Trovare i musicisti giusti...

  • Spectrum
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05-09-19 14.13

Topic semi-serio.

E' da qualche anno che ho un serio problema: trovare le persone giuste con cui suonare.
O meglio, le persone le trovo ma dopo qualche prova va tutto in malora.

Se scrivo che la causa è il livello tecnico troppo basso degli altri, passo per sborone.
Se scrivo che non mi trovo bene con quelli che hanno studiato, passo per invidioso/accidioso/disadattato.

Ma:

Il dopolavorista alle prove vuole divertirsi, non ama gli "obbligati", le notazioni anglossassoni, e per carità le note sullo spartito... vade retro! E poi "chi lo spiega a mia moglie che devo stare 15 minuti al giorno ad esercitarmi etc etc".
Se in qualche punto della canzone si stona o non si tiene il tempo, pazienza. Miglioreremo (non si sa quando, però).
Ah! le copie dei testi/accordi preparali te che a noi non riesce. Mi raccomando, niente C D G A, noi capiamo solo DO RE MI.

Il professionista, quello che la musica l'ha studiata (o la studia) mette le mani avanti perché "io, solo jazz... ma per 100 euro a serata ti suono tutto". Disponibilità: una prova al mese perché "ho già 15 progetti musicali da portare avanti, insegno in 3 scuole poi seguo i masterclass in mezza italia mi diletto anche nella liuteria che mi porta via tempo etc etc"

Mi appello a voi. Che fare?
  • fulezone
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05-09-19 14.33

@ Spectrum
Topic semi-serio.

E' da qualche anno che ho un serio problema: trovare le persone giuste con cui suonare.
O meglio, le persone le trovo ma dopo qualche prova va tutto in malora.

Se scrivo che la causa è il livello tecnico troppo basso degli altri, passo per sborone.
Se scrivo che non mi trovo bene con quelli che hanno studiato, passo per invidioso/accidioso/disadattato.

Ma:

Il dopolavorista alle prove vuole divertirsi, non ama gli "obbligati", le notazioni anglossassoni, e per carità le note sullo spartito... vade retro! E poi "chi lo spiega a mia moglie che devo stare 15 minuti al giorno ad esercitarmi etc etc".
Se in qualche punto della canzone si stona o non si tiene il tempo, pazienza. Miglioreremo (non si sa quando, però).
Ah! le copie dei testi/accordi preparali te che a noi non riesce. Mi raccomando, niente C D G A, noi capiamo solo DO RE MI.

Il professionista, quello che la musica l'ha studiata (o la studia) mette le mani avanti perché "io, solo jazz... ma per 100 euro a serata ti suono tutto". Disponibilità: una prova al mese perché "ho già 15 progetti musicali da portare avanti, insegno in 3 scuole poi seguo i masterclass in mezza italia mi diletto anche nella liuteria che mi porta via tempo etc etc"

Mi appello a voi. Che fare?
questa cosa mi ricorda molto la mia situazione, in questo momento abbiamo un gruppo sul finire per i motivi indicati da te,
un gruppo sul nascere fatto da tutti quegli elementi che nel corso degli anni ci hanno lasciato perchè stufi
di quello che tu hai espresso,
un gruppo che ancora deve nascere con quelli del gruppo sul finire che non si arrendono e non capiscono le problematiche
un gruppo alternativo acustico che forse è troppo acustico e risulta pesante da ascoltare per una intera scaletta!

Io sono dell'idea che un gruppo formato da 5 persone non può fare tutto schifo, prendi quei due o tre elementi che vanno bene e andate alla ricerca di altri elementi che la pensiono e suonino come voi, prima o poi si arriverà a una stabilità,
consiedera che io ancora non l'ho trovata!
  • wildcat80
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05-09-19 14.33

C'è poco da fare. Io al momento mi sono buttato in un progetto che non è direttamente nelle mie corde come genere, per la serietà delle persone e la qualità del prodotto, e perché mi è stato chiesto di imprimere un certo tipo di sound che invece mi ha stuzzicato.
  • cecchino
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05-09-19 14.34

@ Spectrum
Topic semi-serio.

