Come abbiamo scelto che strumento suonare?

  • mima85
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12-02-19 09.42

Sono attratto da robe con tasti bianchi e neri da quando avevo 3 anni (correva il 1988), la stessa età in cui rimasi impressionato da Riders On The Storm dei Doors (qui è iniziata la mia passione per la musica). Da allora una volta ogni tanto i miei mi compravano una tastierella giocattolo, che duravano ben poco però perché dopo averci giocato per qualche giorno le smontavo per vedere com'erano fatte... Questo sicuramente ha qualcosa a che fare col fatto che oggi spesso mi ritrovo con le mani nelle budella elettroniche di qualche synth o con gli occhi a cercare di intepretare schemi elettrici e leggere manuali di servizio emo

Ad un certo punto, a 10 anni ho iniziato a prendere lezioni di tastiera. Badaben, non di pianoforte, ma di tastiera, andavo a lezione in un negozio di musica che aveva annessa un'auletta per i corsi e suonavo su una tastiera con set GM di cui non ricordo la marca. Ogni tanto il maestro mi faceva sedere ad un organo, non un Hammond ma uno dei classici organetti da casa anni '70. Anche li non ricordo la marca dello strumento.

Questo è durato pochi mesi, poi ad 11 anni mi sono appassionato di informatica (non ho ancora deciso se benedire o maledire quel momento) ed ho abbandonato le tastiere, ma il pallino per la musica mi è rimasto. A 16 anni circa, nel pieno della mia formazione da programmatore, ho scoperto la 8-bit music, li ho cominciato ad appassionarmi all'analisi e sintesi del suono ed ho iniziato a scrivere il programma che uso ancora oggi in studio come oscilloscopio ed analizzatore di spettro. Da li allo scoprire i sintetizzatori il passo è stato breve, nel frattempo ogni tanto mi dilettavo a fare andare le dita sulle uniche 2 tastiere che sono sopravvissute al mio cacciavite, una vecchia Farfisa da 5 ottave (analogica) ed una Bontempi (digitale). Tastiere che conservo ancora oggi, pur ovviamente non usandole più.

La passione è cresciuta sempre di più, ed a 22 anni ho deciso di ricominciare a prendere lezioni, di pianoforte stavolta. Ed è arrivata a casa la mia prima tastiera seria, una Korg N5 trovata su un mercatino online, che ancora oggi ho. Correva l'anno 2007. Più tardi in quell'anno è arrivata la Yamaha SY-77 (volevo un synth FM ed ho preferito la SY invece delle DX perché più versatile), e l'anno successivo i Roland Juno 106 e JP-8000. Nel 2009 ho iniziato il progetto di tribute band Doors (poi fallito, come detto già altre volte), e per quell'occasione ho acquistato la Nord Electro 3, che aveva a bordo le emulazioni di tutti gli strumenti che mi servivano (Vox Continental, Hammond, Rhodes).

Poi, nel 2010, ho trovato per pochi soldi un Roland D-50, che ad un certo punto ha iniziato a darmi magagne. E "grazie" a quelle magagne sono approdato qui, esordendo con questo thread. Da allora faccio parte di questa compagnia di matti e la mia storia la conoscete, perché l'ho condivisa qui. Quel D-50 è quello che si vede nel mio avatar.

Da un punto di vista puramente musicale purtroppo dopo il fallimento della tribute dei Doors non ho più dato seguito ad altri progetti, a parte le cover che ogni tanto faccio e che pubblico qui e su Youtube, proseguendo anche con le lezioni di pianoforte. In questo senso non sono stato molto attivo, quindi non ho molto da raccontare. Se non altro ho da sempre un buon orecchio e questa passione mi ha permesso di svilupparlo ulteriormente, fino ad arrivare a riuscire a smontare e rimontare ad orecchio brani anche piuttosto complessi, riuscendo a catturarne anche i dettagli.

Un altro strumento che mi ha sempre attratto ed ancora adesso mi attrae è il basso, ma fin'ora non sono ancora riuscito a fare il passo di prendermene uno ed iniziare ad impararlo. D'altronde già sto andando lento come un bradipo col pianoforte (dopo 10 anni di lezioni settimanali sono bravo come uno forse al primo anno di conservatorio...), se ci attacco la anche il basso non mi salvo più.
  • dielle63
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12-02-19 09.57

Vedo che molti della mia età (immagino) hanno tutti cominciato con strumentini giocattolo di fortuna. Erano altri tempi.

