Accompagnare un cantante al pianoforte

  • d_phatt
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16-01-22 22.03

Buonasera,
Rispetto ad altre cose trovo particolarmente difficile scrivere un accompagnamento al pianoforte per una voce, parlo di canzoni, anche standard in ambito "jazzevole", diciamo così, visto che jazzista io non sono e mai lo sarò.

Non parlo di fare due accordi al volo con qualche fraseggio fatto come viene, parlo di scrivere un accompagnamento ben calibrato ed equilibrato...

I consigli che spesso trovo sono di lasciare spazio al solista (anche e soprattutto in termini di range di note utilizzato), e ovviamente di prendere più iniziativa nei momenti in cui il cantato si ferma, magari alla fine di un ciclo di 4/8 battute...

E va bene, però specie se la voce che devo accompagnare non è altissima, mettiamo un contralto, e il brano dura n minuti non posso stare n minuti a suonare con la sinistra sulle ottave basse e con la destra sulle alte senza mai andare nella "sua" zona di altezze...qualcosa nel mezzo ci dovrò pur fare ogni tanto, sento un sacco di brani piano e voce nella musica leggera con tanta sovrapposizione tra i due strumenti in questo senso.

Trovo il problema veramente complesso, se uno vuole fare le cose davvero per bene.

Poi vabbè ci sono i soliti schemi ad accordi ribattuti su ogni quarto o ogni due con varie variazioni, o arpeggi con pattern più o meno complessi, altre soluzioni ibride, ma pensare una cosa varia (che non ricada nei soliti schemi) e allo stesso perfettamente logica e coerente con la voce a volte lo trovo più difficile di quello che vorrei.

Come fare, dove imparare, quali sono le vere logiche che stanno dietro a questa cosa?

In Elementi di Composizione Musicale del buon vecchio amicone Schonberg mi pare che in un passaggio si parlasse proprio della difficoltà di scrivere un accompagnamento, anche se probabilmente lui aveva in testa altri tipi di musica, credo che alcuni concetti generali siano gli stessi (almeno in parte) dappertutto.
  • d_phatt
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16-01-22 22.26

In generale, altre domande/spunti: accompagnando in un brano (sempre parlando di musica leggera/standard suonati "soft" emo) quanto è possibile sfuggire ai pattern?

Quanto è necessario offrire dei controcanti melodici, magari con la parte superiore degli accordi o degli arpeggi?

Quanto veramente bisogna stare fuori dalle sfere del solista?

Chiaramente dipende dal brano, poi bisogna sempre offrire un sicuro fondamento ritmico e armonico, sostenere il brano con le dinamiche e tutto, ma io parlo proprio di strutture, di forme, di logiche per scegliere cosa fare...

Mi rendo conto che l'argomento è immenso, ma magari esce fuori qualche commento con spunti interessanti...

O devo darmi a uno strumento con meno possibilità rispetto al pianoforte?
O devo semplicemente lasciare tutto e darmi all'ippica? Che tra l'altro costa tanto?
  • Sbaffone
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16-01-22 22.41

Argomento da trattare davanti ad un pianoforte
  • d_phatt
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17-01-22 00.43

@ Sbaffone
Argomento da trattare davanti ad un pianoforte
Severo ma giusto.
So bene che non è un argomento né breve né ben trattabile su un forum, di certo non nello specifico.
Non pretendo un manuale dell'accompagnatore, solo due chiacchiere anche solo a grandi linee, qualche link, giusto per prendere qualche spunto, qualche idea, qualche parere.

Il mio vero problema è che in questo ambito raramente sento la cosa "giusta" da fare, se devo costruire da zero l'impostazione di un accompagnamento. Chiaro che se uno parte da uno scheletro già dato, arricchirlo è più facile, il problema è scegliere lo scheletro...certi brani parlano da soli (anche in base alle proprie sensibilità), ma non è sempre così purtroppo, la strada non è sempre chiara.
  • soicaM
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17-01-22 04.15

Mi viene in mente Memo Remigi che suona canta e accompagna su raiuno nel programma di Serena Bortone emo con Jessica Morlacchi emo(ex gazosa).
Memo quest'anno ha partecipato anche a ballando con le stelle...è un esempio.
Di recente è stato sostituito al piano da Marco Armani per.....positività? Anche lui molto preparato e piacevole da ascoltare.
Morgan è un grande accompagnatore, così come Gigi D'Alessio
Tino Carugati ha fatto qualcosa sull'accompagnamento, così come molti altri su YT.
Non conoscendo la materia faccio qualche esempio emo
  • vin_roma
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17-01-22 05.16

d_phatt
ti fai dei problemi inesistenti.