E' da qualche anno che ho un serio problema: trovare le persone giuste con cui suonare.
O meglio, le persone le trovo ma dopo qualche prova va tutto in malora.

Se scrivo che la causa è il livello tecnico troppo basso degli altri, passo per sborone.
Se scrivo che non mi trovo bene con quelli che hanno studiato, passo per invidioso/accidioso/disadattato.

Ma:

Il dopolavorista alle prove vuole divertirsi, non ama gli "obbligati", le notazioni anglossassoni, e per carità le note sullo spartito... vade retro! E poi "chi lo spiega a mia moglie che devo stare 15 minuti al giorno ad esercitarmi etc etc".
Se in qualche punto della canzone si stona o non si tiene il tempo, pazienza. Miglioreremo (non si sa quando, però).
Ah! le copie dei testi/accordi preparali te che a noi non riesce. Mi raccomando, niente C D G A, noi capiamo solo DO RE MI.

Il professionista, quello che la musica l'ha studiata (o la studia) mette le mani avanti perché "io, solo jazz... ma per 100 euro a serata ti suono tutto". Disponibilità: una prova al mese perché "ho già 15 progetti musicali da portare avanti, insegno in 3 scuole poi seguo i masterclass in mezza italia mi diletto anche nella liuteria che mi porta via tempo etc etc"

Mi appello a voi. Che fare?
Ti serve una botta di culo, tipo quella che è capitata a me ultimamente (poi magari in alcuni casi ci sono stati scazzi definitivi ma per incompatibilità caratteriali, non per motivi tecnici o di impostazione del lavoro). Là fuori c'è anche gente come te, non disperare.
  • fulezone
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05-09-19 14.43

@ cecchino
Ti serve una botta di culo, tipo quella che è capitata a me ultimamente (poi magari in alcuni casi ci sono stati scazzi definitivi ma per incompatibilità caratteriali, non per motivi tecnici o di impostazione del lavoro). Là fuori c'è anche gente come te, non disperare.
un giorno abbiamo conosciuto un chitarrista, noi ne cercavamo uno bravino e si è presentato questo ragazzo,
chiedo in giro e mi dicono che questo ragazzo è l'allievo del figlio di un chitarrista famoso, in particolare
figlio che ha superato il padre che è sempre in tournet con un cantautore italiano famosissimo,
alle prove gli spiego come voglio fare il brano, le battute, le pause, lui mi guarda e mi fa segno di aver capito,
il brano a primo colpo esce esattamente come volevo io, fantastico, a metà prove il ragazzo ci chiede una canna,
io che nemmeno fumo dico no mi dispiace mi sa che non fuma nessuna di noi,
continuano molto bene le prove e finisce la serata,
la volta successiva messaggi sconclusionati sul fatto che noi non lo vogliamo e non lo accettiamo...
fine della storia di un chitarrista! Si è auto cancellato!

Poi richiedendo in giro mi hanno detto, si a suonare è bravissimo, ma non suona con nessuno perchè ha un carattere troppo difficile!
  • raptus
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05-09-19 14.51

@ Spectrum
Topic semi-serio.

E' da qualche anno che ho un serio problema: trovare le persone giuste con cui suonare.
O meglio, le persone le trovo ma dopo qualche prova va tutto in malora.

Se scrivo che la causa è il livello tecnico troppo basso degli altri, passo per sborone.
Se scrivo che non mi trovo bene con quelli che hanno studiato, passo per invidioso/accidioso/disadattato.

Ma:

Il dopolavorista alle prove vuole divertirsi, non ama gli "obbligati", le notazioni anglossassoni, e per carità le note sullo spartito... vade retro! E poi "chi lo spiega a mia moglie che devo stare 15 minuti al giorno ad esercitarmi etc etc".
Se in qualche punto della canzone si stona o non si tiene il tempo, pazienza. Miglioreremo (non si sa quando, però).
Ah! le copie dei testi/accordi preparali te che a noi non riesce. Mi raccomando, niente C D G A, noi capiamo solo DO RE MI.