Mi ha fatto ricordare che in effetti anche per me il primo strumento fu un pianofortino giocattolo (di quelli da mettere sul mobile, lunghezza coda 30 cm). Mai suonato però: credo che fosse anche non intonato.

Poi uno xylofono giocattolo, con le piastre colorate e le lettere delle note anglosassoni stampate sopra.

La mia prima vera esecuzione è stata quando organizzammo un quiz da fare in cortile con tanto di domande numerate e materie da scegliere. Alla materia "musica" io suonavo una canzoncina con lo xylofono e gli altri bimbi dovevano indovinare.

Lo xylofono aveva solo le note fondamentali, non c'erano tasti diesis e bemolle. Dopo alcune difficoltà capii che le note non potevano essere solo quelle: alcuni motivi non potevo suonarli. Ho scoperto il resto qualche anno dopo.emo
  • Raptus
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12-02-19 10.35

@ dielle63
Vedo che molti della mia età (immagino) hanno tutti cominciato con strumentini giocattolo di fortuna. Erano altri tempi.

Mi ha fatto ricordare che in effetti anche per me il primo strumento fu un pianofortino giocattolo (di quelli da mettere sul mobile, lunghezza coda 30 cm). Mai suonato però: credo che fosse anche non intonato.

Poi uno xylofono giocattolo, con le piastre colorate e le lettere delle note anglosassoni stampate sopra.

La mia prima vera esecuzione è stata quando organizzammo un quiz da fare in cortile con tanto di domande numerate e materie da scegliere. Alla materia "musica" io suonavo una canzoncina con lo xylofono e gli altri bimbi dovevano indovinare.

Lo xylofono aveva solo le note fondamentali, non c'erano tasti diesis e bemolle. Dopo alcune difficoltà capii che le note non potevano essere solo quelle: alcuni motivi non potevo suonarli. Ho scoperto il resto qualche anno dopo.emo
Beh senza ipocrisie dipende anche dalla disponibilità economica/ status socio-culturale di provenienza.
In contesti campagnoli come il mio trovare una famiglia con un pianoforte in casa era rarissimo.
Conoscendo gente "dalla città" invece la situazione era molto diversa, ricordo che rimasi molto sorpreso dal vedere quanti dei miei amici "cittadini" avessero il pianoforte a casa, un buon 90% lo avevano solo come mobile da spolverare (cosa per me assurda).
Cosa ancora più assurda tanti poi avevano subìto delle lezioni di pianoforte da piccoli tanto da odiare letteralmente la musica.
In fin dei conti quindi l'aver avuto un giocattolo a quell'età è stato più che propedeutico!
  • ruga27
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12-02-19 10.45

Il mio primo impatto con la musica avviene all’età di sette anni,mio padre acquistò un pianoforte verticale e decise che io dovevo studiare quello strumento.Maestro a casa una volta a settimana.
Il mio carattere ribelle e la poca voglia non portò a risultati soddisfacenti.Per qualche anno ho continuato con gli studi e con cambi di maestri che in continuazione mi spronavano a impegnarmi perché secondo loro ero portato allo studio del piano.(ma il problema non erano loro..).Poi stop decisi di smettere.Nel frattempo da autodidatta cominciai a strimpellare la chitarra con amici,primi gruppi e tanto divertimento.Avevamo una band che faceva cover dei cantautori italiani e per un paio d’anni ci siamo divertiti,poi il tastierista(che oggi è un affermato insegnante di piano e di improvvisazione jazz)decise di andarsene perché voleva fare altre cose.Agli altri componenti tornò in mente che io da piccolo avevo studiato il piano e mi proposero di suonare le tastiere ma io non ero per niente convinto.Alla fine accettai di provare e subito si accese una grande passione per lo strumento elettronico e la voglia di suonare i tasti bianchi e neri.Da li ad oggi non mi sono mai più staccato dalle tastiere.Ne ho avute tante sia synth,che piani elettrici e oggi uso gli arranger.
Quindi ringrazio mio padre che mi ha indirizzato alla musica ma non avendola presa seriamente mi rende un musicante da strada che suona quasi tutto ad orecchio.Ma senza di lei non potrei vivere!!
Buona musica a tutti.
  • lipzve
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12-02-19 11.01

