Speciale Campionatori

  • Riccardo_Gerbi
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23-09-19 19.34

Ciao a tutti,

su SMStrumentiMusicali trovate le prime due puntate dello speciale campionatori, realizzato per celebrare i 40 dalla commercializzazione del primo sampler, a cura di Luca Pilla.

Prima puntata
Seconda puntata

A breve altre due puntate, ma anche video e focus dedicati: stay tuned!

R.Gerbi
  • vin_roma
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23-09-19 20.11

Un tuffo nella mia gioventù.

Da subito, su consiglio di Stefano Daino, venni folgorato dalla praticità della serie S Roland ed ebbi l'S50, due S550 con i campionamenti linkati per arrivare a ben 6 Mb di campioni contemporanei, poi l'S770 ma ...uscirono gli Emu/Emax e continuai per quella strada.
Ma dei Roland ricordo una "pezza" di suono! Sarà stato per i 12 bit, grana grossa, rozza, ma sempre un suono deciso, che bucava.
Ma gli Emu non erano da meno.

L'Emu l'ho usato dal vivo sino a qualche anno fa.
Peccato per gli HD SCSI che oramai sono tutti inutilizzabili perché il formato rack leggero, 128 di RAM, i filtri meravigliosi e segnale audio in uscita con una qualità che oggi non trovo più ...si potrebbe ancora dire molto in live.
  • afr
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23-09-19 22.08

@ Riccardo_Gerbi
Ciao a tutti,

su SMStrumentiMusicali trovate le prime due puntate dello speciale campionatori, realizzato per celebrare i 40 dalla commercializzazione del primo sampler, a cura di Luca Pilla.

Prima puntata
Seconda puntata

A breve altre due puntate, ma anche video e focus dedicati: stay tuned!

R.Gerbi
Davvero belli, io ho iniziato il mio percorso nel mondo dei Synth quando Korg presentò M1

Leggere un pó di storia della tecnologia che ha preceduto il concetto di workstation è stato molto piacevole

Complimenti
  • paolo_b3
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23-09-19 23.19

Grazie Riccardo emo

Non ho mai posseduto un vero campionatore ma sempre solo rompler. Però una 30ina di anni fa ebbi in prova, da un amico che voleva vendere il sistema, un Akai 612 con relativo synth accoppiato che non ricordo come si chiama, In pratica, se non ricordo male, potevi usare il campionatore come generatore di forme d'onda per il synth che fungeva ovviamente da keybed ma anche da controller di filtrazione, molto facile da utilizzare.

Btw: il synth poteva funzionare anche in "standalone" ossia senza 612

Era un macchinino avvincente, ma era fuori budget. emo
  • Riccardo_Gerbi
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23-09-19 23.34

paolo_b3 ha scritto:
un Akai 612 con relativo synth accoppiato che non ricordo come si chiama,


Forse l'AX73?

R.Gerbi
  • jeedo
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24-09-19 00.38

Grazie Riccardo,

speciale molto interessante e ben realizzato!
Anche per me un tuffo nel passato: nel 1982 mi ricordo di aver consumato i solchi del disco Peter Gabriel IV dove il Fairlight era usato in maniera creativa e, per me, con suoni mai uditi! Che disco! Tre anni più tardi anche io riuscì ad acquistare un Akai S612 con il quale, nonostante fosse potenzialmente ben lontano dal Fairlight, giocai con piacere a fare il piccolo Peter emo
Seguirò con piacere anche le successive puntate dello speciale.
  • paolo_b3
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24-09-19 08.00

@ Riccardo_Gerbi
paolo_b3 ha scritto:
un Akai 612 con relativo synth accoppiato che non ricordo come si chiama,


Forse l'AX73?

R.Gerbi
Palo Riccardo!

Era questo.

Ma senza il tuo "assist" non sarei riuscito a ricordarmelo. emo
  • maverplatz
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24-09-19 10.05

Nel 1988 acquistai un Casio FZ1 (preferito al Roland S50; sulla correttezza di questa scelta ho ancora dei dubbi), il primo campionatore con risoluzione a 16 bit ad un prezzo alto (3 milioni di lire), ma non irraggiungibile come quello dei sistemi Fairlight o Synclavier.
61 tasti, pesante (17 kg), 1 MB di memoria volatile (RAM), espanso poi a 2 MB grazie ad un aiuto della band dove suonavo (altre 500'000 lire...), frequenza di campionamento selezionabile tra tre opzioni: 36/18/9 kHz, polifonia ad 8 note, multitimbrico, possibilità di avere fino ad 8 bank (assegnazione dei campioni / sample in funzione delle note e della dinamica), max. 64 campioni, ben 8 loop programmabili per ciascun campione, piccolo display grafico incorporato, possibilità di sintesi additiva, sottrattiva e di creare forme d'onda.