Il professionista, quello che la musica l'ha studiata (o la studia) mette le mani avanti perché "io, solo jazz... ma per 100 euro a serata ti suono tutto". Disponibilità: una prova al mese perché "ho già 15 progetti musicali da portare avanti, insegno in 3 scuole poi seguo i masterclass in mezza italia mi diletto anche nella liuteria che mi porta via tempo etc etc"

Mi appello a voi. Che fare?
Credo che nel mondo musicale i simili si piglino.
Occorre trovare persone compatibili sia caratterialmente che soprattutto con obiettivi comuni e pensieri condivisi, se si suona con un brutto clima tanto vale andare a lavorare in fabbrica (con tutto il rispetto)...
Io mi trovo nella situazione strana di chi non si sente cazzone per natura (ho studiato un sacco nella vita) ma allo stesso tempo non potrebbe suonare con professionisti, perchè non ho una laurea al conservatorio.
Tu Spectrum se non ho capito male, ce la dovresti avere.... trova gente del tuo stesso livello!

  • paolo_b3
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05-09-19 15.17

Credo di capire il tuo problema, perchè si pone anche a me.
Personalmente mi reputo una "via di mezzo": non ho le capacità (per fortuna, non avrei nemmeno il tempo) per suonare con i professionisti, ma non mi ritengo e credo di non essere nemmeno un principiante.
Quindi per noi "vie di mezzo" trovare la scarpa giusta è fatica.

Certamente il livello tecnico deve essere circa commisurato al mio, non ho più voglia di ripartire da zero col gruppetto di principianti.
Per cui tolte le proposte indecenti per quanto mi riguarda metto al primo posto l'aspetto relazionale: è imprescindibile che ci si diverta, suono per quello, no ad aspiranti professionisti, no a scontrosi, scorbutici, geni incompresi e via dicendo. Quasi quello che diceva il famoso annuncio che hai postato un po' di tempo fa.
Al secondo posto c'è la serietà: alle prove puntuali e preparati, ci si da da fare un po' tutti ad organizzare, nei limiti del possibile.
Quando ci sono questi due aspetti, se il problema è qualche lacuna tecnica soprassiedo, come gli altri soprassiederanno sulle mie.
Ecco se proprio vogliamo, il gruppo che fa 52 prove all'anno per fare 1 live nei bisestili... no grazie.
  • steeveJ
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05-09-19 15.18

@ raptus
Credo che nel mondo musicale i simili si piglino.
Occorre trovare persone compatibili sia caratterialmente che soprattutto con obiettivi comuni e pensieri condivisi, se si suona con un brutto clima tanto vale andare a lavorare in fabbrica (con tutto il rispetto)...
Io mi trovo nella situazione strana di chi non si sente cazzone per natura (ho studiato un sacco nella vita) ma allo stesso tempo non potrebbe suonare con professionisti, perchè non ho una laurea al conservatorio.
Tu Spectrum se non ho capito male, ce la dovresti avere.... trova gente del tuo stesso livello!

la musica e' una di quelle tante discipline professionali dove conta molto quel che sai fare, piu' che quel che hai studiato(perche' conta molto COME si studia e come ci si evolve dopo lo studio). A seconda del genere musicale, puoi trovare gente in gambissima senza il diploma e gente diplomata che prenderesti a calci in c... . Come per quasi tutto il titolo di studio è soltanto il punto di partenza, non di arrivo.
  • raptus
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05-09-19 15.32