io fui folgorato a 6 anni dalle orchestrine di piazza San Marco, e da quel momento ho rotto quasi quotidianamente i coccomeri ai miei fino che per mettere fine all'incubo mi hanno preso un piano, sottomarca di Hyundai, un Horugel.
Ma avevo 17 anni zio maiale! L'unica cosa che recrimino ai miei.... non è che volessi modelli radiocomandati, puttanate che dopo un po' si buttano, volevo un piano!
Nel frattempo avevo ricevuto, circa 3 o 4 anni prima, una orribile bontempi che piu schifo di quella... era rossa e di sezione ovale, mi piacerebbe rivederla in foto ma penso che fosse un modello tanto schifoso quanto unico, alcuni tasti erano polifonici, altri no, e suonava quello più alto.

Se lo schifo per sua natura fa schifo, quella faceva ancora più schifo.
E vabbe dai poi col piano mi sono rifatto a tal punto che nota dopo nota, segnando con la matita sullo spartito le note, contantole dal rigo inferiore, dopo due giorni di piano già suonavo Maple leaf rag.
Il venditore che me l'ha portato e mi ha sentito suonare una puttanata, quando dopo 10 giorni è tornato ad accordarlo diceva che non era possibile, che ero il mostro dei mostri, e che non aveva mai visto un tale cambiamento in soli 8 o 10 giorni, ed infatti, eccomi qua. Cerco sempre di non vedermi allo specchio sennò mi chiedo un autografo e mi duole la mano ormai....

ecco questa la mia storia.
  • giosanta
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12-02-19 12.13

Nessun Background musicale diretto in famiglia, in età scuola media ho cominciato ad ascoltare le band progressive ed è stato innamoramento immediato, per l'organo Hammond in assoluto e le tastiere in generale, con l'eccezione del pianoforte verticale che mi è stato sempre atavicamente sulle scatole.
  • mike71
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12-02-19 12.22

Io personalmente ho avuto una storia molto travagliata ed infatti ho iniziato a suonare molto tardi ed ancora adesso ho difficoltà.
Fino da bambino io ascoltavo musica lirica e classica.
Io ero attratto dagli strumenti a tastiera e dagli organi. Purtroppo nel paesino in chiesa non c'èera un organo vero, ma un Farfisa che io non potevo toccare.
Quando andavo a casa di qualcuno con una tastiera io ero molto invidioso di chi aveva un organo, anche un harmoinum Bontempi.
Un anno me ne regalarono uno, un modello base ed io in effetti iniziai ad usarlo, solo che non era di qualità eccelsa e dopo pochi mesi si guastò e sparì nella spazzatura.
Stranamente mio fratello venne spinto alla musica, ma venne mandato a suonare nella triste banda di paese. Nel mentre io iniziai le medie e per educazione musicale si doveva suonare la chitarra. Figo direte voi, ed invece no. I miei recuperarono una chitarra di seconda mano che aveva qualche problema e non teneva l'accordatura ed aveva anche un suono così così. Per di più in quella classe erano tutti dei figli di papà pieni di soldi ed io odiavo andare a scuola e dato che ero sempre perso in giro per la chitarra scassata - io iniziai a rifiutarmi si suonare.

Tornai dopo un po' alla carica ed i miei genitori non volendo comprarmi una tastiera decisero che avrei dovuto prendere lezioni di musica nella banda. Finii per tre mesi a studiare i Bona ed a fare solfeggio.
Poi a 15 anni iniziai a pensare decisamente ad altre cose e lasciai perdere... non c'erano ragazze...
Intanto anche mio fratello si stufò di suonare nella banda perché era diventata teatro di ripicche e litigi.
PAssano i giorni e passano gli anni.
Arrivato ai 40 o giù di lì, decisi di spendere qualche soldo e di provare a studiare musica di nuovo. Scoprendo che la cosa non è così facile tra imegni di casa e di lavoro.
  • anonimo

12-02-19 13.35

mike71 ha scritto:
Arrivato ai 40 o giù di lì, decisi di spendere qualche soldo e di provare a studiare musica di nuovo. Scoprendo che la cosa non è così facile tra imegni di casa e di lavoro.