In musica leggera ci si può permettere tantissima libertà a patto che (a differenza di un accompagnatore classico) la musica la si domini e non che la si sappia solo leggere.
Non ci sono regole, in pratica tocca avere orecchio, gusto e buona conoscenza armonica, anche quando si legge solo una struttura già risolta con le sigle.

Ora è tardi ma mi riprometto di scrivere più precisamente domani.

Non voglio dire di essere un maestro in questo ma ...ne ho suonate in tutte le salse.
Temo solo che la complessità e le tante diversificazioni dell'argomento non possano avere soddisfazione nei pochi post di un forum.

Ci proverò.
  • paolo_b3
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17-01-22 08.35

Una precisazione: accompagnare un cantante intendi piano e voce o anche altri strumenti?
  • d_phatt
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17-01-22 10.51

@ paolo_b3
Una precisazione: accompagnare un cantante intendi piano e voce o anche altri strumenti?
No, ovviamente parlo solo del piano e voce, già così l'argomento è grosso, se mettiamo altri strumenti diventa davvero impossibile da gestire e anche molto diverso. Quindi solo piano e voce.
  • paolo_b3
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17-01-22 10.58

@ d_phatt
No, ovviamente parlo solo del piano e voce, già così l'argomento è grosso, se mettiamo altri strumenti diventa davvero impossibile da gestire e anche molto diverso. Quindi solo piano e voce.
Do il mio piccolo contributo, dato che si sta interessando alla discussione gente molto più capace e titolata di me...
Secondo me un accompagnamento al pianoforte deve essere il riassunto dell'arrangiamento che vorresti dare al brano, arrangiamento di più strumenti. Devi pensare alle parti che vorresti usare e poi le trasferisci sugli 88 tasti.
Le regole vengono da sole nell'ottica di far suonare il brano come piace a te, ovvio che sul cantato bisogna alleggerire, ma si potrebbe anche raddoppiare, insomma secondo me la regola è "non c'è regola"...
  • d_phatt
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17-01-22 11.00

@ vin_roma
d_phatt
ti fai dei problemi inesistenti.

In musica leggera ci si può permettere tantissima libertà a patto che (a differenza di un accompagnatore classico) la musica la si domini e non che la si sappia solo leggere.
Non ci sono regole, in pratica tocca avere orecchio, gusto e buona conoscenza armonica, anche quando si legge solo una struttura già risolta con le sigle.

Ora è tardi ma mi riprometto di scrivere più precisamente domani.

Non voglio dire di essere un maestro in questo ma ...ne ho suonate in tutte le salse.
Temo solo che la complessità e le tante diversificazioni dell'argomento non possano avere soddisfazione nei pochi post di un forum.

Ci proverò.
Ti ringrazio. Come già rispondevo sopra, non pretendo certo di esaurire l'argomento qui in pochi post. Per cui ogni contributo è ben accetto, senza pretese di completezza! Ho aperto il topic proprio per cercare di attingere il possibile da chi si sente di rispondere, specialmente da chi è più bravo ed esperto.
  • d_phatt
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17-01-22 11.09

@ paolo_b3
Do il mio piccolo contributo, dato che si sta interessando alla discussione gente molto più capace e titolata di me...
Secondo me un accompagnamento al pianoforte deve essere il riassunto dell'arrangiamento che vorresti dare al brano, arrangiamento di più strumenti. Devi pensare alle parti che vorresti usare e poi le trasferisci sugli 88 tasti.
Le regole vengono da sole nell'ottica di far suonare il brano come piace a te, ovvio che sul cantato bisogna alleggerire, ma si potrebbe anche raddoppiare, insomma secondo me la regola è "non c'è regola"...
Molto interessante.
Una cosa del genere (ovviamente) mi viene quando sintetizzo le parti di un intero gruppo con il pianoforte...e alla fine non penso di cavarmela troppo male, però vedi anche qui è tutto più facile perché si tratta di adattare e ridurre una cosa già pronta. È il doverla costruire da zero che mi frega, meno di non usare forme veramente semplici, i classici arpeggi o accordi ribattuti che magari possono essere mescolati, arricchiti con mille belle variazioni e fraseggi, mi chiedevo però come approcciare le cose diversamente.
  • d_phatt
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17-01-22 11.15