Quei maledettissimi floppy disk HD, al tempo introvabili e carissimi, al punto che iniziai a segare (letteralmente) uno spigolo dei normali floppy per poterli utilizzare comunque (funzionavano senza problemi), eludendo il controllo del lettore.
Le librerie della Casio costavano una fortuna: 150'000 lire per ciascun set da 5 floppy..., con campionamenti non di qualità eccelsa e senza sfruttare la piena dinamica dei 16 bit, al punto che mi creai i miei sample e amen...
Non aveva effetti, ma non servivano: ad esempio, per un flanger, bastava creare un mix di due campioni ritardandone uno di alcuni millisecondi, idem per il delay, ma aumentando il tempo di ritardo; per il chorus si sommavano due campioni variandone leggermente l'intonazione.
L'ho tenuto fino al 2002, poi venduto per soli 250 euro.
  • lipzve
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24-09-19 13.29

Io, me medesimo di cui me stesso, sapete cosa ho fatto?
ho regalato un akai S3000XL max espansione (32mb) con zip drive, lettore CD SCSI e una 50ina di CDs a uno che ha un piano digitale, e dopo un anno non l'ha ancora usato perchè manca un cavo SCSI, si è fermato qui....

Dai insulto libero, per sta volta
  • orange1978
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24-09-19 18.04

...quell'articolo, senza offesa, non è fatto benissimo (anche la sintassi italiana a tratti non è delle migliori)

si vanno ad approfondire strumenti insulsi o quasi, e si scrivono due righe su strumenti che invece hanno fatto la storia della musica, vedi NED synclavier (della quale manco si fa riferimento al computer ABLE o alla possibilità di fare hard disc recording e al concetto di tapless studio che rivoluzionò davvero la produzione musicale, etc etc), manca qualsiasi riferimento all'altro big sampler anni 80 ossia il Waveframe Audioframe (usato in produzioni importantissime e nel cinema), il quale oltretutto usava la tecnologia time divison multiplexing (TDM) che anni dopo è diventata la base sulla quale creare pro tools, il sistema che rivoluzionò completamente il modo di registrare.

....vabbè.
  • Riccardo_Gerbi
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24-09-19 19.34

orange1978 ha scritto:
....vabbè.


Grazie delle "osservazioni".

R.Gerbi
  • Riccardo_Gerbi
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24-09-19 20.02

lipzve ha scritto:
Dai insulto libero, per sta volta


C'è stato di peggio...
Il facoltoso di zona che acquistava sampler e drum machine da milioni all'epoca (tra cui anche Linn 9000 o EMU SP12 lasciate in un angolo sul pavimento), poi ti chiamava perché non sapeva come usarli per il suo "pianobar" casalingo.

R.Gerbi

  • orange1978
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24-09-19 20.09

Riccardo_Gerbi ha scritto:
Il facoltoso di zona che acquistava sampler e drum machine da milioni all'epoca (tra cui anche Linn 9000 o EMU SP12 lasciate in un angolo sul pavimento), poi ti chiamava perché non sapeva come usarli per il suo "pianobar" casalingo.


....ma quando mai? ma chi ha mai visto un fairlight o un linn 9000 in una serata di pianobar, ma dai facciamo i seri su.
  • Riccardo_Gerbi
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24-09-19 20.12

orange1978 ha scritto:

....ma quando mai? ma chi ha mai visto un fairlight o un linn 9000 in una serata di pianobar, ma dai facciamo i seri su.


Orange, prima di intervenire leggi attentamente: ho scritto casalingo...

R.Gerbi
  • orange1978
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24-09-19 20.22

@ Riccardo_Gerbi
orange1978 ha scritto:

....ma quando mai? ma chi ha mai visto un fairlight o un linn 9000 in una serata di pianobar, ma dai facciamo i seri su.


Orange, prima di intervenire leggi attentamente: ho scritto casalingo...

R.Gerbi
casalingo oppure no, sono abbastanza leggende metropolitane il 90% delle volte, hai idea dei costi di quegli strumenti e degli stipendi medi delle persone negli anni 70/80?

....ma chi poteva comprarsi un fairlight per giocare? già prendere una dx5 era uno sforzo, gia una dx7....

però posso dare un aneddoto VERO, assolutamente vero, un noto produttore discografico mi pare nel 1981 disse a un mio amico (noto professionista con milioni di copie vendute, mica bau bau), sai....devo decidere se comprarmi la casa a milano oppure il fairlight....era cmq un professionista famoso, non un amatore, scelse il fairlight cmi, e poi da quello che mi dissero se ne comprò tre o quattro di case ahahahaha, grazie ai guadagni della sua professione di arrangiatore.

...perchè all'epoca effettivamente se avevi il coraggio (e ovviamente i mezzi) per poter affrontare un simile investimento, poi il lavoro saltava fuori, perche non è che di synclavier o fairlight ne trovavi uno in ogni studio, sono cose che oggi purtroppo sembrano impossibili anche da concepire, perche se anche oggi ti compri un mac con tantissimi plug in e spendi un bel po di soldi, comunque cè gente che poi li scarica copiati, altri che non si sa come riescono ad averli o semplicemente esistono diversi modi per fare la stessa cosa a prezzi diversi e con qualità non cosi tanto differente...

nel 1981 se volevi campionare non c'erano appunto molte soluzioni, due/tre al massimo e costosissime, se ci credevi effettivamente il lavoro arrivava, oggi invece anche se hai pro tools hdx 5 non è detto che arrivino i clienti solo perche hai dei mezzi rivoluzionari a disposizione (forse proprio perche allo stato attuale di veramente rivoluzionario come poteva essere un synclavier o un emulator, non cè nulla sul mercato)
  • Riccardo_Gerbi
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24-09-19 20.37

orange1978 ha scritto:
casalingo oppure no, sono abbastanza leggende metropolitane il 90% delle volte, hai idea dei costi di quegli strumenti e degli stipendi medi delle persone negli anni 70/80?