Ti capisco: infatti è per questo motivo che molti di noi hanno cominciato a suonare e a studiare musica da bambini. I bambini hanno la mente più libera e, a parte la scuola, non hanno grandi impegni e grosse responsabilità, oppure rinunciano volentieri ad alcune cose che fanno tutti gli altri bambini. Io, per esempio, mentre tutti gli altri bambini di 7-8-9 anni andavano a giocare a pallone, preferivo stare a casa a suonare il Pianoforte, ma, per me, non era una rinuncia: ero contento così!

Da grandi, invece, impegnarsi per imparare uno strumento musicale è più difficile: bisogna rinunciare a qualcosa, togliere il tempo alla famiglia, al rapporto di coppia, al lavoro, al tempo libero (uscite, cene, vacanze, cinema...), ad altri impegni.

Comunque non è impossibile! emo
  • fulezone
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12-02-19 15.33

@ anonimo
mike71 ha scritto:
Arrivato ai 40 o giù di lì, decisi di spendere qualche soldo e di provare a studiare musica di nuovo. Scoprendo che la cosa non è così facile tra imegni di casa e di lavoro.

Ti capisco: infatti è per questo motivo che molti di noi hanno cominciato a suonare e a studiare musica da bambini. I bambini hanno la mente più libera e, a parte la scuola, non hanno grandi impegni e grosse responsabilità, oppure rinunciano volentieri ad alcune cose che fanno tutti gli altri bambini. Io, per esempio, mentre tutti gli altri bambini di 7-8-9 anni andavano a giocare a pallone, preferivo stare a casa a suonare il Pianoforte, ma, per me, non era una rinuncia: ero contento così!

Da grandi, invece, impegnarsi per imparare uno strumento musicale è più difficile: bisogna rinunciare a qualcosa, togliere il tempo alla famiglia, al rapporto di coppia, al lavoro, al tempo libero (uscite, cene, vacanze, cinema...), ad altri impegni.

Comunque non è impossibile! emo
Avevo circa 11 anni, (oggi 39), festa di carnevale a casa mia, c'erano mio fratello con la chitarra elettrica, un suo compagno con una Roland D70 e una U20, e un altro compagno con il basso, tutti e tre vestiti da banda bassotti, io ero piccolino e guardavo suonare questi tre, mio fratello lo vedevo suonare tutti i giorni, il basso più o meno era come una chitarra, e poi c'era questa cosa nera che emetteva suoni strani e affascinanti... Pensai se questo vuol dire suonare voglio suonare anch'io, meno di una settimana dopo avevo una tastiera casio da poche migliaia di lire, poco tempo dopo avevo una Roland E-15 e da li pian piano al Brass Gruop scuola di musica popolare jazz, e da li a oggi dopo una pausa di 10 anni circa non ho più smesso di suonare!
  • Raptus
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12-02-19 16.23

@ anonimo
mike71 ha scritto:
Arrivato ai 40 o giù di lì, decisi di spendere qualche soldo e di provare a studiare musica di nuovo. Scoprendo che la cosa non è così facile tra imegni di casa e di lavoro.

Ti capisco: infatti è per questo motivo che molti di noi hanno cominciato a suonare e a studiare musica da bambini. I bambini hanno la mente più libera e, a parte la scuola, non hanno grandi impegni e grosse responsabilità, oppure rinunciano volentieri ad alcune cose che fanno tutti gli altri bambini. Io, per esempio, mentre tutti gli altri bambini di 7-8-9 anni andavano a giocare a pallone, preferivo stare a casa a suonare il Pianoforte, ma, per me, non era una rinuncia: ero contento così!

Da grandi, invece, impegnarsi per imparare uno strumento musicale è più difficile: bisogna rinunciare a qualcosa, togliere il tempo alla famiglia, al rapporto di coppia, al lavoro, al tempo libero (uscite, cene, vacanze, cinema...), ad altri impegni.