@ soicaM
Mi viene in mente Memo Remigi che suona canta e accompagna su raiuno nel programma di Serena Bortone emo con Jessica Morlacchi emo(ex gazosa).
Memo quest'anno ha partecipato anche a ballando con le stelle...è un esempio.
Di recente è stato sostituito al piano da Marco Armani per.....positività? Anche lui molto preparato e piacevole da ascoltare.
Morgan è un grande accompagnatore, così come Gigi D'Alessio
Tino Carugati ha fatto qualcosa sull'accompagnamento, così come molti altri su YT.
Non conoscendo la materia faccio qualche esempio emo
Grazie macios molti nomi non li conoscevo.
  • Sbaffone
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17-01-22 12.01

se metti qualcosa di tuo te lo commento emo
  • d_phatt
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17-01-22 14.41

@ Sbaffone
se metti qualcosa di tuo te lo commento emo
Eh, appunto...se si tratta di riarrangiamenti e/o trascrizioni di cose già esistenti ne ho parecchie di cose fatte, la maggior parte per formazioni più ampie con altri strumenti, ma appunto partivo da tutte cose già fatte da altri senza stravolgerle, anzi cercando di riprodurle fedelmente nei limiti del possibile...qui se vuoi ne ho scritti di spartiti che spaziano dal pop al (prog) rock e anche qualcosa di jazz. Se vuoi metto qualcosa, anche se da quello che ho capito da un altro mio topic non sarebbe una cosa legale, ma a che pro? Potresti al massimo valutare le mie abilità di trascrittore...ma se serve sono disposto.

...ma se si tratta di comporre un accompagnamento su misura e non banale (solo piano e voce), senza partire da una base già esistente suonata da qualcun altro, è proprio quello che sto cercando di iniziare ad imparare, non ho mai fatto cose del genere e proprio ora mi sto ponendo il problema, quindi come faccio a mandare qualcosa?
  • Sbaffone
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17-01-22 15.16

@ d_phatt
Eh, appunto...se si tratta di riarrangiamenti e/o trascrizioni di cose già esistenti ne ho parecchie di cose fatte, la maggior parte per formazioni più ampie con altri strumenti, ma appunto partivo da tutte cose già fatte da altri senza stravolgerle, anzi cercando di riprodurle fedelmente nei limiti del possibile...qui se vuoi ne ho scritti di spartiti che spaziano dal pop al (prog) rock e anche qualcosa di jazz. Se vuoi metto qualcosa, anche se da quello che ho capito da un altro mio topic non sarebbe una cosa legale, ma a che pro? Potresti al massimo valutare le mie abilità di trascrittore...ma se serve sono disposto.

...ma se si tratta di comporre un accompagnamento su misura e non banale (solo piano e voce), senza partire da una base già esistente suonata da qualcun altro, è proprio quello che sto cercando di iniziare ad imparare, non ho mai fatto cose del genere e proprio ora mi sto ponendo il problema, quindi come faccio a mandare qualcosa?
intendevo un brano dove tu accompagni una cantante
  • emidio
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17-01-22 16.39

ciao! Innanzitutto ti faccio i miei complimenti per questo thread, davvero interessante.
Io provo a darti il mio modestissimo contributo: parlando di piano e voce, credo prima di tutto che sia abbastanza diverso il concetto di accompagnarSI da quello di accompagnarE. Nel primo caso l'interazione tra voce e tasti è praticamente totale, e non c'è un ordine di priorità, se non quello dettato dalla "sensibilità" propria personale per ciò che richiede la canzone (secondo l'idea di interpretazione dell'esecutore).
Nel secondo caso, accompagnare un/una cantante è sicuramente diverso, perchè - aldilà delle note e degli arrangiamenti - bisogna che si crei una sintonia tra i due in modo che non ci siano ingerenze. Lo dico da cantante (perchè - da "illetterato" della musica, mi reputo più un cantante che si accompagna al piano piuttosto che il contrario): molto spesso ho notato arrangiamenti fighissimi, zeppi di sostituzioni, intermezzi costanti, cambi di tempo sincopati... Con alla voce cantanti che non erano realmente in grado di "reggere" un sostrato musicale del genere. Alla fine (siccome il senso vero di un'esibizione in pubblico è proprio... il pubblico!), tanto vale essere il più semplici possibile lasciando priorità alle linee vocali.
Ovviamente, il massimo sarebbe trovare un/una cantante in grado di "capire" arrangiamenti anche complessi, e in quel caso anche il pianista accompagnatore si può esaltare senza rischiare di "rovinare" la performance.
Un esempio di perfezione stilistica (per me musicalmente inarrivabile!!!) tra cantante e accompagnatore, imho è questo:

  • maxpiano69
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17-01-22 16.44

Discussione interessante che mi riservo di commentare meglio, ma secondo me Emidio ha già toccato un punto cruciale: se si tratta di accompagnare un/una determinato/a cantante allora meglio non "scrivere un arrangiamento" a casa ma piuttosto limitarsi a qualche idea di massima e poi lavorare insieme a lui/lei per trovare la giusta alchimia che faccia prima di tutto "funzionare il pezzo", anche se in certi casi si trattasse di fare un accompagnamento apparentemente banale (per un pianista).
  • d_phatt
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17-01-22 16.47

@ Sbaffone
intendevo un brano dove tu accompagni una cantante
Ah ok, ma io purtroppo non ho niente di registrato piano e voce. Ho sempre suonato live e principalmente in gruppo, e anche lì ormai non faccio nulla da febbraio 2020 (EDIT, non 2019...chi riesce a indovinare il motivo?)...ultima volta che ho suonato dal vivo.

Finora ho suonato principalmente in una compagnia teatrale amatoriale/semiprofessionale e mi è spesso capitato di dover accompagnare cantanti, (alle prove anche di dover inventare qualcosa al volo sugli accordi a prima vista, non che io sia uno bravo in questo, diciamo che arrivavo alla fine cercando di sbagliare poco...), ma erano pezzi di altri, sui quali prendevo gli arrangiamenti della versione che riprendevamo e li adattavo/arricchivo/semplificavo in base alla situazione. Per cui anche se avessi qualcosa da mandare sarebbe una cosa di questo tipo, fondamentalmente una cover, niente di veramente mio.
  • d_phatt
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17-01-22 17.29

@emidio parto dalla fine: ma che figata quel video che hai postato! Ecco, lì siamo su un livello che non pretendo certo di raggiungere.

Interessanti le tue parole, diciamo che sul discorso dell'auto-accompagnamento per quanto mi riguarda non c'è nessun rischio di sbagliare emo

Però sì, sia tu e anche maxpiano avete centrato un aspetto importante di quello che volevo dire, cioè fare una cosa che stia al suo posto, che completi e valorizzi il brano nell'insieme (dati anche gli interpreti e i loro limiti), non che serva solo a evidenziare le capacità del pianista. E se serve poco inutile stare ad aggiungere rischiando di esagerare o rovinare tutto. Su questo concordo perfettamente.

Poi che sia tutto già preparato in precedenza o aggiustato in prova (o magari dopo la prova...), o improvvisato, secondo me è equivalente ai fini del topic, anche se certo è una considerazione da tenere a mente.

In ogni caso sono contento di aver aperto una discussione interessante.
  • simondrake
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17-01-22 17.32

@ emidio
ciao! Innanzitutto ti faccio i miei complimenti per questo thread, davvero interessante.
Io provo a darti il mio modestissimo contributo: parlando di piano e voce, credo prima di tutto che sia abbastanza diverso il concetto di accompagnarSI da quello di accompagnarE. Nel primo caso l'interazione tra voce e tasti è praticamente totale, e non c'è un ordine di priorità, se non quello dettato dalla "sensibilità" propria personale per ciò che richiede la canzone (secondo l'idea di interpretazione dell'esecutore).
Nel secondo caso, accompagnare un/una cantante è sicuramente diverso, perchè - aldilà delle note e degli arrangiamenti - bisogna che si crei una sintonia tra i due in modo che non ci siano ingerenze. Lo dico da cantante (perchè - da "illetterato" della musica, mi reputo più un cantante che si accompagna al piano piuttosto che il contrario): molto spesso ho notato arrangiamenti fighissimi, zeppi di sostituzioni, intermezzi costanti, cambi di tempo sincopati... Con alla voce cantanti che non erano realmente in grado di "reggere" un sostrato musicale del genere. Alla fine (siccome il senso vero di un'esibizione in pubblico è proprio... il pubblico!), tanto vale essere il più semplici possibile lasciando priorità alle linee vocali.
Ovviamente, il massimo sarebbe trovare un/una cantante in grado di "capire" arrangiamenti anche complessi, e in quel caso anche il pianista accompagnatore si può esaltare senza rischiare di "rovinare" la performance.
Un esempio di perfezione stilistica (per me musicalmente inarrivabile!!!) tra cantante e accompagnatore, imho è questo:

Forse anche un po' troppo nel video linkato. Sono entrambi superlativi, ma l'ascolto a me risulta molto impegnativo. Opinione limitatamente personale è ovvio.
Per il tuo commento invece, chapeau!