Perché insistere tanto sulla teoria scala accordo?

  • WTF_Bach
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03-08-22 14.14

Il fatto è che:

- pochi (relativamente) sanno improvvisare

- tra quei pochi, solo una parte saprebbe razionalizzare le strategie che lo hanno portato a saper improvvisare

- tra quelli che lo sanno razionalizzare, solo pochi riescono a “distillare” le strategie più efficienti

- e tra questi pochissimi, solo una piccola parte è in grado di insegnarlo.
  • Sbaffone
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03-08-22 18.10

uso il metodo "a recia"

03-08-22 19.11

A mio avviso c'è stato un goffo tentativo di riportare su carta e volumi immensi teorie su teorie riguardo il jazz, generando migliaia di casi diversi da andare ad analizzare e memorizzare.
La verità è che poi basta una masterclass di qualche big americano seguita con attenzione, per capire che il 90% della roba che gira qui per "imparare il jazz" è carta straccia.

Da ammirare l'impegno di razionalizzazione, ma quando in un singolo capitolo vengono spiegati 10 modi diversi di suonare un accordo di settima senza specificare che questi terminoni sono pippe mentali che gran parte dei jazzisti del passato ignora (perchè gli basta un voicing fatto di 1° e 7° o 1° e 3° per far fluire idee) un problema c'è.

Sono proprio tra le vittime che han buttato più di un anno a scervellarsi con gli accordi suonati dalla mano sinistra con 11#, 13, 13b, 9, 9b, 9#, per poi venire cazziato malamente ad una masterclass perchè bastava semplicemente piazzare 1+3 o 1+7 a sinistra per far fluire la destra con meno patemi.

Le trascrizioni dei soli sono ormai migliaia, le trascrizioni di cosa faceva la mano sinistra dai big non viene riportata invece spesso. Quelle volte che ci sono effettivamente dimostrano meno pippe mentali di quelle che ti costringono ad imparare definendole "importantissime".

Mi fermo qui, perchè ci sarebbe da scriverne emo

03-08-22 19.18

@ WTF_Bach
Il fatto è che:

- pochi (relativamente) sanno improvvisare

- tra quei pochi, solo una parte saprebbe razionalizzare le strategie che lo hanno portato a saper improvvisare

- tra quelli che lo sanno razionalizzare, solo pochi riescono a “distillare” le strategie più efficienti

- e tra questi pochissimi, solo una piccola parte è in grado di insegnarlo.
Aggiungici che qui c'è poco senso della condivisione, anche quando sei pagato per farlo.
è un popolo proprio del "L'ho imparato e me lo so sudato da solo, perchè dovrei condividerlo con te?"

Un famosissimo giornalista italiano, di cui ovviamente non farò il nome, ma che ha bazzicato per anni festival e programmi televisivi, considerato un "luminare del jazz", ha ben pensato di presentarsi a noi studenti con una marea di filmati d'archivio introvabili. Oscar Peterson che suonava in italia, concerti ormai introvabili della rai. Ce li ha fatti vedere, vantandosi per ore di quanto quella roba fosse andata quasi persa, roba che lui ha acquisito e ne è il solo possessore.

Ora, cosa ti aspetti che facciano degli studenti con fame di conoscenza di fronte a cose simili?
"Potrei avere una copia di questo filmato?". Per puro studio, mi pare ovvio.

Secondo voi, il buon luminare che "ci tiene al jazz in Italia", ci ha lasciato qualcosa?
Certo che no emo
  • WTF_Bach
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03-08-22 21.32

@ Sbaffone
uso il metodo "a recia"
Che per te, ovviamente, ha funzionato benissimo.

Basseresti un approccio didattico di massa sul “metodo a recia”?emo
  • WTF_Bach
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03-08-22 21.35

@ CoccigeSupremo
A mio avviso c'è stato un goffo tentativo di riportare su carta e volumi immensi teorie su teorie riguardo il jazz, generando migliaia di casi diversi da andare ad analizzare e memorizzare.
La verità è che poi basta una masterclass di qualche big americano seguita con attenzione, per capire che il 90% della roba che gira qui per "imparare il jazz" è carta straccia.

Da ammirare l'impegno di razionalizzazione, ma quando in un singolo capitolo vengono spiegati 10 modi diversi di suonare un accordo di settima senza specificare che questi terminoni sono pippe mentali che gran parte dei jazzisti del passato ignora (perchè gli basta un voicing fatto di 1° e 7° o 1° e 3° per far fluire idee) un problema c'è.

Sono proprio tra le vittime che han buttato più di un anno a scervellarsi con gli accordi suonati dalla mano sinistra con 11#, 13, 13b, 9, 9b, 9#, per poi venire cazziato malamente ad una masterclass perchè bastava semplicemente piazzare 1+3 o 1+7 a sinistra per far fluire la destra con meno patemi.

Le trascrizioni dei soli sono ormai migliaia, le trascrizioni di cosa faceva la mano sinistra dai big non viene riportata invece spesso. Quelle volte che ci sono effettivamente dimostrano meno pippe mentali di quelle che ti costringono ad imparare definendole "importantissime".

Mi fermo qui, perchè ci sarebbe da scriverne emo
Infatti, se hai notato, sto attualmente lavorando su un metodo didattico che spieghi come mettere insieme dx e sx per ottenere lo swing.

E non servono armonie pazzesche o voicings esoterici: basta capire due o tre principi ed applicarli si voicings ed alle armonie che più ci piacciono.
  • paolo_b3
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03-08-22 21.46

@ WTF_Bach
Che per te, ovviamente, ha funzionato benissimo.

Basseresti un approccio didattico di massa sul “metodo a recia”?emo
Masterclass "a recia"? emoemoemo

Sarebbe molto utile!
  • d_phatt
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03-08-22 21.51

@ WTF_Bach
Il fatto è che:

- pochi (relativamente) sanno improvvisare

- tra quei pochi, solo una parte saprebbe razionalizzare le strategie che lo hanno portato a saper improvvisare

- tra quelli che lo sanno razionalizzare, solo pochi riescono a “distillare” le strategie più efficienti

- e tra questi pochissimi, solo una piccola parte è in grado di insegnarlo.
E in compenso il mondo è pieno di furboni emoemo

P.S. grazie a tutti per i tanti interventi interessanti, davvero.