Comunque non è impossibile! emo
Io trovo che studiare da adulti sia molto meglio invece. Se uno, ovvio, ha metodo e passione.
Adesso io non so che tipo di bambini siate stati, o meglio, quale sia stato il vostro status sociale, insisto su questo aspetto perchè secondo me molto dipende anche da come si è stati cresciuti (se uno ha il maestro che viene a casa pagato dai genitori, almeno per come ero fatto io mi sarei sentito in obbligo di studiare, pure se non volevo).
Io fino ai 20 anni non sapevo cosa fare nella mia vita. Ancor peggio da bambino, troppi stimoli, troppe cose da provare, cartoni, videogiochi, passioni che stavano crescendo... studiare non sarebbe stato assolutamente facile, in più mettici il fatto che non avevo un contesto musicale trasmesso dai genitori (figurati il pianoforte a casa)...
Da adulti invece è meglio, sai cosa vuoi e dove vuoi spingerti. Sai anche come sei fatto e cosa giova di più e ti fa imparare meglio. Studi meglio perchè ti conosci meglio. Da bambino studi quello e come vogliono gli altri.
Sempre secondo me eh...

  • fulezone
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12-02-19 16.39

@ Raptus
Io trovo che studiare da adulti sia molto meglio invece. Se uno, ovvio, ha metodo e passione.
Adesso io non so che tipo di bambini siate stati, o meglio, quale sia stato il vostro status sociale, insisto su questo aspetto perchè secondo me molto dipende anche da come si è stati cresciuti (se uno ha il maestro che viene a casa pagato dai genitori, almeno per come ero fatto io mi sarei sentito in obbligo di studiare, pure se non volevo).
Io fino ai 20 anni non sapevo cosa fare nella mia vita. Ancor peggio da bambino, troppi stimoli, troppe cose da provare, cartoni, videogiochi, passioni che stavano crescendo... studiare non sarebbe stato assolutamente facile, in più mettici il fatto che non avevo un contesto musicale trasmesso dai genitori (figurati il pianoforte a casa)...
Da adulti invece è meglio, sai cosa vuoi e dove vuoi spingerti. Sai anche come sei fatto e cosa giova di più e ti fa imparare meglio. Studi meglio perchè ti conosci meglio. Da bambino studi quello e come vogliono gli altri.
Sempre secondo me eh...

Conosci il concetto della spugna? Una volta me lo ha spiegato un ragazzo americano che era venuto a stare in italia con la sua famiglia per qualche tempo, praticamente sosteneva che le persone sono come delle spugne, da piccole asciutte e immerse nella vita assorbono, concetti, lingua, modi di fare, modi di dire, da grande la spugna invece è zuppa di acqua e per farla assorbire di nuovo devi spremerla almeno un poco, i suoi figli di 1 anno, 5 e 8 anni, "parlavano" inglese, tedesco, italiano, spagnolo, tutti posti in cui avevano abitato negli ultimi anni, ora non so se questo concetto è applicabile alla realtà oppure no ma in ogni caso secondo questa teoria è più facile imparare da piccoli che da grandi, da grandi siamo così pieni di tutto quello che abbiamo vissuto che spremerci dalla roba inutile non è semplicissimo! Ecco che qualcosa la dimentichiamo per farne entrare altre!
  • Raptus
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12-02-19 16.51

@ fulezone
Conosci il concetto della spugna? Una volta me lo ha spiegato un ragazzo americano che era venuto a stare in italia con la sua famiglia per qualche tempo, praticamente sosteneva che le persone sono come delle spugne, da piccole asciutte e immerse nella vita assorbono, concetti, lingua, modi di fare, modi di dire, da grande la spugna invece è zuppa di acqua e per farla assorbire di nuovo devi spremerla almeno un poco, i suoi figli di 1 anno, 5 e 8 anni, "parlavano" inglese, tedesco, italiano, spagnolo, tutti posti in cui avevano abitato negli ultimi anni, ora non so se questo concetto è applicabile alla realtà oppure no ma in ogni caso secondo questa teoria è più facile imparare da piccoli che da grandi, da grandi siamo così pieni di tutto quello che abbiamo vissuto che spremerci dalla roba inutile non è semplicissimo! Ecco che qualcosa la dimentichiamo per farne entrare altre!
Sì è vero, per questo motivo occorre avere un metodo.
Se non ti poni dei paletti non vai da nessuna parte, devi "imparare a studiare", così sopperisci alle lacune in maniera intelligente.
Queste cose non le impari da bambino e non puoi saperle.
Da bambino hai l'effetto spugna che è vero, funziona, ma se non è coltivato è fine a se stesso (sennò tutti quelli che studiano pianoforte da piccoli da adulti sarebbero dei bravi musicisti e non è così) .
  • orange1978
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12-02-19 17.03