@ steeveJ
la musica e' una di quelle tante discipline professionali dove conta molto quel che sai fare, piu' che quel che hai studiato(perche' conta molto COME si studia e come ci si evolve dopo lo studio). A seconda del genere musicale, puoi trovare gente in gambissima senza il diploma e gente diplomata che prenderesti a calci in c... . Come per quasi tutto il titolo di studio è soltanto il punto di partenza, non di arrivo.
Però la differenza si vede, almeno per quel poco che ho visto io.
Per una volta leviamoci dai luoghi comuni, NON è vero che chi ha studiato sia da mettere a pari livello con chi non l'ha mai fatto ma sa fare qualcosa.
Non saranno mai uguali per il semplice motivo che comunque chi studia possiede un bagaglio culturale tale che forse in qualche contesto non sa emergere ma a lungo termine troverà sicuramente qualcosa che lo farà valorizzare di più di chi non ha avuto la fortuna di conoscere le stesse cose.
Ho avuto esperienze con diplomati e a lungo andare la vedi la differenza. Poi ovvio, il carattere incide molto, se sei un ebete non farai strada da nessuna parte (qui si aprirebbe una parentesi sui cazzoni che diventano comunque famosi ma vabbè).
Per favore smettiamola col mito del genio bluesman ignorante che con due corde sapeva fare tutto...
  • MarcezMonticus
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05-09-19 15.57

Spectrum ha scritto:
Mi appello a voi. Che fare?

Suonare emo

A parte gli scherzi io ti dico le mie esperienze:
Band più duratura...gruppo di sessantenni (tutti con esperienze amatoriali più o meno di livello) in pensione, cantante scarso, batterista metronomo, bassista preciso e due chitarre che facevano ognuno la sua parte senza invedere, io (vent'anni più giovane) alle tastiere...durati cinque anni...tutte le estati almeno otto-dieci di concerti ogni estate magari non molti ma ci coprivamo egregiamente le spese e speso il resto per migliorare il gear del gruppo, divertimento tanto. Finito perchè un paio di membri non ne avevano più voglia. Abbiamo deciso di chiuderla lì. Ogni live con leggio e quadernone emo con scaletta e accordi, obbligati, ecc...quadi 100 brani di repertorio.

Dopo band che sono durate poco per diversi problemi (spesso legati più a me ed al tempo che NON riuscivo a dedicare a prepararmi i brani a casa)

Attuale band (dopo almeno cinque anni passati suonando a casa): un chitarrista bravo (con cui ho già suonato) mi coinvolge in un progetto di brani inediti musicali, genere prog. Primi due brani proposti dal bassista sono quanto di più scontato e banale possa esserci, propongo una cover di Profondo Rosso, il batterista va in crisi perchè non riesce a suonare in 7/8 emo. In altri tempi avrei smontato tutto e portato via le balle, ma ... sarà perchè sono anni che sono fuori dal giro, abbozzo e tiro avanti, il chitarrista propone di mettere in 4/4 la parte dispari ed il brano funziona! emo

Quindi che dire? Aspetta e guarda se dopo qualche prova scatta la malgama giusta. Io ritengo che non tutti all'interno di una band debbano essere per forza allo stesso livello, ognuno però deve fare bene quello che conosce! Il batterista non è in grado di suonare dispari? Amen! Se ha senso del tempo e gusto pur senza strafare, chissenefotte, il brano funziona, vi divertite? Bene!

Se non ti diverti e se è più il tempo in cui ciarlate e parlate di quello in cui suonate, generalemte, non funzionerà la band.
  • steeveJ
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05-09-19 16.00