Orange, non giochiamo a: "il mio aneddoto è più VERO del tuo", altrimenti si sfiora l'asilo.

orange1978 ha scritto:
....ma chi poteva comprarsi un fairlight per giocare? già prendere una dx5 era uno sforzo, gia una dx7....


Scusa, ma chi ha mai parlato di Fairlight?
Fermiamoci al DX7, l'Emax e altro dell'epoca, questi "l'amico" oggetto del mio aneddoto poteva tranquillamente acquistarli nei Weekend, oggi no, e mi fermo qui.

R.Gerbi
  • vin_roma
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24-09-19 20.41

Nel mio piccolo "piccolissimo", agli inizi '90 mi ero fatto un rack con due S550 ed avevo creato patch di archi veramente notevoli.
Preparavo a casa il midi per ogni sezione e poi scaricavo violini, viole, vcelli sugli ADAT in sinc ...mi chiamavano quasi solo per questo.
  • orange1978
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24-09-19 20.45

@ Riccardo_Gerbi
orange1978 ha scritto:
casalingo oppure no, sono abbastanza leggende metropolitane il 90% delle volte, hai idea dei costi di quegli strumenti e degli stipendi medi delle persone negli anni 70/80?


Orange, non giochiamo a: "il mio aneddoto è più VERO del tuo", altrimenti si sfiora l'asilo.

orange1978 ha scritto:
....ma chi poteva comprarsi un fairlight per giocare? già prendere una dx5 era uno sforzo, gia una dx7....


Scusa, ma chi ha mai parlato di Fairlight?
Fermiamoci al DX7, l'Emax e altro dell'epoca, questi "l'amico" oggetto del mio aneddoto poteva tranquillamente acquistarli nei Weekend, oggi no, e mi fermo qui.

R.Gerbi
un sp12 o una linndrum non erano regalate, sopratutto considerando quel (poco) che facevano, ecco perche è molto improbabile che un amatore potesse sborsare tutti quei soldi per strumenti che poi nemmeno era in grado di usare.

vabbè qualcuno forse si, conosci rick wakeman? in un intervista racconta proprio a bob moog come ebbe il suo primo minimoog, in pratica il suo manager (degli yes forse) aveva sotto contratto anche un noto attore inglese di teatro e tv, jack wilde mi pare, che all'epoca comprò il minimoog, e poi lo mise subito in vendita dicendo che era difettoso....il difetto? "eh l'ho provato, non suona piu di una nota alla volta!" ....."ma è monofonico jack, suona una nota alla volta!" ...."ah...vabbe allora comunque non fa per me, se vuoi te lo vendo a metà prezzo".

solo che casi cosi purtroppo non succedono tutti i giorni (e la persona in questione era comunque un personaggio famoso, non un comune mortale)

PS quali "aneddoti da asilo"? scrivimi, cosi ti do il telefono (privatamente) della persona di cui parlo e te lo dirà lui se è vero oppure no, io non sparo razzi.
  • orange1978
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24-09-19 20.47

@ vin_roma
Nel mio piccolo "piccolissimo", agli inizi '90 mi ero fatto un rack con due S550 ed avevo creato patch di archi veramente notevoli.
Preparavo a casa il midi per ogni sezione e poi scaricavo violini, viole, vcelli sugli ADAT in sinc ...mi chiamavano quasi solo per questo.
eh ma ci credo, perche all'epoca appunto c'era un confine ben delimitato tra consumer, prosumer e professional, avere gia a disposizione una roba del genere era fonte di lavoro, se poi eri anche un abile professionista come te, con anche una preparazione "classica" alle spalle (e non un semplice dj insomma...) sicuro un po di lavoro arrivava.

oggi anche se ti comprassi tutte le librerie spitfire, 8dio, east west, poi non è detto che "ti chiameranno quasi solo per quello", purtroppo, sono cambiate troppe cose nell'industria musicale, in parte in meglio ma in grossa parte in peggio.
  • Riccardo_Gerbi
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24-09-19 20.53

orange1978 ha scritto:
un sp12 o una linndrum non erano regalate, sopratutto considerando quel (poco) che facevano, ecco perche è molto improbabile che un amatore potesse sborsare tutti quei soldi per strumenti che poi nemmeno era in grado di usare.


Ti posso garantire che questo "amatore" poteva permettersi questi strumenti.

orange1978 ha scritto:
PS quali "aneddoti da asilo"? scrivimi, cosi ti do il telefono (privatamente) della persona di cui parlo e te lo dirà lui se è vero oppure no, io non sparo razzi.


Ma c'è bisogno di scendere a questi livelli?
Dai su...

R.Gerbi