@ Raptus
Sì è vero, per questo motivo occorre avere un metodo.
Se non ti poni dei paletti non vai da nessuna parte, devi "imparare a studiare", così sopperisci alle lacune in maniera intelligente.
Queste cose non le impari da bambino e non puoi saperle.
Da bambino hai l'effetto spugna che è vero, funziona, ma se non è coltivato è fine a se stesso (sennò tutti quelli che studiano pianoforte da piccoli da adulti sarebbero dei bravi musicisti e non è così) .
bisogna anche considerare che da piccoli si é un po come una partita di calcio sullo 0-0....si sta iniziando e non si sa esattamente come finira.

quando si é grandi a parte le cose gia imparate inutili o meno, esistono anche altri aspetti come le varie delusioni, le sconfitte, frustrazioni, obbiettivi che non si é stati capace di raggiungere etc etc...tutto cio, anche qualora si volesse imparare nuove cose, verrá in qualche modo fuori inevitabilmente, se ci si rimette a studiare una argomento che non si era riusciti a comprendere in passato si ha paura di non farcela nuovamente, poi se ci si riesce magari ci si sente frustrati lo stesso perche si penserá "avrei potuto impararlo prima se mi fossi impegnato di piu e avrei perso meno tempo", e il tempo si sa, non é infinito....

puo quindi essere difficile imparare quando si é adulti ma non tanto per questioni di etá, prestazioni di memoria etc...ma proprio perche spesso un bimbo apprende senza questi freni inibitori che molti adulti hanno latenti dentro di se, a volte senza rendersene nemmeno conto, frutto delle situazioni della vita, dei brutti ricordi, delle delusioni etc...

un bimbo é un po una partita tutta da giocare, se sei al secondo tempo sul 4-0 sei stato fortunato....ma pensa se dopo il primo tempo sei sotto di cinque reti, li diventa molto piu difficile raddrizzarla, e la vita é un po cosi a volte nemmeno per colpa nostra, ci mette di fronte sconfitte e delusioni di fronte alle quali non avremmo potuto fare molto.
  • fulezone
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12-02-19 17.23

@ Raptus
Sì è vero, per questo motivo occorre avere un metodo.
Se non ti poni dei paletti non vai da nessuna parte, devi "imparare a studiare", così sopperisci alle lacune in maniera intelligente.
Queste cose non le impari da bambino e non puoi saperle.
Da bambino hai l'effetto spugna che è vero, funziona, ma se non è coltivato è fine a se stesso (sennò tutti quelli che studiano pianoforte da piccoli da adulti sarebbero dei bravi musicisti e non è così) .
la semplicità e la velocità che ci metti ad assorbire i vari insegnamenti è pari a quella che ci metti a dimenticarli
  • fulezone
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12-02-19 17.31

@ orange1978
bisogna anche considerare che da piccoli si é un po come una partita di calcio sullo 0-0....si sta iniziando e non si sa esattamente come finira.

quando si é grandi a parte le cose gia imparate inutili o meno, esistono anche altri aspetti come le varie delusioni, le sconfitte, frustrazioni, obbiettivi che non si é stati capace di raggiungere etc etc...tutto cio, anche qualora si volesse imparare nuove cose, verrá in qualche modo fuori inevitabilmente, se ci si rimette a studiare una argomento che non si era riusciti a comprendere in passato si ha paura di non farcela nuovamente, poi se ci si riesce magari ci si sente frustrati lo stesso perche si penserá "avrei potuto impararlo prima se mi fossi impegnato di piu e avrei perso meno tempo", e il tempo si sa, non é infinito....

