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Io ricordo che quando eravamo molto piu' giovani,collaboravo con alcuni musicisti,e ci fu' l'occasione di passare al professionismo,sai,casa discografica,scuderia di artisti,trasferimento in citta' sede della Casa,etc etc.Io,giovane pischello,per diversi motivi non accettai,sia pure con rammarico.Qualcuno degli amici accetto',rinunciando anche ad un buon posto di lavoro,e per alcuni anni li vidi nel giro grosso ad accompagnare artisti di gran fama,fare date all'estero,trasmissioni televisive e quant'altro.Molto bravi davvero.Pero' dopo un po' me li rividi intorno,sopravvivevano con Piano Bar,Matrimoni,serate in vari contesti,lezioni,music school private,e chiaccherandoci mi dissero che per riuscire a mettere insieme introiti soddisfacenti si dovevano sbattere in maniera intensa,suonare suonare suonare in posti che erano come erano,l'importante è che ci fossero i soldi,ho visto che importava piu' che altro il numero delle serate,non la qualita' ma la quantita',qualcuno che adesso sta' suonando con un gruppo abbastanza conosciuto,spesso faceva il fonico,basta che pagassero.La ovvia conclusione è che anche se fai il professionista,se sfondi veramente guadagni bene e magari riesci a fare davvero cio' che ti interessa,se sei uno dei tanti pur bravi mestieranti in giro,bene o male devi addivenire a dei compromessi...Ho visto che i piu' in genere insegnano musica nella scuola pubblica e privatamente,e magari portano avanti una attivita' concertistica semiprofessionale anche di buon livello.Sicuramente campare di sola musica non è per niente semplice....Penso anche che il talento è talento,nel senso che ci sono anche dei non professionisti che suonano in maniera stratosferica e dei professionisti che fanno bene il compitino e stop,pero' è chiaro che se dedichi alla musica 6 ore alla settimana è un conto,se gli dedichi 7-8 ore al giorno tra studio,pratica,aggiornamento è un altro,viaggi su un tiro differente,e questo è chiaro.Qualcuno dice che questo o quel celebre musicista in realta' non conosceva la musica teorica,pero' magari erano dei mostri di talento che suonavano tutti i giorni svariate ore,e quindi anche questo discorso lascia il tempo che trova,imho.17-04-26 16.57
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C’è questa leggenda dei musicisti jazz di una volta incapaci di leggere la musica tipo Armstrong, ma la realtà è opposta, nella New Orleans dell’epoca le band imponevano una lettura quasi a prima vista, pare che bastassero pochi errori di lettura per essere sostituiti17-04-26 17.37
Il problema maggiore del mondo lavorativo musicale è che l’offerta è sproporzionata rispetto alla domanda, se cerchi un idraulico o elettricista devi metterti con molta calma ad aspettare che sia libero, se apri un locale e fai suonare vieni sommerso di richieste via mail e telefono17-04-26 17.50
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C’è una distinzione fondamentale che bisogna fare, gruppi che sbigliettano e gruppi che no, se la gente è disposta a pagare anche 10€ per vederti hai le porte aperte, se non sbiglietti rientri nella categoria ti porto gente-non ti porto gente, la realtà odierna è questa17-04-26 18.13
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Comunque,i tempi saranno anche quelli che sono,ma per mè il discorso "quanta gente ci portate?" non esiste.Sara' perchè forse noi un po',come è stato detto,"sbigliettavamo",e quindi non è mai capitato che ci facessero un discorso simile,ma è un discorso che non accetto,se un gestore me lo facesse,gli risponderei: Noi ti portiamo un intrattenimento musicale ben provato,collaudato ed in genere gradito da chi ci ascolta.Per quanto riguarda la parte "quanta gente ci porti" noi abbiamo un po' di gente che ci segue,ma TU devi pensare a pubblicizzare la serata,hai sempre un'alternativa se la vedi cosi',cioè andartene AFC.17-04-26 22.08
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