti tentando di aumentare la velocità su alcuni esercizi dell'Hanon da autodidatta e secondo me il problema sta solamente nel fatto che non avevo un maestro a guidarmi nel mentre, a dirmi "guarda che la mano deve stare così".
Quindi, in un contesto autodidattico, probabilmente è vero che l'Hanon non è il massimo.
Ho provato anche a guardarmi i tutorial su pianosolo ma purtroppo non trattano esercizio per esercizio e in questo caso, più che per il Beyer (che è tutta un'altra cosa), una guida risulterebbe fondamentale.
Sennò a sto punto è meglio suonare nuovi brani o fare altri esercizi di "warm up", il web ne è pieno!
  • drmacchius
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27-12-18 22.29

@ Raptus
Essendo un manuale "tecnico" non è che l'Hanon lo sconsigliano proprio perchè sarebbe da "usare" con un maestro?
Anche io ho provato dolori forti tentando di aumentare la velocità su alcuni esercizi dell'Hanon da autodidatta e secondo me il problema sta solamente nel fatto che non avevo un maestro a guidarmi nel mentre, a dirmi "guarda che la mano deve stare così".
Quindi, in un contesto autodidattico, probabilmente è vero che l'Hanon non è il massimo.
Ho provato anche a guardarmi i tutorial su pianosolo ma purtroppo non trattano esercizio per esercizio e in questo caso, più che per il Beyer (che è tutta un'altra cosa), una guida risulterebbe fondamentale.
Sennò a sto punto è meglio suonare nuovi brani o fare altri esercizi di "warm up", il web ne è pieno!
Io il maestro l‘ho avuto per anni ed era pure bravo. Il discorso è che adesso vorrei riprendere e ritornare a un livello di poco inferiore al vecchio 5 anno prima di riprendere lezioni, sia perché negli orari lasciati liberi dal lavoro nessuno mi darebbe lezione, secondo perché non ho capito se ritornato/raggiunto quel livello vorrei continuare con la classica, passare al jazz o mettermi a studiare un altro strumento (per es organo)
  • vin_roma
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27-12-18 22.29

Ma porc...

1) In una performance di ginnastica artistica si valuta la prestazione o come si è svolto lo stretching prima di cominciare?
L'Hanon è paragonabile allo stretching per un atleta, perciò non è contemplato nei programmi.

2) Hanon lo si usa pure all'inizio di un percorso di studio pianistico per cominciare a prendere forza, ma non è questo il suo scopo, Hanon esiste per pianisti esperti che hanno bisogno di mantenere forza ed elasticità e per questo va eseguito tutto, tutto il libro, una volta al giorno. Ci si mettono si e no 45 minuti.
Fare un numero ogni tanto e ...con fatica, non serve a niente.
Beato chi ha questa costanza.
Io, quando studiavo, mi sparavo i primi 20+20 più tutti quelli ad ottave almeno 2/3 volte a settimana e non dovevo studiarli, li eseguivo e basta e anche con le variazioni ritmiche e a volte anche lentamente per sentire l'affondo e la rilassatezza della mano.

Ora non suono più, negli ultimi mesi avrò suonato 5/6 volte ...ma una volta gli davo e so che Hanon non è per tutti, perlomeno non è per chi pensa di far da solo e non ha nessuna idea di cosa sia un suono "rotondo", sonoro, quel suono preciso che si ottiene solo dopo averlo sentito, se ne è in grado, dal proprio maestro ...ovviamente su un coda serio, non su un digitale che suona sempre uguale.
  • vin_roma
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27-12-18 22.36

Poi, l'ultimo numero dell'Hanon, quello del doppio tremolo a due mani...
C'ho messo un anno per tenerlo tutto a velocità "decente", ma ho passato mesi a misurare forza e rilassatezza eseguendolo lentissimo.