puo quindi essere difficile imparare quando si é adulti ma non tanto per questioni di etá, prestazioni di memoria etc...ma proprio perche spesso un bimbo apprende senza questi freni inibitori che molti adulti hanno latenti dentro di se, a volte senza rendersene nemmeno conto, frutto delle situazioni della vita, dei brutti ricordi, delle delusioni etc...

un bimbo é un po una partita tutta da giocare, se sei al secondo tempo sul 4-0 sei stato fortunato....ma pensa se dopo il primo tempo sei sotto di cinque reti, li diventa molto piu difficile raddrizzarla, e la vita é un po cosi a volte nemmeno per colpa nostra, ci mette di fronte sconfitte e delusioni di fronte alle quali non avremmo potuto fare molto.
molto bello il tuo pensiero, i genitori fanno tantissimo in tutto questo, come dicevo prima avevo 11 anni e guardavo questo ragazzetto di 16 anni che già era bravissimo, suo padre era un chitarrista e aveva svariate chitarre famose oltre ad amplificatori fantastici, Gibson, Fender, Marshall, per cui cosa accade nella testa di un bambino di 5 o 6 anni? O un totale rifiuto oppure un totale assorbimento, quegli strumenti diventano come componenti della famiglia e quindi li suoni con una naturalezza fuori dal comune, avendoli li giorno dopo giorno non li assorbi in breve tempo e quindi li dimentichi in breve tempo ma sono le fondamenta della tua vita, quando poi tuo padre è bravo a suonare allora anche solo guardando impari tante cose, poi se i genitori sono brani non ad obbligarti ma ad incoraggiarti è solo questione di tempo e l'artista viene fuori!
Per quanto mi riguarda, tutto quello che ho fatto nella mia vita l'ho fatto con le mie forze, non sono stato mai incoraggiato a fare niente, tutto quello che ho fatto l'ho fatto per me, i traguardi e gli abbandoni sono stati per mia scelta o per cause di forza maggiore, giovedì c'è stato il debutto della band in cui suono adesso, questa formazione è in piedi in questa forma definitiva da dicembre, sono stato sorpreso, non tanto dagli applausi delle persone che non conoscevamo, ma dalle persone invece che conoscevamo che guardandoci ci dicevano non pensavamo foste così bravi... ma che significa? Pensavano facessimo totalmente schifo? Poi ovviamente i risultati se nessuno ti incoraggia non sempre sono eccellenti ma ci siamo presi i nostri attimi di gloria
  • MarioSynth
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12-02-19 17.45

Da piccolo ho visto questo video ed ho preso una decisione...




...ho comprato un cavallo.
  • Raptus
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12-02-19 18.05

@ orange1978
bisogna anche considerare che da piccoli si é un po come una partita di calcio sullo 0-0....si sta iniziando e non si sa esattamente come finira.

quando si é grandi a parte le cose gia imparate inutili o meno, esistono anche altri aspetti come le varie delusioni, le sconfitte, frustrazioni, obbiettivi che non si é stati capace di raggiungere etc etc...tutto cio, anche qualora si volesse imparare nuove cose, verrá in qualche modo fuori inevitabilmente, se ci si rimette a studiare una argomento che non si era riusciti a comprendere in passato si ha paura di non farcela nuovamente, poi se ci si riesce magari ci si sente frustrati lo stesso perche si penserá "avrei potuto impararlo prima se mi fossi impegnato di piu e avrei perso meno tempo", e il tempo si sa, non é infinito....

puo quindi essere difficile imparare quando si é adulti ma non tanto per questioni di etá, prestazioni di memoria etc...ma proprio perche spesso un bimbo apprende senza questi freni inibitori che molti adulti hanno latenti dentro di se, a volte senza rendersene nemmeno conto, frutto delle situazioni della vita, dei brutti ricordi, delle delusioni etc...