@ raptus
Però la differenza si vede, almeno per quel poco che ho visto io.
Per una volta leviamoci dai luoghi comuni, NON è vero che chi ha studiato sia da mettere a pari livello con chi non l'ha mai fatto ma sa fare qualcosa.
Non saranno mai uguali per il semplice motivo che comunque chi studia possiede un bagaglio culturale tale che forse in qualche contesto non sa emergere ma a lungo termine troverà sicuramente qualcosa che lo farà valorizzare di più di chi non ha avuto la fortuna di conoscere le stesse cose.
Ho avuto esperienze con diplomati e a lungo andare la vedi la differenza. Poi ovvio, il carattere incide molto, se sei un ebete non farai strada da nessuna parte (qui si aprirebbe una parentesi sui cazzoni che diventano comunque famosi ma vabbè).
Per favore smettiamola col mito del genio bluesman ignorante che con due corde sapeva fare tutto...
guarda che non mi riferisco a "pasticcioni" che arraffazzonano su alla meno peggio(scusa il neologismo); posso citarti esempi della storia della musica jazz e non solo che senza diploma hanno creato un riferimento per altri che li studiano(ma credo anche tu ne conosca molti). Io non mi riferivo al fatto che bisogna arrabattare su qualche nota qua e la' e cosi' si "compete" con i diplomati. Hanno la vita corta questi qua(escludo pianobaristi con basi o seratine do maggiore fa maggiore sol sus) ma sul QUANTO impegno ci si mette sempre. Il titolo di studio è soltanto un punto di partenza, non un punto di arrivo. Se si fa bene, è un ottimo punto di partenza. Se si fa a caxo di cane e poi non si studia più dopo o non si ha metodo nel proseguire nella propria formazione(fondamentale stare tutti i giorni costantemente sopra lo strumento se si vuole andare avanti, di rendita ci si campa poco... anche per i bravi diplomati) non si va molto lontano. Comunque non era per polemizzare o per accusare nessuno, solo per dire che bisogna impegnarsi e anche MOLTO e anche dopo il diploma! Poi concordo che chi parte bene, studia bene, consegue i titoli giusti meritati è su un bel trampolino di lancio(da cui pero' purtroppo non tutti riescono a spiccare il volo, molti non ce la fanno...ahime'...anche per altri motivi).
  • zerinovic
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05-09-19 16.08

Nella mia esperienza, qualcosa l'ho capita, ci vogliono persone serie,anche scarse, almeno all'inizio, per un rapporto duraturo.
  • paolo_b3
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05-09-19 16.16

@ steeveJ
guarda che non mi riferisco a "pasticcioni" che arraffazzonano su alla meno peggio(scusa il neologismo); posso citarti esempi della storia della musica jazz e non solo che senza diploma hanno creato un riferimento per altri che li studiano(ma credo anche tu ne conosca molti). Io non mi riferivo al fatto che bisogna arrabattare su qualche nota qua e la' e cosi' si "compete" con i diplomati. Hanno la vita corta questi qua(escludo pianobaristi con basi o seratine do maggiore fa maggiore sol sus) ma sul QUANTO impegno ci si mette sempre. Il titolo di studio è soltanto un punto di partenza, non un punto di arrivo. Se si fa bene, è un ottimo punto di partenza. Se si fa a caxo di cane e poi non si studia più dopo o non si ha metodo nel proseguire nella propria formazione(fondamentale stare tutti i giorni costantemente sopra lo strumento se si vuole andare avanti, di rendita ci si campa poco... anche per i bravi diplomati) non si va molto lontano. Comunque non era per polemizzare o per accusare nessuno, solo per dire che bisogna impegnarsi e anche MOLTO e anche dopo il diploma! Poi concordo che chi parte bene, studia bene, consegue i titoli giusti meritati è su un bel trampolino di lancio(da cui pero' purtroppo non tutti riescono a spiccare il volo, molti non ce la fanno...ahime'...anche per altri motivi).
OT:
Ecco, poi ci sono dei non diplomati che per vari motivi hanno suonato lo strumento 8 ore al giorno... effettivamente bisogna studiare, meglio se sotto la guida di un maestro, ma a certi livelli di impegno gli obiettivi che si raggiungono sono sorprendenti anche se non hai fatto "la scuola".
Trovo limitante definire il titolo di studio "un punto di partenza", direi che è uno degli strumenti, importante ma non obbligatorio, che servono a chi vuole imparare a fare musica.
L'unico punto fermo è che per avere accesso a determinati lavori occorre il titolo di studio. Se sei autodidatta ad insegnare musica nelle scuole statali non ci vai.
Fine OT.
  • wildcat80
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05-09-19 16.26