Comunque l'Hanon, anche a salti, suonato alla velocità che ci si può permettete nel compromesso tra fluidità e l'aggirare i blocchi muscolari, è comunque utile.
  • drmacchius
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27-12-18 23.24

@ vin_roma
Poi, l'ultimo numero dell'Hanon, quello del doppio tremolo a due mani...
C'ho messo un anno per tenerlo tutto a velocità "decente", ma ho passato mesi a misurare forza e rilassatezza eseguendolo lentissimo.

Comunque l'Hanon, anche a salti, suonato alla velocità che ci si può permettete nel compromesso tra fluidità e l'aggirare i blocchi muscolari, è comunque utile.
Ma è un‘opera autarchica, o accompagnato dai vero Pozzuoli, czerny, heller, Cramer rende di più!? Se si come affronteresti un percorso di manuali con studi di difficoltà progressiva per arrivare a studiare il Tremolo in modo decente? Oppure faresti solo hanon per la tecnica studiando parallelamente Bach, sonate di epoca classica e clavicembalisti italiani?
  • Raptus
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27-12-18 23.33

@ drmacchius
Io il maestro l‘ho avuto per anni ed era pure bravo. Il discorso è che adesso vorrei riprendere e ritornare a un livello di poco inferiore al vecchio 5 anno prima di riprendere lezioni, sia perché negli orari lasciati liberi dal lavoro nessuno mi darebbe lezione, secondo perché non ho capito se ritornato/raggiunto quel livello vorrei continuare con la classica, passare al jazz o mettermi a studiare un altro strumento (per es organo)
Io vorrei capire cosa intendi per livello 5 anno conservatorio, ammesso che sia vero che al 5 anno tutti gli studenti suonino alla stessa maniera e le stesse cose (supponendo fossero partiti da 0). Cioè, per essere ammessi al triennio jazz ad esempio, non lo vedo un requisito fondamentale saper fare l’Hanon intero 45 min al giorno.
Non sto criticando, dico solo che crescendo bisogna anche sapersi porre i giusti obiettivi, più si diventa esperti più semplici e chiari sono gli obiettivi da raggiungere così pure i propri limiti (non l’ho inventata io sta frase), io infatti userei l’Hanon nei termini in cui serve per me e saperlo fare virtuosamente e’ prerogativa dei pianisti classici ai quali però non aspiro diventare.
  • vin_roma
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28-12-18 00.05

raptus ha scritto:
Cioè, per essere ammessi al triennio jazz ad esempio, non lo vedo un requisito fondamentale saper fare l’Hanon intero 45 min al giorno.


Non centra niente "saper fare l'Hanon, centra "serve fare l'Hanon?"

raptus ha scritto:
"Quote" )
Io vorrei capire cosa intendi per livello 5 anno conservatorio, ammesso che sia vero che al 5 anno tutti gli studenti suonino alla stessa maniera e le stesse cose (supponendo fossero partiti da 0).

Il percorso "serio" di studio, del precedente ordinamento, prevedeva una serie di opere pianistiche che si districavano nelle varie epoche.
Un programma di V anno prevedeva questi 5 punti imprescindibili per la formazione tecnica/interpretativa:
1) scale maggiori e minori, moto retto/contrario e per terze e seste
2) Studi tecnici (una 40ina) tra Pozzoli, Cramer, Czerny...
3) Bach (invenzioni a 2 e 3 voci, suites), sonate di Scarlatti, Haendel...
4) sonate di Beethoven, Mozart, Clementi...
5) repertorio vario e libero, da Shumann a Debussy o altri specificati nel programma.

L'VIII era il più tosto, con tantissimo Gradus ad Parnassum di Clementi.
  • drmacchius
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28-12-18 00.27

@ vin_roma
raptus ha scritto:
Cioè, per essere ammessi al triennio jazz ad esempio, non lo vedo un requisito fondamentale saper fare l’Hanon intero 45 min al giorno.