un bimbo é un po una partita tutta da giocare, se sei al secondo tempo sul 4-0 sei stato fortunato....ma pensa se dopo il primo tempo sei sotto di cinque reti, li diventa molto piu difficile raddrizzarla, e la vita é un po cosi a volte nemmeno per colpa nostra, ci mette di fronte sconfitte e delusioni di fronte alle quali non avremmo potuto fare molto.
Però vedi da adulti abbiamo una cosa che da bambini non riusciamo ad avere: la consapevolezza di quello che siamo e cosa vogliamo.
Quando inizi a giocare sei sullo 0 a 0 ma non conoscendo le regole del gioco puoi andare sulle 4 a 0 quasi subito come hai detto.
Ma se grazie al secondo tempo capisci dove hai sbagliato e hai vera passione allora farai le scelte giuste... non è raro rimontare e pure vincere (o pareggiare, dipende anche dagli obiettivi che ti dai).
Penso che questo possa valere in ogni campo, se una cosa è una passione vera, per quanto male possano andare le cose il modo per coltivarla senza influenze negative lo si trova sempre, proprio perchè le cose negative le combatte.
Se questo non accade (vedi me con: calcio, nuoto, bicicletta, corsa, canto... etc emo) vuol dire che non erano vere passioni...
  • anonimo

12-02-19 18.13

@ Raptus
Però vedi da adulti abbiamo una cosa che da bambini non riusciamo ad avere: la consapevolezza di quello che siamo e cosa vogliamo.
Quando inizi a giocare sei sullo 0 a 0 ma non conoscendo le regole del gioco puoi andare sulle 4 a 0 quasi subito come hai detto.
Ma se grazie al secondo tempo capisci dove hai sbagliato e hai vera passione allora farai le scelte giuste... non è raro rimontare e pure vincere (o pareggiare, dipende anche dagli obiettivi che ti dai).
Penso che questo possa valere in ogni campo, se una cosa è una passione vera, per quanto male possano andare le cose il modo per coltivarla senza influenze negative lo si trova sempre, proprio perchè le cose negative le combatte.
Se questo non accade (vedi me con: calcio, nuoto, bicicletta, corsa, canto... etc emo) vuol dire che non erano vere passioni...
Sicuramente da bambini si è come spugne: si assorbe tutto!

Da grandi, per contro, si è più consapevoli, più motivati, ci si possono porre degli obiettivi ben chiari, non si fanno le cose come capita, a caso o solo perché lo vogliono gli altri (genitori, educatori...), ma perché si vogliono veramente fare...
  • dielle63
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12-02-19 18.31

Io sono tra quelli che pensano che la musica non la puoi comprare. O c'è dentro o non c'è nulla da fare.

Leggevo poco sopra il racconto di un bambino che guardava un altro, bravissimo, perchè i genitori l'avevano fatto studiare.

Io ho ricordi diversi: ero in una classe di figli di papà che frequentavano grandi scuole di musica. In genere chitarristi, tutti con lo sgabello sotto un piede e pezzi di Segovia eseguiti alla perfezione.

Io sapevo a stento cosa fosse una quarta; la nona mi era del tutto estranea.........però suonavo io quando facevamo i gruppi sulla spiaggia, suonavo io alla messa di pasqua del liceo, suonavo io ai matrimoni e mi pagavano.

Non ero più bravo: ero più motivato.

Il massimo è quando un ragazzo motivato trovo una famiglia che gli fornisce i mezzi per diventare eccellenza, ma alla prima condizione non di abdica. Non basta i maestro a casa per farti diventare un musicista.
  • Marcher
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12-02-19 18.46

A dieci anni sono stato letteralmente folgorato dai suoni che sentivo dai dischi dei Pink di li è iniziata la mia ossessione...nel corso degli anni ho comprato non so quante volte the dark side of the moon e wish you were here perchè li logoravo...sono sempre stato attratto da come creare una sonorità più che ripetere a pappagallo parti di tastieristi famosi......mi dissero che per ricreare certe cose comunque bisognava imparare a suonare le tastiere così all'età di quattordici anni presi le mie prime lezioni di piano....mio padre per iniziare mi comprò una tastiera casio e in seguito un digital piano se non ricordo male un hp 1700....il problema è che il piano non aveva suoni con cui creare sonorità synth o di quella specie,visto che non sono mai stato una persona sin da ragazzino che era abituato a chiedere,le estati quando finivano le scuole mi cercavo dei lavori (ne ho fatto di svariati) per riuscire a comprarmi delle tastiere.....per farla corta il mio primo synth serio fu il k-2500......insomma per farla breve tutta colpa dei Floyd......