Condivido un paio di esperienze che credo abbiate vissuto tutti.
Anni fa avevamo messo su una band specializzata in soul, r&b e souljazz, con tanto di sezione fiati (tromba, sax contralto, tenore e baritono). Un sound molto bello, musicisti estremamente eterogenei per età ed estrazione musicale, però avevamo un gran bel suono e voglia di suonare.
Questa band aveva un grosso problema, anzi 2: la sezione fiati e la cantante, che per motivi folli si rifutava di cantare Amy Winehouse, cosa che ci avrebbe dato maggior possibilità di procacciare serate, erano gli anni in cui andava fortissimo. Prima c'era stato un problemino legato al fatto che avevamo una batterista donna, hiovane e brava, che però era lesbica e si era innamorata della cantante, arrivando ai limiti dello stalking... risolto cambiando batterista. Il problema fiati era legato al fatto che andavano riarrangiati, e l'ingrato compito ovviamente era stato affibiato a me.
Dopo una serie di nottate perse a lavorare su Muse Score, continuando ad arrivare alle prove con gente che non si era minimamente degnata di prepararsi, ho mandato tutti a quel paese e la band si è sciolta.
Un'altra esperienza negativa invece è stata con una band precedente, in cui il cambio di chitarrista ha generato una serie di scazzi incredibili.
Il vecchio chitarrista per motivi personali aveva deciso di lasciare, non era un fenomeno ma era una bravissima persona e soprattutto uno che sapeva stare sul palco suonando bene pur co i suoi limiti tecnici. Non era un virtuoso, faceva poche note ma bene, con i suoni giusti, gli assoli dei vari pezzi se li studiava e arriva sempre preparato.
Ci manda un amico a sostituirlo. La premessa era che lui suonava solo con la fidanzata, cantante, utilizzando basi che realizzava lui perché era stufo di suonare con incompetenti.
Lui era un virtuoso, ma completamente pazzo. Una serata live facciamo un pezzo nuovo, faccio un assolo di piano inedito, mai provato, che però aveva raccolto molto successo nella band e anche nel pubblico. A fine serata arriva da me e mi dice che ho fatto una cosa che non c'entrava nulla, che "i miei amici mi hanno fatto notare che la tua metrica con il pezzo non c'entrava nulla", non dico nulla e ci rivediamo in saletta la settimana dopo, dove fa una parte allucinante al batterista perché aveva sbagliato un passaggio, era andato fuori tempo, non ricordo.
Il batterista, che era un uomo di una certa età piuttosto incazzoso se ne andò mollandoci lì. Ci sono voluti giorni per rimetterlo in ragione.
La volta dopo impazzisce col bassista per un problema di volumi, un'altra volta mi rompe le scatole per i suoni che non erano di suo gradimento (stavamo facendo un tributo ai Deep Purple, passavo la DB3 in un Rotosphere saturato, c'è ben poco da dire...), al che mi sono incazzato per sommatoria di eventi, dicendogli che se si ritrovava a suonare da solo non era tanto per incompetenza altrui quanto perché pur essendo bravo non sapeva stare al mondo. Me ne vado, prendono come tastierista uno che faceva pianobar e karaoke, fanno una serata una e vengono alle mani... il tastierista era un bel caratteriale, ed era la prima volta che suonava in gruppo in vita sua, non aveva ancora capito che in gruppo non puoi occupare tutto lo spettro acustico con il piano, scazzottata e fine della band. Io ero andato ad ascoltarli e non potete capire quanto ho goduto.
  • alemar78
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05-09-19 16.33

Per quella che è la mia esperienza personale, sono due le componenti fondamentali: 1) l'aspetto umano, perchè a prescindere dagli obiettivi che ci si pone come gruppo, si deve stare bene con le persone con cui si suona 2) la professionalità, che non c'entra nulla con l'essere professionisti. Significa arrivare in sala prove puntuali e preparati, adoperarsi per far funzionare il progetto in tutti i vari aspetti, porsi gli obiettivi e non navigare a vista, etc... Prendersi l'impegno e affrontarlo con serietà, anche se non è il tuo lavoro.
Se ci sono questi due presupposti l'aspetto tecnico passa in secondo piano: è chiaro che il livello deve essere perlomeno sufficiente per il genere che si suona, ma considerando che ognuno ha i propri limiti, li si accetta, magari in certi casi si riescono a superare, perchè è sempre possibile migliorare in qualche aspetto, ma la corsa a cambiare membri per limiti tecnici non porta a nulla.
  • MarcezMonticus
  • Membro: Senior
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05-09-19 16.33