Non centra niente "saper fare l'Hanon, centra "serve fare l'Hanon?"

raptus ha scritto:
"Quote" )
Io vorrei capire cosa intendi per livello 5 anno conservatorio, ammesso che sia vero che al 5 anno tutti gli studenti suonino alla stessa maniera e le stesse cose (supponendo fossero partiti da 0).

Il percorso "serio" di studio, del precedente ordinamento, prevedeva una serie di opere pianistiche che si districavano nelle varie epoche.
Un programma di V anno prevedeva questi 5 punti imprescindibili per la formazione tecnica/interpretativa:
1) scale maggiori e minori, moto retto/contrario e per terze e seste
2) Studi tecnici (una 40ina) tra Pozzoli, Cramer, Czerny...
3) Bach (invenzioni a 2 e 3 voci, suites), sonate di Scarlatti, Haendel...
4) sonate di Beethoven, Mozart, Clementi...
5) repertorio vario e libero, da Shumann a Debussy o altri specificati nel programma.

L'VIII era il più tosto, con tantissimo Gradus ad Parnassum di Clementi.
Appunto, io mi ponevo come obiettivo di raggiungere tecnicamente il livello del vecchio 5^ anno. Non parto da zero anche se sono arrugginito (ai tempi chiaro di luna e il programma romantico lo avevo studiato) e una certa impostazione classica l’avevo. I primi 40 esercizi dell’hanon non avrei problemi a farli ancora ora a 80 al quarto, idem le scale per moto retto. Il discorso è che ho il sospetto che mettersi a finire di studiarlo portando la velocità a 120/quarto ci impiegherei più tempo, farei più fatica e otterrei risultati meno gratificanti, che iniziando a studiare esercizi “più musicali “. Per questo chiedevo un consiglio tra una progressione di manuali tra i soliti noti (Pozzoli, Czerny, Leber-Stark, Cramer, Heller) o qualcosa di più moderno e mirato di cui non ho mai sentito parlare per raggiungere quell’obiettivo in 3-4 anni
  • ruggero
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28-12-18 01.03

@ drmacchius
Appunto, io mi ponevo come obiettivo di raggiungere tecnicamente il livello del vecchio 5^ anno. Non parto da zero anche se sono arrugginito (ai tempi chiaro di luna e il programma romantico lo avevo studiato) e una certa impostazione classica l’avevo. I primi 40 esercizi dell’hanon non avrei problemi a farli ancora ora a 80 al quarto, idem le scale per moto retto. Il discorso è che ho il sospetto che mettersi a finire di studiarlo portando la velocità a 120/quarto ci impiegherei più tempo, farei più fatica e otterrei risultati meno gratificanti, che iniziando a studiare esercizi “più musicali “. Per questo chiedevo un consiglio tra una progressione di manuali tra i soliti noti (Pozzoli, Czerny, Leber-Stark, Cramer, Heller) o qualcosa di più moderno e mirato di cui non ho mai sentito parlare per raggiungere quell’obiettivo in 3-4 anni
io ultimamente oltre all'Hanon (che ritengo sempre un buon sciogli dita) ho scoperto l'intro di "Volta la Carta" e i fraseggi de "il pescatore" ...hanno risvegliato muscoli che erano dormienti da anni...
  • giannirsc
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28-12-18 07.31

Probabilmente Qui c’è qualcosa di interessante..anzi se mi suggerite cosa prendere per fare esercizi, lo scarico anche io.
  • zerinovic
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28-12-18 08.50

l'hanon mi ha slegato il mignolo-anulare della mano sinistra, livellandoloil più possible alla mano destra. secondo me è utile, molti esercizi li ho imparati a memoria. ogni tanto li faccio.
  • berlex65
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28-12-18 08.55

Io oltre all’hanon mi sono trovato molto bene con il beringer peraltro consigliato da molti jazzisti..È sempre orientato algli esercizi quotidiani per la tecnica.
Vedo che qui nessuno ne ha parlato.
Ciao
Paolo