wildcat80 ha scritto:
prendono come tastierista uno che faceva pianobar e karaoke, fanno una serata una e vengono alle mani... il tastierista era un bel caratteriale, ed era la prima volta che suonava in gruppo in vita sua, non aveva ancora capito che in gruppo non puoi occupare tutto lo spettro acustico con il piano, scazzottata e fine della band.


Ellamadonna, addirittura alle mani...! emo
  • raptus
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05-09-19 16.41

@ wildcat80
Condivido un paio di esperienze che credo abbiate vissuto tutti.
Anni fa avevamo messo su una band specializzata in soul, r&b e souljazz, con tanto di sezione fiati (tromba, sax contralto, tenore e baritono). Un sound molto bello, musicisti estremamente eterogenei per età ed estrazione musicale, però avevamo un gran bel suono e voglia di suonare.
Questa band aveva un grosso problema, anzi 2: la sezione fiati e la cantante, che per motivi folli si rifutava di cantare Amy Winehouse, cosa che ci avrebbe dato maggior possibilità di procacciare serate, erano gli anni in cui andava fortissimo. Prima c'era stato un problemino legato al fatto che avevamo una batterista donna, hiovane e brava, che però era lesbica e si era innamorata della cantante, arrivando ai limiti dello stalking... risolto cambiando batterista. Il problema fiati era legato al fatto che andavano riarrangiati, e l'ingrato compito ovviamente era stato affibiato a me.
Dopo una serie di nottate perse a lavorare su Muse Score, continuando ad arrivare alle prove con gente che non si era minimamente degnata di prepararsi, ho mandato tutti a quel paese e la band si è sciolta.
Un'altra esperienza negativa invece è stata con una band precedente, in cui il cambio di chitarrista ha generato una serie di scazzi incredibili.
Il vecchio chitarrista per motivi personali aveva deciso di lasciare, non era un fenomeno ma era una bravissima persona e soprattutto uno che sapeva stare sul palco suonando bene pur co i suoi limiti tecnici. Non era un virtuoso, faceva poche note ma bene, con i suoni giusti, gli assoli dei vari pezzi se li studiava e arriva sempre preparato.
Ci manda un amico a sostituirlo. La premessa era che lui suonava solo con la fidanzata, cantante, utilizzando basi che realizzava lui perché era stufo di suonare con incompetenti.
Lui era un virtuoso, ma completamente pazzo. Una serata live facciamo un pezzo nuovo, faccio un assolo di piano inedito, mai provato, che però aveva raccolto molto successo nella band e anche nel pubblico. A fine serata arriva da me e mi dice che ho fatto una cosa che non c'entrava nulla, che "i miei amici mi hanno fatto notare che la tua metrica con il pezzo non c'entrava nulla", non dico nulla e ci rivediamo in saletta la settimana dopo, dove fa una parte allucinante al batterista perché aveva sbagliato un passaggio, era andato fuori tempo, non ricordo.
Il batterista, che era un uomo di una certa età piuttosto incazzoso se ne andò mollandoci lì. Ci sono voluti giorni per rimetterlo in ragione.
La volta dopo impazzisce col bassista per un problema di volumi, un'altra volta mi rompe le scatole per i suoni che non erano di suo gradimento (stavamo facendo un tributo ai Deep Purple, passavo la DB3 in un Rotosphere saturato, c'è ben poco da dire...), al che mi sono incazzato per sommatoria di eventi, dicendogli che se si ritrovava a suonare da solo non era tanto per incompetenza altrui quanto perché pur essendo bravo non sapeva stare al mondo. Me ne vado, prendono come tastierista uno che faceva pianobar e karaoke, fanno una serata una e vengono alle mani... il tastierista era un bel caratteriale, ed era la prima volta che suonava in gruppo in vita sua, non aveva ancora capito che in gruppo non puoi occupare tutto lo spettro acustico con il piano, scazzottata e fine della band. Io ero andato ad ascoltarli e non potete capire quanto ho goduto.
Ci sono tante di quelle prime donne in giro che veramente c'è da ridere per non piangere emo

Che poi si ritengono professionisti ma cercano gruppi su villaggiomusicale emo

Riguardo al titolo di studio, nessuno ha mai detto che sia un punto di arrivo. Ho solo detto che secondo me è più facile che i simili, cioè chi ha lo stesso bagaglio culturale, stia meglio con chi ha esperienze dello stesso tipo.
Poi ci sono anche tanti altri fattori che incidono, c'è pure il genere... per fare alcuni generi servono determinate caratteristiche...
  • steeveJ
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05-09-19 16.44

paolo_b3 ha scritto:
L'unico punto fermo è che per avere accesso a determinati lavori occorre il titolo di studio. Se sei autodidatta ad insegnare musica nelle scuole statali non ci vai.


condivido il tuo ragionamento paolo ma per favore spiegami, sempre offtopic, l'attinenza che c'è tra un bravo artista che magari fa successo (meritato) a livello nazionale e internazionale(magari diplomato, o magari no ma BRAVO, non entro in merito dei raccomandati e di alcuni turnisti che mi fanno venire la scarlattina a sentirli e vederli suonare...) e un insegnante di musica nelle scuole statali(diplomato ovviamente altrimenti non sarebbe entrato) ma che magari oltre alla scuola non sarebbe in grado neanche di presentarsi sul palchetto del paesetto dove vive perché non riesce a sostenere un concerto intero(anche l'emotività gioca un ruolo fondamentale). Questo vuol dire essere bravi artisti e musicisti? Insegnare nelle scuole statali da diplomati(o laureati)? Non guardare lo stipendio a fine mese, guarda l'aspetto artistico. Certo che esistono bravissimi musicisti insegnanti nelle scuole statali, ma ci mancherebbe! Ma esiste anche il contrario e sicuramente solo quello non basta! Si partiva da quel ragionamento (scusate sempre offtopic). Onde evitare fraintendimenti quello che voglio dire io è: il diploma di pianoforte(se si ragiona a tasti bianchi e neri) è una buona base, anzi, eccellente, se studiato bene(meglio che studiare in certe scuole private, ma dipende dagli insegnanti e dagli allievi ovviamente non se ne puo' fare un discorso generale) MA non basta quello per diventare bravi MUSICISTI e soprattutto bravi ARTISTI. Per diventare ingegneri non basta la laurea(benché difficile arrivarci) ma serve esperienza e soprattutto capacità e impegno costante SEMPRE TUTTA LA VITA altrimenti ci si arena. Conosco alcuni programmatori bravissimi, piu' bravi di molti ingegneri informatici senza alcun titolo di studio universitario. E molte aziende produttive assumono i programmatori bravi anche non laureati e li pagano molto bene(a volte di più dei laureati!) ma soltanto se sanno fare e hanno esperienza, se ne sbattono della laurea(solo per citare un esempio fuori musica). SCUSATE ANCORA l'offtopic!! Ora la faccio finita!! :)
  • wildcat80
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05-09-19 16.45

Come ho già detto mi sono trovato dentro a un progetto che non è nei miei canoni, un pop rock italiano mainstream... ma fatto bene, con bei suoni, e serietà. I ragazzi mi hanno chiesto "vogliamo i suoni alla thegiornalisti" e io ho accettato la sfida, non credo ci sia niente di più lontano dai mie gusti, però mi hanno catturato, sono seri, tutti pezzi loro con ampi spazi per tastiere e sequenze... potevo dire di no?
  • steeveJ
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05-09-19 16.45

raptus ha scritto:
Poi ci sono anche tanti altri fattori che incidono, c'è pure il genere... per fare alcuni generi servono determinate caratteristiche...


esatto, verissimo.